l sistema milanese e lombardo si presenta unito per chiedere che Milano diventi la sede di un nuovo pilastro delle Nazioni Unite dedicato alla governance dell’intelligenza artificiale. Al Teatro Dal Verme (a margine dell’Assemblea Generale di Assolombarda) l’American Chamber of Commerce in Italy (AmCham Italy), Assolombarda e Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza hanno firmato il Manifesto pubblico “Milano capitale globale della governance dell’intelligenza artificiale”.
Per AmCham Italy ha firmato il consigliere delegato Simone Crolla, per Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza il presidente Carlo Sangalli, per Assolombarda il presidente Alvise Biffi.
Il Manifesto nasce dal lavoro di AmCham Italy ed è aperto all’adesione di tutto il territorio. Con la firma prende forma un Comitato Promotore civico e trasversale, nel quale ogni firmatario ha lo stesso peso, che in questi giorni (9 novembre) presenta ufficialmente la candidatura di Milano alle istituzioni. I promotori auspicano che le forze politiche del Paese, al di là delle appartenenze, sappiano unirsi attorno a questa proposta lungimirante e trasformarla in un’azione di politica internazionale dell’Italia, perché la partita che si apre a New York riguarda il ruolo che il nostro Paese e l’Europa avranno nel governo di questa tecnologia.
“Progetto Radegonda”
“Il 26 dicembre 1883, alla prima della Gioconda di Ponchielli, il Teatro alla Scala si accese di luce elettrica grazie alla centrale di Santa Radegonda, la prima dell’Europa continentale, voluta da Giuseppe Colombo, ingegnere del Politecnico, con la tecnologia di Thomas Edison. 143 anni dopo – ha dichiarato Simone Crolla, consigliere delegato di AmCham Italy – l’intelligenza artificiale arriva ancora dagli Stati Uniti e bussa alla stessa porta. Da qui il nome ‘Progetto Radegonda’”. “Il pericolo più concreto non è la macchina che si ribella, ma un’umanità che, delega dopo delega, resta formalmente al comando senza saperlo più esercitare. Per questo – ha proseguito Crolla – proponiamo un nuovo pilastro delle Nazioni Unite con sede a Milano, un elemento portante, che non scrive regole e non sanziona, ma aiuta gli Stati a valutare con criteri condivisi capacità e rischi dei sistemi più avanzati. Misurare non significa vietare. Chiediamo al Governo e a tutte le forze politiche di fare di questa proposta una priorità e una bandiera dell’Italia nel mondo”.
“L’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità di crescita, ma proprio per la sua capacità di trasformare profondamente economia, lavoro e società richiede anche una governance capace di accompagnarne lo sviluppo. Milano non vuole soltanto essere una capitale dell’intelligenza artificiale: vuole contribuire a costruire il modo in cui questa tecnologia verrà governata a livello globale”, ha affermato Alvise Biffi, presidente di Assolombarda.
“Milano cresce grazie alle grandi sfide che decide di affrontare. Come con Expo 2015 e le Olimpiadi invernali 2026. Candidare la nostra città a ospitare un pilastro delle Nazioni Unite dedicato alla governance dell’intelligenza artificiale – ha detto Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio – è un obiettivo possibile, ambizioso e lungimirante. Milano, per reputazione globale, capacità innovativa e livello culturale, può vincere questa nuova sfida. L’AI è una evoluzione tecnologica senza precedenti che sta coinvolgendo la società e il mondo delle imprese. In particolare quelle che rappresenta Confcommercio e che sono il raccordo più diretto tra l’innovazione e le persone”.
I firmatari del Manifesto
Hanno aderito ad oggi al Manifesto Claudio Bassoli, president & ceo di HPE; Elena Beccalli, rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; Francesco Billari, rettore dell’Università Bocconi; Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano; Marina Brambilla, rettrice dell’Università degli Studi di Milano; Vincenzo Di Nicola, senior partner del Fondo Artificial Intelligence di CDP Venture Capital, (a titolo personale); Fiorenzo Marco Galli, direttore generale del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci; Valentina Garavaglia, rettrice dell’Università IULM; Teodoro Lio, ceo di Accenture Italia; Daniela Mainini, presidente del Centro Studi Grande Milano; Emma Marcegaglia, chair and chief executive officer di Marcegaglia Holding; Giorgio Medda, ceo di Azimut; Letizia Moratti, imprenditrice e filantropa, già sindaco di Milano; monsignor Vincenzo Paglia, presidente Emerito della Pontificia Accademia per la Vita; Antonio Palmieri, presidente e fondatore della Fondazione Pensiero Solido; Mario Peserico, presidente di Indicam; Fabio Pompei, ceo di Deloitte Italy and Central Mediterranean; Silvio Savarese, executive vice president e chief scientist di Salesforce AI Research, adjunct professor of Computer Science alla Stanford University e membro dell’Independent International Scientific Panel on AI delle Nazioni Unite (a titolo personale); Donatella Sciuto, rettrice del Politecnico di Milano; Marco Tronchetti Provera, presidente esecutivo del Gruppo Pirelli; Gianmario Verona, presidente di Human Technopole; Giovanna Vitelli, presidente della Fondazione Altagamma.
Le Nazioni Unite stanno costruendo la propria architettura sulla governance dell’AI
La Risoluzione A/RES/79/325 dell’agosto 2025 ha istituito il Panel scientifico indipendente e il Global Dialogue on AI Governance, che si è riunito per la prima volta a Ginevra il 6 e 7 luglio 2026. Manca, però, ancora una struttura dedicata al coordinamento orizzontale della materia. I prossimi mesi saranno decisivi. È in corso la selezione del nuovo Segretario Generale, che il Consiglio di Sicurezza ha avviato a luglio con i primi voti informali e che dovrà concludersi entro la fine dell’anno, perché il mandato di António Guterres scade il 31 dicembre 2026 e il successore entrerà in carica il 1° gennaio 2027. La seconda sessione del Global Dialogue è in programma a New York il 3 e 4 maggio 2027. È in questo passaggio, tra l’insediamento della nuova guida delle Nazioni Unite e l’appuntamento di New York, che la candidatura di Milano deve essere portata all’attenzione degli Stati membri, dentro un orizzonte più ampio di circa ventiquattro mesi nel quale, secondo i promotori, si definirà la nuova geografia istituzionale della governance dell’AI.
Anche altri Paesi si stanno muovendo. La Repubblica di Corea lavora a riunire in un unico campus le funzioni AI di sei agenzie ONU, mentre la Cina ha lanciato a Shanghai la World AI Cooperation Organization, un organismo intergovernativo esterno al sistema delle Nazioni Unite. Milano si candida come sede di un pilastro di nuova generazione all’interno dell’ONU, con una candidatura che nasce dalla società civile e dalle imprese, prima ancora che da un governo. La proposta è coerente con i Carolina Principles for Emerging Technologies, su cui i Ministri del G20 riuniti a Chapel Hill hanno raggiunto il consenso il 2 settembre e che saranno sottoposti ai leader al vertice di Miami di dicembre. Si tratta di principi non vincolanti, che chiedono di valorizzare le regole settoriali già esistenti, di intervenire con nuove norme solo dove servono davvero, di preservare la sovranità nazionale e di promuovere la cooperazione internazionale volontaria. La stessa impostazione è alla base del White House Accord, firmato a fine settembre alla Casa Bianca dalle principali aziende dell’intelligenza artificiale, che punta su impegni volontari delle imprese e sulla valutazione esterna e indipendente dei sistemi più avanzati. Il pilastro milanese si muove nello stesso solco, perché non scrive regole e non si sostituisce alle scelte dei singoli Stati, ma offre strumenti comuni di misura e di cooperazione volontaria.
Perché Milano
Il Manifesto ricorda che Milano mette insieme un sistema della ricerca di dimensione europea, con Politecnico, Statale, Bicocca, Bocconi e Human Technopole, e una base manifatturiera che la rende un luogo naturale per sperimentare la Physical AI, cioè l’intelligenza artificiale che agisce nel mondo reale attraverso robot, macchine e infrastrutture. Nel 2024 gli investimenti di private equity in imprese lombarde si sono avvicinati ai 9 miliardi di euro, il 60% del totale nazionale, e sette data center nell’area milanese sono stati riconosciuti di interesse strategico nazionale. Il Comune di
Milano, inoltre, si è dotato di un proprio Manifesto per l’uso dell’intelligenza artificiale e ha già in produzione 45 casi d’uso nell’amministrazione e nei servizi ai cittadini.
Come funzionerebbe il pilastro Onu
Attraverso dodici funzioni tecniche, che vanno dal monitoraggio delle capacità dei sistemi più avanzati alla valutazione d’impatto, dalla responsabilità umana alla trasparenza, e che comprendono lavoro, salute e tutela dei minori, formazione dei regolatori, pluralismo linguistico, ambiente e sicurezza. Il pilastro produrrebbe metodi, misure, segnalazioni e competenze, senza alcun potere normativo, autorizzatorio o sanzionatorio, nel pieno rispetto della sovranità degli Stati e senza sovrapporsi alle agenzie ONU già esistenti. Il finanziamento si reggerebbe su tre livelli, con i contributi obbligatori degli Stati membri, i contributi volontari degli operatori del settore sul modello già sperimentato da GAVI e CEPI in ambito sanitario e le partnership con fondazioni e istituzioni finanziarie internazionali.
Gli impegni dei primi firmatari
Firmando il Manifesto, promotori e aderenti si impegnano a sostenere pubblicamente la candidatura di Milano, così come è stata presentata il 27 luglio 2026 nel primo policy paper di AmCham Italy, Milano capitale globale dell’intelligenza artificiale etica, e sviluppata nel secondo paper di settembre dedicato alle funzioni del pilastro (vedi paragrafo n.d.r.). Si impegnano inoltre a costituire un Comitato Promotore stabile con sede operativa a Milano, in dialogo con Presidenza del Consiglio, Farnesina, MIMIT, Regione Lombardia e Comune di Milano; a mettere a disposizione del dossier tecnico ricerca, dati ed esperienze e a sollecitare il Governo e tutte le forze politiche perché facciano della candidatura una priorità della politica estera italiana presso il Segretariato Generale, la Rappresentanza permanente d’Italia a New York e gli Stati membri, in vista dell’appuntamento di maggio 2027.
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