Giulia Giuffrè, messinese classe 1979, già così giovane tra i 100 Top Manager 2025 di Forbes! Ma non solo, perché ha anche ricevuto recentemente al Castello Gallego Sant’Agata di Militello, il Premio Pavoncella alla creatività femminile. Dalle parole di presentazione della giornalista Vassiliki Tziveli, che annovera Giulia Giuffrè tra le imprenditrici di valore e come figura di rifermento nel panorama manageriale italiano, prendiamo atto del riconoscimento del Premio Pavoncella che testimonia- afferma Vassiliki- “come competenza, visione e responsabilità possano generare risultati d’eccellenza e contribuire alla crescita del nostro Paese”.
Di Giulia Guffrè si sa che l’azienda di famiglia è stata fondata in Sicilia nel 1974 ed è tra i leader a livello mondiale dei sistemi di irrigazione sostenibile. Laureata in Economia Aziendale presso l’Università Bocconi di Milano, con specializzazione in Strategia e Gestione PMI, nel 2016 Giulia ha fatto anche parte del gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria. Attentissima ai problemi sociali e culturali, è anche particolarmente attiva per la salvaguardia dell’ambiente e la promozione del mondo della “drip- irrigation”: uno speciale sistema d’irrigazione a goccia che ottimizza i consumi idrici evitando sprechi, nel pieno rispetto delle colture e dell’ecosistema.
Di lei si sa che è e continua ad essere, una fiera sostenitrice della “Parità di genere”: più volte e in diverse interviste ha confermato infatti il suo impegno con Irritec nell’assicurare egualità di trattamento tra uomini e donne, mettendo tutti in condizioni di potersi esprimere al meglio. Cosa davvero non facile e non di tutte le Imprese italiane: un bell’esempio da tenere nella dovuta considerazione!
Una delle sue doti più famose è quel bel sorriso che Giulia esprime nei confronti della vita e di tutte le persone che incontra essendo particolarmente carismatica e con una forte empatia che la rende una Manager di raro valore. Mamma di Niccolò e Federico, non nasconde di essere anche particolarmente sensibile al cinema e al teatro proponendosi persino come attiva sostenitrice del Salinadoc Fest. Con questo suo curriculum vitae di tutto rispetto l’abbiamo avvicinata per poterla conoscere meglio e di più e le abbiamo chiesto:
Appassionata di cinema, teatro, ma con un occhio sempre attento alla “sostenibilità”. Cosa intende Lei per “sostenibilità” in agricoltura?
Per me, la sostenibilità in agricoltura non è una semplice pratica tecnica, ma un vero e proprio gesto di cura verso l’ambiente in cui viviamo. In un contesto di forti cambiamenti climatici, significa innanzitutto ottimizzare le risorse idriche attraverso la microirrigazione, portando l’acqua esattamente alle radici per raggiungere un’efficienza del 90-95% e azzerare gli sprechi. Ma la sostenibilità deve essere una visione a 360°: siamo convinti che il profitto debba fondersi indissolubilmente con l’impatto sociale e ambientale, motivo per cui nel 2022 abbiamo formalizzato questo impegno diventando Società Benefit. Questo approccio si traduce in azioni di economia circolare concrete, come il programma Green Fields per il recupero e il riciclo delle plastiche a fine vita, e nell’introduzione di materiali alternativi non fossili come la linea Biospirit.
Ci hanno informato che per Lei l’irrigazione diventa qualcosa di integrato nel territorio anche come design: è vero?
Sì, assolutamente. L’irrigazione sta compiendo un’importante evoluzione: da elemento puramente funzionale si sta trasformando in una componente invisibile e discreta, capace di integrarsi perfettamente nel progetto paesaggistico. È proprio questa la visione che abbiamo voluto portare alla Milano Design Week / FuoriSalone con la nostra installazione “L’Armonia è qui” all’Orto Botanico di Brera. Attraverso la nostra linea Armonia®, dotata dell’esclusivo brevetto di texture Camo®, abbiamo abbandonato il tradizionale tubo nero a favore di colorazioni naturali (come il noce, il bambù o il perla) che consentono un camuffamento cromatico perfetto nell’ambiente. Il design per la cura del verde non è un optional, ma parte integrante dell’architettura. Oltre all’impatto visivo minimo, questa scelta introduce benefici funzionali legati alla gestione termica: le colorazioni e lo strato isolante interno evitano l’innalzamento della temperatura dell’acqua, proteggendo la salute delle colture. La tecnologia deve fondersi in totale armonia e bellezza con la natura circostante.
Nasce in famiglia la sua predisposizione a questo importante ma così specifico settore dell’irrigazione in agricoltura?
Certamente. Il Gruppo Irritec è nato in Sicilia nel 1974 grazie all’intuizione di mio padre, Carmelo Giuffrè. Crescere all’interno di questa realtà mi ha trasmesso un patrimonio prezioso fatto di identità, cultura e un legame profondo con il valore della terra e dell’acqua. Tuttavia, entrare nell’azienda di famiglia come seconda generazione porta con sé grandi responsabilità – ho voluto trasformare queste complessità in leve di crescita, con l’idea di sviluppare uno stile di leadership inclusivo, concreto e fortemente orientato al dialogo. Le radici familiari sono fondamentali, ma devono sempre saper dialogare con una governance trasparente, professionale e una visione strategica aperta alle sfide globali. Il segreto è coniugare continuità e trasformazione in modo equilibrato.
Da mamma e da manager, guardando al domani: cosa augura alle nuove generazioni e come vede il loro ruolo nel futuro dell’imprenditoria?
Auguro ai miei figli e alle nuove generazioni di poter fare la differenza. Se decideranno di intraprendere questa strada, credo fortemente che il futuro dei giovani imprenditori risieda innanzitutto nell’attenzione alle persone: nel saperle valorizzare e renderle vere partecipi di obiettivi di valore.
A proposito del Gruppo Irritec quali sono i servizi agevolati grazie all’Intelligenza Artificiale e alle nuove tecnologie digitali?
A livello agronomico, stiamo iniziando a integrare l’Intelligenza Artificiale e le nuove tecnologie attraverso Cultivis, un sistema digitale avanzato per la gestione e la pianificazione dell’irrigazione accessibile comodamente da smartphone. Questa applicazione elabora e integra in tempo reale i dati provenienti dai sensori in campo, dalle stazioni meteo e dai banchi di fertirrigazione. Il sistema genera un bilancio idrico sempre aggiornato e fornisce consigli irrigui personalizzati, indicando con precisione millimetrica quando irrigare e con quale volume.
In questo modo permettiamo alle aziende agricole di ottimizzare le risorse in funzione del reale fabbisogno delle colture, monitorare lo stato idrico di ogni singolo lotto e ridurre drasticamente gli sprechi di acqua ed energia. Parallelamente, guardiamo all’AI anche come leva di efficienza interna: stiamo investendo molto nella formazione dei nostri dipendenti — in particolare per le attività di ricerca e analisi dei dati — e abbiamo già avviato un processo di studio in reparto produzione per capire come applicare queste tecnologie per ottimizzare i processi industriali.
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