Dal vecchio all’alta tecnologia: come i magazzini a scaffalatura alta obsoleti possono tornare a raggiungere le massime prestazioni durante le normali operazioni
Quando un magazzino a scaffalature alte, collaudato nel tempo, invecchia, i pezzi di ricambio scarseggiano o il produttore originale scompare addirittura dal mercato, i responsabili della logistica si trovano spesso di fronte a un dilemma apparentemente insormontabile. La costruzione di un edificio completamente nuovo non solo comporta ingenti spese e la perdita di spazio prezioso, ma minaccia anche di ritardare i lavori per anni e di causare costose interruzioni della produzione. Nella maggior parte dei casi, l’alternativa più intelligente, sostenibile ed economica è l’ammodernamento. Modernizzando in modo selettivo la meccanica, la tecnologia di controllo e l’infrastruttura IT – solitamente direttamente durante le normali operazioni – i sistemi più datati possono essere aggiornati agli standard tecnologici più recenti, indipendentemente dal produttore. Questo permette di risparmiare fino al 50% dei costi rispetto a una nuova costruzione, protegge dalla crescente minaccia degli attacchi informatici e riduce drasticamente il consumo energetico. Scoprite perché il mercato dell’ammodernamento è in rapida espansione, quali sono i limiti della ristrutturazione dei sistemi esistenti e cosa conta davvero nella scelta del partner giusto per liberarsi finalmente dalla dipendenza da singoli produttori.
Come salvare il sistema intralogistico da un blocco
Molte aziende con magazzini a scaffalatura alta già esistenti si trovano prima o poi ad affrontare un dilemma che a prima vista sembra insormontabile. Il cuore del sistema funziona ancora in modo affidabile, ma il produttore originale non esiste più, è fallito o è stato acquisito da un concorrente che non supporta più il vecchio sistema. Allo stesso tempo, sul mercato sono da tempo disponibili soluzioni più efficienti, che promettono una maggiore produttività, una migliore efficienza energetica e l’integrazione con software moderni. Tuttavia, spesso manca il budget per una costruzione completamente nuova e, anche se fosse disponibile, un periodo di costruzione di diversi anni con interruzioni della produzione rappresenterebbe una seria minaccia. È proprio in questa situazione che il retrofit indipendente dal produttore rivela tutto il suo potenziale economico, poiché consente di riutilizzare le strutture esistenti e di sostituire solo i componenti effettivamente obsoleti o a rischio di guasto, indipendentemente da chi ha originariamente costruito il sistema.
Il termine “retrofit” deriva originariamente dall’ingegneria meccanica e descrive l’ammodernamento di sistemi tecnici esistenti con nuove tecnologie senza la sostituzione dell’intero sistema. Nell’intralogistica, questo concetto si è sviluppato negli ultimi anni in un settore di attività indipendente, andando ben oltre la semplice sostituzione di parti usurate. Comprende la modernizzazione di macchine per lo stoccaggio e il prelievo, tecnologie di trasporto, software di controllo, sistemi di gestione del magazzino e l’intera infrastruttura IT, preservando al contempo la struttura portante, ovvero il sistema di scaffalature e l’edificio stesso. Questo approccio si differenzia sostanzialmente dalla nuova costruzione, che in genere richiede modifiche strutturali e la sostituzione completa di un sistema.
Un mercato in crescita nasce dalla pressione economica
Da diversi anni, il mercato dell’ammodernamento dei sistemi intralogistici sta crescendo a un ritmo significativamente più rapido rispetto a quello dei nuovi impianti, e le ragioni di questa crescita sono molteplici. Integratori di sistemi come TGW riferiscono di gestire oggi circa cinque volte più progetti di ammodernamento all’anno rispetto a dieci anni fa, il che indica un cambiamento strutturale nelle strategie di investimento di molte aziende. La crescita del commercio online e la crescente automazione dei processi di magazzino hanno incrementato il numero complessivo di sistemi logistici esistenti, il che a sua volta ha portato a un aumento del numero di sistemi che necessitano di modernizzazione dopo dieci, venti o più anni di attività.
Uno studio condotto dal fornitore Unitechnik, con oltre cento partecipanti provenienti dai settori della produzione e della logistica, offre un quadro illuminante dell’attuale situazione di mercato. Il 68% degli intervistati cita i problemi di reperibilità dei pezzi di ricambio come motivo pratico per un ammodernamento, mentre il 51% lamenta troppe interruzioni durante l’attività operativa. Il 53% delle aziende ha già in programma un progetto di ammodernamento concreto, il 27% ha già effettuato interventi di modernizzazione e la tendenza è in continua crescita. Particolarmente significativo è il dato che solo per un quarto degli intervistati il prezzo più basso rappresenta il criterio di selezione più importante per un fornitore di servizi di ammodernamento. Molto più determinanti risultano la solida conoscenza dei processi da parte del fornitore, un referente dedicato con una comunicazione trasparente e l’esecuzione dei lavori da parte di personale qualificato. Questo risultato sottolinea che l’ammodernamento non è semplicemente una questione di prezzo, ma piuttosto di fiducia, dove competenza e affidabilità sono fattori determinanti per il successo del progetto.
La contabilità aziendale parla un linguaggio chiaro
Da una prospettiva puramente economica, i vantaggi dei progetti di ammodernamento rispetto alle nuove costruzioni possono essere dimostrati con indicatori chiave di prestazione affidabili. Gli interventi di ammodernamento dei magazzini, se implementati in modo sistematico, costano in genere dal 30 al 50% in meno rispetto a una nuova costruzione completa, poiché le strutture esistenti, come i sistemi di scaffalatura, l’involucro edilizio e parte della tecnologia di trasporto, possono essere riutilizzate. Inoltre, non è necessario alcuno spazio aggiuntivo, il che rappresenta un vantaggio significativo in termini di localizzazione, soprattutto nelle aree metropolitane dove gli spazi commerciali sono scarsi e costosi. Dati pratici provenienti da diverse centinaia di progetti completati mostrano anche una riduzione dei tempi di inattività non pianificati dal 10 al 20%, un aumento della produttività dal 15 al 25% e una riduzione delle riparazioni non pianificate fino al 30%. Il periodo di ammortamento per tali progetti è generalmente compreso tra due e quattro anni, il che, rispetto alla vita utile di dieci-quindici anni di un nuovo edificio, rappresenta un ritorno sull’investimento eccezionalmente interessante.
Un esempio pratico particolarmente significativo è quello di un magazzino a scaffalature alte costruito nel 1980, la cui modernizzazione ha ridotto i costi a solo il venti percento dell’investimento altrimenti necessario per una nuova struttura, rendendo così superflua la costruzione di un edificio completamente nuovo. Un progetto nel porto di Amburgo dimostra inoltre che interi magazzini a scaffalature alte possono essere modernizzati radicalmente con un investimento di poche decine di milioni di euro, mentre un nuovo edificio di capacità comparabile costerebbe molte volte di più. Un altro studio sul comportamento di modernizzazione degli operatori di magazzini tedeschi mostra che le aziende con esperienza di ammodernamento perseguono principalmente l’espansione e la razionalizzazione della capacità come obiettivi concreti, seguiti dall’ottimizzazione dei costi unitari e di processo, nonché dalla sostituzione delle tecnologie obsolete. In pratica, il potenziale di ottimizzazione della modernizzazione dei magazzini si rivela spesso maggiore di quanto molti operatori inizialmente prevedano.
L’indipendenza del produttore come svolta strategica
Il vero punto di forza, sia dal punto di vista economico che strategico, del retrofit risiede nell’indipendenza dal produttore. Storicamente, gli operatori di sistemi di magazzino e di trasporto erano spesso vincolati al fornitore originale delle apparecchiature, poiché i controlli, i pezzi di ricambio e le interfacce software erano proprietari e incompatibili con i sistemi di altri fornitori. Questa dipendenza si trasforma in un rischio esistenziale non appena il produttore scompare dal mercato, per insolvenza, acquisizione o riorganizzazione strategica del proprio portafoglio prodotti. Le aziende che si trovavano in questa situazione erano a lungo costrette a scegliere tra un sistema funzionante ma tecnologicamente obsoleto, privo di supporto, o un costoso intervento di ricostruzione completa.
I fornitori di servizi di retrofit indipendenti dal produttore risolvono questo dilemma, essendo in grado di aggiornare i sistemi con tecnologie moderne, a prescindere dal produttore originale o dall’anno di fabbricazione. Aziende rinomate del settore, tra cui Stöcklin Logistik, Fehr Lagerlogistik, Gilgen Logistics e Knapp, si sono specializzate negli ultimi anni nell’analisi, nella valutazione e nella graduale modernizzazione di sistemi esistenti di qualsiasi provenienza. Questi fornitori terzi agiscono come intermediari neutrali tra l’operatore e il produttore originale, creando così una reale libertà di scelta per le aziende che in precedenza erano di fatto intrappolate in un vicolo cieco tecnologico. Per gli operatori, ciò significa riacquistare un significativo potere contrattuale, non essendo più dipendenti da un unico fornitore, ma potendo scegliere tra una vasta gamma di specialisti.
Nuovi fattori trainanti che vanno oltre la mera questione dei costi
Oltre all’ovvio risparmio sui costi, altri fattori stanno ora guidando la domanda di soluzioni di ammodernamento, fattori che spesso vengono sottovalutati nell’opinione pubblica. L’impennata dei costi energetici degli ultimi anni ha spinto molti operatori a investire specificamente in ammodernamenti intelligenti degli impianti al fine di ottenere un’efficienza energetica significativamente maggiore e ridurre in modo permanente i costi operativi. Le moderne tecnologie di azionamento, i sistemi di controllo ottimizzati dal punto di vista energetico e la gestione intelligente del carico possono ridurre considerevolmente il consumo energetico degli impianti esistenti senza richiedere un solo metro quadro di nuove costruzioni.
Un altro fattore sempre più importante è rappresentato dalle nuove normative e dalla crescente consapevolezza in materia di sicurezza informatica nei sistemi di controllo industriale. I sistemi di controllo degli impianti più datati, progettati decenni fa senza tenere conto dei moderni standard di sicurezza informatica, rappresentano oggi potenziali punti di ingresso per gli attacchi informatici e devono essere modernizzati per conformarsi ai requisiti normativi, come la direttiva europea NIS2. Un intervento di ammodernamento offre l’opportunità di aggiornare la tecnologia di controllo e l’architettura di rete a uno standard di sicurezza contemporaneo senza dover sostituire l’intera componentistica meccanica dell’impianto. Inoltre, l’integrazione con i moderni sistemi IT è fondamentale, poiché molti sistemi obsoleti sono difficili o impossibili da connettere ai moderni sistemi ERP (Enterprise Resource Planning) e di gestione del magazzino, il che può rappresentare un reale svantaggio competitivo in una catena di approvvigionamento sempre più digitalizzata.
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Konrad Wolfenstein
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