Nato nel 2016 da un’idea di Andrea Muzzi, lo Stenterello Film Festival ha trasformato in pochi anni una tradizione teatrale antica in un appuntamento contemporaneo dedicato al cinema, alla comicità e alla cultura. Dalle prime edizioni nel Quartiere 4 fino all’espansione in tutta Firenze, il festival ha portato sul palco alcuni dei nomi più importanti dello spettacolo italiano, raccogliendo l’eredità di Stenterello: la maschera fiorentina capace di raccontare il mondo con ironia, intelligenza e una battuta sempre pronta.
Ci sono città che hanno raccontato la propria identità attraverso l’arte, altre attraverso la musica, altre ancora attraverso la letteratura. Firenze, naturalmente, ha fatto tutto questo. Ma esiste anche un’altra Firenze, forse meno celebrata nelle grandi pagine della storia dell’arte eppure profondamente autentica: quella dell’ironia, della battuta fulminante, dello sguardo dissacrante e della capacità di ridere persino delle proprie difficoltà.
È da questa Firenze che nasce lo Stenterello Film Festival, un festival che fin dal suo nome dichiara un’appartenenza precisa. Non sceglie un titolo generico, internazionale o astratto. Sceglie Stenterello, l’unica maschera tradizionale tipicamente fiorentina, trasformandola in un ponte tra il teatro popolare di ieri e il cinema, lo spettacolo e la comicità contemporanea.
Nato nel 2016 da un’idea di Andrea Muzzi, attore, autore e volto profondamente legato alla cultura toscana, lo Stenterello Film Festival ha costruito negli anni una propria identità riconoscibile. Le prime edizioni si sono svolte nel Quartiere 4, ma il progetto ha rapidamente allargato i propri confini, abbracciando progressivamente l’intera città e diventando uno degli appuntamenti cinematografici e culturali più rappresentativi di Firenze.
Una crescita che racconta anche il successo di un’idea semplice solo in apparenza: usare la comicità non come puro intrattenimento, ma come linguaggio capace di interpretare il presente.
Stenterello, la maschera che parla ancora ai fiorentini
Per comprendere davvero il senso del festival bisogna tornare indietro di alcuni secoli, quando il teatro popolare rappresentava uno dei più importanti strumenti di racconto della società.
Stenterello nasce dalla fantasia di Luigi del Buono, orologiaio fiorentino che, secondo la tradizione, diede vita a un personaggio destinato a diventare un simbolo della città. Piccolo di statura, vivace, chiacchierone e spesso pronto a uscire dalle situazioni più complicate grazie all’intelligenza e alla parola, Stenterello rappresenta un tipo umano immediatamente riconoscibile.
Non è l’eroe forte e invincibile. Non possiede il prestigio del potente e non affronta il mondo con la forza fisica. La sua arma è un’altra: la battuta.
Stenterello osserva, commenta, si lamenta, si arrabbia e soprattutto prende in giro. È popolare nel senso più profondo del termine, perché parla un linguaggio vicino alla gente e perché guarda il mondo dalla prospettiva di chi non possiede il potere ma può comunque esercitare una forma di libertà attraverso l’intelligenza e l’ironia.
Ed è proprio qui che la figura della maschera fiorentina diventa sorprendentemente moderna.
In un’epoca nella quale la comicità si è spostata dai palcoscenici ai social network, dalla televisione alle piattaforme digitali, Stenterello continua a rappresentare un’idea fondamentale: ridere non significa necessariamente smettere di pensare. Anzi, spesso accade esattamente il contrario.
La risata può essere una forma di critica.
Può raccontare le contraddizioni della società in modo più diretto di un discorso solenne. Può mettere in discussione il potere, le abitudini, le mode e persino le convinzioni di chi ride.
Dal Quartiere 4 a tutta Firenze: la crescita di un festival
Quando lo Stenterello Film Festival muove i primi passi nel 2016, la sua dimensione è fortemente legata al territorio e alla vita culturale del Quartiere 4. Firenze, però, è una città nella quale i quartieri possiedono identità fortissime, spesso capaci di generare iniziative culturali che successivamente si estendono oltre i loro confini.
È quello che accade anche allo Stenterello.
Negli anni, il festival cresce, amplia il proprio pubblico e coinvolge progressivamente luoghi e realtà diverse della città. La sua vocazione diventa sempre più ampia, trasformando un progetto nato in un quartiere in una manifestazione capace di parlare a tutta Firenze.
Il cinema diventa naturalmente il centro dell’iniziativa, ma attorno allo schermo si sviluppa un universo più vasto fatto di incontri, spettacoli, conversazioni e occasioni di confronto con protagonisti della cultura italiana.
La forza del festival sta anche in questa formula: non limitarsi alla proiezione di un film, ma utilizzare il cinema come punto di partenza per incontrare le persone che il cinema e lo spettacolo li fanno.
Un modo per avvicinare il pubblico agli artisti, ai loro percorsi e, soprattutto, alle storie che si nascondono dietro una carriera.
Un palco che ha raccontato la storia della comicità italiana
Fin dalle prime edizioni, lo Stenterello Film Festival ha saputo attirare a Firenze artisti appartenenti a generazioni e linguaggi diversi.
Sul palco del festival sono saliti Athina Cenci, Leonardo Pieraccioni, Serena Dandini, Carlo Conti, Marco Risi, Neri Marcorè, Pamela Villoresi, Andrea Pennacchi, Massimiliano Bruno e Giovanni Veronesi, solo per citare alcuni dei protagonisti che negli anni hanno incontrato il pubblico fiorentino.
Una presenza che racconta quanto sia ampia la parola “comicità”.
Non esiste una sola comicità italiana. Esistono molte tradizioni, molti accenti e molte generazioni. C’è la comicità cinematografica, quella televisiva, quella teatrale e quella più strettamente satirica. C’è la battuta immediata e c’è l’ironia che arriva lentamente, costruita attraverso un personaggio o una storia.
Ed è proprio questa varietà che sembra dialogare perfettamente con lo spirito originario di Stenterello.
Da una parte troviamo il cinema e la cultura popolare; dall’altra la riflessione sul presente. Da una parte il divertimento; dall’altra la possibilità di usare la risata per osservare la realtà con maggiore lucidità.
Quando la commedia diventa uno specchio della società
Per troppo tempo, forse, la commedia è stata considerata un genere “minore”, quasi un’alternativa più leggera rispetto al cinema drammatico o d’autore.
Eppure basta guardare la storia del cinema italiano per capire quanto questa idea sia sbagliata.
Attraverso la commedia abbiamo raccontato il dopoguerra, il boom economico, i cambiamenti della famiglia, le trasformazioni del costume, il rapporto con il denaro, il sesso, la politica e il potere. I grandi comici italiani sono stati spesso anche straordinari osservatori della società.
La risata, in questo senso, diventa un documento storico.
Una battuta può rivelare le paure di un’epoca. Un personaggio può raccontare meglio di un saggio le contraddizioni di una generazione. Una commedia può essere divertente e, allo stesso tempo, profondamente malinconica.
Lo Stenterello Film Festival nasce dentro questa tradizione. La leggerezza non viene utilizzata per evitare la realtà, ma per affrontarla da un’altra prospettiva.
Proprio come faceva, tre secoli fa, la maschera da cui il festival prende il nome.
Trecento anni dopo, lo spirito di Stenterello continua a vivere
C’è qualcosa di affascinante nell’idea che una maschera nata nella Firenze del teatro popolare possa oggi dare il nome a un festival cinematografico contemporaneo.
I linguaggi sono cambiati. Sono cambiate le tecnologie, i luoghi della comunicazione e persino il modo in cui guardiamo un film. Ma alcune esigenze sembrano essere rimaste identiche.
Abbiamo ancora bisogno di storie.
Abbiamo ancora bisogno di qualcuno che sappia osservare il mondo con uno sguardo diverso.
E, forse oggi più che mai, abbiamo bisogno di ridere.
Non di una risata superficiale, però. La risata di Stenterello è un gesto più complesso. È quella che nasce quando riconosciamo qualcosa di noi stessi nella realtà raccontata. Ridiamo degli altri e, quasi senza accorgercene, ridiamo anche di noi.
È questa la forza di una tradizione che riesce a sopravvivere nel tempo: non rimanere immobile.
Stenterello non è soltanto un personaggio del passato. È un’idea di comicità che continua a essere attuale perché conserva una caratteristica fondamentale dello spirito fiorentino: la capacità di affrontare le cose serie senza diventare necessariamente seriosi.
Firenze, il cinema e una tradizione che guarda avanti
Il successo e la crescita dello Stenterello Film Festival dimostrano anche quanto Firenze continui ad avere bisogno di appuntamenti capaci di costruire un rapporto diretto tra il pubblico e la cultura.
Una città come Firenze possiede un patrimonio storico straordinario, ma non può vivere soltanto della propria grandezza passata. Il patrimonio deve essere continuamente reinterpretato, raccontato e messo in dialogo con il presente.
In questo senso, scegliere Stenterello come simbolo di un festival cinematografico significa fare qualcosa di profondamente contemporaneo.
Significa prendere una figura del passato e chiederle cosa avrebbe da dire oggi.
Probabilmente Stenterello risponderebbe con una battuta. Magari pungente, magari irriverente. E proprio per questo capace di cogliere il punto.
Lo Stenterello Film Festival continua così il suo percorso partito nel 2016 da un’idea di Andrea Muzzi, portando nel cuore della vita culturale fiorentina quella particolare miscela di cinema, spettacolo, comicità e partecipazione che ne rappresenta l’identità.
Da una piccola maschera teatrale nata nella Firenze popolare a un festival capace di coinvolgere l’intera città: la storia dello Stenterello Film Festival è anche la dimostrazione di come una tradizione possa continuare a vivere quando qualcuno decide di non limitarla al passato.
Perché il cinema cambia, gli attori cambiano, il pubblico cambia.
Ma la voglia di raccontare il presente attraverso una risata intelligente, probabilmente, non passerà mai di moda.
E finché a Firenze ci sarà qualcuno pronto a osservare il mondo con ironia, a fare una battuta nel momento più inaspettato e a ricordarci che anche la leggerezza può essere una cosa terribilmente seria, lo spirito di Stenterello continuerà a salire sul palco.
Il programma di quest’anno: https://www.stenterellofilmfestival.it/programma-festival-2026/
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Stefano Chianucci
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