#Finsubito news dalla rete – il debito scende di 40 milioni


JESI – Clabo, azienda di Jesi (Ancona) che produce vetrine refrigerate professionali per gelaterie, pasticcerie e bar, ha firmato l’accordo di ristrutturazione dei debiti con i principali creditori finanziari (fondi di investimento, banche e istituzioni pubbliche). Tutti i 140 dipendenti dello stabilimento di Jesi passeranno alla nuova società operativa Clabo Tech, senza tagli all’organico: l’azienda ha scelto di non dare corso alle uscite volontarie incentivate previste dall’accordo sindacale del 18 giugno 2026.

«Questo percorso è stato compiuto senza licenziare nessuno, per scelta, e la stessa attenzione alle persone ci guiderà nei prossimi anni», dice il presidente e amministratore delegato Pierluigi Bocchini.

La vicenda

La procedura riguardava un massimo di 11 persone e aveva fatto discutere nelle settimane precedenti, con i sindacati di categoria che avevano lamentato scarsa chiarezza sulla nuova società. Nel corso dell’intera crisi, sottolinea l’azienda, non ci sono stati ricorsi alla cassa integrazione straordinaria né delocalizzazioni.

Per la transazione fiscale e previdenziale hanno già aderito l’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione e l’Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps), e la formalizzazione seguirà nei prossimi giorni.

L’intesa sarà depositata entro ottobre al Tribunale di Ancona, che dovrebbe omologarla entro l’inizio di novembre. Si chiude così il percorso avviato a giugno 2025 con la composizione negoziata della crisi (la procedura con cui un’impresa in difficoltà cerca un accordo con i creditori affiancata da un esperto indipendente), durato sedici mesi.

La Clabo di Jesi

L’esposizione complessiva, tra debiti finanziari, tributari e previdenziali, scende da circa 65 milioni di euro al 30 giugno 2026 a circa 24 milioni, che saranno rimborsati entro il 2036 con i flussi di cassa del piano industriale 2026-2030, verificato e attestato da un professionista indipendente. Agenzia delle Entrate ed enti previdenziali incasseranno circa 13 milioni, somma che secondo lo stesso professionista sarebbe stata pari a zero in caso di liquidazione.

Per i creditori finanziari le rinunce sono legate all’andamento del piano: se avrà pieno successo, le somme cancellate torneranno loro per intero, con un rendimento.

La nuova finanza arriva da Cherry Bank, che finanzierà la società operativa del gruppo con 10 milioni di euro a sei anni; a questi si aggiungono linee di credito a breve termine fino a 3,7 milioni, oltre ai 5 milioni già disponibili. Le risorse serviranno a garantire l’operatività dello stabilimento e i pagamenti ai fornitori, il cui credito sarà soddisfatto per intero.

Sul piano societario, dopo l’omologazione, l’attività industriale e commerciale (utilizzo dello stabilimento, dei marchi Orion, FB e Artic, il personale, i rapporti con clienti e fornitori) passerà a Clabo Tech, società interamente controllata da Clabo Spa e costituita a questo scopo.

Clabo Spa, quotata su Euronext Growth Milan, continuerà come holding del gruppo e manterrà la proprietà dell’immobile industriale di Jesi, dei marchi e delle controllate estere Howard McCray (Stati Uniti) ed Easy Best (Cina). La guida delle tre società operative (Clabo Tech in Italia, Howard McCray negli Stati Uniti, Easy Best in Cina) è affidata a Ulisse Luccon, già general manager del gruppo, che risponderà al presidente e amministratore delegato Pierluigi Bocchini.

Luccon ha diretto la controllata cinese ed è vice presidente di quella americana. La famiglia Bocchini, che controlla Clabo attraverso la holding Cla.Bo.Fin., ha sostenuto il piano con capitali propri e garanzie a favore dei creditori, accettando per tutta la durata dell’accordo vincoli a tutela degli stessi.

Bocchini: «Questo percorso è stato compiuto senza licenziare nessuno»

Pierluigi Bocchini, presidente e amministratore delegato di Clabo S.p.A.

Pierluigi Bocchini ha dichiarato: «Il primo ringraziamento va agli azionisti, che hanno atteso con pazienza la conclusione di questa fase complessa. Ringrazio poi i creditori, che con la loro fiducia hanno garantito la continuità dell’azienda; Cherry Bank, che porterà nel gruppo dieci milioni di nuova finanza; i fornitori e i clienti; l’Agenzia delle Entrate e l’INPS, per il confronto costruttivo portato avanti nei mesi; e non ultimi i dipendenti e i collaboratori, che hanno garantito la continuità della produzione e delle vendite durante tutto il processo. Questo percorso è stato compiuto senza licenziare nessuno, per scelta, e la stessa attenzione alle persone ci guiderà nei prossimi anni».

Il presidente ha poi aggiunto: «Ai creditori abbiamo chiesto sacrifici, ma dentro un patto chiaro: se il piano avrà pieno successo, l’accordo prevede che le somme a cui hanno rinunciato oggi tornino a loro per intero. È l’impegno che abbiamo preso con loro e intendiamo onorarlo, perché crediamo in quello che viene adesso. Ora possiamo tornare a crescere: nuovi prodotti, nuovi mercati, e il lavoro resta a Jesi. I prossimi cinque anni non saranno anni di sola gestione del debito: svilupperemo le tre società operative in Italia, negli Stati Uniti e in Cina sotto la direzione unica di Ulisse Luccon, e quando serviranno nuove competenze le cercheremo prima di tutto tra i giovani della Vallesina».

Bocchini ha infine ricordato che a giugno sindacati e parte della politica locale avevano reso pubblica la procedura di uscite volontarie, parlando di dubbi sulla nuova società, e che la stessa procedura è stata poi sottoscritta dalle organizzazioni sindacali. A sindacati e politica locale ha chiesto di accompagnare la nuova fase con lo stesso senso di responsabilità dimostrato dai lavoratori.

Fondata a Jesi nel 1958, Clabo è quotata su Euronext Growth Milan dal 2015 e realizza oltre il 65% del fatturato all’estero, in circa 95 paesi.




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