Il colpo d’occhio, prima ancora del rombo dei motori. Le motociclette allineate, i numeri di gara, caschi e giubbotti, cromature che riflettono il sole del mattino e mezzi che portano splendidamente sulle ruote anche quasi un secolo di storia. Poi il momento atteso: Egle Sebaste, madrina della manifestazione, come da tradizione ha dato il via al primo concorrente. E Cherasco è tornata a essere la casa dell’8 delle Langhe.

È scattata questa mattina, giovedì 27 agosto, da piazza Tina Lagorio la decima edizione della granfondo motociclistica storica, 10° Trofeo Dario Sebaste, appuntamento diventato negli anni qualcosa di più di una competizione per moto d’epoca: un viaggio nel territorio, ma anche un ritrovo tra appassionati e una carovana capace di riportare sulla strada motociclette che appartengono alla storia del Novecento.

Alle 9.30 il via ufficiale, affidato proprio a Egle Sebaste, figlia di Dario, alla cui memoria è intitolato il Trofeo. Poi, una dopo l’altra, le motociclette hanno lasciato Cherasco in direzione Narzole e Dogliani, dando inizio alla prima delle quattro giornate di un’edizione dal significato particolare.

A rendere possibile la manifestazione è il lavoro di una squadra di appassionati, sostenuta dai due sodalizi che ne accompagnano il percorso: Amici Vecchie Moto di Sommariva del Bosco e del Roero e Club Ruote d’Epoca Cherasco. Due realtà profondamente radicate nel mondo del motorismo storico, attorno alle quali negli anni è cresciuta una macchina organizzativa fatta di staffette, giudici, responsabili dei percorsi e meccanici.

Sono infatti dieci gli “8 delle Langhe” dell’era moderna, nata nel 2016 dall’intuizione di Attilio Eirale e di un gruppo di appassionati con l’idea di dedicare una granfondo all’amico Dario Sebaste, imprenditore albese e grande appassionato di motori scomparso pochi mesi prima. Da quelle prime riunioni nell’officina di Eirale e dai 33 pionieri della prima edizione, la manifestazione è cresciuta anno dopo anno mantenendo intatto il proprio spirito.

E proprio Maurizio Agosto, presidente di Amici Vecchie Moto, e Matteo Rossi Sebaste, nipote di Dario Sebaste, spiega l’emozione del decennale:

A raccontare la dimensione raggiunta dalla 8 delle Langhe basta la griglia di partenza 2026: oltre ottanta moto ed equipaggi, suddivisi tra sidecar, cilindrate fino a 350 cc e oltre 350 cc. Moto Guzzi, Gilera, BMW, Ducati, MV Agusta, Norton, Laverda, BSA, Triumph e tanti altri marchi compongono un vero museo viaggiante, con esemplari che risalgono addirittura alla fine degli anni Venti e ai primi anni Trenta.

Ma qui la velocità pura conta poco. L’8 delle Langhe è soprattutto regolarità, precisione e capacità di condurre mezzi costruiti molti decenni fa per centinaia di chilometri, tra controlli orari e prove speciali. La componente agonistica rimane, naturalmente, ma si intreccia con il piacere di guidare, di ritrovarsi e di attraversare territori che sono parte integrante della manifestazione.

LA PRIMA TAPPA: 251 CHILOMETRI TRA PIEMONTE E LIGURIA

E il decennale comincia senza sconti. Quella partita questa mattina è infatti la tappa più lunga e impegnativa dell’edizione: 251 chilometri attraverso due regioni e quattro province.

Il percorso ha anche un piccolo conto in sospeso con la storia recente. È quello programmato per il 2025 e poi cancellato a causa del violento nubifragio che aveva colpito la prima giornata. Gli organizzatori hanno scelto di riproporlo richiamandosi a una delle frasi più note di Dario Sebaste: «Non mollate mai la presa».

Da Cherasco le moto raggiungono Narzole e Dogliani, quindi salgono verso l’Alta Langa tra boschi e noccioleti. Alle 11 il controllo timbro a Bergolo, prima di scendere verso Cortemilia e puntare all’entroterra ligure. Alle 13 Sassello ospita il primo controllo orario e la sosta per il pranzo.

La seconda parte conduce la carovana verso l’Acquese e quindi sulla storica SP210, lungo un susseguirsi di curve e saliscendi. Alle 14.30 il secondo controllo orario a Monastero Bormida, prima del ritorno attraverso la Valle Bormida e la Langa. L’arrivo a Cherasco è previsto intorno alle 16.30.

QUATTRO GIORNI, QUATTRO TERRITORI

Domani, venerdì 28 agosto, cambierà lo scenario con la tappa delle Alpi Marittime. Partenza alle 9.30 da piazza del Belvedere a Cherasco, quindi Narzole, Carrù, Rocca Cigliè e Ceva. A Battifollo il primo controllo, prima di addentrarsi tra le strade di montagna attraverso Viola Saint Grée, Pamparato, San Giacomo di Roburent e Corsagliola. A Frabosa Soprana è prevista la prova speciale a gimkana; sulla via del ritorno tappa a Verduno e quindi nuovamente Cherasco.

Sabato 29 sarà invece la giornata più intimamente legata al nome della manifestazione: la tappa delle Langhe. Barolo, Cravanzana, Alba, la Valle Belbo e Mango disegneranno un itinerario dentro le colline Patrimonio Unesco. Alle 11.30, allo storico Torronificio Sebaste di Gallo Grinzane, si rinnoverà il tradizionale momento di ricordo dedicato a Dario Sebaste, prima di riprendere la strada attraverso alcuni dei paesaggi più riconoscibili delle Langhe.

Domenica 30 agosto il gran finale si sposterà nel Roero. Partenza da Sommariva del Bosco, subito con la prova speciale che potrà risultare decisiva per la classifica, quindi Monteu Roero, Montà, Canale, Ferrere e Pralormo. Alle 11.30 il ritorno a Sommariva del Bosco e le premiazioni del 10° Trofeo Dario Sebaste.

Dieci edizioni dopo quella prima scommessa del 2016, il filo conduttore è rimasto lo stesso. Moto preziose, certo, ma ancora più belle quando tornano a fare ciò per cui sono nate: viaggiare. Non immobili sotto le luci di un museo, ma sulle strade, tra una curva dell’Alta Langa, un passo di montagna e una piazza di paese.

Questa mattina, a Cherasco, è bastato veder partire la prima per capire perché, dopo dieci anni, l’8 delle Langhe ha ancora tanta voglia di strada.

Sul sito della manifestazione (QUI) tutti i dettagli e gli appuntamenti della quattro giorni.


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