In Italia i prezzi del grano duro di qualità di produzione nazionale ieri – 21 settembre 2026 – hanno conosciuto la quarta settimana consecutiva di rialzi, anche se un po’ in sordina. La Commissione Unica Nazionale ha nuovamente aggiornato il listino, che si era fermato sugli stessi valori dal 13 luglio fino al 24 agosto 2026. Questa volta i rincari sono stati minimi, compresi tra gli 1 ed i 3 euro alla tonnellata su quasi tutte le ripartizioni geografiche e le diverse qualità di frumento duro.
Tra le borse merci si registrano ulteriori novità per i grani duri esteri ad Altamura, dove si registra l’aumento di 7 euro alla tonnellata per il canadese di seconda qualità. In rialzo anche le rilevazioni prezzi all’origine del grano duro fino di Ismea sulle piazze di Ferrara, Grosseto, Catania, Palermo, Milano, Bari e Matera.
A spingere i prezzi del frumento duro in Italia c’è il concretizzarsi di un’importante crisi produttiva e qualitativa in Canada, da dove pervengono segnali molto chiari. Nelle province occidentali del Paese la mietitura ha da poco superato il 30%, per via delle piogge torrenziali che hanno impedito l’ingresso in campo delle mietitrebbie. Si teme un ampio declassamento del Cwad 1 e 2 per l’umidità, ma al momento la situazione è ancora molto incerta e i prezzi Fob risultano contrastati tra 261,18 e 257,47 euro alla tonnellata. Negli Usa invece, il Northern Durum resta stabile a 315 dollari alla tonnellata e torna a guadagnare valore in eurovaluta per la svalutazione del biglietto verde, toccando i 274,24 euro alla tonnellata contro i 271,55 euro alla tonnellata della scorsa settimana.
Vero è che sullo sfondo ci sono le scorte globali di grano duro ai massimi negli ultimi otto anni a 9,9 milioni di tonnellate e un incremento di queste di oltre l’11 % rispetto all’inizio della campagna commerciale 2025-2026, con in più l’aumento della produzione registrato in Turchia e Nord Africa: ma il crollo produttivo e qualitativo delle praterie canadesi è ad oggi molto più di un semplice timore e ne sapremo di più nelle prossime settimane.
In questa fase di avvio della Cun, alcune borse merci hanno ancora riportato i prezzi del frumento duro, ma AgroNotizie® non li ha ripresi in questo articolo. Tanto accade perché le rilevazioni delle borse merci, con l’entrata in funzione della Cun Grano Duro, sono sospese dal Decreto Direttoriale istitutivo della Cun stessa, emanato dal Ministero dell’Agricoltura il 16 gennaio 2026. AgroNotizie® continuerà a seguire le borse merci limitatamente ai prezzi dei frumenti duri d’importazione.
Sommario:
- Noli, il Dry Bulk a -3,08% in dieci giorni
- Chicago, Future Durum Wheat Index a +7,40% in una settimana
- Prezzi Fob canadesi contrastati tra 261,18 e 257,47 euro alla tonnellata
- Prezzi Fob Usa in aumento a 274,24 euro
- Mondo, prospettive positive per il grano duro
- Canada, l’incognita sulla qualità resta
- Canada, mietitura in gran ritardo causa pioggia
- Panoramica Italia
- Commissione Unica Nazionale Grano Duro
- Quotazioni dei grani duri esteri in Italia
- Prezzi all’origine Ismea rilevati il 21 settembre 2026
Da aprile 2026 l’articolo sui prezzi del grano duro ha cambiato giorno di pubblicazione: l’appuntamento è ogni martedì, giorno successivo alle quotazioni della Cun Grano Duro.
Noli, il Dry Bulk a -3,08% in dieci giorni
L’Indice Dry Bulk del Baltic Exchange, che misura il costo delle spedizioni di merci in tutto il mondo ed è punto di riferimento per il mercato dei noli marittimi, ieri, 21 settembre 2026, ha registrato un rialzo per la terza seduta consecutiva, aumentando di circa lo 0,8% e raggiungendo il massimo di una settimana a 3.399 punti. Rispetto all’11 settembre scorso, quando si era attestato a 3.507 punti, si registra un ribasso di 108 unità (-3,08%). In questa fase l’indice è in ripresa, dopo che i ribassi, che avevano iniziato a farsi sentire sin dal 9 settembre scorso, hanno ceduto il passo a nuovi aumenti a partire dal 17 settembre.
Rispetto ai 3.186 punti registrati il 28 agosto scorso l’indice mantiene comunque un aumento di 213 punti (+6,68%), mentre è ancora più marcato l’aumento a partire dai 2.882 punti di lunedì 24 agosto: 517 punti (+17,94%). Resta battuto anche il record da 3.224 punti raggiunti il 29 maggio scorso, dato che ieri l’indice lo ha superato di 175 unità (+5,43%).
Nell’ultimo mese, il prezzo del Baltic Dry è aumentato del 17,394%, e si manifesta superiore del 56,49% rispetto a un anno fa, secondo le contrattazioni su un contratto per differenza (Cfd) che replica l’indice di riferimento di questo basilare servizio di trasporto. Entro la fine del terzo trimestre 2026 si prevede che l’indice cali un po’, fino a toccare i 3.384,33punti.
L’Indice Panamax, che è una componente del Dry Bulk e monitora le navi che trasportano tra 60mila e 70mila tonnellate di carbone o cereali, il 21 settembre scorso ha recuperato lo 0,2%, portandosi a 2.255 punti e rispetto ai 2.407 raggiunti lo scorso 11 settembre appare in calo di 152 punti (-6,31%).
Chicago, Future Durum Wheat Index a +7,40% in una settimana
Il Future Durum Wheat Index $Cdwi alla Borsa di Chicago sui contratti da regolare a pronti venerdì 18 settembre 2026 ha chiuso a 576,25 punti, ovvero 5,7625 dollari Usa per bushel, in aumento di ben 39,71 punti sui 536,54 di venerdì 11 settembre (+7,40%), quando si era verificato un primo significativo aumento di 6,69 punti sui 529,85 registrati il 4 settembre 2026 (+1,26%). Tuttavia questo indice continua a presentare un andamento stop and go, caratterizzato da brevi trend al rialzo e poi dalle successive prese di beneficio di chi aveva acquistato titoli scommettendo al rialzo.
Infatti questo indice tra il 15 maggio scorso, quando aveva toccato i 597,62 punti, e il 18 settembre 2026 ha comunque perso 21,37 punti (-3,57%) e sta ancora faticando molto a riprendersi. Il mercato permane in una fase di incertezza e volatilità dopo l’ultimo deciso aumento del 15 maggio che poteva ben definirsi il primo movimento significativo di questo indice dopo il rialzo intervenuto tra il 10 ed il 17 marzo, che con un incremento di 5 punti netti lo aveva portato da 578,70 a 583,70 punti.
Dal 2 gennaio 2026, quando questo indice aveva toccato in fase rialzista 588,45 punti, si contano in ogni caso al 18 settembre ancora perdite per 12,20 punti (-2,07%). Nel mentre appaiono decisamente lontani i traguardi pure recenti di questo indice, come i 904,50 punti del 19 dicembre 2023 o il picco di 1.087,63 punti (quasi 10,88 dollari Usa per bushel) raggiunto il 9 agosto 2023, ormai tre anni or sono.
Inoltre, la quotazione del 18 settembre scorso, al cambio del 21 settembre 2026 è pari a 184,33 euro alla tonnellata, in aumento di 14,38 euro alla tonnellata sulla quotazione dell’11 settembre scorso, valorizzata al cambio del 14 settembre 2026 in 169,95 euro alla tonnellata. Tale incremento del controvalore in euro è legato in maniera consistente all’aumento dell’indice in dollari Usa al quale si è aggiunto un rafforzamento del biglietto verde, passato dagli 0,862 euro per un dollaro Usa del 14 settembre scorso agli 0,870 di ieri, 21 settembre 2026.
Prezzi Fob canadesi contrastati tra 261,18 e 257,47 euro alla tonnellata
Attualmente AgroNotizie® consulta la Commissione Ue e Borsa Merci telematica Italiana per le quotazioni del Cwad di prima qualità sul St. Lawrence Market di Toronto.
La Commissione Ue il 16 settembre 2026, nel rilevare i prezzi Fob dei cereali sui mercati internazionali, ha riscontrato quotazioni per il grano Cwad di prima qualità al St. Lawrence Market di Toronto per i soli contratti in dollari Usa a 300 dollari alla tonnellata metrica, registrando stabilità sul 9 settembre scorso, quando si era verificato un calo di 22 dollari sulla precedente quotazione del 26 agosto scorso, che si era attestata a 322 dollari alla tonnellata.
Sulle quotazioni disponibili su questo mercato, rilevate dalla Commissione Ue il 22 luglio scorso, pari a 310 dollari Usa, si registra al 16 settembre un calo di 10 dollari per i contratti definiti con il biglietto verde. Dal 15 aprile scorso le quotazioni in dollari Usa sono aumentate di 5 dollari alla tonnellata, passando da 295 a 300 dollari Usa alla tonnellata. In ogni caso, dal 5 dicembre 2023, quando il cereale pastificabile era quotato a 425 dollari alla tonnellata, al 9 settembre 2026 il prezzo Fob del Cwad sulla piazza di Toronto ha perso 125 dollari.
Al cambio del 21 settembre 2026, secondo un’elaborazione di AgroNotizie®, il valore della quotazione del prezzo Fob del grano Cwad di prima qualità al St. Lawrence Market di Toronto, rilevato dalla Commissione Ue il 16 settembre scorso, è pari a 261,18 euro, in aumento di 2,56 euro sui 258,62 euro stimati sulla quotazione in dollari del 9 settembre scorso valorizzata al cambio del 14 settembre 2026. Il valore di stima più recente resta in calo di 16,81 euro rispetto al prezzo Fob del 26 agosto scorso, attestato a 277,99 euro e rilevato direttamente sui contratti in euro dalla Commissione Ue.
Dal report della Commissione Unica Nazionale del Grano Duro del 21 settembre 2026 emerge che – secondo l’elaborazione di Borsa Merci Telematica Italiana su dati della Commissione Europea – il valore in euro del prezzo Fob del Cwad al St. Lawrence Market di Toronto il 9 settembre scorso era stato di 257,47 euro alla tonnellata, ma non riporta variazioni sulla settimana precedente. L’ultima elaborazione di Borsa Merci Telematica Italiana sui dati del St. Lawrence Market di Toronto rilevati dalla Commissione Ue risale al 26 agosto scorso, per un prezzo Fob del Cwad di prima qualità pari a 275,94 euro alla tonnellata. In questo caso il calo attuale rispetto al 26 agosto è di 18,47 euro alla tonnellata.
Prezzi Fob Usa in aumento a 274,24 euro
Il rapporto settimanale dei prezzi Fob compilato dalla Us Wheat Associates il 18 settembre 2026 contiene il prezzo Fob del Northern Durum in partenza dai porti Usa nel golfo del Messico, consegna ottobre, fissato a 315 dollari Usa alla tonnellata, stabile sulla precedente rilevazione dell’11 settembre scorso, quando si era verificato un aumento di 15 dollari rispetto alla quotazione di 300 dollari che si era tenuta stabile dal 10 luglio al 4 settembre 2026. Si tratta di un recupero parziale rispetto alla quotazione di 320 dollari che aveva tenuto banco tra il 5 giugno ed il 2 luglio 2026.
La quotazione del 18 settembre scorso del Northern Durum in partenza dal golfo del Messico, valorizzata al cambio del 21 settembre 2026 è pari a 274,24 euro alla tonnellata, in aumento di 2,69 euro alla tonnellata rispetto alla quotazione dell’11 settembre valorizzata al cambio del 14 settembre 2026 in 271,55 euro alla tonnellata. In questo caso, l’aumento del valore in euro è determinato unicamente dalla rivalutazione della moneta Usa, passata dagli 0,862 euro per un dollaro Usa del 14 settembre scorso agli 0,870 euro per un dollaro Usa di ieri, 21 settembre 2026.
Mondo, prospettive positive per il grano duro
Secondo il rapporto del 21 settembre 2026 della Commissione per lo Sviluppo del Grano in Saskatchewan “Le prospettive globali per il grano duro rimangono complessivamente positive. La produzione prevista per il 2026-2027 è di 38,9 milioni di tonnellate, un record, in aumento del 2% rispetto all’anno precedente, secondo l’ultimo rapporto dell’International Grains Council pubblicato la scorsa settimana”.
E ancora il report sottolinea: “Si prevede che le scorte globali aumenteranno dell’11%, raggiungendo il massimo degli ultimi otto anni a 9,9 milioni di tonnellate, sebbene le scorte dei principali esportatori rimangano inferiori del 10% rispetto all’anno scorso. Si prevede che gli scambi commerciali diminuiranno dell’11%, attestandosi a 8,3 milioni di tonnellate, il minimo degli ultimi cinque anni, a causa del calo delle importazioni in Nord Africa e Turchia”.
Canada, l’incognita sulla qualità resta
Secondo il report della Commissione “la domanda di grano duro ad alto contenuto proteico rimane un’importante incognita, in un contesto di segnalazioni di una qualità inferiore del raccolto nazionale in diversi Paesi importatori”. Poi specifica: “Il raccolto canadese è ancora stimato intorno ai 6,3 milioni di tonnellate (Igc) (Statistics Canada 6,4 milioni), in calo del 13%, a causa delle persistenti piogge nelle praterie che ritardano la raccolta e aumentano le preoccupazioni in merito alla qualità e alla classificazione del prodotto”.
Inoltre, secondo il report “Le esportazioni canadesi sono previste a 5,4 milioni di tonnellate, leggermente superiori alle stime precedenti, ma comunque al livello più basso degli ultimi tre anni, mentre l’andamento finale del mercato dipenderà sempre più dalla quantità di grano duro canadese di alta qualità effettivamente disponibile e dal sovrapprezzo che gli importatori saranno disposti a pagare per le forniture”. Al momento, le stime iniziali sulla qualità del grano duro nella provincia del Saskatchewan “indicano che il 23% del grano duro è classificato come n 1 Cwad, rispetto a una media decennale del 39%“.
Infine, ulteriore sottolineatura: “Se si confermasse un ulteriore declassamento durante la raccolta, potrebbero emergere premi più elevati per il grano duro di qualità superiore, anche se la produzione totale canadese dovesse rimanere adeguata. L’andamento (dei prezzi) a breve termine dipenderà in larga misura dalla classificazione finale”.
Canada, mietitura in gran ritardo causa pioggia
Secondo la Commissione “Le piogge diffuse hanno continuato a ostacolare la raccolta in tutto il Saskatchewan la scorsa settimana, con alcune zone che hanno ricevuto 50-100 millimetri di pioggia all’inizio della settimana, prima che il cielo si schiarisse verso la fine. L’umidità aggiuntiva ha tenuto le mietitrebbie lontane dai campi e ha fatto sì che la raccolta in Saskatchewan fosse completata solo al 32%, contro una media quinquennale del 71%. Con una grande quantità di grano primaverile e duro ancora in campo, come accennato in precedenza, i continui ritardi stanno aumentando le preoccupazioni riguardo alla germinazione, allo sbiancamento, al peso specifico e al deterioramento generale della qualità”.
Panoramica Italia
In questa tabella riassumiamo le quotazioni puntuali del grano duro fino di produzione nazionale effettuate lunedì 21 settembre 2026 presso la Borsa Merci di Roma, dove materialmente opera la Commissione Unica Nazionale per il Grano Duro. Si tratta della undicesima quotazione per la mietitura 2026 e la campagna commerciale 2026-2027.
Questa tabella non ha la pretesa di essere esaustiva: per i dettagli completi si veda la sezione dedicata più sotto. Per variazione “Nulla” si intende l’impossibilità di calcolare una variazione sulla seduta precedente, perché il prezzo della seduta corrente non è stato formulato. Per variazione “Non registrabile” si intende che non esiste un valore precedente su cui calcolarla riferibile alla mietitura 2026.
| Area geografica di produzione | Qualità |
Prezzo minimo/
massimo (€/t)
|
Variazione minimo/massimo
(€/t)
|
| Nord Italia | Fino alto proteico | 305 – 310 | + 2 |
| Nord Italia | Fino Proteico | 285 – 290 | + 2 |
| Nord Italia | Fino | 275 – 280 | + 2 |
| Centro Italia | Fino alto proteico | 310 – 315 | Nulla |
| Centro Italia | Fino Proteico | 295 – 300 | + 1 |
| Centro Italia | Fino | 275 – 280 | + 1 |
| Sud Italia | Fino alto proteico | 330 – 335 | + 1 |
| Sud Italia | Fino Proteico | 310 – 315 | + 1 |
| Sud Italia | Fino | 285 – 290 | + 3 |
| Isole Maggiori | Fino alto proteico | Non Formulato | Non registrabile |
| Isole Maggiori | Fino Proteico | Non Formulato | Nulla |
| Isole Maggiori | Fino | 256 – 261 | + 3 |
Commissione Unica Nazionale Grano Duro
Lunedì 21 settembre 2026 si è riunita la Commissione Unica Nazionale Grano Duro presso la Borsa Merci di Roma, con l’assistenza della Bmti, Borsa Merci Telematica Italiana, e ha dato luogo alla rilevazione dei prezzi indicativi per il frumento duro nazionale pastificabile, suddivisi per ripartizioni geografiche di produzione e qualità.
In via preliminare si segnala che rispetto alla seduta del 24 agosto scorso, quando i valori erano praticamente fermi da metà luglio, si registra con quella di ieri la quarta riunione consecutiva con mercato in rialzo in tutte le ripartizioni geografiche e le qualità di frumento duro pastificabile. Ecco la carrellata degli aumenti.
Produzione Nord Italia
Il frumento duro “Fino alto proteico”, con proteine al 15% minimo e un peso specifico di 81 chilogrammi per ettolitro, è stato valutato il 21 settembre 2026 a 305 euro alla tonnellata sui minimi e a 310 euro sui massimi, in aumento di 2 euro sulla precedente seduta del 14 settembre scorso. Ma rispetto alla quotazione del 24 agosto scorso, attestata sulla forchetta di 290-295 euro alla tonnellata, i valori attuali risultano aumentati di 15 euro alla tonnellata.
La quotazione di ieri è superiore di 12 euro all’ultima valutazione della mietitura 2025 dell’8 giugno scorso, attestata sulla forchetta di 293-298 euro alla tonnellata. I prezzi correnti di questo frumento sono ora superiori di 7 euro rispetto ai valori espressi nella prima seduta della Cun del 30 marzo 2026 e pari ad una forchetta di 298-303 euro alla tonnellata.
Il grano duro “Fino proteico”, con proteine al 14% minimo e con un peso specifico di 81 chilogrammi per ettolitro, è stato valutato a 285 euro alla tonnellata sui minimi e a 290 euro sui massimi, in aumento di 2 euro sulla valutazione della precedente seduta del 14 settembre scorso. Ma rispetto alla quotazione del 24 agosto scorso, attestata a 270-275 euro alla tonnellata, si registra un aumento di 15 euro alla tonnellata.
Sulla prima quotazione di mietitura 2026 del 29 giugno scorso, pari a 277-282 euro alla tonnellata, si registra un aumento di 8 euro. Sull’ultima valutazione utile della mietitura 2025 dell’8 giugno scorso, quando era stato quotato a 272 euro alla tonnellata sui minimi e a 277 euro sui massimi, la quotazione attuale registra un recupero di 13 euro. Peraltro i prezzi correnti di questo frumento sono ora su valori complessivamente superiori di 5 euro rispetto a quelli espressi nella prima seduta della Cun del 30 marzo 2026 e pari ad una forchetta di 280-285 euro alla tonnellata.
Il frumento duro “Fino”, mietitura 2026, con proteine al 13% minimo e con un peso specifico di 81 chilogrammi per ettolitro è stato quotato il 21 settembre scorso a 275 euro alla tonnellata sui minimi e a 280 euro sui massimi, in aumento di 2 euro sulla precedente seduta del 14 settembre scorso. Ma sulla quotazione del 24 agosto, ferma ad una forchetta di 255-260 euro alla tonnellata, si riscontra un incremento dei valori pari a 20 euro alla tonnellata.
Tali valori sono in aumento di 18 euro sulla prima quotazione di mietitura del 29 giugno scorso, pari a 257 euro sui minimi e 262 euro sui massimi, che si erano rivelati in recupero di 5 euro alla tonnellata sull’ultima valutazione utile della mietitura 2025, risalente all’8 giugno scorso, quando era stato quotato a 252 euro alla tonnellata sui minimi e a 257 euro sui massimi. Complessivamente, i valori attuali di questo frumento sono superiori di 15 euro alle quotazioni di esordio del 30 marzo 2026, pari a 260-265 euro alla tonnellata.
Produzione Centro Italia
Il grano duro “Fino alto proteico”, mietitura 2026, con proteine al 15% minimo ed un peso specifico di 81 chilogrammi per ettolitro è stato quotato il 21 settembre 2026 a 310 euro alla tonnellata sui minimi e 315 euro sui massimi. E sull’ultima valutazione del 24 agosto scorso, pari a 300 euro alla tonnellata sui minimi e a 305 euro sui massimi, si registra un aumento di 10 euro. La quotazione attuale, rispetto a quella di esordio di mietitura del 6 luglio 2026 attestatasi sulla forchetta di 305-310 euro alla tonnellata, presenta un incremento di 5 euro alla tonnellata.
Rispetto alle ultime quotazioni della mietitura 2025, rilevate lo scorso 8 giugno e pari a 294 euro alla tonnellata sui minimi e a 299 euro sui massimi, si registra invece un aumento di 16 euro alla tonnellata. Complessivamente questa qualità di frumento presentava valori al 21 settembre maggiori di 10 euro rispetto a quelli della quotazione del 30 marzo 2026, attestatisi sulla forchetta di 300-305 euro alla tonnellata.
Il frumento duro “Fino proteico”, mietitura 2026, con proteine al 14% minimo ed un peso specifico di 81 chilogrammi per ettolitro, è stato quotato il 21 settembre 2026 a 295 euro alla tonnellata sui minimi ed a 300 euro sui massimi, in aumento di 1 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 14 settembre scorso. Ma sulle quotazioni del 24 agosto scorso, attestate a 278-283 euro alla tonnellata, questa qualità guadagna 17 euro. Rispetto alla prima quotazione di mietitura del 6 luglio scorso, esordita con una forchetta di 280-285 euro alla tonnellata, i valori attuali risultano in aumento di 15 euro alla tonnellata.
I valori del 6 luglio scorso, rispetto alle ultime quotazioni utili della mietitura 2025 esitate l’8 giugno scorso e pari ad una forchetta di 268-273 euro alla tonnellata, risultavano in aumento di 12 euro alla tonnellata. Complessivamente questa qualità di frumento presenta valori attuali superiori di 15 euro a quelli della quotazione del 30 marzo 2026, pari a 280-285 euro alla tonnellata.
Il grano duro “Fino”, mietitura 2026, con proteine al 13% minimo ed un peso specifico di 81 chilogrammi per ettolitro, è stato quotato il 21 settembre scorso a 275 euro alla tonnellata sui minimi e a 280 euro sui massimi, in aumento di 1 euro sulla precedente seduta del 14 settembre scorso. Ma sul 24 agosto, quando questa qualità era attestata su una forchetta da 255-260 euro alla tonnellata, si registra un incremento complessivo di 20 euro alla tonnellata. La quotazione del 21 settembre è maggiore di 18 euro rispetto alla forchetta di esordio del 29 giugno 2026, pari a 257-262 euro alla tonnellata.
I valori del 21 settembre peraltro risultano maggiori di 21 euro alla tonnellata sull’ultima quotazione utile relativa alla mietitura 2025, risalente all’8 giugno scorso, pari a 254 euro sui minimi ed a 259 euro sui massimi. Complessivamente questa qualità di frumento presenta valori attuali superiori di 10 euro a quelli della quotazione del 30 marzo 2026, pari a 265-270 euro alla tonnellata.
Produzione Sud Italia
Il frumento duro “Fino alto proteico”, mietitura 2026, con proteine al 15% minimo ed un peso specifico di 80 chilogrammi per ettolitro, è stato quotato il 21 settembre 2026, a 330 euro alla tonnellata sui minimi e a 335 euro sui massimi, in aumento di 1 euro sulla precedente seduta del 14 settembre scorso. Ma sul 24 agosto, quando le quotazioni erano attestate a 310-315 euro alla tonnellata, i valori risultano in crescita complessivamente di 20 euro alla tonnellata.
Inoltre, si registra parimenti un aumento di 20 euro sulla prima quotazione di mietitura del 29 giugno 2026, posta sulla stessa forchetta di 310-315 euro.
In quella occasione si era apprezzato un calo di 1 euro sull’ultima quotazione relativa alla mietitura 2025, che risale al 25 maggio scorso e che era pari a 311 euro sui minimi ed a 316 euro sui valori massimi. Complessivamente questa qualità di frumento presenta valori attuali superiori di 2 euro a quelli della quotazione del 30 marzo 2026, pari a 328-333 euro alla tonnellata.
Il grano duro “Fino proteico”, mietitura 2026, con proteine al 14% ed un peso specifico di 80 chilogrammi per ettolitro, è stato quotato a 310 euro alla tonnellata sui minimi ed a 315 euro alla tonnellata sui massimi, in aumento di 1 euro sulla precedente seduta del 14 settembre scorso. Ma l’incremento complessivo dalla quotazione di 290-295 registrata il 24 agosto scorso è pari a 20 euro alla tonnellata. Sulla prima quotazione di mietitura, posta sulla stessa forchetta di 290-295 euro alla tonnellata, si apprezzano ora guadagni di 20 euro alla tonnellata.
In tale occasione si era apprezzato un calo di 5 euro sull’ultima valutazione – relativa alla mietitura 2025 – che risaliva al 25 maggio scorso ed era pari a 295 euro alla tonnellata sui minimi ed a 300 euro sui massimi. Complessivamente questa qualità di frumento presenta valori attuali inferiori di 8 euro a quelli della quotazione del 30 marzo 2026, pari a 318-323 euro alla tonnellata.
Il frumento duro “Fino”, mietitura 2026, con proteine al 12% minimo e peso specifico di 80 chilogrammi per ettolitro, è stato quotato a 285 euro alla tonnellata sui minimi e a 290 euro sui massimi, in aumento di 3 euro rispetto alla quotazione del 14 settembre scorso. Al momento sulla quotazione del 24 agosto scorso, pari a 265 euro alla tonnellata di prezzo unico, i guadagni assommano a 20 euro sui minimi e 35 euro sui massimi e tale incremento è pari a quello sulla prima quotazione di mietitura del 29 giugno 2026.
In tale occasione si era rilevato un calo medio di 6,5 euro alla tonnellata sull’ultima quotazione utile, relativa alla mietitura 2025, che risaliva al 25 maggio scorso ed era pari a 269 euro alla tonnellata sui minimi ed a 274 euro sui massimi. Complessivamente questa qualità di frumento presenta valori attuali inferiori di 3 euro sui minimi e superiori di 7 euro sui massimi rispetto a quelli della quotazione del 30 marzo 2026, pari a 288-293 euro alla tonnellata.
Produzione isole maggiori
Per il grano duro “Fino alto proteico”, con proteine minime al 15% e peso specifico di 80 chilogrammi per ettolitro, la Cun non ha formulato prezzi sulla mietitura 2025 e non ha finora formulato quotazioni sulla mietitura 2026. Il 21 settembre 2026, la Cun non ha formulato prezzi per il frumento duro “Fino proteico”, mietitura 2026, con proteine minime al 14% e peso specifico di 80 chilogrammi per ettolitro. L’ultima quotazione nota di questa tipologia – riferita alla mietitura 2025 – è stata fissata lo scorso 11 maggio a 257 euro alla tonnellata sui minimi e 262 euro sui massimi, stabile sulla precedente seduta del 4 maggio scorso, quando invece aveva accusato un calo di 3 euro sulla ancor precedente seduta del 27 aprile scorso, giorno in cui aveva confermato i valori del 20 aprile 2026.
Il grano duro “Fino”, mietitura 2026, con proteine al 12% minimo e peso specifico di 80 chilogrammi per ettolitro, è stato quotato a 256 euro alla tonnellata sui minimi ed a 261 euro sui massimi, in aumento di 3 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 14 settembre 2026. Ma rispetto alle quotazioni del 24 agosto scorso, pervenute a 240-245 euro alla tonnellata, si registra un incremento di 16 euro alla tonnellata, che è pari all’aumento sui valori di esordio di questa mietitura registrati il 29 giugno 2026.
I valori attuali sono maggiori di 25 euro sull’ultima rilevazione utile, relativa alla mietitura 2025, che risale al 25 maggio scorso e che era pari a 231 euro alla tonnellata sui minimi ed a 236 euro sui valori massimi. Complessivamente questa qualità di frumento presenta valori attuali superiori di 4 euro su quelli della quotazione del 30 marzo 2026, pari a 252-257 euro alla tonnellata.
Quotazioni dei grani duri esteri in Italia
Borsa Merci Bari
La Commissione Cereali della Borsa Merci di Bari si è riunita il 15 settembre 2026, e ha rilevato le quotazioni del frumento duro canadese 2, nazionalizzato franco camion partenza magazzino, a 315 euro alla tonnellata sui minimi e a 318 euro sui massimi, prezzi stabili sulla seduta dell’8 settembre scorso, quando invece si era manifestato un aumento di 8 euro alla tonnellata sulle precedenti sedute, comprese tra il 1° settembre ed il 28 luglio 2026, quando invece si era manifestato un aumento di 7 euro alla tonnellata sulla seduta del 21 luglio 2026. Dal 30 giugno al 15 settembre 2026 questo frumento ha guadagnato 18 euro alla tonnellata sia sui minimi che sui massimi.
Associazione Granaria di Milano
L’Associazione Granaria di Milano ha quotato l’ultima volta i frumenti duri esteri comunitari il 15 settembre 2026, a 297 euro alla tonnellata sui minimi e 300 euro sui massimi, prezzi stabili sull’8 settembre scorso, quando si era verificato un aumento di 7 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 1° settembre scorso, quando si era registrato un aumento 10 euro sul 25 agosto, giorno in cui si era rilevato un primo aumento di 3 euro sulla seduta del 4 agosto 2026.
Si tratta di valori inferiori di 8 euro sui minimi e di 14 sui massimi rispetto alle più recenti quotazioni della mietitura 2024, registrate nella seduta del 17 giugno 2025 e pari a 305-314 euro alla tonnellata. Dal 1° agosto 2023, quando i frumenti esteri comunitari a Milano avevano raggiunto quotazioni di 400-420 euro alla tonnellata, si registrano perdite ad oggi pari a 103 euro alla tonnellata sui minimi e 120 euro sui massimi.
I frumenti duri esteri non comunitari sulla piazza di Milano – quotati il 15 settembre 2026 a 334 euro alla tonnellata sui minimi ed a 344 euro sui massimi – risultano stabili sulla precedente seduta del 7 settembre scorso, quando invece si era verificato un aumento di 10 euro sulla precedente seduta del 1° settembre quando invece erano rimasti stabili sulle precedenti sedute dal 21 luglio scorso in avanti sulla forchetta di 324-334 euro alla tonnellata. Un aumento si era registrato il 21 luglio di 5 euro sulla forchetta di 319 euro alla tonnellata sui minimi e 329 euro sui massimi del 14 luglio scorso, quando le quotazioni risultavano in aumento di 3 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 7 luglio 2026.
Dai valori di 370-385 euro alla tonnellata, rimasti stabili tra il 17 settembre 2024 ed il 1° aprile 2025, questi frumenti al 15 settembre 2026 hanno perso 36 euro alla tonnellata sui minimi e 41 euro sui massimi. Dal 1° agosto 2023, quando i frumenti esteri non comunitari a Milano avevano raggiunto quotazioni di 497-512 euro alla tonnellata, si registrano perdite ad oggi pari a 163 euro alla tonnellata sui minimi e 168 sui massimi.
Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura
Venerdì 18 settembre 2026 è stato compilato l’ultimo listino a cura dell’Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura. È stato quotato il grano duro canadese di seconda qualità a 325 euro alla tonnellata sui minimi e a 327 euro sui massimi, in aumento di 7 euro alla tonnellata sulla precedente seduta dell’11 settembre, quando invece si era rivelato stabile sulla ancor precedente seduta del 4 settembre scorso, giorno in cui invece si era verificato un aumento di 10 euro alla tonnellata sulla seduta del 28 agosto scorso, data in cui invece si era tenuto stabile sulle precedenti sedute fino al 24 luglio 2026. Tra il 26 giugno e il 18 settembre 2026 questo frumento su questa piazza è aumentato di 27 euro alla tonnellata.
Prezzi all’origine Ismea rilevati il 21 settembre 2026
I prezzi medi all’origine del frumento duro fino nazionale più recenti rilevati da Ismea dal 24 agosto al 21 settembre 2026 e monitorati da AgroNotizie® il 21 settembre 2026, presentano 7 piazze in rialzo e 4 stabili su 11 monitorate, contro le 6 piazze in rialzo e 5 stabili su 11 monitorate della settimana scorsa. In questo quadro rialzista, a partire da livelli molto bassi, emergono alcune realtà dove tornano gli aumenti dei prezzi medi all’origine da produttore.
Il 21 settembre Matera tocca i 285 euro alla tonnellata di prezzo medio all’origine crescendo di ben 15 euro sui 270 euro alla tonnellata del 14 settembre 2026 (+5,6%). Le piazze siciliane di Catania e Palermo raggiungono i 252,50 euro alla tonnellata di prezzo medio da produttore il 17 settembre, guadagnando 5 euro sul 10 settembre 2026 (+2%).
A Bari il 14 settembre raggiunti i 287,50 euro alla tonnellata di prezzo medio da produttore, in aumento di 10 euro alla tonnellata sui 277,50 del 7 settembre 2026 (+3,6%).
A Ferrara – dove il frumento duro fino nazionale il 14 settembre tocca i 275,50 euro di prezzo medio da produttore, aumentando di ben 19 euro alla tonnellata sul 7 settembre 2026 (+7,4%) – va la palma per il più elevato aumento di prezzo della settimana. Altri incrementi significativi si sono verificati il 15 settembre sulla piazza di Milano (+1,4%) e il 17 settembre a Grosseto (+0,9%).
(Fonte: Ismea)
Per ogni altro confronto con i prezzi più recenti monitorati da AgroNotizie® sulle piazze all’origine è possibile leggere l’articolo del 15 settembre 2026.
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Da aprile 2026 l’articolo sui prezzi del grano duro ha cambiato giorno di pubblicazione: l’appuntamento è stato fissato per ogni martedì, giorno successivo alle quotazioni della Cun Grano Duro. L’analisi di AgroNotizie® riguarda la situazione dei mercati internazionali del grano duro, i prezzi espressi dalla Cun Grano Duro per i frumenti di produzione nazionale all’ingrosso, le borse merci limitatamente ai prezzi del frumento duro d’importazione, e i prezzi all’origine rilevati da Ismea.
Il prossimo aggiornamento è previsto per martedì 29 settembre 2026.
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