La risposta all’emergenza casa a Terni cambia pelle e abbandona la logica frammentata dei bandi a scadenza fissa. Palazzo Spada mette a terra un piano organico per le persone senza dimora, i nuclei familiari in difficoltà e le situazioni di estrema fragilità, rendendo immediatamente disponibili sei alloggi con le prime assegnazioni fissate entro la fine di ottobre. La misura cardine, illustrata dalla Direzione Welfare, poggia sull’apertura di una graduatoria permanente che consente di intercettare il bisogno nel momento esatto in cui si manifesta, saldando l’accoglienza di prima linea – dal ricovero notturno al Pronto Intervento Sociale, fino alle dimissioni protette e al nuovo co-housing di via del Mandorlo – con una prospettiva di sistemazione duratura.
Graduatoria permanente e alloggi assegnati entro ottobre
Il fulcro amministrativo del nuovo assetto è il regolamento comunale per l’emergenza abitativa, ridefinito per garantire una presa in carico continuativa. Non ci saranno più finestre temporali rigide che costringono chi perde un tetto ad attendere mesi prima di poter presentare formale istanza. La graduatoria resterà operativa nel tempo: gli uffici comunali istruiranno le domande man mano che perverranno, incrociando i punteggi di vulnerabilità con il patrimonio immobiliare disponibile.
I primi sei appartamenti individuati dall’amministrazione comunale saranno assegnati entro le prossime settimane, inaugurando la gestione a scorrimento continuo. L’assessore al Welfare, Alessandra Salinetti, ha inquadrato la portata dell’intervento: “Il tema rappresenta una priorità per questa Amministrazione, consapevoli della forte incidenza del disagio abitativo sul territorio comunale”.
L’obiettivo dell’esecutivo cittadino è garantire una gestione dinamica delle vulnerabilità: “È stato approvato un nuovo regolamento comunale in materia di emergenza abitativa che prevede una graduatoria sempre aperta”, ha spiegato Salinetti. “Tale strumento consente di rispondere in modo più flessibile e continuativo alle situazioni di grave disagio abitativo, superando i limiti delle precedenti procedure a scadenza fissa”. Il target primario riguarda in modo specifico “le persone senza fissa dimora, i nuclei familiari in difficoltà e le persone in condizione di fragilità”.
La rete dell’accoglienza tra ricovero e dimissioni protette
La nuova filiera dell’accoglienza si innesta su una rete di servizi di contenimento del danno già operativi sul territorio urbano, a partire dal ricovero notturno per le persone senza dimora. La struttura, dotata di 15 posti letto riservati a uomini e donne, rappresenta il presidio di tutela fondamentale per chi non dispone di alcuna sistemazione per la notte. Un termometro costante della marginalità cittadina: “Nel corso dell’anno i posti risultano normalmente occupati al completo, a conferma della rilevanza e della continuità del bisogno”, ha precisato l’assessore Alessandra Salinetti.
Accanto alla pronta accoglienza notturna, il Comune ha sperimentato un canale dedicato alla post-ospedalizzazione per soggetti vulnerabili privi di rete familiare e alloggiativa. Il servizio di dimissioni protette, attivo dal 1° gennaio 2025 al 30 giugno 2026, ha preso in carico 20 persone (15 uomini e 5 donne), garantendo un soggiorno assistito fino a un massimo di 45 giorni.
“L’intervento ha garantito una dimissione ospedaliera protetta e un supporto temporaneo in assenza di una soluzione abitativa autonoma”, ha spiegato Salinetti, chiarendo che “attualmente il servizio è in fase di rivalutazione” per definirne l’eventuale reingegnerizzazione all’interno della rete socio-sanitaria integrata.
Pronto Intervento e co-housing di via del Mandorlo
L’evoluzione delle fragilità cittadine ha imposto un adeguamento strutturale anche per il Pronto Intervento Sociale (PIS). Dal maggio 2026 il servizio è stato aperto agli adulti con figli minorenni, ampliando la platea tradizionale dell’urgenza: “Sono disponibili 15 posti”, ha rimarcato l’assessore al Welfare, segnalando che al momento risultano ospitate due donne con i rispettivi figli. L’intervento evita la separazione forzata dei nuclei familiari nei momenti di più acuta crisi economica e abitativa.
A completare la filiera della transizione verso l’autonomia è intervenuta l’inaugurazione, avvenuta il 24 settembre, del nuovo co-housing situato in via del Mandorlo. L’immobile conta complessivamente 10 posti letto, distribuiti secondo criteri di convivenza protetta: tre destinati a uomini anziani autosufficienti, tre a donne anziane autosufficienti e quattro a donne sole o con minori a carico.
Una soluzione che supera la logica emergenziale del dormitorio per avviare una convivenza assistita e preparatoria alla gestione autonoma della quotidianità: “Il servizio rappresenta un’ulteriore risposta strutturata e differenziata alle esigenze di accoglienza temporanea e di sostegno all’autonomia”, ha evidenziato l’assessore.
Il raccordo con gli uffici e le parti sociali
L’architettura delineata a Palazzo Spada ambisce a superare le risposte a compartimenti stagni, costruendo un percorso a gradini che muove dal soccorso indifferibile alla stabilizzazione sociale. Un modello che l’assessore Alessandra Salinetti riassume evidenziando l’organicità del dispositivo: “La direzione Welfare ha progressivamente rafforzato e diversificato l’offerta di servizi rivolti alle situazioni di maggiore emergenza con l’obiettivo di garantire risposte tempestive, articolate e proporzionate alle diverse tipologie di bisogno socio-assistenziale”.
“Il sistema messo in campo – ha puntualizzato Salinetti – combina interventi di immediata protezione, come ricovero notturno, dimissioni protette e Pronto Intervento Sociale, con soluzioni più strutturate, come il co-housing, e strumenti di programmazione, come la graduatoria permanente. L’insieme di queste misure mira a garantire una copertura progressiva dei bisogni, dalla prima emergenza al sostegno verso percorsi di maggiore autonomia abitativa”.
Un assetto giunto a compimento attraverso un lavoro d’équipe e il confronto sindacale: “Voglio ringraziare la direzione e gli uffici per la collaborazione e la disponibilità che va ben oltre il dovere e che testimonia una grande sensibilità verso tutte le complesse problematiche del sociale”, ha dichiarato Salinetti, estendendo il riconoscimento alle rappresentanze dell’inquilinato: “Voglio ringraziare altresì i sindacati degli inquilini, ad iniziare dal Sunia, per l’apporto costruttivo dato in questi mesi”. Con l’apertura formale delle istanze, la gestione dell’emergenza abitativa entra ora nella sua fase attuativa.
Il confronto in piazza con il SuniaFest
Il tema del diritto all’abitare esce contemporaneamente dalle aule istituzionali per incontrare direttamente la città con il debutto del SuniaFest, la manifestazione promossa dal sindacato inquilini insieme alla Cgil in piazza della Pace, nel cuore di un quartiere popolare, che si conclude proprio questa sera. L’evento – illustrato nei giorni scorsi dai segretari Rossano Iannoni (Sunia Umbria), Matteo Lattanzi (Sunia Terni) e Alessandro Rampiconi (Cgil Terni) – ha visto la partecipazione tra gli altri del segretario nazionale Stefano Chiappelli, dell’assessora Alessandra Salinetti e dell’assessore regionale Fabio Barcaioli. Dopo i primi dibattiti e la comicità di Victor Quadrelli, la due giorni culmina oggi con la tavola rotonda sulle nuove fragilità insieme a Claudio Cipolla, don Giuseppe Zen, Silvia Camillucci e Carlos Wiz Barber, per poi chiudersi alle 20 con il teatro civile di Giulio Cavalli e lo spettacolo ‘Moussa in paradiso’, a ribadire come la casa resti il primo presidio di dignità umana.
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