L’Italia ha bisogno di te – Festa Nazionale Udc (12.09.2026)


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Finire, designare buongiorno benvenuti, come in sala, con un caloroso applauso e diamo il via alla festa nazionale dell’Udc, Benvenuti.
Io sono un benzina abbia accompagnerà in queste due giornate che hanno come titolo l’Italia ha bisogno di te un invito al confronto, alla partecipazione in un momento in cui il dibattito pubblico, come sappiamo bene contraddistinte da tante divisioni e contrapposizioni che questa è una festa che nasce con l’obiettivo di far incontrare, confrontare in maniera costruttiva le istituzioni, la politica, la società civile un modo per parlare del futuro della nostra Italia dei temi importanti come la famiglia, le donne, la sicurezza, i giovani e l’Europa
Avremmo numerosi ospiti, come ben sapete, un programma particolarmente intenso con tanti contributi, io direi immediatamente di cominciare con l’inno nazionale, prima vorrei chiamare qui sul palco il senatore Antonio De Poli, il segretario nazionale dell’Udc, che accogliamo con un calorosissimo applauso.
Il presidente del consiglio nazionale dell’Udc, l’onorevole Renzo benvenuto.
Bongiorno ed ora vi chiedo di alzare in piedi per l’inno nazionale.
Allora un grande applauso a mettersi demanio, che ci conduce tutte queste due giornate, grazie grazie, grazie, Lorenzo, grazie all’arancia, grazie a voi per la fiducia come ogni anno.
Come sapete, abbiamo una giornata intensa che ci aspetta, ma, prima di partire con i filu saluti istituzionali, vorrei lanciare questo video saluto di Lorenzo De Poli.
Stringiamo le nostre mani e giudaici.
Una gran pioggia.
Giuro migliori.
Ciao a tutti grazie alla nostra festa nazionale dell’Udc, l’Italia ha bisogno di te, perché l’Italia ha bisogno di ciascuno di noi, ha bisogno di responsabilità, di partecipazione e di buona politica che ascolti e dia risposte concrete, amiche e amici, che è bello vedervi così numerosi da tutta Italia oggi siamo qui con una certezza l’Udc c’è, lo scudo crociato c’è e vuole essere protagonista del futuro dell’Italia.
È il momento di cominciare buona festa buona Festa a tutti noi
La nostra libertà.
Grigi della nostra città.
È un bambino triste, sorride.
Abbiamo cominciato insieme con questo augurio del senatore Antonio De Poli e io arriva direttamente qui al podio per portarvi invece i saluti del padrone di casa di Roma, Capitale e il sindaco Roberto Gualtieri, che purtroppo oggi non è più con noi, ma vi leggo le sue parole carissimi, vi ringrazio davvero e ringrazio il senatore Antonio De Poli e da un saluto con grande affetto a tutti gli e gli amici e le amiche dell’UDC. Purtroppo sopraggiunti impegni istituzionali mi impediscono di partecipare alla festa nazionale, come avrei tanto desiderato. Mi dispiace davvero perché credo fortemente nel valore del confronto democratico e quanto nella nostra città si svolge una festa come questa. Io ritengo sia giusto che il sindaco porta il suo saluto, il suo benvenuto e i suoi auguri. Siamo in una fase storica in cui la politica troppo spesso si riduce allo scontro e dibattito pubblico tende a radicalizzarsi, anche per effetto delle dinamiche delle piattaforme digitali. Abbiamo davvero bisogno di occasioni nelle quali le persone possano incontrarsi, discutere confrontarsi apertamente fra idee e posizioni diverse. Da questo punto di vista l’Udc rappresenta una forza politica con una storia, un radicamento importanti che ha fatto della responsabilità e del dialogo alcuni dei tratti della propria presenza nella vita politica e istituzionale del Paese.
Sono certo che queste due giornate si svolgeranno nel segno del rispetto e del confronto. Il programma affronta questioni importanti per il futuro del Paese, dalla protezione sociale alla natalità, dai giovani al lavoro e dal welfare alla sanità, fino alle sfide poste dall’irruzione delle nuove tecnologie dell’intelligenza artificiale nelle nostre vite. La vostra festa sarà un’occasione per parlare di politica e di futuro, ma anche per trascorrere del tempo insieme e rafforzare quel senso di comunità che è una componente indispensabile della partecipazione democratica a tutti voi, quindi auguro buon lavoro e buona festa nazionale, il Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri,
Ringraziamo il sindaco per queste parole, per il suo saluto e ora diamo la parola a chi rappresenta questa Regione, il presidente Francesco Rocca benvenuto.
Presidente, è un piacere benvenuto.
Adeguiamo alla sua altezza ai microfoni?
Grazie buongiorno, grazie.
Grazie al Segretario, al Presidente per l’invito, un saluto alle tante autorità e amici che vedo dal viceministro Bellucci a Michela come Regino Brachetti con cui c’è una lunga storia d’amicizia, consentitemi l’unica divagazione perché ho rivisto con piacere oggi Antonio Saccone che è sempre per me una un grande, un grande amico e che dire io,
Come come Regione non potevo mancare, non potevo mancare perché e vi ringrazio per aver scelto Roma e la nostra regione, per questo momento di festa che vede al centro questo messaggio a che l’Italia ha bisogno di te e io credo che mai come in questo momento davvero c’è bisogno del contributo di ciascuno per far ripartire il nostro Paese in forse in una di quelle che le congiunto,
Congiunture più difficili della nostra storia moderna. C’è bisogno davvero della capacità di ciascuno di portare il proprio contributo. Io ne so qualcosa perché prima di assumere questa responsabilità ho avuto l’onere e l’onore di guidare una grande associazione di volontariato, che però non è mai stata mossa da intenti politici ma quella sempre di servire la propria comunità, il proprio paese, di mettersi a disposizione e soprattutto nella nei confronti di chi si trova in una condizione di fragilità e mi fa molto piacere che il tema, il tema della dell’inclusione il tema del dialogo, il tema dell’attenzione alle fasce sociali sia uno dei temi che è centrale in questa in questa festa, perché davvero abbiamo un grande lavoro da continuare che deve poter sanare le tante fratture sociali che in questi anni si sono create e che con grande fatica stiamo cercando di ricomporre non soltanto all’interno della Regione ma su tutto il territorio
Nazionale vede, io credo che mai come in questo momento e lo dico in questo caso come persona che guida una coalizione, c’è bisogno anche di una forte presenza moderata, guai a fare in modo che si possa sottovalutare quella che è una precisa identità del nostro Paese, ha una sua storia in un momento in cui le le pulsioni e gli estremismi, le pulsioni divisive sia nell’estrema destra che nell’estrema sinistra, di rischiano di spaccare il nostro Paese e di continuare una eterna lotta tra guelfi e ghibellini nel momento in cui invece c’è bisogno di trovare soluzioni comuni, soluzioni condivise, io detesto i dialoghi da bar e questa è una è una invece dei rischi su cui stiamo scivolando, una delle derive su cui stiamo scivolando. Quando invece c’è bisogno di governare la complessità e non è mai semplice, non è mai semplice. Lo so bene anche come e come comunicarlo anche alle nostre comunità, che ovviamente attendono per quanta strada si sia fatta, attendono risposte e io lo vedo, lo vedo nel lavoro, lo vedo varco da uno dei temi, una delle grandi responsabilità che la Regione ha, che è quella della sanità. Il lavoro che stiamo facendo ci ha portato comunque a essere una delle prime Regioni nella risposta sul tema delle liste d’attesa, ma quando comunque
Io dico bene se abbiamo raggiunto il 96% di risposta, partivamo dal 72% nella risposta alle prestazioni critiche sulle liste di attesa, ma quel 4% vale decine di migliaia di prestazioni, decine di migliaia di persone alle quali ancora non riusciamo a dare risposta, quindi guai a dormire sugli allori ma invece raccontare raccontare che finalmente abbiamo una visione che finalmente c’è una direzione.
Che questa è una delle perché questa è la grande sfida, saper raccontare che comunque non siamo capitati per caso, non c’è una comunità politica che si è messa insieme per caso contro qualcuno. Questa è una comunità politica che, pur nelle differenze, le diverse sensibilità sa comunque trovare sintesi perché è forte l’attenzione comunque ai temi, ai temi sociali, non soltanto a quelli economici. Ritorno su questo perché è una delle cose che mi sta più a cuore. La nostra Regione ha introdotto tutta una serie di temi. Non voglio non voglio adesso ah annoiarvi con quanto siamo stati bravi, perché poi autocelebrarci son bravi. Tutti, però mettere al centro, mettere al centro i caregiver, a fare un piano per l’autismo, fare un piano per il dopo di noi, mettere 200 milioni di euro su questi temi e fare in modo che le famiglie finalmente possano trovare delle risposte
Accompagnare e rafforzare l’assistenza domiciliare per i più fragili. Questi sono queste sono le sfide che noi dobbiamo avere perché nessuno si senta solo. Questa è la grande sfida. Io non ho tutte le risposte. So soltanto che attraverso la capacità d’ascolto le possiamo ritrovare. Io sono molto contento ve lo dico per questa passaggio che c’è stato in Parlamento e che mi auguro possa essere confermato anche dal voto segreto nelle prossime settimane, finalmente del ritorno delle preferenze, perché ritorno delle preferenze vuol dire radicamento sul territorio, vuol dire capacità d’ascolto, vuol dire rispondere direttamente alla propria base, alla propria comunità, di delle scelte che poi si fanno e aprirà una nuova stagione di dibattiti democratici liberi anche all’interno delle nostre comunità partitiche o di riferimento. Questa è la grande, la grande sfida, non aver paura del dialogo e delle comunità e del saper ascoltare e delle idee Ship che nascono dal basso, che sono quelle forti che sono quelle che sanno fare la differenza, perché sanno intercettare e leggere i bisogni delle loro comunità. Quindi davvero io vi ringrazio. Vi ringrazio. Vi auguro, vi auguro buon lavoro. C’è bisogno, ripeto, e torno a dirlo gli moderazione, c’è bisogno di una capacità che gli dialogo, che torni al centro, il dialogo che torni al centro, l’attenzione alla persona e all’essere umano in particolare. Queste sono le sfide che noi abbiamo dinanzi e per aver messo questi con un mi fa. Mi faccio anche un plauso perché ho notato dalla presentazione dei diversi temi che vecchi che state trattando. C’è una cosa che mi angoscia in questo periodo e che voi avete messo al centro, che è l’intelligenza artificiale, guardate, noi stiamo sottovalutando quello che è il rischio per l’intero genere umano, che rappresenta una intelligenza artificiale, fuori controllo, noi la leggiamo e molto spesso usiamo ChatGPT o Claude come primo ausiliari, utilizzavamo Google per avere qualche informazione o forse per farci preparare qualche pensierino più complesso, sta andando avanti e la la, l’intelligenza artificiale generativa, se non governata, rischia
Spegnere l’umanità per sempre non è un esercizio retorico, quindi su questo noi non dobbiamo, non dobbiamo avere paura, noi non dobbiamo avere paura della modernità, delle sue sfide, della tecnologia e di quanto, ma dobbiamo e abbiamo la responsabilità di governarla, dobbiamo riappropriarci di governare ciò che l’uomo produce e non rischiare che un domani, attraverso questa assenza di governo, sia la macchina a governare i nostri processi questa è una delle grandi sfide. Ringrazio Antonio e Lorenzo per la ressa messa al centro delle discussioni. Grazie davvero e buon lavoro a tutti
Brazzo, proprio tanto tratta proprio tanto, grazie grazie a lei, il presidente della Regione, la Lazio, Rocca, ha apprezzato il programma di oggi che, come avete visto, tratterà tanti temi come l’intelligenza artificiale alla famiglia, alla sanità, ora vorrei dare la parola al coordinatore provinciale dell’Udc di Roma al quale affidiamo il saluto della comunità del Partito della Capitale Roberto Riccardi, accogliamolo con un caloroso applauso.
Grazie.
Nova molto insieme, la seconda volta insieme, benvenuti Benvenuti a Roma e ben venuti dalle autorità grazie al nostro Segretario nazionale, grazie al nostro Presidente, grazie al nostro coordinatore regionale, ma soprattutto grazie a voi, grazie a voi che vi siete alzati presto a voi che siete partiti ieri grazie ai romani che sono venuti in una giornata bellissima di sole,
Questa è la nostra comunità, parte della nostra comunità, guardate la sala, però prima di guardare insieme alla Sala e ha introdotto poco fa il Presidente Rocca il tema, ma è un tema molto forte per noi, questi giorni guardiamo, guardiamo all’Europa, guardiamo proprio all’intelligenza artificiale perché centrale nelle nostre giornate.
E cosa cosa sta succedendo sta succedendo una competizione, sta succedendo che ogni giorno e non è un’esagerazione, soprattutto dalla Cina, arriva un nuovo modello di diligenza artificiale che scavalca il precedente, che scavalca quell’altro.
Ma se poi guardiamo in Europa, se guardiamo alla Comunità europea, che cosa ha fatto la Comunità europea ha scritto un regolamento.
Nessuno sta sviluppando una intelligenza artificiale.
In Europa lo stanno facendo i francesi, ma non è nulla di che abbiamo bisogno che l’Europa non faccia solo e lo dico come coordinatore romano e procede un partito che è fondatore del partito.
Del partito na scusatemi.
E del Partito Popolare italiano quindi ce lo stiamo dicendo in casa, l’Europa deve fare di più, vogliamo che faccia di più, noi siamo fortemente europeisti e vogliamo che l’Europa non si limita più a regolamentare quello che fanno gli altri sull’intelligenza artificiale ma che produca è che la conosca che la spinga e che ci porti sempre verso un futuro io non ho paura onestamente l’intelligenza artificiale,
No, non vedo una caccia alle streghe, certamente va regolamentata, ma da studiata è un punto di vantaggio, chi non l’avrà, le nazioni che non avranno una propria intelligenza artificiale probabilmente avranno un ritardo e un gap, ma finiamola qua sull’intelligenza artificiale e guardiamo un attimo Alitalia, guardiamo cosa sta succedendo in Italia, in questi giorni viviamo in un Paese letteralmente diviso, a metà avete visto, Porta a Porta, avete visto i sondaggi si vince e si perde, non per un punto si vince e si perde per mezzo punto per mezzo punto e che cos’è questo punto o mezzo punto, dove sta chi è quel mezzo punto al centro, quel mezzo punto o il punto intero e il centro
è un centro che ascolta tutti senza pregiudizi, ma poi decide fa le sue scelte.
Ecco perché questa, questa festa e il titolo di questa festa dice una grande dice una grande verità, l’Italia ha bisogno di te.
Ma io lo estenderei, l’Italia ha bisogno di noi di una forza moderata che non è il pezzo in più della coalizione, è il pezzo che decide, l’Italia, ha bisogno di noi e ora passiamo a Roma, nel 2027 si voterà.
Avrei avuto il piacere, come tutti voi, di poter ospitare anche il sindaco di Roma, avrei sarebbe stato difficile parlare dei nostri progetti avendolo come avversario, ma sarebbe stato molto sfidante, molto interessante.
è la Roma che vogliamo che immaginiamo, per la quale stiamo lavorando, per la quale saremo presenti alle elezioni con il nostro simbolo, è una Roma.
Diversa è una Roma dove l’ideologia non org non comanderà, ma comanderà il buonsenso. Vi faccio due esempi, soprattutto perché non è di Roma per capire Roma è una città Settecolli immensa, è una città che in questo momento ha un problema che si chiamano piste ciclabili per fare contenti 10 ciclisti vengono torturati 10.000 tra automobilisti e residenti. Questo non ci va, non ci piace la ZTL più grande, abbiamo la ZTL più grande dopo quella di Parigi, ma dovete sapere che a Parigi, proprio in questi giorni il governo, noi, il Comune, la sta togliendo, sta smontando perché non regge, noi abbiamo una ZTL che lascerà a piedi la ZTL verde, che da novembre prossimo lascerà a piedi 800.000
Cittadini romani, 800.000 veicoli e ogni targa corrisponde ad una famiglia, corrisponde a qualcuno, ha pensato e fate il calcolo, voi di quanti romani rimarranno a piedi ed è una cosa assolutamente ingiusta, io lo vedo come un libro, un esproprio senza indennizzo, un,
Un in una cattiveria verso le famiglie, perché non tutti possono cambiare la macchina per fare una nuova macchina meglio se elettrica.
E soprattutto.
E soprattutto su un fatto.
Chi ha una macchina euro 4 da novembre può buttarla perché non ha più commercio.
Quindi non solo mi costringi, città a me, cittadino romano, di cambiare l’auto, ma mi toglie anche la possibilità di scalare qualche soldo sì, ci saranno degli incentivi di Stato, non sono ormai il dolore di una macchina e poi e poi e poi e poi potrei parlarvene per ora ma vi dico solo questo che noi vogliamo una città,
Dove il torni, il buonsenso, dove ci sia la capacità e soprattutto vogliamo un sindaco.
Che sappia ascoltare più i cittadini, più le famiglie, che magari i movimenti ambientalisti che vanno sotto con i cartelli, noi vogliamo un sindaco che protegga le famiglie.
E lo dico anche che non si preoccupi di educare i cittadini, perché questo è un po’la pretesa che abbiamo visto in questi anni, ma soprattutto si preoccupi di farli vivere bene.
Il mi fermo, l’avevo promesso tre minuti.
Al partito tre minuti saranno nel.
Nel 2027 ci saremo, ci saremo sulle liste elettorali e ci saremo soprattutto a casa per casa strada, Pescara strada per chiedervi il voto.
E non è, non è una promessa e un impegno Che la festa cominci viva l’Europa viva l’Italia e soprattutto all’Udc.
Grazie grazie ai le mani troppo piene per salutarlo, ma è come se fosse, facciamo ancora una pausa Roberto Riccardi, ringraziandolo per aver anticipato alcuni dei temi importanti della giornata di Azem, ora vorrei dare la parola al coordinatore regionale del Lazio e dell’Udc per il saluto della comunità regionale del partito accogliamo con un caloroso applauso Regino Brachetti,
La galanteria non guasta.
Io sarò breve.
Non sono scoppiettante, perché?
Abbiamo fatto un po’di riflessioni insieme a Antonio e Lorenzo, che ringrazio.
Per il lavoro che stanno e stiamo facendo.
Ringrazio veramente con di cuore il Presidente della Regione Lazio, ha fatto un bell’intervento, diciamolo, ci ha onorato della sua presenza.
Ringrazio il sindaco Gualtieri, che.
E ha mandato un ottimo.
Messaggio ringrazio il mio amico Consigliere regionale che qui presente Nazzareno neri, un applauso.
E io ho detto consigliere regionale, non ho detto di e andiamo per me, è un onore aprire la nostra festa nazionale.
Il titolo che abbiamo scelto quest’anno è un richiamo diretto, quasi personale, l’Italia ha bisogno di te, quindi è personale, non è una semplice frase ad effetto, ma il cuore pulsante del nostro impegno è il motivo per cui ci troviamo oggi qui, tutti convinti che la politica con la P maiuscola debba tornare a essere ascolto, servizio e capacità di aggregare come sempre l’attenzione generale qui nel Lazio si concentra su Roma la città eterna,
Ma il Lazio non è soltanto alla sua capitale, il Lazio, e anche Latina, e saluto gli amici di Latina e anche Frosinone e saluto gli amici di Frosinone e anche Viterbo e saluto gli amici di Viterbo col suo segretario provinciale Gino Stella di Rieti e la costa, la sociali ha la Sabina e la Tuscia. Ecco, voglio dirvi una cosa con franchezza, dove nessuno mette i piedi, noi mettiamo i piedi, noi ci siamo l’Udc nel Lazio, così come in tutte le regioni e province d’Italia, è fatto di sindaci, di amministratori locali, di persone che si impegnano 24 ore su 24 per risolvere i problemi dei propri concittadini, ed io che ho fatto il sindaco per 11 anni, so che cosa vuol dire fare l’amministratore locale, so che cosa vuol dire impegnarsi per risolvere i problemi giorno per giorno e noi siamo più forti se m’ascoltate. Se mi ascoltate, siamo più forti
Nei piccoli paesi dove c’è il rapporto personale nei medi paesi dove c’è il rapporto personale, perché non siamo su strada perché noi cerchiamo di essere vicino alla gente e lo facciamo tutti i giorni dal partito nazionale ah, l’ultimo comune nel quale siamo presenti.
Questa è la nostra forza, questa è la nostra identità, detto ciò, desidero condividere con voi una riflessione sulla nostra storia recente nel 2023 il Lazio è tornato al centrodestra dopo 10 anni di sinistra noi ci eravamo, l’Udc ha dato il suo contributo a quella vittoria grazie al Nazareno.
Noi siamo rimasti e restiamo fedeli al mandato ricevuto dagli elettori, nonostante qualche vicissitudine superata.
Eh.
Non è il caso, poi ne ripercorre, la cui questa lealtà non è un segno di debolezza, che non siamo deboli, io poi proprio no.
È un credito, il Lazio, nel 2023 ha dimostrato che il centrodestra può vincere, anche laddove la sinistra si sentiva padroni di casa, quella lezione oggi va portata avanti, dimostrando sempre di più che uniti, nel rispetto reciproco, si vince e si costruisce il centrodestra deve essere capace di parlare all’intero paese, di includere, di dialogare, di costruire consenso sui contenuti e non sulla contrapposizione, potrei continuare. So che,
Dopo un po’uno si annoia a sentir sempre allo stesso oratore, termino qui ringrazio, vi ringrazio di cuore perché io riconosco a uno per uno per frequentazioni, per amicizia, ma soprattutto perché crediamo veramente che il nostro simbolo sia il simbolo che possa equilibrare la destra troppo a destra e noi al centro nel centrodestra potremmo sicuramente portare quei valori che altri non hanno grazie e buona Festa a tutti.
Ed ecco la mascotte della festa nazionale delle dice ancora un applauso a Regino Brachetti, grazie grazie, Lorenzo grazie, grazie Regina, grazie per aver ricordato l’impegno nei confronti della comunità di aver ricordato alla nostra regione di aver ricordato la sua e la tante, le tante esperienze come Sindaci di persone che continuano a lavorare.
E sul territorio nei confronti della comunità e ora vorrei dare la parola alla presidente del gruppo parlamentare Udc e civici d’Italia, la senatrice Michaela Biancofiore prego, Presidente benvenuta.
Buongiorno, buongiorno a tutti, diciamo, l’unico vero Biancofiore che esiste in questo Paese perché, insomma, io sono di nome e di fatto in realtà.
In realtà, come tutti sanno, io non ha una tradizione, non ho una storia democristiana o però una storia liberale liberaldemocratica che rivengono do che rivendico con forza, ma credo che la liberaldemocrazia si appunto il fondamento stesso, c’è scritto Libertas in quel vostro simbolo sia il fondamento stesso appunto dei valori democristiani dello scudo crociato e della storia.
Ovviamente, della Democrazia cristiana oggi ereditata dall’Udc,
Avete detto una cosa giusta, l’ha ricordato reggino prima l’avete ricordato voi, il Presidente Rocca chi mi ha preceduto prima l’Italia ha bisogno di te, è un bel titolo, Antonio.
Ma io vorrei invece rivoltarlo questo titolo, voglio dire che l’Italia ha bisogno di voi, l’Italia ha bisogno dello scudo crociato, L Italia ha bisogno dei valori dell’UDC, la coalizione di centrodestra ha bisogno dei valori dell’UDC, la coalizione di centrodestra ha bisogno però di un’Udc che cresca, lasciatemelo dire col cuore e lo dico Antonio e Lorenzo sono miei amici reggino anche sono miei amici, più che miei colleghi, miei amici ormai storici.
Non lasciate che questo scudo galleggi fatelo tornare, grande questo scudo crociato ci vuole che ovviamente i valori, che sono i valori che voi siate orgogliosi, che li professate, che gli urli hate, perché in questo momento di relativismo culturale e dire la vittimismo umano, in un momento in cui tutta la società crolla da nord a sud, da occidente, Est eccetera, i valori che voi rappresentate, attraverso quello scudo, che sono i valori che hanno fondato questo Paese, che piaccia o non piaccia che ci si rivedano, ci si riveda, sono valori che oggi di cui oggi la gente sente bisogno perché quando c’è smarrimento la gente ha bisogno di un ancoraggio e l’ancoraggio sono le identità, l’ancoraggio sono i valori, sono i principi e voi rappresentate i principi di questo Paese. Voi rappresentate le fondamenta
Di questo Paese. Voi dovete con rilanciarli, questi valori attraverso progetti, programmi concreti che vengano fatti propri dalla coalizione di centrodestra, che vengano fatti propri dal premier Meloni perché sono valori alti forti di cui ribadisco la gente, il popolo italiano ha bisogno, diciamo il popolo internazionale perché sono i valori, quelli della Democrazia Cristiana, signori, lo dico cioè due, una che non lo è mai stato nel mai stata iscritta alla Democrazia cristiana, non ha una famiglia di tradizione democristiana, nonostante appunto il cognome, ma sono i valori dell’Occidente, i valori che voi oggi qua rappresentate, sono i valori fondanti dell’Occidente, quell’Occidente che sta sparendo. Se noi non continuiamo ad alzare la voce, se noi non professiamo i nostri valori con l’orgoglio, nel cuore ragazzi, voi siete gli eredi di Alcide De Gasperi che è il fondatore della dell’Italia, il costruttore dell’Italia
è il sabato scorso a Bolzano abbiamo la mia città, abbiamo, come dire, festeggiato anche gli 80 anni dello Statuto d’autonomia, chi ha sempre avuto l’intuizione dello Statuto d’autonomia del Trentino Alto Adige, con tutte le sue peculiarità e anche cose che non vanno, ma sempre Alcide De Gasperi chi ha colto la ha ricostruito un’Italia dopo, ovviamente la guerra, chi ha fatto propria i valori della Costituzione là li ha, come dire, è espletati anche in Europa, li ha portati e li ha tradotti anche in Europa, sempre Alcide De Gasperi che non a caso è stato anche il fondatore, uno dei padri fondatori dell’Unione europea, ma un’Unione europea con l’anima, un’Unione Europea che aveva credibilità a un’Unione europea che doveva ridare pace e benessere al continente, un continente che purtroppo fa acqua oggi da tutte le parti. Allora dico ad Antonio dico a Lorenzo, io ho presentato un disegno di legge, credo coraggioso, sulle radici cristiane, sul l’introduzione delle radici cristiane della Costituzione italiana, perché poi tutti i Paesi dovrebbero farla propria per poi fare una Costituzione europea. Bene, fatelo vostro, ve lo chiedo col cuore perché questo non è vuole un vuol dire essere confessionali, non vuol dire voler imporre un culto, un voler porre una una una, una religione vuol dire semplicemente avere coscienza della propria storia, della propria identità, delle proprie radici e farle rispettare dagli altri, perché se non siamo coscienti, noi delle nostre radici e della nostra identità, come possiamo mai pensare che siano gli altri a poterle rispettare, mai lo potranno rispettare? Noi dobbiamo avere dei punti fermi e su questi costruire il futuro. Queste non sono amici, miei parole antiche, queste sono parole che individuano in futuro anche per i giovani tutti queste baby-gang, tutto questo cinismo, tutta questa violenza
Bene, non fa parte della storia democristiana, non fa parte della storia, della cultura, dei valori, dei principi di che il vostro scudo rappresenta, e quindi bisogna che questi valori basta con la parola moderazione, Antonio lo sa, ci vediamo sempre a me la parola moderati, non piace, ma non per offendere i nostri colleghi dei moderati tutt’altro perché moderazione spesso e volentieri viene confusa con moscerini a con poca determinazione, no, il centro deve urlargli i propri valori, urlargli oggi di più a squarciagola, essere convinto appunto di quello che dice.
Senza nascondersi senza timidezze, perché la vostra ribadisca una grande grandissima storia, perché se uno non è convinto delle proprie idee, ma come pensa di poterli appunto portare agli altri? Come pensa di poterle far esprimere agli altri e poi un’altra cosa, e cioè è come pensa di poterle fare crescere poi nel popolo un’altra cosa l’Europa noi appunto voi siete l’eredi, ma tutta l’Italia, perché tutti noi facciamo parte della storia della Democrazia Cristiana, se te gli eredi appunto di Alcide De Gasperi che non a caso parlava di coraggio, sempre di coraggio delle proprie idee, beh, allora rifacciamo la nostra quest’Europa nella quale tutti crediamo. Siamo tutti fortemente europeisti e voglio lanciare un saluto anche in memoria di Emma Bonino, che non apparteneva sicuramente a questa storia, ma che ha lottato fortemente per gli Stati Uniti d’Europa e anche noi dovremo lottare fortemente per gli Stati Uniti. D’Europa,
Perché senza un’Europa credibile, senza un’Europa con un’anima come quella immaginata dai padri fondatori e da De Gasperi in primis?
Questa Europa è destinata a fare la fine che sta facendo schiacciata tra i grandi continenti, gli stessi Stati Uniti d’America ragazzi. Noi oggi in Italia abbiamo un vulnus enorme, abbiamo un, abbiamo gli Stati Uniti che vengono normalmente detestati dal popolo italiano, ma come al di là di chi li governa, si può condividere e non condividere a parte che spesso e volentieri ai valori, Maga sono coincidenti con i valori, diciamo democratico-cristiani, ma al di là di questo, ma gli Stati Uniti ci hanno liberato, gli Stati Uniti ci hanno portato la democrazia, gli Stati Uniti ci hanno fatto crescere, ci hanno portato a inventarci anche l’Europa a essere euro-atlantici e noi oggi abbiamo una grande distanza, bene, gli attuali Stati Uniti vogliono che l’Italia e l’Europa crescano, ma quest’Europa in questo modo non potrà mai crescere. Anche allora dico sempre all’Udc, al quale ovviamente mi sento oggi più vicina. Io mi io mi rivedo all’interno di tutta la coalizione, io farei il Popolo della Libertà perché faccio fatica a vedere una coalizione come la nostra di centro destra divisa. Abbiamo valori fondanti comuni e attenzione. Quali sono quei valori fondanti comuni, come diceva il buon Presidente Berlusconi, sono i valori delle tradizioni occidentali, delle migliori democrazie, quali sono quelli della Democrazia Cristiana, quindi quelli dell’Udc.
Quelli che hanno fondato il Paese, se si vuol essere sinceri e allora la coalizione non può fare a meno di voi, questa Europa non può fare a meno di voi, allora cercate di portare avanti il principio di vertici europei eletti perché sono tutti i democristiani, sono tutti appartenenti del Partito popolare europeo Lorenzo del nostro amico Weber, però peccato che non sono eletti da nessuno, allora noi dobbiamo portare il più popolo e meno burocrazia in Europa, più popolo, nemmeno Palazzo, e questo è un un’incombenza che dovete avere voi e Lorenzo, perché voi siete particolarmente vicini al Partito popolare europeo a Weber, a tutti quei vertici che dovrebbero essere eletti per essere sentiti anche dal popolo europeo. È un’altra cosa
Voi sempre dovreste essere promotori di una nuova Costituzione europea, bisogna portare delle idee nuove e farle crescere, ma radicate nei valori forti delle vostre radici e cos’è quello di fare una nuova costituzione europea? Ma si può avere un continente europeo senza una Costituzione europea, uniti nelle diversità, diceva Tucidide che era il preambolo della Costituzione europea, rilanciandola, ditelo a Weber, se c’è oggi, se verrà o se lo sentirete, ditelo che bisogna rilanciare dei valori, dare un’anima e allora amici, voglio salutarvi dicendo una sola cosa, Antonio Lorenzo, sapete quanto vi voglio bene reggino, Antonio Saccone, eccetera tutti gli amici che ci sono qua dentro, al fatelo, questo scudo alzate allo questo scudo all’Alzano per l Italia, alzate lo per la coalizione alzate, lo per la gente alzate lo perché c’è bisogno di uno scudo che cresca in questo Paese. Grazie a tutti. Grazie di cuore
Grazie alla Presidente Biancofiore, per aver ricordato con grandissima passione è stato un piacere i valori Lorenzo, se qui da seguita, se qui Graziano la presidente perché con grande passione ha ricordato i valori che lo scudo crociato rappresenta ed ora non possiamo concludere i saluti istituzionali senza che un protagonista della storia del percorso politico dell’Udc ci dia il suo la per avviare la nostra festa quindi direi di accogliere con un calorosissimo applauso il presidente del consiglio nazionale dell’Udc.
Alla storia la storia.
Grazie.
Grazie davvero a tutti.
è emozionante vedere una sala stracolma ed è anche il segno che avevamo ragione noi, quando abbiamo resistito in pochi, anche in giro a mantenere alta la bandiera dello scudo crociato, io potrò poi Po potrebbe più no, non parlare più, lo voglio parlar loro Michela dove è andata a Michaela Biancofiore peraltro all’indietro no perché ha spronato tutti ad andare avanti però, prima di iniziare permettetemi di fare un ricordo importante lo ha accennato Michela
No di due grande personalità, Emma Bonino e Raffaele Costa.
Permettetemi questa nostra festa di dedicare un pensiero a una donna che non è della nostra storia, lo sappiamo benissimo e lo diceva prima anche Michela, ma che ha fatto la storia politica di questo Paese, Emma Bonino.
So so cosa state pensando noi dell’Udc, della Democrazia cristiana, del mondo popolare e cattolico, su tanti tantissimi temi siamo stati dall’altra parte rispetto a Emma Bonino, su battaglie che per noi toccavano valori non negoziabili come la vita e la famiglia, ci siamo scontrati con la massima durezza e lealtà parlamentare.
E proprio per questo oggi è giusto ricordarla con rispetto, perché Emma Bonito io ho avuto l’onore e il piacere di conoscerla, con cui ho avuto parecchi colloqui, anche sia in Europa e qui in Italia, a Roma, rappresenta una cosa che in questa politica di oggi si è persa lo dico veramente una grande serietà lo dico soprattutto ai giovani la coerenza,
Non ha mai cambiato idea per un sondaggio, non ha mai seguito il consenso facile, ha lottato per le sue idee giuste o sbagliate che fossero ai nostri occhi, con una passione, un coraggio e una libertà personale che vanno riconosciute,
Noi del centro abbiamo sempre avuto un’idea diversa, centro democristiano, soprattutto abbiamo avuto un’idea diversa per noi, la politica non è scontro sui diritti individuali, ma costruzione del bene comune della comunità, delle radici cristiane, ma abbiamo sempre rispettato chi, come lei ha vissuto la politica come servizio e non come mestiere Emma Bonino,
È stata una radicale, è vera, un’europeista convinta, come lo siamo noi, una donna che ha pagato di persona dalle sue battaglie.
Anche con il carcere mi ricordo quando sono più di qualche volta poverina.
E in un’epoca di leader liquidi e senza storia, la sua figura ci ricorda che la politica è passione, Lodi cagioni è studio e dedizione totale agli altri, dal nostro punto di vista di cattolici democratici, le diremmo che l’Europa che sogna che sogniamo non è solo quella dei diritti ma anche quella dei doveri dell’identità della solidarietà ma le riconosciamo di essere stata a suo modo una grande italiana.
è un è una grande europea e questo rispetto per l’avversario leale è questo, e questo rispetto per l’avversario leale la cifra della nostra cultura democristiana De Gasperi ci ha insegnato che si può essere avversari senza mai essere nemici, per questo da questa festa dell’Udc va il nostro prezioso rispettoso ha una grande donna, Emma Bonino,
E permettetemi di rivolgere anche da qui.
Le nostre condoglianze Enrico Costa, il nostro grandissimo amico, che domani avrebbe dovuto partecipare alla nostra festa per la verde del suo grande papà, che anche lui ho conosciuto ai miei perché, avendo vissuto dalla Prima Repubblica aveva a che fare con lui, peraltro lo voglio ricordare Raffaele Costa papà, è stato un grande liberale, segretario dei liberali, il ministro della salute, il Ministro da
Contador dello Stato in parecchie strade, impegnato in parecchie situazioni. No, è stato presidente della Provincia della sua provincia di uno no in quota Udc. Lo voglio ricordare no, perché quando nacque Berlusconi nel 94 fece quella iniziativa, Raffaele io me lo ricordo benissimo partecipare alle riunioni, insieme al perfetti, a tutti quanti a Rocco tutti eravamo lì no per costruire, eccetera e lui era uno dei protagonisti di questa iniziativa. Forse non sanno, non ve lo dico da me io che ero Presidente Meloni, io non lo voglio ricordare veramente con grande affetto, è stato un grande politico e un grande uomo, un uomo di una grande umanità, anche molto alla mano, era no anche di gran grande pensatore, ma anche un uomo di grande no, cordialità quindi a Enrico e a tutta la sua famiglia, le condoglianze di tutta l’Udc. Questo
Allora, Chimú c’abbiamo poco tempo, mi sembra che avevo fatto un discorso un po’, però, siccome sappiamo stasera che ci vediamo magari poi le cose fondamentali, magari c’è, diciamo più tardi, altrimenti Ripa e anche gli ospiti che abbiamo noi rischiamo di però volevo veramente ringraziare tutti voi che venite da ogni parte d’Italia.
Tutti pensavano no e io vi ringrazio veramente per aver tenuto duro di e di tenere ancora duri, tutti pensavano che saremmo che democristiani sarebbero spariti dalla circolazione, no, negli ultimi anni, ha lo hanno detto in molti anche proprio e anche all’interno della nostra coalizione sono piccoli questi non esistono ma no, questo è ogni tanto ci arrivano voci del genere, ma noi oggi siamo qui, siamo qui in tanti,
Siamo qui perché noi non siamo un partito dei sondaggi, siamo un popolo, un piccolo, ma un popolo presente in tutto il nostro Paese con una presenza radicata, molto forte, e lo diceva prima.
Reggino no, noi siamo presenti in tantissimi Comuni, con consiglieri comunali, sindaci, questo siamo, noi siamo una soglia che non si cancella, no, siamo gli eredi di Sturzo e di De Gasperi, di Moro, nessuno.
Può cancellare la nostra storia, questo è.
Amici, ve lo dico in maniera molto chiara, basta con le scuse, lo dico innanzitutto a me stesso perché lo sapete, mi conoscete una sul fatto, basta con le timidezze, per troppo tempo siamo stati troppo responsabili, troppo perbene, lo dico io, ma lo dico io da solo, ma lo dico a tutti voi perché so che abbiamo un modo di lavorare, è questo no, abbiamo tenuto in piedi i governi, lo sapete bene
Abbiamo tenuto in piedi i Comuni, abbiamo fatto vincere in comuni, abbiamo fatto vincere i ragioni importanti, mentre gli altri urlavano no, noi siamo stati lì in maniera seria e responsabile per far vincere il centrodestra, ora è il momento di rialzare la testa, il centrodestra ha bisogno di noi.
L’Italia ha bisogno di noi, viviamo naturalmente una fase storica, complessa e carica di incertezze di stabilità economica degli ultimi anni, i conflitti internazionali che si fanno sempre più pesanti pensa depose chiudono, come abbiamo sentito stamattina, lo stretto di banda da ala, come si chiamava Belzoni,
Lì ci significa non non poter passare più sullo stretto di Suez altro che 2 euro il costo della benzina, cioè quello che sta accadendo è veramente nel Medio Oriente, nel Golfo e l’aumento delle disuguaglianze, la crescente diffidenza verso le istituzioni stanno mettendo alla prova la tenuta democratica e sociale del nostro Paese ma di molti Paesi europei guardate quello che è capitato in Germania, no. In questo contesto la politica non può limitarsi a gestire l’esistente o rincorrere emergenze. Ha il dovere di indicare una direzione chiara, offrire una visione e ricostruire fiducia nelle istituzioni e nelle regole comuni.
Il Cis, il centrodestra, governa il nostro Paese, ringraziamo Iddio, no, in una stagione complessa e spesso ci si dimentica di questa complessità quando io sento i dibattiti e Lazzari in televisione, io inorridisco, cioè parliamo di parlano di cose come se non fossimo in un contesto che è quello che ricordavo prima di guerra a due passi da noi di situazioni drammatiche che hanno fatto lievitare i costi di ogni genere non solo dalla Benzema di ogni genere alimentare come se dipendesse dalla Meloni dipendesse da questo governo da questa maggioranza no,
E lo fa centrodestra, governa però con senso dello Stato, affrontando sfide economiche, sociali e internazionali che richiedono decisioni coraggiose e ponderate.
Tuttavia, proprio perché il contesto è delicato, è necessario ribadire che all’interno della coalizione serve maggiore equilibrio, quello che serve, maggiore equilibrio, serve una forza verso il centro di ispirazione cristiana, serve una forza capace di tenere insieme crescita economica e coesione sociale, libertà e responsabilità.
Identità nazionale, sì, ma anche una forte forte europeismo, dobbiamo sostenerlo con forza, perché senza Eurovo, laddove andiamo nel mondo, coop dei competitor sempre più forti con la Cina, io vengo da una visita fatta in India, che cammina a una velocità che tra quattro cinque anni sarà quella della Cina che saranno un altro competitor internazionale, no, senza Europa dove andiamo da soli, immaginate noi, la Croazia e la Slovenia che vanno a trattare da soli in giro per il mondo, ma dove andiamo se non ci fosse l’Europa, quindi grande organismo
L’Udc vuole essere questa forza, ma per occupare, ma non per occupare semplice, mettono spazio quelli di un seggio in più, ma per garantire stabilità, moderazione e misura e prosperità all’Italia, e l’Europa bisogna dirlo forte e chiaro.
La l’Italia ha bisogno di un partito di centro che si ispiri alla dottrina sociale della Chiesa, questo dobbiamo fare, dobbiamo avere il coraggio di rialzare bandiera, ce lo diceva la Biancofiore, cioè ci incitava a fare questo e dobbiamo fare questo, questa è la nostra funzione, perché c’è bisogno,
Che i cattolici torneo maggiormente ad impegnarsi in politica, a dire la ad alzare la voce, a riportare anche all’interno della politica le ragioni anche della che son dietro lo scudo crociato, quindi ha bisogno di un partito che non segue i sondaggi d’opinione o il sentiment che ci indicano i social ma di tornare ad abolire o la P maiuscola che per noi è fatta fa.
Così come abbiamo fatto noi, donne e uomini, è fatta di un lavoro che si fa nei territori di Porta a Porta di militanza vera e non solo di una politica virtuale, e non penso rappresentiamo proprio questo.
La componente politica che mette al centro la persona prima degli interessi di parte questo vogliamo essere noi, la persona al centro dell’iniziativa politica, il lavoro prima delle statistiche, la famiglia prima delle ideologie, per noi la vita, sto indicando velocemente alcuni voti del Nord delle cose che noi la vita va tutelata in tutte le sue fasi c’è uno sbandamento che non è sopportabile,
Su cui dobbiamo essere fermi
Il lavoro è dignità, non solo reddito, la solidarietà è un principio concreto, non un concetto astratto, la crescita economica e la giustizia sociale devono procedere senza compromessi.
Ecco.
Questo siamo noi e dobbiamo cercare di riaffermarlo, ma parliamoci chiaramente, ma non è che lo cioè io sento, ma il partito nazionale del Partito d’azione, ma siamo tutti noi, ve lo voglio dire lo voglio dire il Partito nazional dobbiamo fare squadra per poter rilanciare e alla nostra iniziativa allora saltò tutto perché noi sapete che non rinneghiamo il nostro passato, perché il nostro passato è fatto di una storia gloriosa che ha fatto grande questo Paese che ha costruito l’Europa ce lo ricordava prima, cioè non sto a parlare di tante cose né di temi che ne parleremo più tardi, perché poi ci son molte da cosa cose da fare adesso nella prossima Finanziaria. Mi auguro che si imbocchi la strada giusta per dare una mano al ceto medio, l’attenzione alle classi meno abbienti. Il tema noi
Su finalità. Vedete, noi dobbiamo dare delle risposte esattamente contraria, facendo dando risorse sulle cure palliative e noi abbiamo presentato una proposta di legge, speriamo che sia approvata in questa legislatura, ma nella prossima Finanziaria dobbiamo fare in modo che ci siano risorse per dare delle risposte concrete alla gente e non abbandonate a se stesse quando si trovano in situazioni di difficoltà. Questo siamo noi, ecco, allora veniamo a noi, abbiamo questa legge elettorale che è una grande opportunità, abbiamo ristabilito le preferenze, no, abbiamo conoscete i meccanismi d’alto, tra la prossima settimana sarà approvata al Senato, poi alla Camera. Io non penso che ci siano lo scossone che quella sarà la legge elettorale, questa legge elettorale permette di rialzare la testa e dobbiamo farlo e di rimettere in piedi un’iniziativa politica che abbia senso nel no e che abbia la forza. Non stiamo a inseguire. Tizio Caio, e Sempronio. Dobbiamo essere noi, i protagonisti di un reggae e riaggregazioni al centro, ridando unanime a questo Centro, perché senza anima un partito non va da nessuna parte senza un programma partito
E poi sentire noi non abbiamo bisogno né degenerati, lo dico chiaramente perché noi non possiamo stare.
Lo sapete a chi mi riferisco né né generali né finti eroi beh, che girano in questo Paese che ahimè purtroppo parlano alla pancia della gente che non non vanno nemmeno a leggersi quello che dice, che son tutte cose irrealizzabili, noi siamo un’altra cosa e noi siamo alternativi a questa cosa lo dico a tutti gli amici del centrodestra che, essendo nel caso dovessimo allearci costi, eroi, no, così che i generali che però se vai a leggere poi il curriculum sono stati sospesi per tre anni, quattro anni, cioè che non hanno proprio servito questo Paese in maniera leale, no, ecco se ciò sta roba, forse noi saremo in grande difficoltà ad essere accompagnati in questa avventura da gente del genere, che dice cose che non hanno nulla a che vedere con la nostra storia. Anche questo noi dobbiamo giocare la nostra partita all’interno del centrodestra, ad essere fermi nel dire queste cose. Ecco
Allora quello che voglio dire è un appello a tutti voi, allora l’appello che vi faccio è io so, vi conosco uno per uno, so che possiamo fare molto di più sui territori, impegniamoci, avremo delle elezioni amministrative prima delle politiche, un’altra cosa il saluto la sottosegretaria Bellucci è veramente noi se veramente è molto affezionato a noi, ma noi siamo molto affezionati a lei, che si occupa di questioni che a noi stanno molto a cuore.
No, ma dicevo nel territorio noi dobbiamo tornare perché abbiamo una miriade di elezioni amministrative, se noi veramente vogliamo rialzare la destra, noi dobbiamo essere presenti in ogni Paese.
Quello che vi chiedo attenzione al territorio, mettiamo le bandierine in ogni Paese per far ripartire l’iniziativa dell’Udc, l’iniziativa dello scudo crociato, non in sede dei democratici cristiani nel nostro Paese, oppure avere maggiore coraggio per fare questo, bisogna, mettiamocelo, questo coraggio so che ce l’avete avverte vi conosco che quando vi ci mettete,
No, e quindi, se vogliamo dare una mano veramente a far risalire il nostro bestiame e mettiamoci tutto l’orgoglio possibile, perché noi dobbiamo essere orgogliosi di appartenere, appartenere a un partito che ha mantenuto viva in questo Paese, è una tradizione, una storia come quella che c’è dietro lo scudo crociato no e ha dato grande benessere libertà a questo nostro Paese quindi quello che vi dicono,
Questa festa nazionale e ringrazio Antonio qua. Non mi metto a ringraziare tutto a questa festa, che deve essere la festa della ripartenza. Dobbiamo ripartire da oggi, lo dobbiamo fare sui territori con orgoglio, con forza, con decisione, e quindi usciamo qui e facciamoci una promessa reciproca alle prossime elezioni in tutti i Comuni. Cerchiamo di essere presenti con un nostro candidato, nei piccoli comuni, come facciamo sempre, come so che facciamo sempre o con una nostra lista dove si vota con il sistema proporzionale, questo dobbiamo fare, dobbiamo avere la forza di fare questo per rilanciare un partito che ha, senza che può dare una mano al centrodestra e riequilibrare anche il centrodestra verso il centro. Abbiamo un centrodestra troppo ai, è inutile che ce lo diciamo troppo sbilanciato a destra, c’è bisogno, dovremmo entrare negli argomenti per spiegarlo e che dovremmo parlare di ceto medio, dovremmo parlare di fiscalità, dovremmo parlare ne parleremo magari stasera. Dovremmo parlare di mistero, di sanità, di sociale, dovremmo parlare di una serie di questioni che ci riguardano e su cui abbiamo idee ben chiare di come fare di più e che soluzione trovare no, ma insomma, noi quello che vi chiedo usciamo da qui e domani, tornando nei nostri territori, cerchiamo di rialzare la testa di fa ripartire l’iniziativa dello scudo crociato. È intorno a noi costruire una operazione di centro che abbia una delle chiari radici democratiche cristiane, no, che dia un forte contributo di e riequilibri, anche il centrodestra che faccia vincere ancora di Nuovo Centrodestra, perché
Io che vivo al Parlamento la sera, sento questi parlare, ma alla fine si metteranno in sede, ma io non vedo mai un sentire Conte dire la stessa cosa della slide, la slide della costa del Bonelli Bonelli, della cosa dei Goti è un gran disastro, quindi, se vogliamo veramente buoni bene a questo Paese diamoci da fare e riequilibriamo anche centrodestra, cercando di rilanciare l’iniziale dell’Udc allora grazie grazie, grazie di cuore a ognuno di voi per i Lahore che svolgete, mettiamoci, era tutta per rilanciare l’iniziativa dell’UDC.
Arriva la mazzata lo scudocrociato, l’Italia ha bisogno di te.
Facciamo ancora un applauso al presidente, Lorenzo Cesa.
Grazie grazie, Antonio Lorenzo, rimane un attimo qui con me mentre loro ti ringrazio per aver ricordato l’impegno che l’Udc porta avanti da sempre nei confronti delle singole comunità delle famiglie, l’ascolto nei confronti dei cittadini, hai detto che li conosce uno a uno e io ci credo è vero è vero, sono parole reali ti salutano perché realmente Lorenzo che è la storia dell’Udc conosce l’impegno di ognuno di voi, ma vedo anche tanti volti giovani e questo mi fa molto piacere.
L’Udc avrà un futuro, sicuramente, però spetta a loro dice.
L’ho detto prima Michela è stata efficacissima nel dire ho rilanciato ciascuno Rosato e il momento di farlo, perché serve al Paese farlo e vedere tanti giovani presente mi dà grande speranza che cioè io voglio fare un po’il padre nobile.
Però dobbiamo tornare a essere protagonisti e non subiranno altri noi non dipendiamo da nessuno, ma sta a noi comunque costruire il futuro e il futuro del del nostro partito, di un partito che ha radici profonde, che ha a cuore la difesa di alcuni importanti e ringrazio davvero di nuovo ognuno di voi ognuno di voi però bisogna anche te grazie.
Lorenzo grazie da sempre, grazie a voi tutti, ancora un applauso al presidente, Lorenzo Cesa, e grazie davvero a tutti coloro che vede in piedi, perché non ci sono più posti anche tanti ragazzi e ora, prima di partire con i nostri incontri, vorrei dare il via e ringraziare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni per il suo messaggio e saluto rivolto a tutti voi e alla festa nazionale dell’UDC guardiamolo insieme.
Caro Antonio, cari amici, mi dispiace moltissimo non essere riuscita quest’anno a partecipare alla festa nazionale dell’Udc. Ci tenevo in ogni caso a farvi arrivare il mio saluto più affettuoso, perché l’Udc rappresenta una componente molto preziosa della famiglia del centrodestra e io voglio ringraziare ognuno di voi per il lavoro straordinario che fa ogni giorno sia in Parlamento sia sul territorio per rendere ancora più forte, ancora più incisiva l’azione dell’esecutivo, raccontare ai cittadini i tanti traguardi che abbiamo raggiunto insieme finora risultati, risposte concreti che abbiamo costruito grazie alla compattezza, alla sulla solidità di una coalizione
Difendere l’Italia a proteggere le nostre famiglie, proteggere le nostre imprese, restituire al nostro popolo la dignità che merita, la nostra bussola è e rimarrà sempre il programma che i cittadini hanno sottoscritto nelle urne che stiamo attuando punto per punto, senza esitazioni, sono convinta.
Che l’altra grande innovazione che stiamo regalando a questa nazione, accanto a quella della stabilità, della quale si è ampiamente discusso particolarmente nell’ultima.
Negli ultimi 10 giorni sia proprio il ritorno alla coerenza. Noi sappiamo perfettamente quale sia la strada da seguire ogni giorno e quella strada e rispettare gli impegni che sono sanciti nel programma. Gli italiani ci hanno detto cosa dobbiamo fare, noi, lo stiamo facendo passo dopo passo, con costanza, con determinazione. È quello che abbiamo fatto fin dal primo giorno, è esattamente quello che continueremo a fare fino all’ultimo, perché la missione che ci lega è chiara, costruire un’Italia più consapevole di se stessa, della propria forza, delle proprie potenzialità. Abbiamo ancora moltissimo da fare e chiaramente le sfide che questo tempo ci sta mettendo di fronte sono particolarmente complesse. Però gli italiani devono sapere che c’è un governo che rimane ogni giorno al lavoro per dare risposte che c’è, un governo che tiene la barra dritta che c’è, un governo che non ha paura, che c’è un governo che non scappa, devono sapere anche che lo stiamo facendo insieme, insieme a tutte le forze. Da oltre 30 anni sono i pilastri del centrodestra che del centrodestra rappresentano la sua ricchezza più grande. Quindi davvero grazie grazie al vostro lavoro, grazie di questa festa, ovviamente buona festa nazionale e un abbraccio a tutti
Grazie alla Presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni che, come avete visto l’anno scorso è venuta qui con noi, ha aperto la festa dell’Udc, ha speso parole di Zaia e di impegno, come vedete, in questo momento stiamo preparando il primo panel, allora vorrei chiamare nel frattempo qui sul palco il moderatore, il giornalista e caporedattore della sede di Roma di Avvenire, Danilo Paolini. Lo accogliamo con un caloroso applauso, ora ci raggiungerà, eccolo, benvenuto
è un piacere ed ora parleremo di un tema che ci tocca da vicino, ovviamente i vari percorsi della vita dalla natalità, la casa, la famiglia, i giovani e gli anziani, i bisogni concreti, cambiamenti demografici, di un sistema di protezione che ha bisogno di accompagnarci e di accompagnare le famiglie e le persone dalla nascita delle diverse stagioni della vita, ti lascio la parola per introdurre gli ospiti di quest’oggi, ringraziava e facciamo un grande applauso a Danilo Paolini per questo panel, L Italia che verrà
Le presentazioni sono sono già state fatte, quindi adesso trascorreremo un po’di tempo insieme con i nostri ospiti del suo, poi introdurrò, sono stato chiamato qui a fare, come si dice il moderatore, e pensavo prima di divenire che sarebbe stato un compito facile perché,
Una platea di moderati, ma dopo l’intervento della senatrice Biancofiore non sono più tanto sicuro qui, speriamo, speriamo bene, no, diciamo che il tema del dibattito che seguirà a breve eh eh, eh eh, impegnativo, no dalla natalità, la casa dai giovani agli anziani in una nuova protezione sociale,
è un po’la sintesi dei nodi principali che ci troviamo a affrontare in questa fase così difficile abbiamo sentito anche dalla dall’intervento del presidente Cesa e e dagli altri che dal Presidente Rocca e dagli altri che che ci hanno preceduto e in effetti questo è un tempo denso di insicurezza e di preoccupazioni, e un tempo che ci è dato vivere, ma è molto difficile e sono sono preoccupazioni alimentate da una serie di eventi di fattori che si intrecciano tra loro e mettono a dura prova e la tenuta del tessuto sociale. L’abbiamo già sentito questa mattina, ma è vero
E te tenuta sociale del Paese dell’Unione europea, di cui l’Italia tra i fondatori anche questo è stato ricordato guerre, povertà, denatalità, salari bassi, prezzi alti crisi abitativa, lunghe liste di attesa per la sanità, mi fermo qui perché purtroppo l’elenco potrebbe proseguire in questo contesto talvolta tende a prevalere l’individualismo rispetto alla solidarietà, i diritti dei singoli, su quelli sociali,
Cercheremo perciò di capire che cosa occorre fare per combattere il senso di precarietà che troppo spesso, impedisce ai giovani di fare famiglia, di fare figli e agli anziani di vivere serenamente i loro giorni, ma cercheremo di capire anche come evitare che siano gli anziani stessi l’unica rete sociale per le nuove generazioni come spesso purtroppo accade in molte famiglie ormai quando ansie sono fortunate quelle famiglie dove accade.
Insomma, un vasto programma avrebbe detto il generale De Gaulle, ma forse è meglio non parlare dei generali.
Mi è parso di capire, altrimenti rischiamo anche di andare fuori tema, andiamo invece direttamente al punto, ecco, io chiamerei sul palco e la vice ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Maria Teresa Bellucci, grande applauso.
Benvenuta il.
Luca Marconi, presidente del gruppo Udc e Regione Marche.
La professoressa Marina d’Amato, docente di sociologia all’università, Roma, Tre.
Avvenuta.
E il segretario generale del Censis, Giorgio De Rita.
Ecco, ci accomodiamo io.
Appunto, andrei subito al punto con la viceministra Bellucci Bongiorno, tra poco inizierà la sessione di bilancio.
Molto complicata, come sempre la congiuntura.
Benissimo, allora Ce que un fuori programma ben gradito, avremo un collegamento col presidente della Regione Veneto Stefani.
Bene, presidente Bongiorno cosiddetti.
Ecco
Nel.
E io chiedevo appunto la viceministra Bellucci
Eh.
Quali sono, dal suo punto di vista, le priorità da affrontare dal punto di vista del ministero in cui lei lavora, sì, ci sono tante ipotesi sul tavolo, poi alla fine bisogna sempre fare i conti con la calcolatrice, ecco se ci può dire, quali i quali vede che dal punto di vista sia del welfare sia del lavoro che poi sono cose molto collegate fiscalità eccetera, quali sono le priorità? Grazie?
Allora buongiorno a tutti, ma innanzitutto io voglio ringraziare Antonio De Poli voglia dinanzi a ringraziare Lorenzo Cesa, voglio ringraziare in particolare Paola Binetti per questo invito, che è un’amica di viaggio in questa stagione di governo particolarmente preziosa con Paola stiamo lavorando alla riforma anziani,
La prima riforma in Italia, che ha dedicato una legge specifica alla terza età e attraverso la sua competenza, il suo impegno, la passione però, devo dire anche la visione comune sta dando un contributo importantissimo per far sì che alle persone sia riconosciuto di poter vedere lo stato a fianco in ogni stagione della propria vita quindi io ringrazio Paola perché anche questa volta si è messa a servizio,
Della politica e anche del governo.
Detto questo, Lorenzo prima diceva che io sono affezionata a all’Udc, beh, si sono affezionata semplicemente perché sono qui e siamo qui come centrodestra, non contro qualcuno non contro la Schlein, contro Conte, non contro il generale di turno che è stato nominato da Lorenzo, ma siamo qui e rimaniamo insieme perché condividiamo una visione d’Italia di politica di crescita, di sviluppo di aiuto al prossimo,
E quando lei mi chiede che cosa faremo in questa legge di bilancio difficile come le altre, ma continueremo a fare quello che abbiamo fatto sin dall’inizio, la prima legge di bilancio per noi è stata estremamente difficile, noi siamo stati il primo Governo in 80 anni, inoltre, 80 anni della Repubblica italiana che ci siamo insediati in prossimità dell’approvazione della legge di bilancio, il nostro esecutivo festeggerà fra poco i quattro anni di governo dopo aver festeggiato l’esecutivo più lungo della Repubblica italiana.
E se un governo non si è mai insediato in questa fase o non è mai capitato, è perché è particolarmente complesso, ma noi, sin dalla prima legge di bilancio, abbiamo fatto vedere come il nostro obiettivo era passare dalle parole ai fatti il nostro presidente Giorgia Meloni l’ha detto chiaramente nel suo saluto per noi stabilità e coerenza erano e sono due facce di una medaglia che va tenuta insieme. E questo che cosa significa? Beh, prima di tutto significa far sì che le politiche sociali non siano più la cenerentola delle politiche pubbliche
Non siano più l’ultima ruota del carro, ma siano al centro delle politiche pubbliche, perché noi, attraverso le politiche sociali, possiamo rispondere a quella domanda che lei faceva prima, una nuova protezione sociale.
E a questa domanda voi rispondete anche con il titolo di questa bellissima festa nazionale, l’Italia ha bisogno di te.
Allora abbiamo ereditato io lo dico chiaramente un’Italia che ha gestito le politiche sociali con una visione schiacciata sul mero assistenzialismo, che significa che l’Italia non ha bisogno di te, perché se tu pensi di utilizzare miliardi e le economie senza offrire opportunità, ma offrendo sussidi e prebende vuol dire che sei dicendo agli italiani che non hai bisogno di loro che possono rimanere nella loro condizione di fragilità che possono rimanere lontano da una società che produce,
Che possono essere soltanto dipendenti dallo Stato e da una paghetta di Stato questa è la storia del reddito di cittadinanza, questo è la storia di chi ha propagato e promosso la libertà nell’utilizzo delle sostanze stupefacenti, delle droghe, questa è la storia di chi ha utilizzato le politiche sociali per fare cassa al consenso e per lasciare poi dei buchi di bilancio enormi le politiche sociali in cui noi crediamo sono quelle che danno opportunità,
Quelle che non ti dicono che io, a fronte delle due fragilità, tu non potrai riscattarsi ed evolvere, ma ti dicono che
Se lo Stato ti vedi come una risorsa e ti sente come tale, perché tu lo sei, perché la vita?
è un miracolo che deve essere protetto, allora lo Stato ti deve dare delle occasioni per poter crescere in tal senso e le occasioni che abbiamo portato avanti oggi non sono soltanto una visione che raccontiamo, ma sono fatti 52 miliardi dati al welfare.
Da quando ci siamo insediati, ad oggi, il tasso di occupazione più d’alto da quando si registrano i tassi di occupazione gollista, proprio ieri l’Istat sottolineava come abbiamo superato il 63% la disoccupazione, che è ai minimi storici, che è sotto il 6%, siamo al 5,6% il lavoro stabile,
Perché è un altro tema, perché non basta ovviamente dare lavoro, ma il lavoro deve essere stabile e l’Italia in questo ha dimostrato di riuscire a far crescere l’occupazione, ma insieme alla stabilità come altre nazioni per esempio, non sono riusciti a fare uno fra tutti la Spagna che si vanta di aver fatto crescere l’occupazione ma se noi andiamo a guardare i dati al suo interno vediamo che quella occupazione che fa crescere un’occupazione precaria,
E poi, ovviamente, la protezione della vita dal concepimento fino alla morte.
Ecco, questo è un altro tema che abbiamo affrontato e in maniera forte le politiche per la famiglia
Sono state destinati moltissime risorse economiche, abbiamo aumentato l’assegno unico per i figli a carico, abbiamo aumentato i congedi parentali, aumentandoli dal 30 all’80% nei tre mesi di maternità, abbiamo incentivato l’occupazione femminile perché per crescere la famiglia deve vedere una donna che può scegliere e scegliere significa scegliere di essere libera di lavorare. Anche in questi anni abbiamo raggiunto il record di occupazione femminile superando il 54%. Allora, come diceva il nostro presidente del Consiglio, noi non crediamo che tutti gli obiettivi siano stati raggiunti. Non crediamo che la strada percorsa sia bastevole a sufficienza sufficiente,
Ma crediamo altrettanto di aver dimostrato con i fatti che si può cambiare paradigma che l’Italia può essere competitiva, che può essere solidale, che può essere giusta e che il centrodestra unito è una risposta valida per fare tutto questo. Quindi, quando lei mi dice che cosa faremo nella prossima legge di bilancio, daremo stabilità a ciò che abbiamo fatto. Continueremo su questa strada, consapevoli anche che, per fare tutto ciò, dobbiamo essere uniti che l’Udc è un alleato leale, che è un alleato consapevole che un alleato coerente, e per questo cercheremo di continuare a costruire una unione di centrodestra che sia capace di tenere alti questi valori. Questa visione, questo bene della nazione, questa protezione della vita, della persona, della famiglia, perché per noi non è tutto uguale, la famiglia non è superflua, i giovani non hanno bisogno di solo di sussidi, gli anziani non sono uno scarto, le fragilità non sono un numero per delle statistiche e che la vita va protetta perché è il valore più prezioso che noi abbiamo
Lucci.
Do subito la parola al presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, back, so che ha un altro impegno, quindi, presidente, e allora ovviamente, come diceva anche la viceministra lo Stato non può fare tutto, non può fare tutto da solo, né si possono lasciare sole le persone.
Che cosa, invece, possono fare le Regioni, gli enti locali, in un’ottica di sussidiarietà che, come sappiamo, è uno dei principi anche valoriali della dottrina sociale della Chiesa e dell’Unione di Centro grazie?
Grazie a voi, grazie anche a tutti gli amici dell’Udc e con cui governiamo bene insieme, anche in Veneto.
Soprattutto il tema che avete scelto di trattare, che con piacere e ovviamente ho modo di trattare anch’io in questo pane e in questa occasione è quello del sociale che noi abbiamo scelto di porre come primo punto del programma amministrativo della nostra regione e lo abbiamo fatto tenendo conto di alcuni trend in atto perché l’invecchiamento della popolazione è un trend crescente sappiamo che,
E nei prossimi 20 anni gli over 85 solo in Veneto ammonteranno del 49,9%, quindi è un tema sicuramente positivo, perché significa che la qualità della vita sta migliorando, la qualità delle cure sta migliorando, ma ovviamente tutto questo ha dei riflessi.
Significativi per quanto riguarda gli aspetti sociali e sanitari e noi dobbiamo farci trovare pronti, e quindi una società che vuole guardare avanti, deve mettere il sociale al centro, deve mettere questo tema al centro dell’agenda politica e il centrodestra deve saper governare e, soprattutto, deve saper dimostrare che il sociale è un punto che deve essere parte integrante di un programma di centrodestra e questo Governo lo ha fatto e credo che il futuro del centrodestra si giocherà molto su questi temi perché sociale, come viene inteso storicamente dal centrosinistra, un sociale di assistenzialismo, un sociale in cui magari alcuni temi non sono particolarmente oggetto di attenzione e il nostro è un modello e un approccio diverso in cui il sociale significa dare attenzione ai giovani, significa garantire il diritto alla casa. Noi abbiamo previsto insieme, tra l’altro, a un consigliere regionale dell’Udc che ha una delega specifica in materia all’housing sociale. 50 un piano di investimento di 50 milioni di euro per quanto riguarda il Piano casa 25 milioni specificamente dedicati all’ERP 25 milioni dedicati invece al social housing per garantire un diritto alla casa a quell’area grigia che oggi non è così povera da poter entrare nell’edilizia residenziale pubblica, ma non è neanche così ricca da potersi permettere di insediarsi qui in Veneto e con una casa, o parlo ogni tanto con tantissimi giovani
Toni e mi ogni tanto incontro a che e de I né atti, magari nei PROF, nelle professioni sanitarie e cerchiamo di tenere qui il più possibile e mi dicono io mi sono laureato a 23 24 anni e dovrei fare l’infermiere magari a 1.500 euro al mese e debbo spendere 800 euro per avere una casa quando mi va bene in centro città e credo che questo sia alla base di tutto. Se noi non siamo in grado di offrire il diritto all’abitazione ai nostri ragazzi, è impossibile che rimangano nel nostro territorio. Accetteranno la prima offerta dall’estero in cui, oltre magari al contratto di lavoro, gli danno un alloggio, magari un contratto di lavoro in cui prendono molto di più. Noi abbiamo il dovere di interessarci dei sociale, di interessarci di casa, di investire nella casa, di investire in politiche sociali anche e soprattutto per quanto riguarda l’invecchiamento della popolazione. Noi in Veneto stiamo studiando un modello innovativo quello dei Longevity Village, cioè di stratificare l’utenza sociale dei nostri Comuni e offrire risposte diversificate. Ah, l’utenza over 75 e over 80, e questo perché perché troppo spesso si parla di sociale alle soltanto quando il caso magari è diventato
Qua Asi sostenibile, quando invece garantire delle politiche sociosanitarie assistenziali all’avanguardia significa invece tutelare anche quella grande fascia bianca, diciamo di popolazione che ha bisogno di stimoli cognitivi ed un invecchiamento attivo, di occasioni di confronto, di capacità di vivere relazioni in carne ed ossa, perché questo è un altro aspetto che noi spesso sottovalutiamo. La solitudine è uno dei grandi mali di grandi problemi della società di oggi, soprattutto in una società interconnesse. Noi dobbiamo recuperare, anche grazie alla prossimità della classe politica, anche grazie alla capacità della politica di poter intervenire a livello municipale a livello locale, con le associazioni e gli enti e gli enti del terzo settore, dobbiamo rivitalizzare la capacità delle persone di costruire relazioni in carne ed ossa, di combattere la solitudine. Oltre il 50% dei nuclei over 80 in Veneto sono nuclei soli, sono persone sole che ovviamente avranno una serie. Di conseguenza, a causa della loro solitudine, noi dobbiamo garantire loro attenzione e animazione territoriale, servizi sul territorio e garantire anche delle formule di monitoraggio da remoto e di sostegno, anche attraverso degli assistenti domiciliari condivisi che permettono loro magari di superare qualche fragilità e poi chiaramente la fascia verde, dove c’è una necessità maggiore di intervento, anche attraverso la telemedicina, gli strumenti di monitoraggio, anche attraverso delle case
La fascia rossa, che invece è quella che ha bisogno di maggiore attenzione, magari con un rapporto uno a uno, a uno, a due degli assistenti domiciliari. Li stiamo formando. Stiamo garantendo anche a queste persone una formazione adeguata per poter intervenire in più famiglie in più nuclei familiari e quindi strutturare l’aspetto sociale con una forte attenzione a partire da chi è più in difficoltà, perché la dignità della vita si difende anche e soprattutto così anche offrendo degli strumenti, anche permettendo alle persone di uscire di casa e di vivere relazioni in carne ed ossa in una società sempre più isolata, sempre più connessa a livello digitale ma sempre meno connessa a livello umano. Io credo che la grande sfida del centrodestra si giocherà su questi temi si giocherà su questa scelta di campo e io voglio che la mia regione, da questo punto di vista sia la prima Regione a poter inaugurare un percorso che metta il sociale come primo punto del programma amministrativo. Lo abbiamo fatto a livello elettorale, in campagna elettorale e lo stiamo facendo a livello amministrativo, non è stata una scelta semplice e facile, perché all’inizio non sempre è stata capita, ma credo che sia proprio questa
La scelta chiave di questa amministrazione che vorrà guardare al futuro, tenendo in considerazione l’importanza di questi aspetti che riguardano la vita di tutti noi. Approveremo entro
Timpano alla legge sui caregiver, che verranno inseriti nel contesto anche legato agli aspetti amministrativi e quindi potranno essere parte integrante di tutte le scelte amministrative e sociosanitarie che faremo sul territorio e soprattutto con la grande riforma degli ATS noi vogliamo dare risposte importanti ad un’utenza che è diversificata non possiamo più pensare che il sociale sia solo assistenzialismo, che il sociale sia solo,
Contributi che il sociale possa esser destinato soltanto a chi, ogni giorno pensa di entrare nei municipi, chiedendo una risposta in questo senso, perché alla fine ci ricordiamo che quel tipo di utenza è sempre la stessa, noi dobbiamo uscire Hunt, entrare nelle case, riuscire a garantire servizi e assistenza e attenzione a tutti. È una grande sfida che il centrodestra deve giocare che sta giocando, ma è una sfida che il centrodestra deve vincere grazie al CT di questo grazie a lei, Presidente Alberto Stefani, della Regione Veneto, che
Salutiamo con un grande applauso.
Ci ha spiegato appunto, grazie di nuovo Presidente.
E ci ha spiegato appunto quanto le Regioni possono o dovrebbero fou, fanno già quindi il lavoro da fare, tanto in un’ottica di collaborazione.
Con lo Stato centrale col terzo settore evidentemente, appunto si parlava di di sussidiarietà si parlava di persona al centro e sociale, al centro, però mi rivolgo adesso alla professoressa d’Amato.
Talvolta alcuni segnali, e penso a livello di astensionismo elettorale, penso a questa rabbia violenta che tante volte esplode la rabbia violenta che esplode nelle piazze durante le manifestazioni, cioè gli italiani, non tutti gli italiani, ovviamente una parte di Paese sembra sfi più che sfiduciata sembra rassegnata o rabbiosa, appunto no. Qual è la sua analisi, cioè che cosa si può fare per recuperare questa parte di Paese, appunto, a una
Una visione e una collaborazione a una.
Grazie.
Mi sentite no.
Provi a parlare ad essersi grazie, innanzitutto io sono spaesata e onorata perché conoscevo solo Paola Binetti ed è stata lei con la quale ho collaborato in passato, tante volte a chiedermi di essere qui, allora ho imparato stamattina ascoltandovi.
Molte cose.
E attraverso quello che ho imparato, cercherò di rispondere a quello che lei mi ha chiesto.
Il disorientamento e come si fa a non essere disorientati in una società come la nostra, in cui gli adulti sono infantili e i bambini vengono adulti Zaki a tre anni?
Nel tempo io ho studiato soprattutto gli emarginati, ma non gli emarginati imballati quelli sono appena peggio della medicina, della giurisprudenza, della politica, appunto.
Io ho studiato l’infanzia.
Nulla adolescenza, aurea ci arrivo e perché e perché in Italia, checché se ne dica, nonostante la De?
Natalità.
Nonostante tutti i temi, qui è l’unico numero che leggo lascio i numeri al collega, i minorenni in Italia sono 14, quelli di circa 14 milioni un po’di più.
Non sono pochi, ma che atteggiamento hanno gli italiani nei confronti delle persone che devono educare affinché si orientino abbiano un ruolo nella vita, noi siamo il Paese in cui la preoccupazione nei confronti dei giovani è l’alibi dell’attenzione nei confronti dei giovani.
I bambini, non a caso, vengono studiati se sono delinquenti, e anche ai giovani, se sono cattivi, vanno alle manifestazioni e picchiano, se sono malati, per carità di Dio, se non vanno bene a scuola, insomma ogni patologia, ai suoi maestri, psicologi medici, giuristi eccetera.
Ma la dance e i genitori imparano a preoccuparsi sì e li occupano talmente tanto che un bambino medio romano di qualsiasi ceto sociale, ah, la giornata impegnata, il doppio di quello della presidente Meloni, che ho conosciuto stamattina, perché va?
Comincia con la scuola, si sveglia, guarda un cartone, mentre si investe, va a scuola, solitamente di corsa avviene, ha mollato davanti a scuola, vai vai che tardi quindi la sua ansia era già macinata, poi sta a scuola sei sette, otto ore poi per carità tutti gli ambienti socioeconomici mandano i figli a quelli in più che è lo sport, l’inglese e via per ceti sociali.
Le attività si moltiplicano, diventano indispensabili per che i genitori pensano che hanno fatto tutto il possibile, anzi di più scuole di cinese per bambini dai 3 anni esistono anche a Roma, i bambini, parliamo tanto di fuga dei cervelli, io sono contrarissimo a questa opinione diffusa se poi mi farete una domanda, dirò perché ma i bambini delle classi agiate fuggono a tre anni perché li mettono nell’asilo svizzero nella scuola americana, nell’asilo per cui gialli abbiamo persi dal punto di vista di italianità e che cos’è questa
Sia costante del mondo adulto di fare l’impossibile affinché imparino, ma abbiamo smesso con Kant a pensare che un bambino doveva essere addestrato come sosteneva Kant, noi pensiamo oggi in teoria, ma non in pratica che un bambino dovrebbe trovare in se stesso
La sua, il suo talento, la sua passione e soprattutto una visione del mondo, ma chi gliela passa alla visione del mondo per far sì che poi vadano a votare, non pensino di dover essere più forti di un altro e quindi alzano le mani per dimostrarlo e per cancellare la loro fragilità e la visione del mondo è un appannaggio obbligato dalla Costituzione, sì della famiglia,
In una recente indagine che ho compiuto per la Provincia di Roma, io ho constatato da Guidonia al centro storico Parioli Torre Angela, cioè il campione era fatto bene che quando gli si fa la domanda basic da chi ha imparato siamo in terza media prima superiore da chi ha imparato a pensare cosa è bene e cosa è male proprio il più basic impossibile no e viene fuori che o hanno dei nonni e il nonno gliel’ha passata.
Oh, guardando la televisione, citavano anche di migliaia di questionari che ho diffuso un loro eroe che gli sembrava Fico, non c’era neanche la categoria bene male, allora qual è l’impegno straordinario che oggi continuava a guardare l’appello l’Italia ha bisogno di te, è la stessa cosa che dice il Papa quando dice costantemente che per la pace sì, possiamo noi cattolici pregare,
Ma abbiamo un impegno, io, come docente, evidentemente come persona impegnata in una politica dei valori, ho creato un itinerario europeo, gli itinerari sono dopo Maastricht si era fatta l’Europa non c’erano i cittadini, quindi, naturalmente, Santiago de Compostela ai cimiteri storici.
Gianfrancesco Francigena, i caffè letterari, io ho dovuto, pensandoci a lungo, inventare un itinerario che è diventato enorme, che si chiama la via europea della Fiaba e perché.
Per chi valori che prima venivano accennati anche dalla signora, che ho di fronte Biancofiore, i valori europei sono esattamente il bene e il male, il giusto o sbagliato, il buono e il cattivo, il bello e il brutto sono la nostra connettività, ma chi le racconta più le favole se il libro più diffuso per bambini si chiama cacca Popo?
Chi racconta più il senso della vita, chi si fa una domanda, oltre alle competenze, più o meno forsennate di questi bambini che vengono impegnati da genitori ansiosi che proiettano il loro desiderio di futuro, certo, dalle mie indagini risulta che nei quartieri più poveri di Roma si spende proporzionalmente per la culletta ultimo modello e per i giocattoli giocattoli badate. Bene, non la palla, poi Lego, ma giocattoli che sono già fatti e che hanno l’unica utilità di intrattenere. Ci stupiamo poiché parliamo di una generazione che vive solo nel presente. Il presentismo che caratterizza i giovani di oggi è l’attimo, il quel qui e ora mutuato come frase dalla religione buddista e la ragione dell’esistenza. Allora come modificare questo? Abbiamo fatto un esperimento recente, quando gli italiani hanno dovuto votare per un valore
È andata come è andata, ma i giovani sono andati a votare per chi c’era un’idea forte da difendere l’italianità, in quel modo hanno creduto così di farlo, allora come recuperare questo, beh, da?
Varie idee prima, insomma, cito una cosa che ho scritto sulla paternità a migliaia di studenti del mio ateneo ho chiesto di descrivere con una sola parola il padre.
Il 90% ha risposto dolce.
Non vi viene da ridere se il padre è la sintesi dell’autorevolezza, della forza, della posizione sociale, delle aspirazioni si trasforma in un cioccolatino noi, dove li abbiamo le opportunità.
Le opportunità ce li abbiamo, perché poi la rabbia, la rabbia viene dall’impotenza, il bullo e il più fragile della scuola, ma non si fa la lezione sulla legalità, risponderebbero a che vo di voi non avete idea come oggi a PROF che Medana tesi signorina di cosa si interessa a io niente faccia lei.
Allora, se arrivano al quinto anno di una facoltà e non hanno un interesse, è evidente che non hanno mai letto un libro che non sono stati quelli di scuola, certo, ma che non sono stati motivati a pensarsi, io credo che voi oggi da quello che ho imparato stamattina avete l’opportunità straordinaria di ridare un senso alla vita una visione senza la quale si può solo mangiare, bere e ascoltare della musica già da una pasticca, grazie grazie.
Mia madre, perché il suo interessante veramente analisi?
E passerei al professor De Vita, al quale faccio la domanda, quella più scontata, ma quella più difficile, cioè ci sono sempre 1.000 risposte, ma forse perché il 1.000 sono le cause dei problemi, perché in Italia non si fanno più figli e domanda domanda difficile,
Comunque prova a rispondere innanzitutto, grazie grazie al senatore De Poli, all’onorevole Cesa questo invito volentieri.
E per me è un onore e un piacere, e il tema è particolarmente interessante, quindi due due riflessioni sul tema noi abbiamo intitolato voi avete intitolato per una nuova protezione sociale.
È il nodo dei nodi delle questioni italiane e non solo italiane ma occidentali dei prossimi 20 anni. Qual è il sistema di protezione che possiamo immaginare, che possiamo disegnare, su quali basi ha ragione l’onorevole Bellucci quando ricordava prima noi veniamo da una storia e ringraziamo quella storia di protezione sociale basata sull’assistenzialismo basato su un modello per certi versi passivo, un po’di aiuto per tutti. Dalla culla alla tomba ha garantito benessere, ha garantito stabilità garantito, crescita, sviluppo economico. Non dobbiamo dire che è un peso che ci portiamo e basta. È stata la grande protezione nel nostro Paese, ma è finita, è finita, quell’epoca è finita quell’era. Noi oggi dobbiamo cominciare a pensare a una società post welfare con un welfare completamente diverso
Perché per almeno tre ordini di ragioni, la prima, per i numeri, i numeri, li abbiamo sentiti, li abbiamo ricordati, gli abbiamo davanti agli occhi tutti i giorni, la demografia, l’anno scorso sono nati poco meno di 350.000 bambini pochissimi e siamo una società di anziani, oggi una persona su quattro che risiede in Italia ha più di 65 anni. Siamo una società che piano piano si va contraendo, siamo 2000000 in meno rispetto a cinque anni fa, quindi è chiaro che l’aspetto demografico ci dice che ci saranno meno persone che porteranno risorse, ci saranno più persone che invece, per motivi di età,
Andranno a richiedere sempre più prestazioni di servizi, i numeri ci dicono che dobbiamo affrontare welfare diverso, e non abbiamo le risorse pubbliche per poterlo fare l’anno scorso abbiamo sfondato Alan.
A giugno abbiamo sfondato il muro dei 3.200 miliardi di debiti in crescita di 140 rispetto a un anno prima spendiamo più di interessi che per investimenti pubblici, quindi le risorse non ci sono, la domanda cresce i numeri ci dicono che abbiamo bisogno di progettare un sistema di welfare diverso,
La seconda ragione è che ce lo chiedono gli italiani, che gli italiani esprimono non da oggi, non da ieri, ma da diversi anni, la piena consapevolezza che il sistema di welfare pubblico, così com’è, non regge più c’è la necessità di ripensarlo alla radice. C’è la necessità di trovare una strada per equilibrare la responsabilità pubblica alla responsabilità privato. Sembra una dichiarazione della sondaggio, ma l’80% degli italiani dicono il welfare pubblico così com’è, non funzionerà ancora per molto, ma se andate a vedere i comportamenti reali degli italiani ne trovato un’ulteriore dimostrazione. Gli italiani sono fra i migliori risparmiatori, al mondo, guadagnano poco, lavorano poco solo consumistica, ma risparmiano perché gli italiani risparmiano e perché nessuno ha convinto gli italiani a impiegare in maniera intelligente quel risparmio. La risposta è semplice. Il risparmio è la vera protezione sociale degli italiani. Io metto da parte i soldini e li metto nella formula finanziaria meno conveniente ma più flessibile, affinché appena un problema la salute, un figlio, una casa, un acquisto, uno sfizio da togliermi, il cash pronto ed è il risparmio che dimostra come oggi gli italiani chiedono, un sistema di welfare ripensato alla radice, ma c’è anche un cambiamento nell’assetto sociale. Non ho dimenticato la la sua domanda. Un cambiamento dell’assetto sociale importante non è soltanto l’aumento delle persone anziane, non è soltanto la diminuzione dei bambini, ma sta cambiando completamente la società.
Le persone sole si diceva prima, se io penso alle persone sole, penso ai miei nonni anziani, 80 85 anni che vivono solo in difficoltà, no, i soli sono persone fra i 45 e i 55 anni che hanno scelto che sono felici che vivono bene sono i nubili poi certo ci sono gli anziani ci sono i vedovi, ci sono le persone separate, ci sono tante situazioni difficili però oggi,
La persona solo l’hanno preso. Chi ha scelto di vivere sola e che a comportamenti e atteggiamenti sociali molto diversi e noi dobbiamo pensare ai soli e non dobbiamo pensare che siano una parte residuale, ma è un fenomeno sociale importante. Come proteggiamo le persone sole, i bambini, la natalità, tema gigantesco, tema difficile, tema su cui poco abbiamo riflettuto poco abbiamo provocato poco, abbiamo cercato di dimostrare quello che sta succedendo e, soprattutto, quali politiche prendiamo un dato semplice. All’inizio del 900 primi anni del sacro 900, i bambini nati fuori dal matrimonio erano circa l’8% dei nati, quel numero si mantiene sostanzialmente uguale fino a dopo la guerra 47 48 49, siamo ancora lì. 8 9 8 9%, ogni 100 bambini, 10 erano fuori dal matrimonio negli anni fra il 50 e il 60, questo numero cala drasticamente negli anni intorno al 60 61 62. Solo il 2% dei bambini sono nati fuori dal matrimonio risale poi la curva abbastanza lentamente, fino al 2000, dove torna all’inizio del secolo, l’8% del 900 diventa il 9% del 2000, oggi 2024, il 47% dei bambini sono nati fuori del matrimonio.
Cosa vuol dire vuol dire che è cambiato il modello sociale che è sottostante e la costruzione di una famiglia, il modello che ovviamente mi appartiene forse sapete, io sono figlio di un grande sociologo che ha otto figli a 15 nipoti, quattro pronipoti, la nostra è una famiglia numerosa, siamo fuori scala, però, in realtà quello che era il modello tradizionale studio. Se posso, faccio l’università, trovo un lavoro, mi fidanzò, mi sposo, faccio i figli, quel percorso naturale strutturato progressivo è venuto meno, non c’è più oggi i figli se ne fanno di meno perché rispondono a un’esigenza diversa, a un’esigenza di di puro amore, di puro desiderio di pura voglia di mettere al mondo dei bambini
Ma questa voglia arriva tardi negli ultimi anni l’età media della donna della donna che ha avuto un bambino al primo parto sale di cinque anni, oggi è intorno ai 34 anni, che è molto alta, e anche l’età media dei padri al primo parto è alta e la fertilità maschile dipende dall’invecchiamento tanto quanto tanto quanto già in modo diverso ma sicuramente altrettanto dell’infertilità femminile.
Questo significa che quel cambiamento di modello sociale fa sì che, indipendentemente dai servizi, indipendentemente dagli aiuti, indipendentemente dai redditi, oggi per gli italiani il bambino, il figlio, il far famiglia è una scelta forte, consapevole che arriva tardi, che arriva tardi e quindi determina un sostanziale ritardo nel momento in cui i bambini si fanno, questo vuol dire che noi dobbiamo pensare non soltanto una politica di protezione sociale per andare incontro alle mamme e ai papà che hanno poche risorse economiche, ma dobbiamo immaginare una politica sociale che attribuisca la responsabilità della crescita sociale, della crescita della comunità, della crescita dei territori, della crescita alle famiglie,
Anche ai singoli genitori, anche alle singole famiglie. Stesso discorso si può fare per gli anziani. Oggi gli anziani esprimono una fortissima consapevolezza del fatto che il vero, un momento di crisi è la piccola non autosufficienza. L’82% degli italiani anziani ultra sessantacinquenni è terrorizzato dalla piccola non autosufficienza. La grande è un problema, ma non è quella. La piccola insufficienza è l’impossibilità a prendere una scala mobile o l’impossibilità a salire su un autobus. Allora questo significa che noi dobbiamo pensare a un modello di protezione sociale dei giovani, degli anziani, delle famiglie, delle persone sole, che sia sostanzialmente diverso dal precedente e che passi da quel modello passivo che abbiamo, come dire, goduto e costruito in 100 anni di storia o un modello attivo di responsabilità, di selezione, di politica di scelta di chi ha veramente bisogno e degli strumenti destinati a chi ha bisogno. Dobbiamo guardare alla società, a capirla, interpretarla e non immaginare soltanto ciò che ideologicamente sarebbe opportuno fare. Grazie grazie, professor De Rita. Pensa veramente
Spiegazione e ha risposto anche alla mia domanda e do un attimo la parola alla professoressa d’Amato che voleva fare una rapidissima notazione, e col microfono.
Visto che non mi è mai capitato qui neanche un appello.
Togliere la paura non è pensabile che noi cresciamo delle persone, conviviamo attraverso i media solo con la paura.
Purtroppo le donne, quando non si chiamava femminicidio, si chiamavano omicidi negli anni 50 60 fino al 65, ma erano il triplo delle morte ammazzate di oggi, il quadruplo allora.
Perché dobbiamo pensare sempre, in ogni telegiornale, in ogni radio e no che uno pensa che va a far la spesa Atac c’è uno che ti ammazza, cioè perché abbiamo diffuso la paura capillarmente, l’imbroglio e la paura sono gli elementi che più appassionano e facciamo rivedere Maigret e il tenente Colombo qualche altro giallo,
Ma non incardinare ci costantemente su questioni che creano l’impotenza, no, la paura fa fermare e se ci fermiamo due possiamo aiutare la vita ad andare avanti, grazie allora.
Sentivamo anche dal professor De Rita insomma la società che cambia, un welfare che deve cambiare, lo diceva anche la viceministra allora consigliere Marconi, chiedo a livello territoriale che cosa c’è, che cosa manca per adeguarsi a questo modello in progressione.
Di protezione, soprattutto a livello di assistenza di sanità, insomma, grazie grazie alla luce di quello che abbiamo detto, manca tutto, però, ecco, adesso cerchiamo qualche nota di ottimismo e anche qualche risposta per il futuro, che è sempre complicato dire, perché le proposte, quando l’analisi è difficile sono difficili.
E però volevo innanzitutto salutare questo popolo con grande gioia, con grande serenità, con grande soddisfazione e un grazie che parte per Antonio De Poli e Lorenzo Cesa, perché dopo 52 anni di iscrizione allo scudo crociato siamo ancora qui, insomma, ecco lo dico per i più giovani ma anche per il via anziani, quindi, come rappresentante 11 in questo panel, volevo questo piccolo scatto d’orgoglio e guardi là il titolo che abbiamo scelto quando già diciamo nuova protezione sociale significa la vecchia
Non funziona più
E questo è stato ampiamente detto da tutti gli amici e le amiche che sono presenti a questo panel quindi non funziona più il perché è evidente perché rispetto agli anni 50, quando inizia l’attuale sistema di welfare, le fragilità complessivamente intese per i giovani e per gli anziani per le coppie per l’abitazione sono cresciute sono cresciute le complicazioni e i vantaggi dell’euro, non stiamo qui a fare l’analisi economica, ma sono evidentemente cresciuti. Il bilancio è ingessato, il debito non si può fare. Veniva ricordato però poi, in chiusura di questo intervento, Rodrigo prima perché non vorrei dimenticarcelo
Vorrei introdurre una nota che non è stata presente fino a adesso, cioè che gli italiani non sono tutti uguali.
Statisticamente, professor De Rita, può darsi pure, ma non è così, cioè non siamo solo numeri, siamo diversi ed è evidente che l’italiano che vive nelle grandi città o vive al Sud.
Almeno in alcune zone. Sta decisamente peggio dell’italiano che vive nella mia regione, Marche, dove abbiamo 220 Comuni ancora una rete di solidarietà familiare molto alta, la possibilità di accedere a servizi a costi relativamente bassi, ma arrivano anche a questo le facilita crescono anche perché non dimentichiamocelo, le pensioni che stiamo pagando adesso sono ancora dentro il sistema contributivo a rimettere emotivo. Le future saranno tutte o quasi tutte contributive, quindi le pensioni saranno più bassi, i periodi lavorativi saranno più bassi, quindi saranno meno ricchi gli anziani. Fra 2030 anni guardiamo a questa come tata, non a quella dell’anno prossimo con le elezioni a quella fra cinque anni, se abbiamo e sentiamo anche come partito Udc che c’è una storia del passato, ma vuole fare quello che ha sempre fatto, cioè una visione chiara per quanto riguarda il futuro immaginare che cosa potrà accadere, che cosa e in quali condizioni ci troveremo entro in un esempio immediato. I giovani
Qualche anno fa ho avuto l’avventura di scrivere un piccolo libro durante il venticinquesimo nei nostri, con mia moglie sulla famiglia, il titolo nessuno nasce imparato, un capitolo di questo libro era intitolato.
Mio padre è malato di disagio giovanile, ecco, allora noi siamo eredi di questa tradizione che viene naturalmente al 68 ce lo ricordiamo Vietato vietare.
La cultura cristiana, basata sulla distinzione, abbastanza netta fra bene e male, quindi, fra le cose che si possono fare e non si possono fare non c’è più, ma al di là di questo che riguarda la questione etica, morale, se volete spirituale c’è una questione pratica, io tornavo a casa all’1 e mezza della scuola media e trovo mamma cioè trova un genitore, oggi figli tornano a casa all’1 e mezzo, non trovano nessuno e non c’è nessuno fino alle 6 e le 7 di sera e in quelle cinque ore.
Di ozio, perché normalmente faticano anche a studiare da soli, non hanno chi li guida, allora la conciliazione fra i tempi del lavoro e i tempi di cura è il primo dei problemi.
Che il Nord Europa, in parte affrontato, si faceva cenno al fatto dei figli fuori famiglia. Siamo lieti del 50%, quindi quasi cioè nati fuori dal matrimonio, ma il dado francese che ci dice che metà dei figli non hanno un padre, hanno solo una madre, perché gli incentivi per le nascite funzionano fino a un certo punto, perché se poi la nascita è fatta dalla sola mamma e che rimane sola, è un problema, perché un genitore, due genitori faticavano i genitori, solo fatica ancora di più, quindi son tutte situazioni completamente nuove, di fronte ai quali, ovviamente, almeno la solidarietà sociale dovrebbe intervenire in termini di
Diamo tempi alle famiglie, tempi c’è, ma soldi e qui voglio andar su pratico, sul pratico di uno che è figlio di una mamma di 91 anni, due anni da due anni non autosufficiente allettata grave e padre di 4 figli, allora, quando mia moglie doveva accudire mio figlio si è trovata per due anni dopo il quarto figlio a prendere l’aspettativa.
A Bresso aspettativa, naturalmente non retribuita, quando ha dovuto andrà in pensione o lo fa il riscatto, la pensione, 20.000 euro per averci due anni nel periodo in cui è stata due anni senza lavorare un suo collega, un nostro collega, l’Università di Macerata è andato in prigione bene quando ero in galera e c’è stato l’avanzamento degli scatti lui l’ha ottenuto.
Mia moglie no, cioè mia moglie, che ha preso l’aspettativa per motivi Faria, per accudire al figlio e al padre che stava morendo di tumore, non c’ha avuto uno scatto quello che sta in galera saluto lo scatto, ecco, questa è la dimensione piccolo fatto di quale è la nostra attenzione nei confronti di chi ha voglia di curare. È chiaro che non è possibile così però una mamma o un papà, anche un padre, un babbo che magari
Rinuncia al reddito completo, ma riesce a ottenere la metà di quel reddito, la metà dei gol reddito in termini di assegno di cura, per parlare alla famiglia, come già succede in quasi tutti i Paesi della Scandinavia, già sarebbe una soluzione, tra le altre cose oggi ancora meno gustosa perché non abbiamo più il milione di nati del 1960 e abbiamo solo 350.000 quindi forse per qualche anno ce lo possiamo permettere senza spendere troppo quanto costa un anziano a casa.
Io faccio i dati della mia regione in una struttura per una residenza protetta, parlo del privato, naturalmente del non convenzionato, la nostra Regione attualmente ha rivisto i numeri del fabbisogno, su mia esplicita richiesta, Antonio, e siamo riusciti, almeno per le residenze protette, ad avere 3.000 posti in più 2.703 mila posti in più non convenzionali bene, questi posti nella nella nostra Regione costano mediamente 2.500 euro al mese.
Se andiamo in RSA privata 3.000 100, anche fino a 4.000 dipende poi se c’è riabilitazione altra cosa.
Facendo un contestato di quello che costa tenere un’anziana come mia mamma in casa, con una badante, con gli aiuti, con le sostituzioni, con l’integrazione, con i costi di mantenimento, si arriva anche a 4.000 euro, allora il problema vero è che l’unica soluzione, cara Paola e l’eutanasia,
Cioè è evidente che abbiamo creato in questa società ha tutte le condizioni per arrivare a questo tipo di soluzione, è la caduta naturale, cioè questa è la follia nella quale siamo entrati, perché se non facciamo scattare una protezione sociale e un alto senso di giustizia sociale ci verranno a dire e la maggioranza degli italiani sono d’accordo e i sondaggi dicono che il 65% è d’accordo perché da una parte c’è l’egoismo dall’altra parte c’è il peso di questa situazione, ma in alcune situazioni anche l’impossibilità,
Quindi partiremo come siamo, siamo partiti in diverse regioni come l’eutanasia leggera, e poi arriveremo come in Belgio, dove è praticamente libera su tutto questa è la realtà, la realtà che la eutanasia, che per noi è la peggiore in assoluto, la più disgraziata delle soluzioni diventerà una soluzione.
A fronte non di una questione etica, se è giusto o non è giù.
Questo massimo due necessità e verrà fatto passare come una necessità, esattamente come è stato fatto per l’aborto, è una necessità, perché la mamma non è possibile aiutarla.
La mamma sola e quindi l’unica possibilità di lasciare a lei la scelta di avere o di non avere quel bambino, ecco io di fronte a tutto questo volevo chiudere proprio su questo dato, perché non abbiamo i soldi, se non siamo tutti uguali e se prendiamo atto che per esempio per quanto riguarda la sanità che comunque la prima spesa Sanità non si tocca la mia regione siamo arrivati quand ero l’ultimo consiglio che ho fatto,
Sei anni fa ho interrotto per cinque anni, adesso sono tornati in Consiglio regionale, eravamo a 2.950 milioni, adesso siamo arrivati a 3.250 milioni, quindi la spesa sanitaria è cresciuta, i governi di centrodestra hanno finalmente fatto quello che hanno fatto i governi, Renzi poi sui tagli, checché ne dica la Schlein e noi abbiamo cresciuto la spesa sanitaria ma non quella sociale, non quella sociosanitaria perché su quella appunto è il fanalino di coda. Però, se prendiamo atto
Che la sanità, con l’assistenza universale gratuita per tutti non è possibile e se prendiamo atto che se lo Stato spende 145 miliardi per la sanità, ma gli italiani spendono altri 45 miliardi, questa più o meno nella stiva per la sanità privata.
E allora potremmo anche fare un taglio, cioè potremmo cominciare a dire questa fascia di popolazione avrà ancora la sanità.
Pubblica garantita con prestazioni non ha quattro mesi, ma 15 giorni. Chi invece non ha a questo ha possibilità economiche più alti, provvede in altro modo. In Germania, dove vi è uno dei miei figli, mi dice che arriva a un certo punto è il budget si esaurisce per certe fasce di reddito, cioè quando sei arrivato a un certo budget e per certo tipo di prestazione non oncologiche naturalmente o non cardiopatiche, però, arrivati a un certo livello, non tiranno di soldi, te li devi pagare, cioè dovremmo immaginare qualche cosa. Ecco, introduco l’elemento della giustizia sociale. Non sono comunista e non lo sono stato mai, però dovremmo cominciare a pensarci perché, ripeto, non siamo tutti uguali, c’è chi si può permettere e io me lo posso permettere e io e mio fratello, di tenere mamma a casa a costi molto elevati, ma c’è chi quella cifra non ce l’ha e non vorrei veramente che le alternative per i poveri fosse l’eutanasia per Kiri
Chi comunque la soluzione ai loro problemi la trovano sempre, se questo deve essere un Paese civile, deve essere un Paese per i poveri, per i meno abbienti, non per i ricchi, grazie grazie, davvero consigliere Marconi del suo intervento, così abbiamo concluso il primo giro di interventi se siamo bravi riusciamo a farne un altro perché so che se
Di ricomincio dalla dalla viceministra volentieri dal ministro degli sarà Bellucci e che ha parlato giustamente, ci ha dato i dati sull’occupazione, occupazione stabile. Ovviamente l’occupazione deve essere anche dignitosa, oltre che stabile, quindi a livelli salariali, eccetera. E tra le ipotesi che ho sentito fare al ministro Giorgetti nei giorni scorsi c’era uno abbastanza interessante, cioè una sorta di flat tax sugli aumenti salariali per le giovani generazioni. Volevo sapere qual è la sua opinione in merito
Grazie, allora sono tante le ipotesi in campo che stiamo esaminando, una dichiarata anche oggi dal ministro Calderone rispetto a far nascere, a costituire una tesoretto per i nuovi nati di dal punto di vista previdenziale pensionistico, in maniera tale che si possa costruire una previdenza complementare sin dalla nascita allora in Italia i temi sono tanti sono veramente tanti, lei diceva un lavoro dignitoso, un salario dignitoso, per noi il Salaria giusto,
In serie o non è minimo, è per questo che l’abbiamo combattuto, però voglio anche restituire degli aspetti di verità, perché viene riconosciuto che il lavoro stabile è aumentato, viene riconosciuta che l’occupazione è aumentata, viene riconosciuto che la disoccupazione è diminuita, devo dire che si fa più fatica a riconoscere quanto il governo ha fatto per mettere più soldi nelle tasche degli italiani però riprendiamo i numeri,
21 miliardi sono i soldi che noi abbiamo messo nelle tasche degli italiani attraverso delle iniziative concrete, come il taglio del cuneo fiscale, come la riforma dell’Irpef, come una serie di incentivi che abbiamo dato per l’occupazione anche delle donne e delle donne con le mamme.
E queste non sono parole, guardate, sono fatti, poi non è sufficiente. Poi l’inflazione cavalca, poi le famiglie hanno difficoltà con il carrello della spesa, ma figurate no, no, non lo nego, però non si può dire che il governo non ha destinato tutte le migliori risorse per fare delle cose giuste e non per fare il superbonus edilizio, cioè 200 miliardi che stiamo pagando ogni anno 20 miliardi all’anno per aver fatto ristrutturare, nella maggior parte dei casi le seconde case di persone che erano ambienti. Non abbiamo speso i soldi, veri il monopattino, non abbiamo speso i soldi per il banco a rotelle, non abbiamo sprecato soldi per mascherine comprandole dalla Cina che non serviva proprio perché potevamo fare altro, non abbiamo fatto permette dei nuovi dire tutta una serie di cose che erano idiozie e che vivono fatte spesso sulla pelle degli italiani per fare caccia al consenso
E allora bassa questa narrazione che le nostre iniziative si hanno aumentato il lavoro, ma non hanno messo più soldi in tasca degli italiani, non è vero e quindi non è vero, poi non è sufficiente, ci mancherebbe altro certo che abbiamo pure vissuto una congiuntura economica di guerra, di difficoltà di approvvigionamento energetico, mai visto come fino ad oggi, è anche vero che di questi problemi ne eravamo consapevoli. Siamo arrivati al governo sapendo che proprio il tema demografico era del tema dei temi. Siamo noi che in campagna elettorale abbiamo messo tra le priorità anzi la priorità di governo, il tema della natalità, mentre la sinistra per anni ridava, come risposta alla questione dell’inverno demografico, l’immigrazione incontrollata irregolare e questo non è propaganda o parole dette così, questi sono le dichiarazioni di programmi di sinistra che noi abbiamo visto fino a quando non siamo arrivati al governo, no fino ad oggi, perché continua a essere così. La tesi della sinistra che difende la politica di Sanchez di Ceuta, di centri di ricerca, scusate come modalità per dare le risposte che cosa alla mancanza di occupazione non è la l’immigrazione irregolare e incontrollata e anche queste è una visione che si è tramutata in azioni. Il piano triennale dell’immigrazione legale e del decreti flussi. Chi l’ha fatto un governo di centrodestra, i fuori quota con la formazione nei Paesi di origine sia di carattere culturale, perché se viene in Italia a un minimo di formazione di italiano e qualche legge la devi conoscere, perché io ti do delle opportunità, ma ti chiedo e ti dico che tu devi rispettare le nostre leggi, il rispetto delle donne, il rispetto dei bambini, il rispetto della sicurezza, il rispetto di quella che è la civiltà e la cultura italiana, che non è una concessione se tu la ri rispetti. È quello che io ti chiedo perché uno Stato giusto difende i propri valori e questo va fatto un governo di centrodestra.
Allora guardi, sarebbero tante le cose da dire e io lei ha detto che bisogna essere brevi, quindi eh eh e quindi si figuri se io non voglio rispettare la sua, la sua richiesta però io insomma ci approssimiamo l’hanno detto anche prima degli interlocutori ci approssimiamo a un anno particolarmente difficile ci sarà la campagna elettorale a Roma, ci sarà una nuova campagna elettorale nazionale che noi vivremo. Beh, io credo che quello che dobbiamo fare e soprattutto raccontare ciò che abbiamo costruito in questi anni il presidente del Consiglio, quando abbiamo celebrato il governo più longevo della storia della Repubblica italiana, ha detto questo non è l’obiettivo che volevamo avere, questa è l’opportunità che volevamo avere
Per avere un’Italia più stabile, più credibile, più in grado di avere un tempo giusto per mantenere la parola data, noi adesso abbiamo il dovere di raccontare quello che abbiamo fatto, è quello che faremo e di raccontarlo meglio, perché, è vero, ci siamo più impegnati rimboccandosi le maniche a realizzare delle cose serie che non a comunicarle fino in fondo credendo che una volta che noi le si facesse poi sarebbero arrivate alle persone e alla consapevolezza,
Probabilmente non è così, non è del tutto così io chiedo agli amici dell’Udc, in ogni comune in cui si trovano in ogni comunità, in ogni luogo d’Italia, di poter insieme raccontare sempre più e sempre meglio con umiltà.
Con passione, con dedizione, con l’essere dei servitori dello Stato, che è la cosa alla quale noi dobbiamo rispondere continuamente quando c’è data fiducia e rappresentiamo le istituzioni grazie.
Bellucci, anche nel suo intervento appassionato, tornerà il professor De Rita.
Prendendo spunto dall’ultimo rapporto del Censis, appunto, che riguardava anche l’indebolimento del welfare, della della rete di protezione sociale e faceva un’osservazione interessante sul ceto medio, che sempre meno medio sempre più basso, ecco però il ceto medio.
L’abbiamo sentito anche prima, cioè è stata un po’la spina dorsale, no dell’Italia, negli anni tornerà come può tornare a essere un ceto veramente medio nel senso che,
E e benessere per tutti, no, per il bene comune, grazie.
Questa è una domanda che richiede un’ora di spiegazione, quindi cercherò di essere assolutamente telegrafico, non ce li abbiamo, lo capisco allora.
L’Italia è un Paese in cui si vive bene, alla fine bisogna anche dirselo in cui, tutto sommato, il benessere è stato conservato in parte per intervento pubblico, in parte per risparmio privato, in parte perché siamo iper patrimonializzati, abbiamo le case e le seconde case e andiamo a ristorante e basta girare per le nostre città I nel nostro Paese si vive bene.
Siamo diventati una società di ceto medio, l’abbiamo costruita progressivamente negli anni 50, negli anni 60, poi negli anni 80, quello che era un, diciamo, un ceto che riguardava il 20, il 25% della società, oggi è l’80 85% della società. Quindi, quando parliamo di ceto medio, non parliamo più di un gruppo sociale che cercava di come dire, consolidare o costruire la sua posizione. Parliamo della società italiana, siamo tutti ceto medio. Certo ci saranno anche i super benestanti super-ricchi, i poverissimi, per carità di Dio, ma quando superi la soglia dell’80% siamo tutti ceto medio
La domanda è, ma questa società al suo interno continua a cambiare, si il ceto medio continua a cambiare e continua a vivere con grande difficoltà alcune proiezioni in avanti, la prima, le tasse, cioè la preoccupazione fiscale lo ricordava l’onorevole Bellucci lo sforzo che è fatto per ridurre la pressione fiscale, uno sforzo fondamentale, il ceto medio italiano e in qualche modo è preoccupato del proprio futuro e quello diciamo prima. Il sistema di protezione sociale deve essere coerente con la capacità di spesa degli italiani. Non può, più, come in passato, riversarsi invece sulla parte fiscale
Il secondo è il passaggio generazionale, noi abbiamo invertito la la dimensione patrimoniale, prima c’erano pochi genitori, tanti figli e adesso ci sono zii nonni.
Cugini di vario tipo, che trasferiscono tutto a un unico, a un unico erede o a pochissimi eredi, questo significa che corriamo il rischio che quella categoria che chiamiamo ceto medio, cioè quell’Italia produttiva, quell’Italia che si dava da fare quell’Italia che credeva nel futuro diventa un’Italia rentier, un’Italia di persone che vivono di rendita o 5 beh appartamenti, faccio i bed and breakfast e arrivederci e grazie.
Questo è il grande rischio, il primo che non si comprendono le i cambiamenti interni a ciò che chiamiamo il ceto medio, il secondo è che questa ricchezza di fondo che abbiamo costruito finisca per essere la base patrimoniale di una rendita, se non scommetti, non non giochi nemmeno nemmeno quindi il vero rischio è che i nostri giovani in qualche modo non abbiano la voglia di mettersi in gioco fino in fondo di rischiare,
Di sbagliare, anche, per carità di Dio, di fallire e una società che non mettere nel conto il rischio del fallimento del e della sconfitta è una società che tendenzialmente non cresce ed è il vero limite della nostra società, cioè di una società che in fondo teme di rimanere intrappolato in un destino debole in una crescita economica, sociale, culturale,
Militare anche per certi versi debole.
Grazie grazie, professor De Rita, ecco mettersi in gioco, mettersi in gioco è un po’torniamo al tema delle nostre incontrano, l’Italia delle de di questa festa dell’Unione di Centro Italia ha bisogno di te, e però tornerei anche a un tema importantissimo che è stata un po’sfiorato molti interventi.
Anche dal suo professoressa, quando ha parlato anche un po’del bullismo e del disagio giovanile, ma.
Anche dal professore, la solitudine, la solitudine e mi sembra di capire che non è un tipo, solo quanti tipi di solitudine esistono.
Grazie.
Ciascuno ha la sua.
Impossibile codificare certamente quello che è stato detto così abilmente prima di me e le persone vivendo più a lungo
Le statistiche T, che da sempre parlano uno, resta solo se erano in coppia, e quindi la, la ditta che si prolunga prevede per il mondo anziano, anche uno, stare con se stessi e basta, questo è un Tito, la solitudine delle persone in età.
Produttiva è quella che abbiamo spinto così tanto out, ovvero ottenere qualcosa per andare avanti, e non si vede il dove ma avanti li premiamo, li spingiamo e che le persone a non poco pochissimo senso del noi pensi il progetto utopistico di Olivetti B gli operai, la casa, il teatro, gli amici, la comunità, famoso monomi movimento di Comunità, certo, allora l’idea comunità è diventata un’utopia, le persone sgomitano vengono spinte verso una meta, ma non spinte a fare alleanze se non lobby, quello sì,
Lobby con greche di ogni tipo per creare quelle scalate che ti portano verso l’alto, anche se non hai un progetto chiaro per gli altri, andando in alto le solitudini dei ragazzini che dalle sue parole vinceva beh, se i genitori non sono presenti perché lavorano e quello è è nella logica delle cose ormai che si deve lavorare in due.
Ma non hanno accudimento motivato e che cosa fanno? Guardando? I video si mettono su TikTok, cioè la. L’impresa megagalattica che è avvenuta del riflesso di se stessi è esplosa tra i giovani evidentemente più abili di tutti gli strumenti sono a loro misura, io li chiamo i Pollicini, i nonni più deficienti, dicono i vistosa usare il telefonino un anno e mezzo, glielo spiaccica no di fronte tutte le trattorie e ristoranti per dire sta deve stare buono, cioè quello impara a vivere con un altro da sé o con se proiettato. Prima si usavano gli avatar or sono già surclassati, ma comunque si fa compagnia da solo da solo, guardandosi se ci pensiamo, il narcisismo che continua a prevalere è un si esprime attraverso la rappresentazione di sé e che ognuno vuole dare adulti professionisti, non solo ragazzini persone impegnate passano ore a guardare cos’hanno detto di una sua frase, o piuttosto le mie amiche, e a raccontare che hanno visto la Torre di Pisa, ma che gliene frega. La gente invece non gli importa, perché crea una catena di desideri che si possono realizzare facilmente. Guardandosi in modo autoreferenziale, io ebbi l’occasione tantissimi anni fa, in un congresso a San Francisco, alla domanda che fecero a Bill Gates, parlo del 97 ma che ci fa la gente con internet, rispose chiaramente sesso e autoreferenzialità, cioè,
Noi adesso abbiamo straordinarie Ciclope di e ci affacciamo i calcoli, tutti sappiamo manipolare perché siamo qui oggi, un mondo di adulti consapevoli, ma la maggior parte delle persone riproduce se stessa all’infinito e solitudine, certo, come se ne esce facendo un’offerta diversa rifacendo film per ragazzi, rifacendo televisione per bambini riproponendo gli stilemi della nostra cultura perché nessuno si ribella in Italia, ma quattro ore al giorno di scintoismo giapponese che io studio, i cartoni animati, giochi videogiochi sembra o così giocherellona ma essenziale, e studiare l’immaginario dei bambini per capire come evolve la società. Quattro ore al giorno di scintoismo, situazioni queste occupano il 35 40% delle nostre pomeriggi, notti, eccetera dei loro eh
Un 30 35% che rimane forte di etica, protestante e spirito del capitalismo, che prima era Alessi, Rin Tin Tin, adesso è diventato la forza di dei nipponici che hanno mutuato di vincessi per vincere e poi cosa c’è, quello che piacciono le madri e cioè un si perde una conchiglia mezz’ora cercano una conchiglia, possono mai raccontare alla maestra cosa hai visto ieri televisione, no, sono quelli che io considero amorali, dove non c’è neanche una storia.
Non c’è il buono e il cattivo, non c’è niente, funzionano, sì, il mio guarda cose senza violenza, queste sono situazioni che predispongono alla solitudine, e allora l’associazionismo da ricreare in stata scout molto lungo e ancora mi incontro con i miei vecchi compagni di avventura e di gioco perché continuiamo a pensare che dobbiamo lasciare il mondo un po’meglio di come l’abbiamo trovato ma tutti gli asset associazionismi che non siano solo competizione perché la competizione crea una persona insicura.
Grazie grazie veramente professoressa dal suo intervento, prendo due elementi importanti,
Questo necessita di un cambiamento dell’offerta culturale, perché solo così possono può cambiare le cose, e l’altra cosa che mi interessa è che concluderò col consigliere Marconi su questo tema, la mancanza di comunità e la mancanza di comunità, e anche e si vede anche in un tema su cui anche la Conferenza episcopale italiana è molto attiva cioè lo spopolamento delle aree interne e lei era consigliere regionale sicuramente conosce bene il tema mi chiedo un’analisi su questo grazie.
Grazie a lei noi purtroppo, nella nostra regione abbiamo subito un ulteriore aggravio dello spopolamento, con con il terremoto del 2016, per cui la Città universitaria come camerino s’è vista dimezzare la popolazione, è scesa sotto i 5.000 abitanti, ma credo che però la comunità locale questo lo registriamo tutti ancora sentita.
E penso che anche nelle grandi città e vissuto per 10 anni a Roma, quella che era la comunità di quartiere stamane estrema periferia est di Roma era sentita con tutto che le periferie sono fatte da persone che arrivano un po’da tutte le parti, quindi non c’è radice, non c’è tradizione ma questo non è sufficiente.
Ancora, per creare quella che invece sarebbe necessaria per le soluzioni politiche che abbiamo in qualche maniera ipotizzato, perché le analisi vanno bene, i progetti possono essere tanti, può orientare leggi bilanci regionali, i bilanci nazionali.
E allora il ceto medio professore all’85% economicamente parlando, ma lo storico ceto medio tedesco, francese, inglese, cioè quello che fa opinione, quello che fa le scelte difficili, se sta spopolando pure quello in Italia, forse non è nato mai non so se lo conosce ma un certo professor De Rita diceva anni fa che c’era una società dei coriandoli, ma è rimasta molto impressa questa espressione perché l’Italia e il ceto medio italiano un acido mai andare oltre, quello cioè non semmai costituito come tale ed è una cosa curiosa perché, da un punto di vista politico,
E Georget recentemente un articolo sul nostro vecchio amico senatore Pionati e la sinistra intesa in senso stretto in Italia non è andata mai oltre il 40% e anche adesso, se prendiamo da Renzi che tutto può essere meno che uomo di sinistra, evidentemente fino a Vannacci siamo al 60% manca dietro a questa maggioranza politica teorica.
Una maggioranza culturale che sappia pensare declinare, trovare soluzioni che non si fermi semplicemente alla denuncia dei problemi e non sia sempre nella condizione di linee questo va male le soluzioni, non essere presi in un modo oppure in un altro, ma non ha il coraggio di fare le scelte necessarie io lo vedo nel territorio, siamo sempre sulla difensiva, dobbiamo difendere il governo Acquaroli, dobbiamo difendere il governo Meloni, ma non contro gli avversari, perché lì è facile contro i nostri che hanno sempre qualche cosa a recriminare, poi magari votano lo stesso per i nostri partiti allora,
Cosa manca all’Italia un senso di responsabilità che può venire solo da quest’area, che deve diventare comunità intesa in senso culturale, con quale paradigma però il cristianesimo no, non ce l’abbiamo più il mio vescovo che il presidente della Conferenza episcopale mi dice che nella diocesi di Macerata, che non è la peggio messa delle Marche,
Siamo al 10% dei messi ficcati, brutta parola, che però indica quelli che più o meno vanno ammessa a Roma. Mi sembra che siamo intorno al 3 a Milano, intorno all’1 e mezzo, poi c’è il ritorno di piccole comunità, in Europa del Nord cresce il numero dei battezzati per piccole percentuali scrive Avvenire migliaia di giovani che ritorna, però ci vorranno 50 anni prima che questo diventi cultura e società, quindi trovare un nuovo paradigma della responsabilità del senso dello Stato, che non può non passare attraverso la gogna dell’egoismo, cioè o si esce dall’egoismo sociale, dall’egoismo individuale o si ricrea una nuova amicizia politica, quella che De Gasperi invitava invocava nel 1945, o non ne veniamo fuori, cioè se noi piccolo partito dell’UDC, riusciamo almeno non a dare la svolta in termini numerici, non lo faremo, ma dare un segnale significativo in termini di testimonianza culturale. Potremmo essere questo valore aggiunto. Prima abbiamo ricordare Emma Bonino Emma Bonino, Lorenzo, è un partito, non ha mai superare il 3%, però per la sinistra è stata una bandiera e l’ha trascinata su 1.000 battaglie, purtroppo a noi decisamente sfavorevoli. Noi potremmo fare la stessa cosa nel nel nel centrodestra, riuscire a fare quelle battaglie culturali che dicono viva la comunità, chiamiamolo stato, chiamiamolo lesione, ma viva la comunità evviva sopra a indire a interessi individuali particolari che rompono, che frazionano e che mantengono questa società dei coriandoli. Grazie grazie. Grazie al consigliere Marconi, ecco, mi sembra che siamo stati veramente bravi a stare nei tempi. Io ringrazio di cuore i nostri interlocutori per i loro interventi interessanti. Ringrazio ancora il segretario De Poli, presidente Cesa, Paola Binetti e tutti voi che siete venuti così così numerosi oggi e vi auguro buon pranzo arrivederci grazie.
Permettetemi di ringraziare Danilo Paolini, grazie grazie a tutti i relatori.
Vi chiedo ancora un applauso per il nostro per ter per Danilo Paolini.
Ufficiale, la consegna della mascotte, lo scudo crociato con il simbolo e il titolo del nostro incontro, l’Italia ha bisogno di te.
Prego.
Guadagnate il centro del nostro palco per una foto.
Permettetemi di ringraziare ancora la viceministra del lavoro e delle politiche sociali, Maria Teresa Bellucci, grazie per essere stata con noi, ringraziamo il presidente della Regione Veneto, che si è collegato Alberto Stefani, il segretario generale del Censis, Giorgio De Rita, la professoressa Marina d’Amato e il presidente del gruppo Udc della Regione Marche Luca Marconi.
Allora io vi ricordo che avremo un’ora di pausa pranzo.
Diciamo, diciamo, il nostro appuntamento è alle 14:30 14 e 45 ci aspetta il collegamento con Antonio Tajani, il vicepresidente del Consiglio dei ministri, successivamente alle 15 comincerà il pane. L’Italia ha vissuto del centro condotto da Gerardo Greco a seguire il collegamento con Guido Crosetto il ministro della Difesa. Avremo poi due pane. L’Alitalia ha bisogno di stabilità condotto da Giancarla. Rondinelli, la giornalista parlamentare del TG 1, il coraggio delle donne condotto e moderato dal presidente onorario dell’Udc Paola Binetti, la senatrice, quindi buon pranzo, avete due possibilità, potete andare fuori dove si aspettano gli alpini o al piano di sopra, dentro dove avrete la possibilità di pranzare al buffet. Grazie a tutti buon pranzo, ci rivediamo alle 14:30 a dopo
Signore e signori, bentornati, riprendiamo i lavori, come ben sapete, sta per arrivare il vicepresidente del Consiglio dei ministri, nonché il ministro degli affari esteri e della cooperazione, Antonio Tajani, che interviene in collegamento web, per ringraziarlo di averlo quest’oggi qui con noi abbiamo Lorenzo Cesa e il presidente del consiglio nazionale dell’Udc, il senatore De Poli segretario nazionale dell’Udc pronti per accogliere il ministro che so essere a Rimini se non erro per un convegno.
A Montesilvano conveniente, Giovanni eccolo, eccolo ciao, Antonio grazie di essere qui con noi la grazie ancora, siamo qui con Lorenzo poi Lorenzo oh ciao, Antonio e buon lavoro, ma soprattutto grazie, non solo per l’intervento che farai oggi per il faticosissimo non lo so perché qualcosina in piccolo faccio pure io faticosissimo lavoro che fai per il nostro Paese andando in giro in lungo e in largo per il mondo per difendere al,
Il nostro Paese quindi grazie grazie per questo intervento, ma soprattutto per il lavoro che sta svolgendo fatica, perché non è facile dare forza e auguri per la festa, è buona presto anche a te.
Ministro, grazie per essere qui con noi, benvenuto alla Festa nazionale dell’UDC, spero possa vederci la platea è piena gremita di giovani a lei la parola, grazie grazie, caro Antonio caro Lorenzo, non so se mi sentite.
Mi sentite, la sentiamo forte, è chiaro, benissimo, allora grazie per l’invito, un saluto affettuoso da Montesilvano c’erano altri giovani dei giovani di Forza Italia dove abbiamo ribadito i nostri giovani hanno ribadito con fermezza la loro appartenenza al popolarismo europeo.
In Forza Italia, l’Udc sono parte integrante di questa famiglia politica che la famiglia che ha fondato l’Europa De Gasperi, Adenauer e Schuman e la famiglia, che ha garantito stabilità alla famiglia, che ha impedito che nazismo e comunismo la facessero da padrona all’interno della nostra.
Unione della nostra Europa, quindi non dobbiamo mai dimenticare qual era la nostra origine con la nostra appartenenza alla nostra famiglia e anche in Italia siamo al governo assieme perché non è un governo di destra, quello italiano è un governo di centro destra lo voglio ribadire dove il centro svolge un ruolo fondamentale perché siamo garanzia di credibilità e di serietà e di affidabilità di difesa dei valori cristiani e liberali, della solidarietà, della sussidiarietà e soprattutto della centralità della persona a sostegno dell’economia sociale di mercato. Non dobbiamo mai dimenticare chi siamo, perché anche nella nostra azione di governo dobbiamo continuare a far valere i nostri principi e a difendere le nostre idee. I nostri
I valori, al di là della differente appartenenza ai partiti, siamo tutti parte della grande famiglia del popolarismo, ecco perché, come aveva annunciato in occasione dei festeggiamenti che abbiamo organizzato per i 50 anni di fondazione della nostra grande famiglia europea e ho deciso di invitare,
Tutti i, tutte le forze che si riconoscono nel popolarismo europeo, una riunione per trovare una piattaforma comune per fare i progetti, per discutere, per far sì che i nostri valori possano affermarsi nel nostro Paese, ma possono affermarsi anche nell’attività di governo io credo che questo rapporto forte tra tutte le realtà che si fanno capo siano esse politiche come noi siano sindacali penso alla Cisl e penso anche nelle organizzazioni del mondo agricolo come Coldiretti e Confagricoltura che hanno avuto parlamentari europei facevano parte del gruppo del Partito popolare
A Bruxelles e a Strasburgo penso a realtà come Confcooperative, cioè il mondo cooperativo, che rappresenta un modello sociale di economia, ecco.
Riunirci per avere una strategia comune questo è il compito che mi sono assegnato, mi pare aver già trovato risposte positive a tutti quanti voi, quindi quanto prima, ecco pensava di riunirci presso la sede della Fondazione De Gasperi, chiederemo a Angelino Alfano, presidente, la fondazione di ospitarci proprio per affrontare concretamente delle cose che noi insieme possiamo,
Pare gli obiettivi che possiamo raggiungere con spirito di coesione e per far sì che anche gli elettori italiani abbiano la percezione che, in vista delle prossime elezioni politiche delle elezioni amministrative, ci sia un centro forte, alternativo alla sinistra, ma che è protagonista anche nel centrodestra ormai abbiamo detto,
Il centrosinistra non esiste più, è morto ormai da anni, esiste soltanto la sinistra.
E le slide Conte. Fratoianni e Bonelli si inseguono per cercare di essere uno o più a sinistra dell’altro. Coloro che in buonafede hanno deciso di schierarsi con il partito democratico, pensando che fosse un grande partito laborista sono rimasti delusi, sono stati abbandonati a loro stessi. Noi abbiamo il dovere di dire a quelle persone il centro c’è. Il Partito popolare europeo è una garanzia per voi, è una garanzia alternativa alla sinistra, ma è anche una garanzia all’interno del governo di centrodestra, perché continueremo insieme a difendere determinati valori. Lo abbiamo fatto, continueremo a farlo con grande lealtà nei confronti dei nostri alleati, ma non rinunceremo mai alle nostre idee, ai nostri valori e i nostri principi dobbiamo fare appunto quello della libertà, è quello della centralità della persona umana. Questo è il nostro credo. Questo è
Ciò che ci ispira a fare oggi, ecco perché credo che anche il vostro ruolo debba diventare sempre più importante, essere una una parte politica che insieme a noi e costruisce progetti basati sui valori che noi insieme condividiamo, questo lo abbiamo fatto a Bruxelles, continueremo a farlo tante volte ci spezziamo presentati anche in occasione di appuntamenti elettorali uniti e non è detto che non lo possiamo fare anche nelle prossime occasioni, proprio per dimostrare che esiste un centro fondamentale per il centrodestra. Senza il centro non esisterebbe il centrodestra, senza il centro non saremo al governo senza il centro. Questo governo non potrebbe avere il rapporto che ha con l’Europa senza il centro questo governo non sarebbe protagonista, come lo è nel mondo, perché noi siamo credibili
Vediamo, continuiamo a dare credibilità e serietà al governo, siamo alleati della destra, lo abbiamo detto, non rinneghiamo, anzi, se vogliamo ribadire che siamo alternativi alla sinistra, che siamo alternativi al Partito democratico, nessuno di noi vuole il pareggio elettorale, nessuno di loro vuole intrusi, vogliamo soltanto difendere i nostri valori. Ecco, io credo che quindi, grazie anche alla collaborazione per Forza Italia e Udc, si possano moltiplicare i risultati, perché uno più uno non fa sempre due, magari fa anche tre o anche quattro, quindi lavorare insieme mettendo da parte le ambizioni personali si potrà permettere di far vincere le nostre idee. Dovremo a cominciare dalla legge di bilancio per ridurre la pressione fiscale
Meno tasse e la nostra regola era quello che pensavo a Berlusconi, ma ho visto anche, diciamo così, è un principio che è legato all’economia sociale.
Di mercato alla dottrina sociale della Chiesa, meno tasse sulle famiglie, meno tasse sulle imprese, meno tasse, anche sulle famiglie numerose, sulle mamme in chiama da due figli in su e noi pensiamo di ridurre l’Irpef, pensiamo di abbattere le tasse sulle tredicesime e vogliamo far sì che anche le spese sanitarie possono essere detratte dall’anno in cui sono state fatte dall’anno.
Successivo, mettiamo a guardare con attenzione a un possibile aumento delle pensioni all’eliminazione del bollo auto del bollo per le moto pensiamo a una flat tax premiale per chi produce di più chance, azienda, se esso dipendente, ecco una serie di proposte che apriremo un tavolo degli alleati quindi stasera le offro all’Udc sapendo bene che servono le coperture noi abbiamo una straordinaria sfida di fronte.
Il problema dei problemi è quello di far sì che i privati decidano di investire in Italia o di no, e quindi non rimanere così a guardare un governo stabile di quello che stiamo dando noi, ormai da quattro anni nel nostro Paese, è la miglior garanzia per i privati che vogliono investire la nostra economia penso,
E da interventi nel settore,
Delle infrastrutture digitali, delle infrastrutture legate all’intelligenza artificiale, perché se i privati investono di più lo Stato spende di meno se lo Stato spende di meno con una riduzione delle tasse, possono aumentare i consumi, perché i cittadini si pagano meno tasse, guadagnano di più se aumentano i consumi americani aumenta anche la produzione.
Spaventano consumi in produzione, arrivano anche più soldi nelle casse dello Stato attraverso l’IVA e quindi la ricetta perfetta dell’economia liberale. E che Berlusconi di sintetizzare in tre frasi meno tasse, meno tasse, meno tasse, è una vicenda che favorisce la crescita economica e il benessere dei cittadini. Ecco, questo deve essere l’obiettivo della nostra Finanziaria. Ne parleremo certamente diretta in maniera diretta e con toccano gli aspetti tecnici, anche Juan Antonio e con Lorenzo, ma io credo che con l’Udc si possa continuare a fare uno straordinario lavoro di collaborazione. Ci siamo presentati assieme a tanti appuntamenti e non è detto che anche alle prossime amministrative, anche alle prossime politiche, ci si possa presentare insieme per rafforzare l’anima centrista di questo governo. Abbiamo tempo per parlarne, quindi intanto io formulo i migliori auguri. Vi abbraccio forte che amano Lorenzo caro Antonio Cari amici dell’UDC, sappiate che comunque, anche se a volte dobbiamo confrontarci candidature, a Forza Italia c’è un grande amico ma deleghe tutta Forza Italia è una vostra grande amica e buon lavoro e buon fine settimana.
Ministro Tajani, la ringraziamo leva l’applauso della Festa nazionale dell’Udc, la ringraziamo per il suo contributo e per le sue parole buon lavoro e a presto, grazie, grazie Ministro.
Prima di dare la parola ai rappresentanti del prossimo panel, nonché al giornalista e conduttore televisivo che si occuperà di moderare l’Italia che ha bisogno di un centro, io ci tenevo a lasciare la parola e a far dare un saluto istituzionale grazie alla sua presenza e rappresentante del ministero degli esteri e della cooperazione internazionale vi chiedo di accogliere con un calorosissimo applauso del senatore Mario Alejandro Borghese che rappresenta gli italiani residenti in America meridionale ed è oggi qui con noi partecipa alla festa nazionale dell’Udc.
Con grande nostro piacere, grazie per essere qui buonasera a tutti la verità che sono molto contento, sono un italiano nato all’estero, sono nato in Argentina, ho fatto la scuola italiana, è una scuola per il parente Liri e da 14 anni che faccio il parlamentare qua, ringrazio, Lorenzo Cesa e Antonio De Poli, due persone che conosco che hanno fatto quelli tanto per gli italiani all’estero perché anche questo simbolo rappresenta anche il valore dei nostri italiani che sono emigrati all’estero che con sacrificio con lavoro hanno fatto tanto per l’Italia, perciò sono molto contento di essere qui oggi con voi, perché è un simbolo che anche accompagna tanti italiani all’estero che, come ho sempre dico
E tanti anni fa hanno lasciato l’Italia e oggi all’estero, magari a 12.013 mila chilometri hanno onorato l’Italia, continuano a lavorare per l’Italia, nei cosicché, Antonio Lorenzo, grazie per l’invito. Sono molto contento di essere qui con voi. Mantenete sempre in alto questo simbolo, perché è anche un simbolo che rappresenta tanto per l’Italia, all’estero, cosicché auguri e buona festa. Grazie senatore borghese. Verrà sarà presente grazie per le sue parole, per aver ricordato quello che rappresenta lo scudo crociato nella storia e nel mondo e ora per me è un grandissimo piacere onore dare la parola a un giornalista conduttore televisivo pluripremiato, che è qui che oggi devo presentare come conduttore di la 7, ma è stato storicamente conduttore capo autore della Rai Agorà Uno Mattina vi chiedo di accogliere con un calorosissimo applauso Gerardo Greco
Da Gerardo
Questa mio tutto Duo arrivano anche i posti a sedere perfetto e ti lasciamo per parlare di quanto ci sia oggi bisogno di un centro, un centro nella politica tra tutti questi radicalismi populismi quindi a te la parola Gerardo Greco, grazie, allora intanto io chiedo ad Antonio Saccone di sedersi qui accanto a me, perché questo è un panel piuttosto nutrito, come avete capito c’è Giuseppe Fioroni, Beppe Fioroni. Vi prego di accomodarvi senza.
Altro indugio. Paolo Alli Decio Terrana e Stefano Tunis. Ci sentiamo tutti quanti qui adesso
Cerchiamo di stabilire anche ciao.
Un calendario, anzi un cronometro, quindi io vi pregherei, siccome siamo molti e tutti i parlanti di mantenere, diciamo sui 3 4 minuti, il primo intervento, così ne facciamo due o addirittura o addirittura tre.
Allora e quando Antonio non ha chiesto vieni
A parlare di centro e di quanto ne abbia bisogno questo Paese e era, diciamo passata da poco l’immagine, non so se l’avete presente l’altro giorno cosa era martedì del cancelliere Merz centrista e, come dire erede persino di Konrad Adenauer, quindi del simbolo della Democrazia cristiana europea di cui parlava prima signore collegato alla Farnesina, cioè Tajani,
E in Parlamento, nel Bundestag di Berlino, aveva aveva detto alla Alice Weidel, che, come sapete, è la leader di Afd dell’Alleanza per la Germania, cioè dei neonazisti, tra molte virgolette, ma insomma in maniera abbastanza inequivocabile, le aveva detto.
Caravà Eider, lei è un problema per la Germania, lo è anche l’area immigrazione, che secondo me è sostanzialmente pulizia etnica valide, era salita poco prima gli aveva detto.
Caro Merz, voi quindi la vostra tradizione.
Antonio quindi l’idea di Adenauer di tenere fuori i neonazisti dal Parlamento con quello che si chiamava Brant Mauer il muro.
Il muro di fuoco non entrano i neonazisti,
Ve la potete serenamente mettere in saccoccia, perché voi siete destinati ad essere polverizzati, ora dirlo, la democrazia cristiana tedesca che è sopravvissuta, come sapete, tutti quanti meglio di me, alla Democrazia cristiana italiana e che è rimasta al governo negli ultimi 80 anni di storia tedesca.
In maniera più o meno, diciamo, conseguente armonica e è una bella sfida io partirei, io partirei da qui, partirei intanto con Beppe Fioroni che in fondo qui no Beppe, tu, sei l’ospite principale perché Beppe, è un fondatore del Partito Democratico, a meno che tu non lo abbia ricusato completa perché del Gemelli c’abbiamo bisogno tutti e quindi è certo e no ma questo è il punto e c’è bisogno di doti c’è bisogno di tutti ora,
Fioroni qualche anno fa.
Fondò il Partito democratico dal quale è uscito mi sembrano nel 22, dopo che è arrivata la segretaria Schlein, ma adesso ha scritto un libro sbaglio che si chiama il centro è ovunque, come aiutami, perché ovunque, ovunque il centro, ovunque il centro,
E però ti domando qui il centro e la destra, se ha detto Tajani adesso.
Tanto buona sera, grazie dell’invito e spero che dovevamo uscire col cortisone, mi legga, almeno fino a fa, il paio di interventi, due considerazioni rapide, sì, vi prego di tesserabile, scusate un po’tutti.
Le elezioni ormai costantemente, le vincono quelli che stanno a casa, gli italiani, siamo tutti innamorati della Costituzione, ma la Costituzione prevede governi locali e nazionali che coloro che l’hanno scritta pensavano dovessero rappresentare la metà più uno degli aventi diritto al voto. Oggi di questo fatto ce ne siamo dimenticati, prendiamo gli ultimi sindaci, prendiamo Roma dove Gualtieri al ballottaggio, ha racimolato due romani, un pezzetto su 10. Questo rende la nostra democrazia una democrazia senza elettori e che fatica moltissimo a mettere in piedi i governi che siano autorevoli, centrodestra e centrosinistra, hanno fatto la loro parte, poi il centrosinistra è diventato le 100 sfumature di sinistra e quindi ha fatto una scelta radicale. Il centrodestra da un po’più di nebbia, la copre, ma sta di fatto che, se gli elettori non vanno a votare non è che diciamo noi, gli italiani non ci capiscono in politica, non funziona così. Se gli elettori non vanno a votare, perché la proposta politica non riscalda il cuore e quindi o si cambia la proposta politica e contemporaneamente si cambia pure che l’incarna io credo che lo
Lorenzo, si ricorda bene fecero con Casini una storica battaglia per il centro autonomo, fuori da destra e fuori da sinistra. In politica, però, purtroppo serve fare le cose giuste al momento giusto e ho la sensazione che il tempo sia maturo perché si possa dare una speranza agli elettori che stanno a casa, a quelli che non vanno a votare, che non si sentano di stare né a destra né a sinistra, ma sperano che ci sia un centro che con autorevolezza di possa rappresentare, la domanda che mi fanno prima che me la vedo mi dicono, ma e quando vincete de il voto utile riguarda quelli che a tutti i costi pensano che si debba esprimere il presidente del Consiglio e ovvero c’è grande parte degli italiani che vorrebbe esprimere un voto responsabile, cioè un voto che dà garanzia in politica estera, in politica di difesa che non costruisce patrimoniali o soluzioni economiche credibili e che dice agli italiani chissà se Colman tabù della legge elettorale che fa vincere anche quando Verdi si riuscirà a avere qualcuno che vince ma in ogni caso una formazione che in Parlamento possa garantire stabilità e tenuta di barra sui temi che contano, credo che potrebbe far solleva su quel voto responsabile.
Che lascia molto degli italiani a casa, perché non ci contano, e lo dico con grande libertà perché io non mi debbo candidare, ma ho l’ossessione che chi viene dalla nostra storia, dalla storia dei cattolici impegnati in politica dei moderati, non venga progressivamente sempre più marginale nelle due coalizioni che si accontentano di rappresentare le tifoserie quando il resto del Paese noi,
Hanno più tu dici.
Una proposta centrista cattolica mi viene da aggiungere molto identificabile, funziona come calamita per la nostra, diciamo drammatica astensione dal voto, però e lo chiedo a Paolo Alli, che è anche presidente della Fondazione De Gasperi, o sbaglio,
Segretario generale, però, però Alli e ti dicono cosa.
In Sassonia, in Sassonia-Anhalt, cioè nella regione dove ha trionfato.
Alice Weidel, che ha preso il 43,5%, mi sembra 93,8.
Non riesce ad andare al governo della Sassonia da sola, ne mancano due o tre parlamentari, ma ciò poi vi troverà strada facendo.
Li ha votato più del 70%, cioè il magnete, la calamita, per portare gli elettori, come come dice Beppe Fioroni che sono disincantati, quelli centristi certo, ma quelli a destra, quelli a sinistra, alla fine è una proposta no estrema di più aiutami a dire neo nazista e questo non ci scompenso un po’.
Prego.
Ma io credo che oggi è particolarmente difficile parlare di centro in un mondo polarizzato, e non solo in Italia, ma dappertutto tra proposte radicali di destra, radicale, di sinistra.
Io credo che noi non dobbiamo pensare al centro come un luogo della geografia politica, ma come un atteggiamento De Gasperi, visto che parliamo di De Gasperi, che diceva che i cattolici devono essere interpreti di un atteggiamento centrale costruttivo, che i rider li rende moderatori del Paese nel momento di pericolose transizioni De Gasperi non ha mai usato il termine moderati ha sempre usato il termine di moderatori, cioè persone capaci di richiamare all’equilibrio ora,
Una situazione come quella della Sassonia è sicuramente molto particolare,
Dobbiamo vedere se e fino a che punto si riprodurrà anche in altre parti del contesto tedesco. Chiaramente l’Afd è in grande crescita, però questi fenomeni che abbiamo visto anche in Italia c’è stato il 5 Stelle, eccetera sono poi molto sono Cars Challans. Il problema vero è che comunque la politica si decide in quel centro, che è l’atteggiamento che consente di moderare, di equilibrare rispetto a queste pulsioni estreme. Ora noi, quindi, abbiamo una responsabilità verso anche il presidente di Alternativa popolare, piccolo partito, iscritto al Ppe. Credo che l’appartenenza al Partito popolare europeo, ossia una garanzia, perché ti è comunque checché se ne dica
è la forza che ancora in Europa, per intenderci scusami per intenderci per chiarire il Ppe vuol dire quel signore che al Bundestag diceva voi siete pericolosi, e cioè Merz eh sì, dopodiché Merz è alle prese con problemi di popolarità interna, eccetera.
Leader poi hanno anche questi problemi, ma che la politica europea oggi sia sintetizzata dal Partito popolare europeo per due parole europea alle ultime elezioni europee è uscito molto rafforzato rispetto alla precedente Parlamento, quindi noi dobbiamo essere convinti di quel luogo, che è un luogo che richiama alcuni temi che prima indicato anche Antonio Tajani,
È il principio della sussidiarietà, chi parla più di sussidiarietà, la solidarietà, l’economia sociale di mercato non devono essere slogan, bisogna trovare il modo di tradurli in due il linguaggio moderno per i cittadini di oggi e,
Un’altra cosa che diceva De Gasperi la pazienza De Gasperi, diceva.
Tutti ci rimproverano la nostra pazienza confondendola con l’inerzia, come se la pazienza non fosse il la dote più importante del metodo democratico e sentite cosa dice Leone quattordicesimo nella magnifica Humanitas al numero 107. Serve una politica politica più presente, capace di rallentare, dove tutto accelera e di proteggere gli spazi in cui le comunità possono ancora partecipare e interrogarsi questo secondo me il centro benissimo ti fermo perché proprio De Gasperi è stato molto citato in questi ultimi.
Mesi, forse anche in questi ultimi anni, da quando è scoppiata la guerra in Ucraina, perché, vi ricordate, la proposta di De Gasperi mi sembra fosse del 54 per un esercito comune europeo era molto forte e ha voglia la pazienza degasperiana leggendaria e però nel frattempo sono passati,
70 anni, eh eh diciamo 72 e purtroppo l’esercito comune europeo non c’è, mi verrebbe da dire e lo chiedo a Decio Terrana che responsabile aiutatemi dell’Udc, enti locali, vero?
Siciliano di Agrigento e mi verrebbe da dire, invece, stando alle questioni militari, qui dall’altra parte c’è un generale no di Ife, dice una signora che si chiama Alice Weiden, perché dichiaratamente.
Non si dichiara lei ovviamente neonazista, ma aderisce a una serie di valori per intenderci, noi qui vorremmo discutere persino se vuoi delle scuole cattoliche lei vuole invece discutere delle scuole alternative, cioè delle scuole, dove metti i bambini con difficoltà, difficoltà intellettuali, motorie eccetera capito altro che integrazione allora ti domando e se dall’altra parte come dire il caso Afd riguarda anche l’Italia questa pulsione verso la destra,
Io dico che Vannacci ha indetto dalla lo stesso ruolo. Per quanto mi compete, ritengo che sia veramente un problema per la democrazia italiana, perché noi veniamo da un partito come la Democrazia Cristiana e noi siamo o quel centro che è l’erede naturale di questo simbolo, un simbolo che ha rappresentato la democrazia, una storia positiva, una storia di crescita di questo Paese, perché se questo Paese è diventato la quinta potenza economica mondiale e italiana, lo si deve a questo partito. Oggi abbiamo però abbiamo dimenticato di parlare alla gente,
Il problema vero è quello che noi dobbiamo ritornare a parlare alla gente, ad andare nei territori, a parlare nelle e ai Comuni, a essere vicino ai Sindaci, essere vicino agli amministratori, essere vicino al Regio, oggi non si parla tutti siamo schiacciati tra due tra adesso una destra e una sinistra tra il populismo e che è molto, molto spesso vuole risolvere i problemi con semplicità ma di fatto poi i problemi sono complessi e lo abbiamo visto i grillini quando sanno sono andato al Governo che anni sono diventato un problema per il Paese,
Oggi dico o Vannacci cavalca la questione sicurezza, ma anche noi dobbiamo avere la capacità per una cosa è parlare
Una cosa è dire una cosa, però è risolvere i problemi oggi, lui, io non so se abbia queste capacità del complessivo, quando vanno a poi a governare perché sposano un problema, diventano quel problema, parlano alla pancia della gente e poi i problemi non si risolvono oggi diceva bene,
Il dottore Fioroni quando dice oggi serve rivolgerci a tutto quell’elettorato che o quasi il 50% degli italiani non va a votare, perché ce lo poniamo perché sono stanchi della destra e della sinistra e della politica, da una politica che non c’è, perché dico la Meloni ha fatto bene e lo dico con,
Help, il governo più blu, più lungo di questa Repubblica. Ma, ahimè dico poteva fare meglio perché c’è Lecce, scusate per esempio, per meglio, se lo usiamo pattina dalle cose, vanno detto, c’è il problema calore Enzo della famiglia, c’è il problema del giovane, ci sono problemi agli anziani, ci sono i problemi delle persone che non possono de I, dev’ci, sono bio, ci sono le le estreme periferie, oggi serve una politica di centro che sposi questi problemi. Cari amici, tutti noi dobbiamo essere evangelizzatori perché ci Ba Gesù Cristo scusate, io sono un cattolico credente e praticante, scusate se lo cito Gesù Cristo, con 12 apostoli edizioni ha invaso il mondo. Noi siamo qua centinaia, siamo Xuân 400 500, possiamo arrivare a tutta l’Italia io, per quanto mi compete, ogni giorno faccio questo di mestiere, giro tutta la Sicilia, anche quando vi chiama una persona sola, uno mi ha detto l’altro giorno un deputato, ma se un pazzo per una persona vai a Messina, per 300 chilometri per una persona da una, possono arrivare a 2 da due deposto dalla toilette. Oggi è questo, perché no, il
Egli gli estremi non hanno interesse che da lassù da sconcerto, anzi lo ostacolano io questa la mia idea, l’ostacolo per non fare nascere, perché ricordatevi che solo noi possiamo portare stabilità equilibrio in questo paese, allora Desio è chiarissimo a me l’idea di fare l’evangelizzatore della politica piace molto, credo sia un mestiere molto di FI,
Esci e ti dico di più in questo momento e invece l’unico che cresce in Italia in maniera esponenziale, appunto quel generale di prima che tutto è tranne che evangelizzatore, tutto è tranne che è presente sui territori, tutto è tranne che messaggio cattolico mi verrebbe da dire aspetta ferma fenomeni come facciamo facciamo oggi Stefano Tunes e perché scusami Stefano e fare l’evangelizzatore non è facilissimo.
E soprattutto, l’impressione è che nel momento in cui tu sei al governo è il caso del governo Meloni da tempi record lo abbiamo, lo abbiamo visto l’altro giorno, no a Bari, cos’era domenica scorsa.
È?
Alla fine l’elettorato italiano che non va a votare, però dice troviamo delle alternative, qui la questione, scusate che le alternative.
Ne trovano in questo momento gli elettori, diciamo confusi.
Stando ai sondaggi che io faccio fare, tutte le settimane con con SWG e con Piepoli le trovano a destra, le trovano da Vannacci che tutto è tranne che evangelizzatore, quindi non riesco a capire come una figura evangelica della politica, in questo momento potrebbe imporsi al di là al di là del del nostro Decio Terrana che Agrigento e evangelizzatore ma beato lui anche perché servirebbe qualcuno disponibile a farsi mettere in croce e sa che andiamo subito al dunque e,
Chi si fa crocifiggere, facciamo così, cerchiamo di capire chi paga per il momento, allora il tema è questo.
Cerco di stare sul filo conduttore che ho sentito da tutti i miei illustri colleghi, partendo da una distinzione, prima di occuparmi di chi non sta andando a votare, voglio occuparmi delle molte decine di migliaia di persone nel mio caso che rappresento con mio movimento che invece a votare ci vanno e questo è il primo aspetto, perché è il popolo attivo quello a cui per primi ci dobbiamo rivolgere essere convincenti perché questo non diventi un popolo e un corpo elettorale inattivo è soltanto partendo dal fatto che non si perde ulteriormente, non si dissangua ulteriormente del corpo elettorale e credo che si possa essere convincenti nei confronti di quelli che da molti da molti anni stanno a casa.
È vero la virtù di un democratico cristiano, come sono io allevato all’interno della Dc, in tutte le sue varie fasi e cosa vi posso dirti, orfano della decima no, per niente per niente, non mi senza niente of possano nostalgie. Mi sento anzi molto riscaldato da un mondo politico che è culturale e di passione sociale che, nonostante abbia attraversato dall’inizio della diaspora le più grandi difficoltà, ancora oggi mi motiva e mi porta a prendere un aereo da mattina per riprenderne uno da stasera per partecipare a un dibattito. Lo succederà la stessa cosa tra 15 giorni quando Rotondi farà la stessa cosa, stanno versando perché dove ci sono democristiani sento di doverci essere, anche se non ho mai avuto la possibilità per la mia età di vivere da protagonista in quel modo, però dico questo, è vero, la pazienza anche per me è stato un esercizio fondamentale, però la pazienza e anche terminata è terminata perché
E chi, come me, vuole rivedere quei valori alla guida del Paese e vuole vederli da protagonista. Non ne ha davvero più voglia di vedere il modo in cui vengono bistrattati, perché quando ci fu la prima diaspora, cioè la prima scissione Berlusconi, capì una cosa che la classe dirigente della Dc in larga parte andava a sinistra, ma il suo elettorato è andato a destra, questo è stato il primo passaggio dal quale non si è mai tornati indietro e quindi quei valori sono rimasti da questa parte dello schieramento. Quello che è successo nel frattempo è che per le classi dirigenti è andato via soprattutto Berlusconi che si sono avvicendate. Questo è diventato sempre meno decisivo e questo ha eroso la pazienza di quelli che si sono impegnati da questa parte e che sono in attesa di vedere come riterrà di utilizzare questo patrimonio di classe dirigente, la Meloni, che è l’unico interlocutore in questo momento al centro, all’interno del centrodestra, per arginare non un problema politico perché è del tutto arginabile, ma il superamento di questo decadimento culturale, sociale e politico che è rappresentato da Vannacci, allora determina
Antonio invece, Presidente di Cinecittà, è lui che mi ha chiesto di venire qui a cercare di capire qualcosa di più sulla necessità che avrebbe l’Italia del centro, altri direbbero no, ha necessità della destra, altri ancora no, ha necessità dell’estrema sinistra, però,
Il centro è più impalpabile, è più difficile da rappresentare politicamente in questo momento, almeno a vederla, come da raccontatore della politica italiana, cosa che faccio da qualche quarto di secolo. La questione è però che nel frattempo, se tu vai a vedere settimanalmente tutti i resoconti, prendiamolo con le pinze e con beneficio d’inventario dei vari sondaggisti. In questo momento il governo Meloni, in teoria, se non ci fosse Vannacci, vincerebbe facilmente e e il centro cattolico di cui stiamo cercando di definire i confini si troverebbe alla fine bene là dentro come si è trovato sino ad oggi almeno una parte del centro cattolico. Questa
E però così non è perché, appunto, se quel Vannacci che abbiamo evocato e senza Vannacci ti dicono oggi tutti i sondaggisti Meloni non torna a Palazzo. Chigi quindi la questione come fai a come dire salvare capra e cavoli, cioè i valori cattolici del centrismo e la stanzialità a Palazzo Chigi delle due, l’1,
Innanzitutto buonasera a tutti gli amici. Grazie The generale. Dopo aver accolto il nostro invito, io non la vedo così. Con tutto l’affetto dei miei predecessori, parlai di valori cattolici cristiani come esclusiva di un partito, mi mi sembra un po’troppo un po’troppo anacronistica, anche perché, se tu fai caso, gli ultimi grandi picchi degli elettori italiani sono andati dietro proprio a chi raccontava ai valori della famiglia. La tutela della famiglia, la tutela e del della genitorialità. Vannacci non dice cose lontane dai valori cristiani. No, non mi pare che dica sì alla bozza, ossia il denso. Certamente su questo no esatto, quindi il secondo rosso però sull’integrazione si però sulla sì, però Vannacci che molto furbo e non mi limiterei a demonizzare lo perché se continuiamo solo a demonizzarlo, rischiamo di commettere un eroe in quello che pensa il popolo sovrano sovrano e quello che poi va a votare e ha votato quasi l’80% in Sassonia, simili e dell’ex Ddr, reso tutto quello che vi pare, però, se continuiamo a demonizzare gli avversari politici, ma De Gasperi l’avrebbe risolta in cinque minuti l’alleanza con Compagnacci nel 1952, se non sbaglio. Beppe Roma, elezioni della Capitale, Pio dodicesimo, chiede al leader della Democrazia cristiana di fare un accordo con l’MSI
E e lui se ne frega se nella risposta già data come la penso io avrebbe detto avrebbe detto di no. Al netto di questo, non possiamo limitarci a dire è brutto, cattivo, razzista, nazista e quant’altro, perché altrimenti non capiamo quello che sta succedendo. Pochi giorni fa degli amici marchigiani erano a Civitanova, Marche alle 11 e mezza del mattino mi hanno mandato le foto, sono qualcuno i presenti in sala, ma hanno mandato le foto di quanti ragazzi erano presenti a un comizio di giorno di Vannacci, tanti giovani, tanti ventenni non ultraottantenni, allora noi che facciamo insomma quelli di Afd uguale è la stessa cosa, appunto, quindi noi, a quel mondo lì cosa gli raccontiamo il tema è tutto lì. Lorenzo Cesa, mi ha insegnato tanti anni fa mi ha raccontato insieme a Pier Ferdinando Casini, un grande cancelliere tedesco Kohl, quando è in controllo due erano già insomma dirigenti della Democrazia cristiana e lui chiese, ma tu, come hai fatto ad abbattere il muro di Berlino, come hai fatto nonostante, e lui ha risposto se io avessi seguito i sondaggi, non mi sarei mai azzardato ad abbattere il muro di Berlino, quindi i sondaggi non possono diventare il veicolo, cosa che purtroppo oggi è di una leadership di quello che ti io ti do lì l’orizzonte delle visioni in base a quello che tu desideri e non può essere questo. Dopodiché io dico in Sassonia, che escono perché la Germania non è più la locomotiva d’Europa e le le le risposte sono molto più semplice, sono molto più complesse, ma sono molto più concreti di quanto si immagini con la disoccupazione. La Volkswagen, che chiude la BMW, che chiude 1 milione di sei anni, spazi testata pochi giorni fa, poco tempo fa, un’ora fa parlavo con un signore che ha delle aziende nel mondo nato a Monaco italo-tedesco e mi diceva, fino a 10 anni fa tubo di andai a Monaco nel giardino. Non ricordo il nome e potevi lasciare la macchina con le chiavi, potrei lasciare tutto e oggi tiene un polo antiviolenza piazza nella zona. Però la mia domanda era più diretta, e cioè quando e se domani
Fosse necessaria per Meloni una alleanza con Vannacci e Vannacci dicesse di sì. Cosa fa l’Udc? Ma l’Udc innanzitutto su questo deciderà, ma io la trovo in questo momento difficile, incompatibile non solo per le questioni di natura esterna di relazioni internazionali, dopodiché io ti dico, però ho sentito che qui applaudono quando tu dici, ma non possiamo demonizza, cioè parliamoci ma anche alcune auto, perché alcuni argomenti purtoppo e il signor Vannacci li specula li esagera, perché deve creatore del consenso, ma noi veniamo dalla cultura. Negli ultimi 10 anni quanti picchi abbiamo visto, abbiamo visto il Movimento 5 Stelle esce e poi di vedere Matteo Salvini, la Lega data e andava in giro col codice PIN tutta quella roba lì sicché, quindi questi andamenti alla fine, almeno non però a me disturba la la disturba. Mi preoccupa la non risposta che tutta ideologica e solo ideologica, invece ci vorrebbe più concretezza. Adesso siamo lo Enzo Antonio siamo in dirittura di Finanziaria, ma vogliamo mette un po’di soldi in tasca agli italiani o vogliamo continuare a parlare dei grandi sistemi dei grandi indicatori economici europei?
Per cui dobbiamo rispettarli, poi finisce mandateci, ma tu che mi hai dato in tasca che mai messo e è molto più bello Giorgetti, dice io, non sono una lira non solo per la Cina, adesso, devo dire la lungimiranza del governo Meloni ci ha permesso di andare lo è insomma lo spiega meglio di me perché sta lì in Europa e siamo andati sotto il parametro del tè del rapporto deficit PIL per 100. Questo ci permette anche di uno spostamento a un certo punto la politica. Siamo quasi a un passo dallo scendere. Sotto siamo al 3 1 arriveremo
Io penso che scende da domani, 20 settembre 20 settembre, sappiamo messi sopra gli indicatori economici macroeconomici indicano che andremo sotto il té. A quel punto il governo deve assumersi una responsabilità politica dinanzi al paese di Riace, ai signori la situazione è drammatica. Concludo l’Europa l’Europa e i padri fondatori Adenauer, Schuman, De Gasperi, io penso dovrebbero dividend vedere quello che sta facendo incidenti, soprattutto nella guerra dietro a casa nostra, dietro l’Ucraina, e lo dice un parlamentare, l’ultimo intervento fatto in aula, l’ho fatto col ministro Di Maio il giorno prima dell’attacco dell’invasione da parte dei russi dopo 55 anni di guerra, possiamo porci il problema di come trattare, come andare avanti, oppure dobbiamo prendere per sospesa, tra quelli a cui non mi sembra che siamo al punto, se riusciamo a contenere due minuti, facciamo due giri
Torno da Beppe Fioroni su questo, cioè sulla questione ucraina, che sembra essere un discrimine, un discrimine sia a destra sia a sinistra e però c’è
C’è sicuramente un dato, e cioè un’alleanza con la destra a destra, è un’alleanza con partiti, per esempio.
Turno nazionale, per esempio Afd che sono putiniani, Afd addirittura ha mandato un suo componente della Sassonia, Anhalt a Mosca, due mesi fa per diciamo conferire con i leader del partito di Putin, Ulrich Siegmund Ulrich Siegmund, che,
Il prossimo cancelliere della Sassonia, Anhalt, se passa, diciamo la linea Afd e un signore che dice no, noi dobbiamo fermarci dall’armare l’Ucraina, fermiamoci assolutamente che dobbiamo fare
Tre flash e vado rapidissimamente la prima, visto che avete evocato una serie di sondaggi, io credo che i nostri sondaggisti dovesse dovrebbero prendere come protettore San Lorenzo e in modo particolare la notte di San Lorenzo le stelle cadenti, perché se noi diamo un’occhiata a quello che sono riusciti a fare Renzi prima Salvini dopo dalle stelle alle stalle con la velocità della luce credo che Vannacci si scrive a quel lungo percorso non sappiamo quando si vota, vedremo se da qui ad allora sarà in grado di di durare la seconda cosa, visto che parliamo di centro, io credo che dobbiamo cambiare la promozione dei supermercati,
Signor Presidente, le campagne paghi due prendi tre come rispetto ai tanti centrini che stanno nascendo più nel centrosinistra che nel centrodestra. Dobbiamo falsa promozione
Ne paghi due prendi o tre partitini o tre leaderini, cioè compattare tu dici cerca io non dico di compattare, io dico che c’è una strategia che c’è una parte consistente della politica italiana che più che preoccuparsi, che ci sia una forza di centro in grado di incidere e di rappresentare con la schiena dritta senza farsi concavo, convessa fino a diventare evanescente, preferisce il modello del partito dei contadini sovietici quando in un esercizio della democrazia ognuno si faceva il proprio partitino di sostegno e così noi sappiamo che una volta si va al partito del civico, l’altra volta si va il partito del pensatore, orientata alla fine, ognuno prova a fare ciò che serve per esorcizzare il rischio che ci sia una forza di centro che entra in maniera autonoma. In Parlamento io sono d’accordo centro, luogo geometrico, chiamiamolo, definiamolo come gli pare, ma io credo che mettere insieme coloro che vogliono interpretare gli italiani che non si riconoscono né con l’1 né con l’altra parte, possa essere un’aspirazione dal punto di vista culturale e politico e sociale, utile alla qualità della democrazia di questo Paese. Terza flash no, aspetta spiega, ma non meglio è andata dall’estero, spiega mano meglio. Che cosa vuol dire, quindi vuol dire una federazione di partiti di centro. Io no non è bella, come non ho disegnato come io c’ho chiaro che se si continua in questo modo con una competizione
E sinistra sinistra e destra destra, oppure diventa a sinistra, centro e destra, centro con un centro sempre più evanescente alle prossime elezioni, se i posti saranno stretti in Parlamento, metteremo un bel mazzo di crisantemi alla memoria di quelli che non ci saremo non perché scomparsi invita ma perché scompensi politicamente ma questa è la mia preoccupazione, poi come farlo necessita di responsabilità, necessita del coraggio di non confondere l’orizzonte del proprio fondoschiena con l’orizzonte del paese e terzo avere anche l’umiltà.
Io parlo del mio amico Renzi, che tutte le volte ci spiega l’importanza di innovare, porca miseria dopo 35 anni, qualcuno oppure capì che fa un passo di lato, sia anche utile per ma allevare nuove generazioni che possono arrivare perché i giovani non è che non amano la politica sono mal convocati alla politica e soprattutto si sono stufati di chi molti valori li predica, ma non li pratica direbbe De André, dà buoni consigli perché ha dato solo cattivi esempi e credo che questo sia una cosa che dovremmo. Ricordiamo all’esempio dell’Ucraina è l’esempio dell’Ucraina. Calza a perfezione. Su questo punto parlo della parte politica, dove stavo prima ieri un giornalista mi chiama e mi dice che ne pensi delle primarie nel centrosinistra
Ora le primarie. Quando ci stava dicevano che ero un continui, ciò che non serve mai a sciogliere i nodi serve a tagliare i nodi. Il problema che noi dobbiamo capire. Le coalizioni di oggi hanno solo interesse a vincere contro qualcuno o hanno per sbaglio l’idea di governare per fare l’interesse degli italiani e per risolvere i loro problemi. Se la risposta alla seguente andare ai gazebo per decidere qual è la linea di politica estera Ucraina, sì, Ucraina, no, Israele si Israele no, oppure andare alle urne per capire se dobbiamo far la patrimoniale oppure no, non significa sciogliere i nodi, significa tagliarli e soprattutto, cosa peggiore significa mettere insieme una coalizione dove chi vince potrà anche a chi vince le primarie, potrà anche vincere le elezioni, ma di certo in bocca al lupo a tutti noi perché governare sarà una tragedia, perché scusami
Davvero un flash l’alternativa se non fai i gazebo alle primarie, come te, pare poi delle inventi tu i sistemi, l’ha, detto alternativa, è quello che dice la destra, anzi, quello che dice il vecchio Berlusconi e chi più ne ha più voti governa. Io credo che c’è una la cultura delle alleanze, come ci ha ricordato tutta la Lega era la cosa principale con cui De Gasperi ha dimostrato che, pur avendo governare da solo ha fatto la coalizione, si fanno le coalizioni per governare con gli altri su un progetto e un programma condiviso, ma se noi facciamo progetti e programmi che nel momento in cui li scriviamo, bisogna fare l’enciclopedia, l’Enciclopedia, Treccani, per interpreterà di e con una serie di cavilli e di clausole in modo tale che ognuno legge bianco ma pensa pure nero quella coalizione non governava, allora la cultura delle alleanze vuole che ci si metta seduti. Prima del voto si stira il programma, il programma si presenta agli italiani, poi lo so, applica credo che questa sia la normale qualità della democrazia ordinaria, anche per il nostro Paese è tanta roba
Torno da Paolo Alli.
Perché?
Paolo è vero, in Germania fanno così no, I popolari e socialdemocratici si chiudono per due mesi dal notaio per due mesi veramente non per scherzo e buttano giù il loro programma e poi lo rispettano, lo fanno dopo le elezioni non prima invece Beppe, diceva facciamolo prima, poi vediamo
Però la domanda è, ma questo 100 di cui l’Italia ha bisogno è un centro che ha dei valori, diciamo
Il riferimento cattolici sicuramente degasperiana, mi verrebbe da dire, visto che stai davanti a me, che sono comuni nelle varie sensibilità, in questo momento a destra e a sinistra, diciamo dello schieramento politico o no, cioè
Il messaggio degasperiano è talmente forte da eliminare le destre e le sinistre mi, da un punto di vista ideologico, secondo te, ma io so che quando noi andiamo in giro come Fondazione De Gasperi a parlare di De Gasperi, il linguaggio di De Gasperi, oggi e universale per la destra e per la sinistra e io abbiamo fatto mostre e iniziative in tutta la stanza riuscì.
La pazienza dei De Gasperi, un fatto poco noto evitò la guerra civile nei 12 giorni successivi al referendum, quando il re non se ne voleva andare e tutti dicevano De Gasperi, ti nominiamo capo provvisorio dello Stato e lui disse la meritano qui scoppia la guerra civile è solo un esempio, comunque De Gasperi per due stanze, un altro scusami era un’Italia molto armata in quel momento, nel senso che uscivamo da una guerra civile vera, quindi sarebbe stato un disastro rossa il gesto, ma perché poi l’Italia è sempre stata bipolare fin dall’inizio?
Monarchia Repubblica Dc-Pci vera e quindi
Poi Berlusconi ci ha spiegato che ha inventato il bipolarismo, ma lo ha diciamo,
Codificato bravissimo no, dicevo che sempre sempre sulla vicenda De Gasperi, che era un cattolico fervente, tant’è che è in fase finale la causa di beatificazione, speriamo con esiti positivi. Era uno che, come è stato detto in politica era il più laico di tutti. Ora. Cosa significa questo per noi oggi? Per esempio, che secondo me va bene non demonizzare Vannacci? Concordo totalmente, ma non è che i cattolici devono mettersi all’inseguimento di Vannacci oppure usare le armi di Vannacci con un can can can certa ultradestra, cattolica sta utilizzando per radicalizzare altre posizioni, cioè
No, purtroppo l’inseguimento di ah ah Vannacci lo fanno anche altri. Ora vengo alla domanda
Se questi valori di De Gasperi possono essere unificati. Io credo di sì, però il problema
Non si gioca sui sui valori teorici, si gioca sulle ricette concrete e si gioca sulle persone, sulle leadership, quindi è evidentemente
Dipende dal dalla figura, dalle figure che propongono queste dalla credibilità delle figure che è emerso oggi in Germania è in crisi nera perché ha dimostrato di non saper rispondere alle esigenze del popolo. Merengues non esce da noi. Meloni tiene perché è brava, perché s’è diventata leader, siano anche lei, perché ha rassicurato tutti, eccetera. Una cosa che però volevo dire sulla questione ucraina
Io va be’avendo fatto anche il presidente dell’Assemblea parlamentare della NATO come San Lorenzo un po’queste cose, anzi, già quando, quando io ero Presidente, eravamo nel pieno della guerra del Donbass, quindi qualcosa ho vissuto, però oggi il tema non è più guerra dell’Ucraina e guerra ucraina Israele, Hamas, Iran, l’Iran oggi liuti han preso il controllo dal Mar Rosso e quindi si aprirà un altro fronte. Quindi il tema è questo incidente, cosa vuol fare di sé, quindi il problema è quello che capita a Washington, perché se a Washington non si ripristina un sistema che veda l’alleanza con l’Europa come determinante, per come dire tenere alto ancora poi la bandiera della democrazia nel modo oppure noi saremmo costretti a inseguire in tutti i fronti che si aprono le situazioni, domandandosi di volta in volta, facciamo però se tu dici una cosa del genere. Secondo me, tocchiamo il punto finale di questa
Chiacchierata perché la vera questione non è tanto l’Occidente. Cosa resta dell’Occidente? Per esempio, l’Europa e Occidente, Trump e Occidente sono la stessa cosa a me intuito, verrebbe da rispondere oggi di no. Sono due Occidenti diversi. Qual è l’Occidente originale per cosa si batte un partito centrista italiano nel momento in cui trova una leadership straordinaria che per ora stiamo ancora cercando, però che Fioroni vedrebbe se glielo chiedessimo in un Prodi con vent’anni di meno, per esempio, o non lo so o non so cos’altro, però come fai qual è il tuo modello di Occidente dammi una risposta in un secondo momento di Occidente, poi ho capito che viene dagli stessi americani, sono sono gli stessi americani sono divisi a metà perché Trump ha vinto con pochi milioni di voti di scarto. Non mica evento alla valanga. Io stato recentemente negli Stati Uniti a incontrare alcuni Fintech e chi un anno fa diceva Trump farà carne di porco. Perdonatemi, il termine dell’Europa oggi dice speriamo di tornare a ragionare con l’Europa, cioè la la coscienza del popolo americano sta cambiando dopo le le le le pazzie di Trump e le e le sconfitte. Lo vediamo a novembre, no con le mie, lo vediamo nel Regolamento interno per me il modello di Occidente e che comunque il rapporto transatlantico deve restare solido, come come è sempre stato
Va bene ti fermo
Passo la adesso e poi Stefano e poi chiudiamo con Antonio, va bene quindi ancora 20 minuti, mezz’ora, va bene, abbiate pazienza, quindi la questione a questo punto, De cioè l’ho pagata, no, per carità, e la questione è l’Europa il modello occidentale, il modello occidentale che dice Meloni, bisogna dire in maniera assolutamente conseguenze in tutti questi anni di governo anni di record di durata per me il modello occidentale deve resistere, deve leggere certo,
Trump, che era un punto di riferimento fino a sei mesi fa, fino a quando Trump non ha attaccato direttamente il Papa, il Papa americano di Chicago, lui invece un antipapa di New York B e il modello Tan piano non è più un modello per la presidente del Consiglio,
Ti chiedo se invece
Per non per, diciamo il mondo cattolico.
Trump, cosa rappresenta perché l’altro giorno è sentito alla convention, ha detto io vi do 5.000 dollari, se vi fate vincere e se non votate, se non andate a votare.
E usando come dire una metafora non metaforica, Luca dritti all’inferno
Mila donne
Funziona. Se ci sono le case, ci sono le somme, io vedo, i 5.000 euro è diverso di dire ai giovani non hanno fatto voto di scambio e lui ha detto nel momento in cui io torno, diciamo nel pieno dei miei poteri, quindi, controllando sia alla Camera sia al Senato ci sarà un dividendo, non ha detto un premio brande vicine, sarà ci sarà un bivio o ci sarà ipotecato? Intanto vediamo che succede, però allora la questione è un modello nostro Trump allo. Io ritengo che non sia un modello, anche se io ti pago per lui quando c’erano le elezioni, oggi ti sei pentito, io io mi sono pentito e ho dato un giudizio positivo allora, ma oggi è fortemente negativo perché sta destabilizzando, giriamo il mondo, colui qua, colui che nella prima, nella prima legislatura che aveva fatto, si era comportato veramente come un modello, sembravano che volesse la pace nel mondo come uno che volesse portare pace e invece oggi boh, forse è lui il guerrafondaio per questioni economiche, è chiaro che l’America vive Alin un’industria bellica, l’America vive vive da una da, diciamo da poter potenze e lobby economiche
E già ho paura che il Trump vero sia questo del secondo mandato, non secondo me questo entrambe. È vero, però io volevo dire, parlando a De Gasperi, che De Gasperi o www l’uccello su De Gasperi, che tutti oggi lo fanno proprio lo cita Renzi sempre lo citano tutti beh, però vorrei vedere se De Gasperi quando era al governo, se la sinistra lo amava, oggi tutti citano Gaspare e a De Gasperi riconoscono
è quello che ha rappresentato De Gasperi in questo in questo Paese. Ora dico il problema qual è, se noi vogliamo costruire, purtroppo ritrova purtroppo senza purtroppo bibliofilo del dottor Garrone. Mi trova d’accordo quando dice oggi sia il buon centro più allargato, però il problema secondo me sai qual è
Il problema è uno che c’è un politica verticistica. Oggi io sono convinto che se domani non ci fosse più la Meloni, la Fratelli d’Italia non ci sarebbe più osa dell’istituto. Dovrebbe a poca cosa, quindi, oggi hub hanno creato una politica, un sistema verticistico, perché non vedo alternative Meloni in questi no, no, no, no, no, io dico le mie cose, io non mi assumo le responsabilità perché uno de oggi manca il coraggio di delle cose, molto spesso per un posto in lista, molto spesso e ci giochiamo la nostra dignità per non
E non portiamo avanti i nostri e i nostri ideali per un posto in lista perché ci fanno contenti con piccole cose. Noi dobbiamo essere forti dei nostri, perché siamo forti dei nostri valori, amici, siamo forte, abbiamo valori colpisse, le dobbiamo applicare in dubbio in questo in questa questa nuova era. Solo questo perché il valore della famiglia eh eh eh eh no intramontabile Ilva, la la centralità della persona intramontabile,
La solidarietà Intra moto e intramontabile sono valori per cui non sono solo i nostri valori e li dobbiamo dipende. Però voglio riprendere il discorso oggi questo centro deve nascere. Io faccio un appello a tutti questi centri centrini a tutti quelli che vogliono fare un certo, perché realmente può nascere un centro forte, però non dobbiamo avere la stessa malattia di questi partiti e
La verticistici che vogliono fare un capo al comando e nessuno deve deve comandare. Questo è il problema che non nasce un centro. Dobbiamo cercare di metterci Talk to attorno a un tavolo, perché la nostra cultura è diversa dalla nostra cultura, viene dal popolo, viene dal basso verso l’alto, ma c’era De Gasperi c’era vantare poi c’è da Andreotti, c’era piccolo c’erano la cavea aspetta però spiegano i meglio perché io no, io dico tu, vuoi una federazione come in realtà Beppe, però qual è il problema? Un partito dove ci siamo tutti e c’è un programma comune, un minimo comune debbano debbono datori, eccetera. Si riversa sui file se poteva bestia e chi è il vertice, chi fa il leader?
No, va, be’però, non c’è, nessuno, non è un problema, Meloni ce l’ha, allora andiamo sulla pistola, avverte il vertice, non è andiamo sulla custodia verticistica del vertice, poi si decide per ora quello che serve, mettersi tutti attorno a un tavolo e decidere il progetto noi no, non mettiamo al centro Camera arriva da Stefano Donati o Beppe,
Do solo un anagrafico.
Il dramma di non volere le preferenze, oggi abbiamo fatto un piccolo passo avanti perché almeno una parte dei parlamentari sarà letta con le preferenze, ma da che cosa nasce dallo stravolgimento del rapporto eletto elettore, perché quando tu, per entrare, devi essere nominato non rendi conto a colui che ti vota a quale devi dire ho detto questo e faccio quest’altro Mike travolto il raccordo, la fiducia nel capo ti dà il diritto di entrare in Parlamento e questo è un vulnus gravissimo. La seconda cosa,
Io sono felice che mettono l’indicazione del premier, la destra alla sinistra, ma.
Aggiungendo una cosa, quella De Donatis, diciamo così una cosa, il voto responsabile deve anche prevedere in democrazia una leadership condivisa che parte dal sistema regionale. Noi non possiamo essere autonomisti regionalisti e poi non ipotizzare altro che le candidature che fa il deputato e senatore all’Anas vuole lo si decida a Roma, perché la fatica di decidere sul territorio è come le preferenze fa male a capo allora, se un centro mai qualcuno lo farà, facciamo che ci abbia delle forte leadership regionali che stabiliscono liste, competenze, capacità e rispondono agli elettori all’interno di un programma condiviso.
Dice, ma non c’è più il leader carismatico, io credo che la fortuna del centrodestra senza nulla togliere a nessuno, sia che c’è la Meloni, l’ho detto l’altro giorno il mio dialogo con penzoloni, se non c’era la Meloni, molto probabilmente in questo quadro nazionale stavamo davanti tu però mi verrebbe da terra prima, ma la Meloni ragazzotti Berlusconi e prima ancora che c’era, però magari mettiamoci a questo punto prima c’era Berlusconi, deve dire la dotta e poggia da Prodi quando sai il leader bene o male Vinci, altrimenti no.
Questo però ti faccio presente che per 50 anni è stato vero il contrario e ho capito, ma era 50 27 Prima Repubblica laser, siamo alla quarta, però è un argomento da bar e quella Repubblica è durata 50 anni, questa ha cambiato sette leggi elettorali per inseguire siamo spiritato, ha sostituito la politica con le leggi elettorali e quando si sostituisce lo strumento che dovrebbe essere il mezzo con cui si governa diventa il totem.
C’è qualcosa che nella politica roba però scusami Stefano, proprio partendo da qui, dalla fine della Prima Repubblica evocata questa sì con nostalgia, ogni tanto anche dal qui presente Beppe Fioroni che dice, ma come cinquant’anni non avrà bisogno di leader, poi li avevamo e poi li avevamo, non è che non le avevamo però comunque Fanfani, che non erano leader mamma mia, che paura e Craxi non erano leader, ma che scherziamo però, detto questo, detto questo, se tu ti ricordi bene, nel biennio 92 94, cioè verso la fine l’agonia di quella Prima Repubblica, si parlava proprio di preferenze. Siccome stiamo parlando di preferenze adesso, con una legge elettorale che è in fase di gestazione sulla quale io, per la verità posso dire, non è che scommetterei tantissimo e secondo me poi alla fine vediamo Meloni, la vuole ma insomma, posso parlare liberamente e se posso parlare liberamente,
Faccio ammenda il primo voto perché avevo diciott anni in quel periodo fu in quello sciagurato referendum e votai per l’abolizione delle preferenze, primo aspetto, giovedì sono pentito.
No, era era diverso, il momento era diverso, il sistema di finanziamento non me ne sono pentito, ma ne sono pentito presto si riteneva che il rapporto uno a uno nel collegio, fosse un modo più prossimo all’elettore per ottenere un un rapporto di vicinanza, in quel momento si fece per evitare che fossero delle segreterie nazionali a scegliere i parlamentari siamo sempre allo stesso punto. Primo aspetto, secondo aspetto.
La politica è vero, che è cambiata, ma non è cambiata tantissimo, perché poi le dinamiche finiscono per essere estremamente simili une con le altre e la ragione sono oggetto sociale della politica, finiscono sempre per essere le elezioni, di questo ci stiamo occupando, partiamo da alcuni punti fermi, la principale caratteristica del centro nel campo largo è quella di non esistere.
Secondo, c’è un’ipotesi scolastica che il centro in questo momento, perché la gran parte degli elettori risiedono ancora vi sia nel centrodestra. Anche questa è un’ipotesi che merita una verifica scientifica, perché nel corso di questa legislatura che è volata in il centro non è emerso, è emerso come una figura parte sostanzialmente strumentale rispetto al fatto che la Meloni, grazie a Dio, che grazie a Dio c’è la Meloni, ha voluto premiare una enorme quantità di persone che non c’era bisogno di premiare, probabilmente o perlomeno non c’è bisogno di premiare per la seconda volta, perché perché nella larghissima parte non hanno nessuna confidenza con il consenso, hanno pochissima confidenza con il mondo produttivo e con il mondo del lavoro. Hanno veramente poco a che fare con ciò che genera valore. Nel frattempo, Forza Italia si è avvicinata al tramonto della sua esperienza, perché siamo al tramonto dell’esperienza del Forza Italia. Ritiratelo 2 1, prima però delle due, una o la Meloni non il centrodestra, la Meloni dimostra che ha intenzione di utilizzare questa parte di classe dirigente del Paese di società del paese per governare i prossimi cinque anni o succederà qualche cosa che determinerà il fatto che questo succede comunque?
Perché non esiste la possibilità che questi mondi regali da un’altra volta a chicchessia, la possibilità di governare l’Italia, come è successo negli ultimi 15 anni, possono vittime. Aveva una cosa che quel signore che ha parlato prima di noi, che si chiama Tajani fa il ministro degli Esteri fra il vicepremier dell’erede dentro Forza Italia e in qualche modo di Berlusconi tu mi dirà di no l’erede di Berlusconi Marina e Piersilvio va benissimo, però quel signore Liberace si arroga il diritto di dire, ma io rappresento il centro, io vi rappresento i valori cattolici, io rappresento
In una contraddizione di termini, perché il centro ha dimostrato di esistere anche quando non era e non è stato plasticamente rappresentato, lui non dimostra di esistere neppure essendoci stiamo parlando di due cose che sono completamente diverse, stiamo parlando del fatto che Forza Italia, Forza Italia a parte giusta rivendica piccola acquisizione territoriale nella sostanza non ha l’autorevolezza la presenza e la consistenza dell’Udc di Casini discese di Follini certo tu ti dimentichi.
Ti dimentichi però di quel 94 in cui Berlusconi prese e come se lo prese e lo sa bene Beppe, il voto dei cattolici, dicendo che aveva una zia suora adesso non mi ricordo come se gli astri a scuola numero uno straordinario numero
Era molte cose, era 1 milione di posti di lavoro, euro operaio era sindacalista e paracolpi immigrati, ed era Berlusconi, ha ragione, beh, allora scusate, stiamo, stiamo finendo come promesso e volevo finire con Antonio con l’ultima anomala più e non è che non possiamo abusare della loro pazienza puoi parlare anche quattro o cinque minuti, no, la questione secondo me alla fine di tutto la narrazione, lo chiedo a te perché tu sei il Presidente di Cinecittà per me Cinecittà,
Evoca Fellini, per me ci legittima evoca De Sica stamattina c’era su Rai Movie, cos’era, Matrimonio all’italiana con la Loren e Mastroianni, fantastico, straordinario Ivan voi cattolici nel Matrimonio all’italiana, e mi viene da domandarsi ma insomma scusami, ma noi
Quando parliamo di valori occidentali, quando la povera Meloni in difficoltà dice, ma insomma, teniamoci insieme ai nostri valori e difendiamo l’Ucraina, insomma, lì questo è stato un attacco voluto ai confini di un Paese che comunque è sul diciamo, insiste sull’area europea e
Riuniamoci accorta, mi verrebbe da dire, visto che parliamo di un partito che sia Fratelli d’Italia, la questione è, ma narrativamente il fatto che dall’altra parte adesso ci sia Trump che in fondo noi scusate oggi è la terza volta che lo evoco ci si senta orfani dell’America che abbiamo conosciuto dell’America hollywoodiana o persino di Cinecittà che tu presiedi no che ci raccontava che cos’erano i valori occidentali non ci sta in qualche modo debilitando.
La scelta del presidente del Consiglio era molto evidente, lei s’è stretto degli eccellenti rapporti internazionali con Biden, che è il capo dagli Stati Uniti d’America, è stata abile nel sapersi accreditare, è stata molto abile nel proseguire il rapporto con temps. Chiunque di noi lo avrebbe fatto indubbiamente soltanto un’ascesa dice come ha fatto d’Alema e lo vogliono lo faccia la Meloni d’Alema, l’ha fatto d’Alema, quindi io non mi scandalizza questo il problema mi scandalizza tanto però io ti chiedo, ma chi è l’alternativa a Tampa in America, cioè la Ten o sbaglio, Paola e
L’alternativa tappe,
Si chiamava Kamala Harris, pensata e ti manda all’ultimo momento, perché Biden le vittorie si segnano anche per questo no non basso. Appunto questa roba qui ha inciso su e va bene, però la storia è andata così, la storia è adesso adesso, io penso che l’Europa tutto nasce da questa benedetta Europa, noi l’abbiamo, noi l’abbiamo difesa, noi in Parlamento lo Enzo come tu sai insieme Antonio l’abbiamo difesa ben prima del Covid, quando tutto il centrodestra tutto tranne noi e gli amici di Forza Italia contestavano l’Unione europea. Ricordo sommessamente sommessamente che qualcuno faceva i gli spot sui social fuori dall’euro. È fuori dall’Europa o sbaglio noi ecco che vuol dire essere Modena moderati, ma De Gasperi è un moderato Fanfani, è un moderato Moro, era un moderato, assolutamente no, è uno dei prego nei toni, ma erano i formatori nei contenuti. No appunto quindi a me no no Health. Il discorso del tono mi interessa fino a un certo punto, ma poi, dopo quello che il cittadino vuole e il contenuto del provvedimento, come incide quella roba lì sulla mia vita quotidiana? Quindi, per tornare a noi quella roba, lì non noi l’abbiamo difesa quando nessuno del centrodestra di fare io stavo in aula vi sentivo orfano insieme a Paola, ti godi, quando difendiamo, poi è scoppiato il Covid, grazie a Dio, c’è l’Europa c’è voluta una tragedia come il Covid, per dire che viva l’Europa, ma non basta. L’Europa è totalmente assente,
Cioè quello che volevano Schuman De Gasperi, Adenauer non è questa Europa, noi siamo totalmente assenti sullo scacchiere internazionale, siamo costretti a fare i coloni perché non abbiamo dei leader all’altezza della sfida. Sono tutti frutto di un coprire soltanto in Italia, poi uno po’di quello che vuole e della signora Meloni, qualunque cosa l’unica cosa che non puoi dire che non sia un leader credibile autorevole, però dobbiamo fare un passo in più.
Perché altrimenti i cittadini italiani sapranno chi sceglie, purtroppo sceglie anno quello che sa fare, denunciai Maggie e i problemi con le peggiori soluzioni, perché il signor Vannacci non ha alcuna cultura di governo, peggio quello che gli sta intorno e quindi l’Italia pagherà l’ennesimo pezzo l’abbiamo pagata a me quello che mi fa specie è che lo stesso io, quando andavo nelle Marche dove ero commissario e lì il Movimento 5 B C C Movimento 5 Stelle macchine erano che ha preso il 40 più passa per 100 alle ultime politiche quelli del 2018 per intenderci le penultime politica. Il 40%
E tu ti chiedi, ma con ENAC una regione laboriosa, una regione che comunque avrà la cultura di sinistra, quello che ti pare è riuscito a votare e quella roba lì l’anno misurata poi andando al Goa, quindi voi non vedo l’ora che l’Afd vada al governo della Sassonia, vediamo cosa si inventano piccolo paese, per carità, nulla di un piccolo, però la cultura ed il governo non si improvvisa il pezzo, lo pagheremo noi, perché guarda quello che abbiamo fatto, cioè quando mi si dice il Governo Meloni in questi quattro anni, sì, è vero e ricordiamocelo non è stato un Governo propagandista, cioè tu hai avuto da un lato Di Maio, che sta affacciata al balcone e ha detto abbiamo abbattuto la la la, la povertà, secondo sotto la torta ti ricordi poi c’è stato il bonus del 110, dove molti di noi l’hanno preso anche in termini positivi, però nessuno di noi aveva capito dove portava quindi tutti i bonus e legali Matteo Renzi di 80 euro, lei in quattro anni ha avuto l’abilità di tenere i conti a posto. Oggi io dico al Presidente del Consiglio e alla maggioranza attenzione perché l’associazione età mania, chiunque dei numeri io stamattina ho andava a fare la spesa Yale, sabato ossea o venerdì sera con mia moglie ho speso più di 220 euro sotto nelle case con quattro buste, cioè i ragazzi, la gente sta male e non puoi racconta chi vive al valore, la gente vuole cose concrete e io spero che questa Finanziaria Lorenzo no. Voi che stanno in Parlamento supportati da noi si dia un segnale coraggioso, io ho apprezzato molto le parole di chi mi ha preceduto qui sono Paola, è rivoluzionaria. Se noi portassimo un po’di questo sfido rivoluzionario, Parlami tanto, c’abbiamo niente da perdere, stavolta, cioè dobbiamo avere il coraggio di rivendicare le nostre idee. Se noi abbiamo questo coraggio, alla fine la gente ti segue e noi dobbiamo il coraggio anche di fare battaglie. Io voglio vedere la prossima Finanziaria, gli stipendi che che escono le buste paga. Voglio vedere il provvedimento in cui il costo della vita è vero, l’occupazione sta al massimo in tutto quello che ti pare, però il costo della vita è talmente drammatico che la gente non sta bene e le risposte via e-mail però scusami, è vero, tutto questo è perfettamente ragione, però da quattro anni chi c’è al governo a Palazzo Chigi? Ma infatti riconosco al Governo quello di aver dovuto sopperire a un deficit di oltre 180 miliardi dal super bonus che non è una. Io ho fatto son stato in Commissione Bilancio, quindi la è stato straordinario Giorgetti è stato straordinario ospiti Giorgetti, per intenderci è la continuità. No, era evitano Iago Draghi Gonzaga, quindi io riconosco questa cosa. Lui poi a un certo punto l’elettore. Quello che ci ha dato fiducia è quello che ci dovrebbe dare fiducia, vuole un passo in più.
Perché altrimenti, se sai che ti dico se di gestire l’ordinaria che poi non è ordinaria amministrazione, ma se digestiva, in questo modo io non ti idoneo fiducia, non te la ridò e dopodiché la nostra fortuna è l’alternativa che è più frammentata che è più divisa non solo sulla politica estera non solo ha ragione benissimo Beppe, non solo sulla politica ci sarà un problema di leadership dopodiché ragazzi facciamo pace anche con noi perché se il sistema,
Tutti quelli che oggi chiedono di preferenza noi siamo stati sempre quelli, abbiamo seppe chieste, ma tutti quelli che oggi erano quelli che le hanno bocciate britannico erano tutti quelli contrari, perché c’era il voto di scambio, cioè la Asl del territorio non faccio nomi, ma insomma, per cui oggi mi sembra un po’di contraddizione. Concludo sul voto cattolico, la Dc commettiamo tutti un piccolo eroe, ma penso che l’abbia detto spiegato meglio di missione avvicino né a un monolite, cioè se ci vogliono delle correnti fantastiche. Era come esaltazione del mondo
Io ho studiato, ho avuto come professore e il professor Pietro Scoppola che che evidentemente è lontano pezzetti su istanza, allora un’altra, ma era la, eppure faceva parte di quel mondo e poi adesso non mi ricordo se è stato parlamentare per Scoppola non credo scopro è stato parlamentare scopo non lo so comunque professore ordinario di sa se lui era quello a favore della botta a favore del divo insieme al Paese e quindi la Dc no non bisogna mai considerarlo come un monolite, poi caduta del muro di Berlino via libera,
Sì, avete capito che la caduta del muro di Berlino Berlino oggi è stata molto evocata ed è, come dire, la chiave per capire, per capire l’Europa, l’ultimissima cosa quando diceva mi piace tanto alla Germania che ne voglio due, c’ha ragione è meglio divisa in due.
Eh lo so, e questo è il problema della leadership che ci riporta, diciamo daccapo, a dove avevamo cominciato, ma a questo punto io direi che sono le 4 e mezza, sfogliamo le dighe, grazie grazie al dottor Diego, ovviamente per la sua disponibilità.
E per una pazienza degasperiana. Grazie grazie a Gerardo Greco, davvero di cuore bravissimo Lazoi, ma volevo dirvi una cosa vieni qua e rimanete un attimo Fioroni Linate Beppe Fioroni ha scritto un bellissimo libro ovunque è il centro, quindi io vi invito a leggerlo, ma non solo già ci siamo parlati per caso per 3 Antonio Gerardi, rimanete per una foto anche di fare delle presentazioni del suo libro in giro per l’Italia, perché l’occasione di fare un dibattito simile a quello che abbiamo fatto oggi e approfondire questo argomento, quindi, vi prego, chiedo ai dirigenti del partito di organizzare, anche alla presentazione del suo libro, che mi sembra una buona idea per poter parlare di queste cose che abbiamo parlato oggi. Grazie, ringraziamo allora quell’occasione. Giuseppe Fioroni che Vicepresidente della Fondazione Policlinico, Agostino Gemelli Decio Terrana, responsabile nazionale 10 per gli enti locali. Stefano Tunis. Che il consigliere regionale di Sardegna, 120 20. Antonio Saccone, presidente di Cinecittà, dulcis in fundo, Gerardo Greco, per aver moderato questo panel, discutendo ampliamente della necessità di una politica di centro in Italia e in Europa. Grazie grazie mille grazie a voi chiedo supporto nel frattempo perché lasciamo il palco libero. Sta per arrivare un videomessaggio
Ci tenevo a portare il suo saluto.
In rappresentanza del suo ministero, ma ad essere presente alla festa dell’Udc, quindi adesso guardiamo insieme il video messaggio di saluto del ministro della Difesa, vi chiedo un attimo di attenzione e di silenzio per guardare insieme al video messaggio di saluto del ministro della Difesa, Guido Crosetto.
Segretario del partito.
Uno dei poli
Il presidente del consiglio nazionale dell’Udc.
Chiesa e la moderatrice, la dottoressa Di Meo, e tutte le autorità e i partecipanti e gli ospiti,
Carissime amiche e amici dell’Udc e mi spiace moltissimo, non sta bene, Lorenzo lo sa, Micaela non poter essere oggi con voi alla festa nazionale.
Alcuni precedenti impegni istituzionali me lo impediscono, ma ho voluto comunque essere presente, anche se attraverso questo breve messaggio
E partecipare al panel dedicato alla sicurezza, libertà le scelte che servono all’Europa e l’Italia,
Il titolo di questa festa l’Italia ha bisogno di te mi sembra particolarmente significativo, perché mai come oggi l’Italia ha bisogno dei cittadini, consapevoli di istituzioni forze forti e di una politica capace di guardare oltre l’orizzonte della prossima scadenza elettorale.
E questo vale soprattutto quando parliamo di sicurezza e di libertà, è un tema che considero centrale, perché riguarda una delle responsabilità fondamentale della politica e degli stati, proteggere la libertà dei cittadini e le condizioni che consentano alle nostre democrazie di vivere, di prosperare.
Oggi dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che lo scenario internazionale profondamente cambiato, la guerra in Ucraina ha riportato la guerra nel cuore dell’Europa e Medio Oriente continua a essere attraversato da tensioni e conflitti che sembrano non finire mai nel Mediterraneo si concentrano instabilità, minacce che hanno conseguenze dirette sulla sicurezza europea e su quella italiana e accanto alle minacce tradizionali sono cresciute quelle cibernetiche ibride tecnologica, non esiste più una distinzione netta tra sicurezza interna, sicurezza esterna,
Un attacco informatico paralizzarono infrastruttura essenziale, una crisi energetica può avere conseguenze drammatiche e strategiche per i nemici.
La disinformazione può colpire, può colpire la coesione della nostra società, bocca, può colpire la consapevolezza delle opinioni pubbliche, le nuove tecnologie stanno cambiando radicalmente anche il modo di combattere, oltre che la società e di fronte a questo scenario l’Italia e l’Europa devono fare delle scelte.
Continuare a pensare alla sicurezza con gli strumenti del passato oppure assumersi fino in fondo la responsabilità del proprio il futuro della propria sicurezza della propria difesa, e io sono convinto che dobbiamo scegliere la seconda strada, anche perché non possiamo scegliere di non difendersi,
Mi regalava il nostro futuro ad altri, quindi l’Italia e l’Europa devono necessariamente rafforzare anche la propria capacità autonoma di difesa, ma io credo che dobbiamo fare un passo ulteriore rispetto al semplice rafforzamento di ciò che esiste da tempo. Sostengono la necessità di costruire una vera difesa europea di la dimensione continentale. Non penso a un esercito europea che sostituisca gli eserciti nazionali presso qualcosa di più concreto, più realizzabile, più veloce da realizzare e mettere insieme le capacità militari, tecnologiche e industriali di tutti i Paesi del continente, non soltanto di quelli dei Ventis dei 27 dell’Unione Europea integrandole progressivamente in una capacità comune, soprattutto di deterrenza,
E poi, in casi estremi, di difesa, quando parlo di Europa, lo ripeto, parlo di quella continentale, non soltanto i 27 Stati dell’Unione europea pensa a un progetto che possa coinvolgere tutti quei Paesi europei che dividono, condividono con noi interessi e responsabilità e una comune esigenza di tutelare la propria sicurezza dal Regno Unito della Norvegia e Paesi balcanici alla Svizzera fino alla stessa Ucraina.
Una dimensione realmente continentale
Che avrebbe quindi una forza completamente diversa, perché la sicurezza dell’Europa non coincide con i confini amministrativi dell’Unione europea.
La geografia della sicurezza del più grande del secolo Go la geografia istituzionale dell’Unione è una proposta che richiederà tempo, pazienza, capacità politica, non si costruisce in un giorno, non si costruisce con un trattato calato dall’alto, ma dobbiamo cominciare a costruirla oggi e deve essere una difesa affiancata alla NATO, non un’alternativa all’amato complementare alla NATO unita alla NATO per aumentare, come dicevo prima, la capacità di deferenza prima ancora che di difesa, legame transatlantico resta per noi per me penso anche per voi è fondamentale. L’Italia deve continuare a essere profondamente atlantica, ma proprio perché vogliamo una NATO più forte, più solida
Dobbiamo costruire un pilastro europeo più forte e più solido, capace di assumersi maggiori responsabilità.
Capace di essere percepito come forte non soltanto dei nemici, ma anche dagli alleati americani. Un’Europa che contribuisce di più alla propria sicurezza rende più forte tutta l’Alleanza atlantica, ma assume anche una forza propria che è importante in questo momento.
Questo significa investire nelle forze armate, nelle tecnologie, nella ricerca, nell’industria, nella capacità di produzione europea, significa mettere insieme ai programmi sistemi capacità.
Capacità industriali, oltre che capacità tecnologiche, che troppo spesso continuiamo a sviluppare separatamente,
Non possiamo avere 27 politiche industriali della difesa, 27 sistemi diversi che non comunicano tra di loro per prendere poi di avere una vera capacità di deterrenza e di difesa, noi abbiamo una responsabilità particolare, in questo momento siamo una delle principali economie europee, siamo una delle nazioni fondatrice dell’Unione, siamo una componente essenziale della NATO e occupiamo una posizione strategica nel Mediterraneo, non possiamo quindi limitarci a chiedere agli altri di garantire la nostra sicurezza, dobbiamo essere noi per primi, pronti a difenderci.
E questo richiede risorse, certamente, ma richiede anche una scelta politica e culturale. Dobbiamo spiegare a tutti che la difesa non è una spesa come tutte le altre, non può essere messa in alternativa alle altre spese, perché quando investiamo nella difesa, investiamo nella sicurezza complessiva delle città, delle infrastrutture delle nostre imprese, della vita, di ogni singola famiglia e investiamo nella possibilità di continuare continuare a vivere secondo i nostri valori, magari non in uno stato perfetto, magari non in avendo tutto ciò che vogliamo, ma in libertà.
E avendo un paese che garantisce ad ognuno di noi di poter vivere secondo i suoi principi secondo i suoi valori, secondo le sue possibilità, sapendo che però c’è sempre uno Stato che nel momento più difficile non abbandona i propri cittadini, ecco, noi non difendiamo soltanto dei confini, questo è un punto fondamentale. Non diffondiamo da un nemico immaginario L Italia, difendiamo la libertà, la libertà di esprimere le idee, scegliere, votare, lavorare, costruire una famiglia, vivere secondo i propri valori, come dicevo prima, per questo sicurezza e libertà non sono in contraddizione, ma sono la stessa cosa, perché senza sicurezza la libertà non esiste, diventa vulnerabile. Basta guardare i luoghi dove c’è la guerra adesso
Ma proprio perché vogliamo difendere la libertà, dobbiamo farlo nel rispetto dello Stato di diritto, della democrazia, della dignità della persona
E questa è la responsabilità che abbiamo davanti i momenti difficili quando sembra che la democrazia e i valori che abbiamo costruito in questi anni si possano abbandonare che serva a qualcuno di più forte, uno che possa decidere in tempi rapidi comandare,
Senza che ci sia possibilità di discutere
Allora io penso invece che noi dobbiamo difendere le cose che abbiamo costruito in centinaia di anni, le conquiste sociali che abbiamo raggiunto, che le nostre democrazie si portano dietro anche con le loro debolezze. Per questo serve un’Italia più forte. Un’Europa più forte, un’Europa della difesa realmente continentale, un’Alleanza atlantica più solida, un’Italia più sicura e più consapevole del proprio ruolo delle forze armate moderne, preparate, adeguatamente sostenute. Non parlo della del sostegno finanziario, parlo del sostegno della popolazione, che ne deve capire l’importanza, se non l’industria nazionale europea, capace di riprodurre le tecnologie necessarie alla sicurezza in quantità importanti a prezzi più bassi possibile, come fa in questo momento la Russia, come fa la Cina, e serve una politica politica che abbia il coraggio di dire ai cittadini una verità semplice, la pace non è garantita per sempre e la libertà non si difende da sola. La pace si costruisce anche attraverso la deterrenza e la differenza è credibile quando alle parole corrispondono capacità concrete. È una responsabilità che io sento ogni giorno come il ministro, ma una responsabilità che non appartiene a me, all’intero Paese, all’intera politica, al Parlamento,
Perché sulla sicurezza nazionale non possiamo, non dovremmo permetterci divisioni dettate dalla convenienza del momento, dovremmo e potremmo discutere sulle scelte e sulle priorità, sulle risorse, ma dobbiamo avere un punto fermo la sicurezza dell’Italia e le libertà dei cittadini vengono prima di tutto.
E con questo spirito che mi rivolgo, vi saluto ringraziando ancora l’Osservatorio dei poli.
E tutta l’Udc per l’invito, difendere libertà significa avere il coraggio di prepararsi a difenderla e voi lo fate ogni giorno, col vostro lavoro, poi l’ho fatto ogni giorno col vostro impegno voi l’ho fatto, essendo ancora i difensori di alcuni valori che qualcuno magari i costi della passati ma sono sempre più attuali soprattutto in un momento in cui le discriminazioni aumentano,
In cui le persone si sentono più sicure, in cui i 20
Che che nascono in altre parti del mondo fanno danni anche nel nostro Paese, in cui la società si sente molte volte più in difficoltà più sola, ecco, insomma quei valori in questi momenti che noi dobbiamo difendere, perché non solo quei valori che difendono il futuro della società
Per difendere il futuro della società dei nostri concittadini e la promessa che ognuno di noi ci tiene a rifare il parlamentare o il ministro facendo politica, ha giurato di fare grazie e buon lavoro a tutti
Ringraziamo il ministro Crosetto per le sue parole, per aver ricordato la difesa dei valori che questa festa ci tiene a sottolineare e per aver speso parole nei confronti della democrazia e dell’impegno che oggi stiamo mettendo qua in atto confrontandoci fra i nostri vari incontri e ora vorrei chiedere al senatore De Poli di raggiungermi qui sul palco per presentare un amico, prima di aprire il nostro dibattito, che parlerà della nuova legge elettorale che abbiamo più volte citato quest’oggi, direi diciamo che tra oggi, la settimana prossima ci sarà un bel passaggio al Senato e non solo, ecco, ci ha raggiunto con noi facciamo un grande applauso. Claudio Durigon. Che vicesegretario della Lega
Detenute dovrebbe intervenire dopo, ma ha anticipato prima perché ha un impegno familiare, non poteva essere qui con noi. Più tardi, però ho voluto passare. Credo che questo sia la dimostrazione di un affetto verso l’Udc e tutti noi, quindi, veramente un grande applauso. Grazie Claudio per essere qui con noi. La nostra alla tavola rotonda che che anticipiamo con te era l’Italia ha bisogno di stabilità. La nuova legge elettorale che se ne sta parlando in questi giorni in maniera importante, io vorrei dire dopo ti lascio subito la parola al di là di qualsiasi altro ko.
Mento che si può poteva essere molto meglio qualsiasi altra cosa, abbiamo però ho raggiunto un obiettivo, dopo 35 anni di ritornare a un proporzionale con preferenze, e questa è stata una grande battaglia degli Udc da sempre forse non è l’aspetto migliore che dobbiamo raggiungere ma abbiamo raggiunto questo obiettivo è passato l’emendamento al Senato e adesso c’è la discussione nella sua complessità, Claudio,
A te la parola e grazie ancora di essere stato con noi. Mi perdonerete, ma purtroppo un impegno familiare a cui tengo voi sapete quanto è importante la famiglia, quindi credo che sia giusto che passavo per salutare, perché questo penso che sia anche un’altra famiglia politica Emilia, insomma, perché credo che il rapporto è molto, molto sincero e ed è amicizia proprio la festa dell’amicizia, che rappresenta insomma un grande schermo di uno schema di gioco per voi. Lo è in questo caso anche tra di noi, la legge elettorale. Io penso che questa Regione de dia stabilità a quello che noi vogliamo, è perlomeno che ha dimostrato questo governo in questi quattro anni noi abbiamo fatto il governo più longevo, ma non più longevo, soltanto perché oggettivamente, una maggioranza coesa e questo va merito anche all’Udc e ai suoi membri perché sono sempre stati pronti a pungolare a dare risposte, a essere presenti e dare continuità a quello che deve essere, insomma, l’iter parlamentare, ma credo che una stabilità che, da che è frutto anche a livello mondiale, con gravi crisi, una stabilità di un governo che ha dato una visione d’insieme e strutturale con i mercati che hanno risposto a 360 gradi con un parere favorevole. Io ricordo i primi giorni che si insediava il governo Meloni. Erano tutti quanti libri preoccupati perché tutta l’Europa ci diceva quanto durerà questo governo come di quanto non dura. Io ricordo anche una trasmissione abbastanza banale che semplice, che era un giorno da pecora, mi diceva quanto durerà diede il massimo X
E oggi siamo ancora qua, dice è già una canzone di Vasco Rossi, no, e quindi a dimostrazione che che ci siamo e vogliamo farlo alla legge elettorale, credo che i partiti si sono messi d’accordo oggettivamente, hanno fatto un grande confronto, hanno fatto una grande attività e credo che offre effettivamente inserire in questo contesto le preferenze e ridare un po’di voce al popolo per poter scegliere le persone che da cui vuole essere rappresentato perché,
E abbiamo perso un po’di rappresentanza territoriale con, purtroppo, uno strumentale taglio dei dei dei parlamentari è oggettivo invece perlomeno ridare un po’di ossigeno al lettore per scegliere quelle persone che vogliono essere rappresentati in Parlamento, non è tuo da totale, ma credo che oggettivamente dia una grande risposta a questo quindi stiamo lavorando, secondo me alacremente,
Queste elezioni, ve lo dico subito, noi siamo convinti che si deve votare a ottobre dell’anno prossimo, perché abbiamo tanto ancora da fare. Insomma, i decreti attuativi. Abbiamo una legge finanziaria molto importante da mettere in campo i decreti attuativi di questa legge. Abbiamo oggettivamente un’ultima fase di standard importante da portare a compimento, e quindi credo che insieme arriveremo a alle votazioni. A ottobre cercheremo di dare risposte ancor di più in questa legge finanziaria. Credo, Antonio, su questo ci dobbiamo impegnare perché sarà importante, soprattutto anche sulla nuova Finanziaria che andremo a fare, che sarà fondamentale per dare quelle risposte oggi i nostri cittadini e le nostre restano. Noi abbiamo fatto tanto. Antonio no, perché credo che questo governo, in queste crisi, con la guerra in Ucraina, con la guerra delle in Iran, con un sistema insomma mondiale, che ha creato un disagio enorme, abbiamo dato priorità a delle emergenze. I forti, però, oggettivamente abbiamo dato anche priorità al lavoro, alla stabilità sul lavoro, all’incremento salariale, certo, oggettivamente tutte materie che stai seguendo in modo importante. Come sappiamo ancora questa fase e questo sarà l’anno, secondo me che dovevamo l’incipit, dove si va a vedere che i prossimi cinque anni saranno ancora più forti e più e più importanti, quindi sarà bello fare nei prossimi cinque anni con l’Udc è ancora più forte e più rappresentata in Parlamento. Grazie Claudio. Grazie per essere stato qui con noi
Veramente di cuore ti diamo la nostra mascotte.
Arriva allo scudo crociato, la mascotte, di che festeggiare l’Italia ha bisogno di te.
Facciamo ancora un applauso a Claudio Durigon, vicesegretario federale della Lega, grazie per essere stato con noi, grazie grazie.
Apriamo, direi che a questo punto possiamo posizionare le nostre sedie perché stiamo per discutere proprio della necessità di stabilità di fronte a questa nuova legge elettorale, regole, rappresentanza e governabilità, cambierà il rapporto fra i cittadini e gli eletti, questo è una delle domande principale del nostro confronto.
Allora io ne approfitto in attesa della moderatrice per chiamare qui sul palco i partecipanti al panel Andrea De Priamo, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, in rappresentanza di Fratelli d’Italia, lo accogliamo con un applauso, è qui.
è in arrivo.
Siamo in anticipo e quindi stanno tutti per.
Vogliamo nel frattempo far salire i rappresentanti del panel, se ci sono.
Allora colgo l’occasione per ricordare anche a coloro che si sono alzati che in questo momento siamo collegati, ci seguono milioni di persone, speriamo anche in tutto il mondo mila persone che erano collegate prima con noi perché siamo in diretta Facebook, sicuramente.
YouTube
E potrete rivedere il nostro incontro di quest’oggi, poi sulla pagina YouTube dell’Udc, io adesso ci sono nel frattempo gli altri partecipanti, Alessandro Battilocchio, responsabile elettorale di Forza Italia.
Alessandro Colucci, responsabile organizzativo nazionale di Noi Moderati.
E Gianfranco Chiarelli il vicesegretario nazionale dell’Udc.
Direi che è dato che tutti sono assenti, do 10 minuti di pausa per il caffè e ci rivediamo tra poco, grazie mille.


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