Nel capoluogo dell’Emilia-Romagna previsti molti interventi in aree strategiche: dall’ex Ospedale Bastardini al progetto della «Città della conoscenza», da via Stalingrado (che diventerà un green boulevard) al vecchio scalo Ravone
Una profonda trasformazione urbana si appresta a ridefinire il futuro di Bologna. Grazie a diffusi interventi di riqualificazione, il capoluogo emiliano mira a diventare la nuova città metropolitana italiana, riscattando la forza identitaria del suo prestigioso centro storico, recuperando interi quartieri della periferia e ridando nuova vita a palazzi e aree dismesse e abbandonate. Proprio in questi giorni sono iniziati i lavori di riqualificazione dell’ex Ospedale Bastardini, un complesso storico di circa 13 mila metri quadri proprio in via D’Azeglio, nel cuore del centro storico di Bologna a due passi dalla casa museo di Lucio Dalla. Open Event Srl, Lama Società Cooperativa Impresa Sociale e Ati sono i soggetti che si sono aggiudicati la locazione.
Dal tredicesimo secolo a oggi
La struttura nacque nel XIII secolo con uno scopo ben preciso: quello di accogliere e proteggere i neonati abbandonati. Nel corso del XX secolo, cessata la funzione assistenziale originaria, l’ex ospedale ha cambiato pelle diverse volte. Tra gli anni Settanta e Novanta, il complesso è diventato un punto di riferimento per il mondo universitario bolognese, ma successivamente è caduto in disuso. La svolta è arrivata due anni fa grazie all’accordo tra il Comune di Bologna e Invimit Sgr Spa, società di gestione del risparmio interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che prosegue nell’impegno di restituire alle città italiane immobili non più utilizzati nel settore pubblico. L’ex Ospedale Bastardini avrà nuove destinazioni d’uso: da spazi per spettacoli dal vivo, mostre ed eventi ad aree dedicate allo studio, al coworking e al non profit, fino alla creazione di appartamenti con affitti in parte calmierati e in parte a prezzo di mercato.
Interventi su larga scala
Stefano Scalera, amministratore delegato di Invimit Sgr, ha commentato: «Siamo davvero soddisfatti di poter restituire alla città un bene dall’alto valore sentimentale e culturale, attraverso un progetto con caratteristiche di sostenibilità e di forte interesse per la comunità. L’intervento si inserisce nell’ambito di REgenera, l’iniziativa promossa da Invimit sull’intero territorio nazionale per ridare nuova vita, al servizio dei cittadini e generando valore economico e sociale, agli immobili pubblici». Bologna è una città in cui Invimit Sgr è fortemente impegnata in progetti di rilevanza sociale. «In primis quello che riguarda l’area strategica dei Prati di Caprara, su cui siamo in una fase di lavoro avanzato per arrivare alla stipula del protocollo con il Comune — prosegue Scalera —. La riconversione dell’area si baserà su tre fabbisogni del territorio. Nella zona ovest, combattere l’emergenza abitativa senza consumo di nuovo suolo e donare nuovi spazi al sistema sanitario. Nell’area est, approntare un grande parco urbano».
Città della conoscenza
All’interno invece di «Bologna Città della Conoscenza», il progetto strategico e urbanistico della Città Metropolitana e del Comune di Bologna che punta a valorizzare il sapere come infrastruttura diffusa del territorio, si inserisce Tek District (Technology, Entertainment, Knowledge), destinato a diventare un polo europeo dedicato all’innovazione e non solo. Si tratta di un’area di 277 ettari che si estende e si sviluppa in una zona, fino a pochi anni fa occupata da vecchi impianti produttivi e spazi abbandonati, che si trova tra Porta Mascarella e La Dozza, nel quadrante nord est della città. Che cosa ci sarà? Accanto al Tecnopolo Dama, al Centro meteo Europeo e al supercomputer Leonardo — strutture che già contribuiscono a dare a Bologna un ruolo importante nella comunità scientifica — sarà ampliato il Villaggio Digitale e ci saranno enormi spazi per aziende pubbliche e private che ne faranno i propri headquarters: è prevista anche la nuova sede dell’Università delle Nazioni Unite.
Tra «green boulevard» e rigenerazioni ecologiche
Inoltre, nascerà il nuovo padiglione polifunzionale di BolognaFiere per eventi, una nuova arena sportiva e per concerti e una rinnovata Arena Joe Strummer. Nelle vicinanze sorgerà l’Energy Park di Hera, che tiene insieme investimenti nelle energie rinnovabili, tutela della biodiversità e Missione Clima 2030. Via Stalingrado sarà trasformata in un green boulevard con la creazione del nuovo Parco Nord, che restituirà alla città più di 50 ettari di parco urbano. Non mancheranno nuove abitazioni, alloggi studenteschi, uffici, hotel e spazi commerciali integrati nella rete di trasporto pubblico e ciclabile. Si parla di rigenerazione ecologica invece per il progetto dell’ex scalo ferroviario Ravone, che si avvia verso una radicale trasformazione. Sono in corso importanti interventi di riconversione di centomila metri quadrati di piazzali asfaltati in un polmone verde completamente car-free.
Il progetto per l’ex Caserma Perotti
Al suo interno sorgerà una vera e propria foresta urbana con oltre mille nuovi alberi, prati e percorsi ciclopedonali collegati. Sette storici edifici dell’ex scalo saranno inoltre recuperati per ospitare spazi culturali, sportivi e sociali per l’intera comunità cittadina. Questo intervento, che è a cura di un team di progettazione con numerosi attori tra cu Settanta7, rappresenta un esempio virtuoso di rigenerazione dove architettura ecologia e comunità si fondono in un disegno urbano. Innovativo anche il progetto per l’ex Caserma Perotti che da solido muro militare diventerà un distretto aperto e integrato. Al posto del complesso dismesso sorgerà un quartiere a impatto zero con un ricco mix funzionale: alloggi di edilizia residenziale sociale, un ampio studentato universitario, la sede dell’Agenzia delle Entrate con il suo polo archivistico, negozi di vicinato e percorsi ciclabili immersi nel verde.
LEGGI ANCHE
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link







