#Finsubito news dalla rete – il no di Diritti in Comune


Pisa sempre più strategica nelle operazioni militari italiane. La direzione emerge da due documenti contrattuali del Ministero della Difesa resi noti da Diritti in Comune, dove si parla della programmazione delle prossime attività manutentive e di integrazioni alle strutture. La cifra stimata complessiva tocca i 900 milioni di euro e gli aeroporti citati come destinatari sono due: l’Aeroporto Militare di Pisa, sede della 46ª Brigata, quale “Main Operative Base (MOB)” e l’Aeroporto Militare di Sigonella, sede dell’11° Reparto Manutenzione Velivoli, quale “Main Logistic Base (MLB)”.

Spiega il gruppo consiliare di minoranza: “Il 9 settembre 2026 il Ministero della Difesa ha pubblicato due atti ufficiali, entrambi datati 1° settembre 2026: la Determina a contrarre n. 154 per il nuovo contratto di Supporto Logistico Integrato della flotta C-130J e il relativo Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE n. 0032356). Sono questi documenti a delineare il nuovo programma 2027-2032 e a stimarne il valore economico in non meno di 900 milioni di euro. Il nuovo contratto dovrà subentrare all’attuale sistema di supporto della flotta C-130J e C-130J-30 dell’Aeronautica Militare”.

La determina a contrarre è il documento che apre alla possibilità del finanziamento. Prevede prima la necessità di estendere di 6 mesi l’attuale contratto di Supporto Logistico Integrato, aprendo poi all’estensione di altri 60 mesi, per un programma quindi di 5 anni dal 2027 al 2032. “Le prestazioni e forniture saranno affidate – si legge nel documento che poi cita i riferimenti di legge – al costituendo Raggruppamento Temporaneo d’Impresa (RTI), composto dalla Ditta Lockheed Martin Corporation (Mandataria), dalla Ditta Leonardo S.p.a. e dalla Ditta GE Avio S.r.L. (Mandanti)”. “Il suddetto RTI costituendo – aggiunge – è l’unico idoneo e qualificato a soddisfare l’impresa in parola”.

“Gli atti del Ministero – sostiene Diritti in Comune – mostrano come si intende procedere: una procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara con il raggruppamento formato dalla statunitense Lockheed Martin, da Leonardo e da GE Avio. La Difesa motiva questa scelta sostenendo che il raggruppamento sia l’unico soggetto tecnicamente idoneo a garantire il supporto alla flotta C-130J, anche in ragione dei diritti proprietari, dei dati di progettazione e delle competenze tecniche detenute dalle imprese coinvolte. La determina indica inoltre che il contratto sarà in regime di esenzione Iva, secondo la disciplina applicabile alle operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione. Anche questo dato ci sembra politicamente significativo: mentre famiglie, lavoratori e lavoratrici pagano l’Iva sui consumi quotidiani, un programma militare stimato in almeno 900 milioni viene costruito attraverso una procedura senza bando pubblico e con trattamento Iva agevolato”.

Cosa è previsto all’Aeroporto Militare di Pisa

Il secondo documento, lo studio di fattibilità, entra più nel dettaglio della procedura di affidamento e di cosa è effettivamente previsto. “Dentro questo contratto – illustra il gruppo consiliare – sono previste attività e interventi direttamente sulla 46ª Brigata Aerea di Pisa: manutenzione e conduzione degli impianti, ripristino dei locali destinati alle attività manutentive, presenza stabile di un team industriale nella base, gestione di strutture di magazzino e l’opzione per installare nel sedime pisano una nuova tensostruttura capace di ospitare un C-130J-30, il cosiddetto Super Hercules”. La tipologia dei C-130J, come si legge sul sito dell’Aeronautica Militare, è “un quadriturboelica da trasporto militare e aviolancio di paracadutisti e materiali, in servizio nelle due versioni standard (J) e allungata (J-30). Impiegato dalla 46ª Brigata Aerea di Pisa, il velivolo costituisce oggi l’ossatura della componente da trasporto dell’Aeronautica Militare anche nell’impiego fuori dai confini nazionali”.

Nel documento circa “l’estensione sul sedime di Pisa della manutenzione ordinaria e conduzione degli impianti che
hanno un diretto impatto sull’erogazione del servizio di supporto richiesto”, si legge la diretta “analogia” con “quanto
richiesto per la base di Sigonella”. Fra le numerose attività pratiche, dalle forniture e riparazioni di motori fino al team di manutentori previsto anche per la base siciliana, il connubio fra le due strutture è siglato anche dalla previsione di un “carnet di trasporti tra le basi aeree di Sigonella e Pisa”. Fra le possibilità d’uso dei finanziamenti c’è anche quella di “individuare soluzioni di supporto industriale che consentano di soddisfare i servizi richiesti con infrastrutture complementari” con “a titolo esemplificativo, l’affitto di strutture esterne”. 

Dal punto di vista operativo, “il Supporto fornito dovrà essere dimensionato per garantire, secondo l’assunzione di una Flotta Utilizzabile di 16 velivoli, i seguenti target in termini di supporto alla flotta (valori medi): Flotta Disponibile almeno 10 velivoli; Flotta Efficiente almeno 8 velivoli”.

“Pisa portaerei di terra, chiediamo l’azzeramento dell’investimento”

Che Pisa sia coinvolta in maniera significativa in manovre di guerra è un tema sollevato più volte nel tempo da Diritti in Comune. Scrive il gruppo: “Negli ultimi mesi abbiamo denunciato più volte ciò che passa da queste piste. Nel maggio scorso abbiamo richiamato il rapporto delle Nazioni Unite che documentava decine di voli tra Pisa e la Libia, con carichi sui quali Italia e Stati Uniti non avevano fornito chiarimenti. Ad agosto un C-17 dell’Aeronautica militare del Kuwait è atterrato al Galilei e le immagini raccolte hanno mostrato, accanto alla rampa aperta del velivolo, materiale compatibile con un sistema di artiglieria contraerea. Su provenienza, destinazione e natura esatta del materiale abbiamo chiesto chiarimenti che restano essenziali. Negli anni precedenti il tema dell’utilizzo dello scalo pisano per la movimentazione di materiale militare era già emerso in relazione alla guerra in Ucraina. Oggi lo ritroviamo nelle rotte che collegano Pisa al Mediterraneo, al Golfo e agli scenari di crisi del Medio Oriente”.

Il punto politico attuale è che “assistiamo a un progressivo rafforzamento strategico dello scalo pisano e dell’intera area Pisa-Livorno dentro le reti logistiche e operative militari. 46ª Brigata, Camp Darby, nuova base al Cisam, reparti speciali, collegamenti internazionali e nuovi investimenti infrastrutturali compongono un territorio nel quale la funzione militare pesa sempre di più. Pisa è sempre più una vera e propria portaerei di terra, un crocevia logistico delle guerre contemporanee. Ed è qui che il nuovo contratto da almeno 900 milioni assume tutto il suo significato”.

Il gruppo consiliare contesta questa “precisa scelta di politica economica” e quindi “non chiediamo soltanto trasparenza sull’utilizzo dei 900 milioni” ma “chiediamo che questo investimento venga azzerato e che quelle risorse vengano destinate alle priorità sociali, culturali e ambientali del Paese. Vogliamo che il Galileo Galilei torni a essere sempre più un aeroporto civile e sempre meno un’infrastruttura militare. Vogliamo che il territorio venga liberato dalla continua espansione delle funzioni militari e che le risorse pubbliche vengano investite in un’altra direzione”.


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