FTSE MIB al bivio: area 52.000 separa la continuazione del rialzo da una correzione di 4.500 punti
Il FTSE MIB arriva alla fine di agosto in una situazione tecnica particolarmente delicata.
Il trend di fondo rimane ancora rialzista e il supporto che negli ultimi mesi ha accompagnato la salita non è stato violato, ma la combinazione tra grafico settimanale e mensile invita ad alzare il livello di attenzione.
Soprattutto sul secondo timeframe sta infatti prendendo forma una candela potenzialmente molto significativa, proprio dopo quattro mesi consecutivi di avanzata.
Sul grafico settimanale il livello da osservare è piuttosto evidente. Nell’ultima ottava l’indice è sceso fino a 52.176 punti, andando sostanzialmente a testare la media mobile esponenziale a 10 settimane, attualmente in area 52.200.
È un riferimento tecnico importante. Negli ultimi mesi questa media ha accompagnato con notevole precisione il movimento ascendente e i precedenti test hanno consentito al mercato di ripartire.
Per il momento lo schema non è cambiato: area 52.000-52.200 ha tenuto.
Anche la candela dell’ultima settimana, presa isolatamente, non fornisce ancora un vero segnale ribassista. Si tratta sostanzialmente di un doji, ma con apertura e chiusura collocate all’incirca nella zona centrale dell’intero range settimanale.
È quindi soprattutto una candela di indecisione, che fotografa un equilibrio tra compratori e venditori dopo la forte salita precedente. Sarebbe decisamente più negativa se il piccolo real body fosse collocato vicino ai minimi.
Il problema nasce osservando un timeframe superiore.
Sul mensile compare un possibile gravestone doji
Il grafico mensile presenta infatti una configurazione decisamente più delicata.
Agosto ha registrato un massimo a circa 54.042 punti, ma l’indice è tornato nell’area di 52.600, non molto distante dall’apertura mensile e soprattutto molto più vicino alla parte inferiore che a quella superiore dell’escursione del mese.
Se la seduta di lunedì 31 agosto non producesse variazioni rilevanti, la candela mensile assumerebbe quindi le caratteristiche di un gravestone doji.
E il contesto nel quale compare è fondamentale.
Il gravestone arriverebbe infatti dopo quattro candele mensili rialziste consecutive, sviluppatesi dal minimo di marzo-aprile, e soprattutto dopo un’accelerazione che ha portato il FTSE MIB da circa 44.000 fino oltre 54.000 punti.
C’è inoltre un’altra indicazione da non trascurare: l’ampiezza dei corpi delle ultime candele rialziste si è progressivamente ridotta.
In altre parole, il mercato ha continuato a salire, ma la capacità dei compratori di allontanare stabilmente i prezzi dai livelli di apertura mensili è diventata progressivamente inferiore.
Questo non significa che il massimo sia già stato raggiunto. Un gravestone doji richiede sempre una conferma successiva. Ma dopo un trend così esteso rappresenterebbe un avvertimento molto più importante del semplice doji visibile sul grafico settimanale.
52.000 punti diventa quindi lo spartiacque
È proprio la sovrapposizione dei due timeframe a rendere 52.000-52.200 punti il livello chiave per settembre.
Finché questa fascia tiene, il trend rialzista non può essere considerato compromesso.
Una nuova reazione dalla EMA a 10 settimane permetterebbe innanzitutto di puntare verso 53.300-53.400 punti, prima resistenza di breve.
Sopra quest’area tornerebbero nel mirino i massimi di agosto a 54.000-54.050 punti.
Ed è il superamento di questi ultimi che fornirebbe il segnale più importante: l’indice entrerebbe nuovamente in price discovery, con spazio teorico per un’estensione almeno verso 56.000 punti.
Lo scenario rialzista rimane quindi perfettamente possibile. Il mercato deve però dimostrare ancora una volta di essere capace di difendere la propria media a 10 settimane.
Sotto 52.000 il quadro cambierebbe sensibilmente
Lo scenario opposto è molto più insidioso.
Una violazione confermata di 52.000-52.200, soprattutto con chiusura settimanale sotto la EMA10, rappresenterebbe il primo serio deterioramento tecnico del movimento iniziato in primavera.
A quel punto il gravestone doji mensile acquisterebbe tutt’altro significato: non sarebbe più soltanto un avvertimento, ma potrebbe diventare la candela di esaurimento che precede una correzione di grado superiore.
Il successivo grande riferimento dinamico sul grafico settimanale è infatti molto più in basso: la EMA a 50 settimane passa attualmente intorno a 47.460 punti.
Parliamo di circa 4.500 punti sotto area 52.000, equivalenti a una correzione nell’ordine dell’8,5-9%.
Non significa naturalmente che la perdita di 52.000 debba produrre automaticamente e senza rimbalzi un movimento fino a 47.500. Tra i due livelli esistono supporti intermedi.
Ma il grafico settimanale mostra chiaramente che, una volta persa la media veloce, il successivo grande supporto dinamico di medio periodo è rappresentato dalla EMA50.
Ed è questa distanza che rende particolarmente importante la situazione attuale.
Due scenari molto diversi per settembre
Il FTSE MIB arriva quindi all’ultima seduta di agosto con una struttura ancora rialzista, ma con un rapporto rischio/rendimento molto diverso rispetto a quello dei mesi precedenti.
Sopra 52.000-52.200 il trend rimane intatto. Il superamento di 53.300 riporterebbe pressione sui massimi di 54.050 e oltre questi ultimi si aprirebbe spazio verso 56.000 punti.
Sotto 52.000, invece, avremmo contemporaneamente la rottura di uno dei supporti dinamici più affidabili degli ultimi mesi e la possibile conferma del segnale di esaurimento proveniente dal timeframe mensile. In quel caso una correzione verso 47.500 punti circa, dove transita la EMA a 50 settimane, diventerebbe uno scenario da prendere seriamente in considerazione.
La situazione può quindi essere sintetizzata in una sola fascia: 52.000-52.200 punti.
Finché regge, il beneficio del dubbio rimane ai compratori. Se cede, il gravestone doji di agosto potrebbe trasformarsi da semplice avvertimento nel primo vero segnale di inversione dopo il poderoso rally degli ultimi mesi.
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