#Finsubito news dalla rete – FICARRA –  Il risanamento arriva in anticipo: la Corte dei conti indica il piccolo Comune tra i casi positivi


Ma l’opposizione consiliare non la pensa così

In una Sicilia nella quale le crisi finanziarie degli enti locali continuano a rappresentare un problema strutturale, c’è anche la storia di un piccolo Comune dei Nebrodi che è riuscito ad arrivare al risanamento prima del termine previsto. È Ficarra, il cui percorso viene richiamato nell’analisi della Corte dei conti dedicata ai Comuni in situazione di crisi finanziaria. A riportare l’attenzione sul caso è stato anche MessinaToday, nell’articolo “Comuni in crisi finanziaria, la Corte dei conti accende i riflettori su Messina e provincia”. Il dato assume maggiore rilievo se inserito nel contesto siciliano. Le rilevazioni della magistratura contabile mostrano infatti una forte concentrazione delle procedure di crisi nel Mezzogiorno e, in particolare, in Sicilia, Calabria e Campania. Una precedente fotografia della Corte, aggiornata alla fine del 2024, indicava per la sola Sicilia 253 procedure attivate nel tempo, tra dissesti e riequilibri, che avevano interessato 159 Comuni.

Il Piano di Ficarra partito nel 2016

La storia finanziaria recente di Ficarra comincia nel dicembre del 2016, quando il Comune decide di ricorrere alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. Nel marzo successivo viene approvato un Piano decennale 2017-2026, costruito per ripianare una massa passiva di circa 518 mila euro, riconducibile principalmente al disavanzo di amministrazione e ai debiti fuori bilancio. La procedura di riequilibrio consente agli enti che si trovano in una situazione di squilibrio strutturale di predisporre un programma pluriennale indicando le criticità finanziarie e le misure necessarie per riportare i conti in equilibrio. Il Testo unico degli enti locali prevede infatti che il Piano individui e quantifichi i fattori di squilibrio, il disavanzo, gli eventuali debiti fuori bilancio e le risorse necessarie al loro ripiano. Ficarra scelse quindi una strada impegnativa, destinata a incidere per diversi anni tanto sulle entrate quanto sulla spesa comunale.

Il programma prevedeva l’utilizzo di diverse leve fiscali e tariffarie: aumento dell’Imu, incremento dell’addizionale comunale Irpef, recupero dell’evasione tributaria, copertura integrale del servizio idrico e adeguamento della Tari. Parallelamente veniva programmato un contenimento delle uscite. Le misure interessavano il costo del personale, le spese di rappresentanza, alcuni interventi socio-assistenziali, manutenzioni e investimenti. Nel Piano trovavano posto anche il ricorso al volontariato e interventi finalizzati alla riduzione dei consumi energetici.  Un insieme di interventi che, anno dopo anno, avrebbe dovuto condurre Ficarra alla scadenza naturale del Piano nel 2026.

Il risultato è arrivato prima. La verifica della Corte: obiettivi raggiunti

Nella verifica effettuata nel novembre 2025 la Corte dei conti ha accertato «il positivo raggiungimento degli obiettivi intermedi fissati all’interno del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale del Comune di Ficarra alla data del 31 dicembre 2024». Ma il dato più significativo riguarda la massa passiva. Secondo quanto riportato nella relazione, Ficarra ha conseguito, «rispetto al termine della durata decennale della procedura di riequilibrio (2017-2026), l’integrale ripiano della massa passiva da disavanzo di amministrazione e da passività per debiti fuori bilancio». In altre parole, il peso finanziario che aveva determinato l’avvio della procedura è stato assorbito prima della conclusione del decennio previsto dal Piano. La Corte prospetta quindi per Ficarra una procedura ormai indirizzata verso la conclusione, tenuto conto anche della naturale scadenza fissata nel 2026.

Il caso assume un significato particolare perché arriva da una provincia fortemente interessata dalle difficoltà finanziarie degli enti locali. Già nei dati relativi alla fine del 2024 Messina risultava la provincia siciliana con il maggior numero di Comuni interessati da procedure di riequilibrio ancora attive.  Ed è proprio la durata delle procedure uno degli aspetti sui quali insiste l’analisi della Corte. Il riequilibrio nasce infatti per evitare che una situazione finanziaria compromessa conduca al dissesto, ma i risultati registrati negli anni mostrano percorsi spesso lunghi e non sempre conclusi positivamente. Da questo punto di vista Ficarra rappresenta un caso differente: il Piano non si è limitato a evitare il dissesto, ma ha raggiunto prima della scadenza uno dei suoi obiettivi fondamentali, il ripiano della massa passiva originaria. È bene distinguere questo risultato dalla formale conclusione della procedura, che segue il proprio iter di controllo. Ma il dato accertato dalla magistratura contabile resta significativo.

Prevenire la crisi prima che diventi irreversibile

E’ questo il tema posto dalla Corte riguarda però anche il momento dell’intervento: individuare tempestivamente le criticità può rendere meno doloroso e più efficace il percorso di risanamento. Ed è qui che l’esperienza del piccolo centro nebroideo acquista interesse anche oltre i propri confini comunali. Ficarra era entrata nel riequilibrio con un Piano decennale. Alla vigilia della sua scadenza, la massa passiva che aveva originato quel percorso risulta già integralmente ripianata. In un rapporto che racconta soprattutto quanto possano essere lunghe e difficili le crisi finanziarie dei Comuni, è uno dei casi in cui i numeri restituiscono una storia diversa: quella di un risanamento che ha raggiunto il suo obiettivo prima del tempo previsto.

Nota finale: Nel quadro complessivo della provincia c’è infine un aktro dato positivo: Brolo e Tortorici. I due comuni  hanno chiuso il dissesto nel corso del 2025.

 

e le considerazioni espresse dalla Corte dei Conti ed emerse dall’indagine giornalistca di MessinaToday hanno dato soddisfazioni all’esecutivo ficarrese, guidato da Basilio Ridolfo, dall’akltro canto hanno sollevato dibbi tra le file dell’opposione consiliare. Nino Pizzino, capogruppo di minoranza è scettico: “E non ha accesso i riflettori sull’acquisto/ possesso del palazzo Busacca dove c’è un contenzioso in atto di centinaia di migliaia di euro non ancora concluso e dove il Comune è soccombente” e l’ex sindaco Ridolofo aggiunge : “Ci vuole tanta faccia tosta a spacciare per risultati i sacrifici dei ficarresi che pagano la cattiva amministrazione con IMU, SPAZZATURA, ACQUEDOTTO e ADDIZIONALE COMUNALE al massimo possibile. Che questi risultati li declama poi qualcuno che in passato si è girato dall’altra parte per un posto al sole è solamente politicamente miserevole!”. Mentre sarcasticamente Mauro Cappotto – delgato alla cultura, ironizza “Cari amici a Ficarra siamo rimasti solo gli incompetenti, i cervelli tutti in fuga.”

per leggeer tutto l’articolo:
https://www.messinatoday.it/economia/comuni-crisi-finanziaria-corte-conti-dissesto-ottobre-2026.html


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