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A oltre trent’anni dalla messa al bando dell’amianto in Italia, l’esposizione alle fibre di asbesto continua a rappresentare una questione centrale per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Prevenzione, sorveglianza sanitaria, riconoscimento delle malattie professionali e sostegno alle vittime sono gli strumenti fondamentali per affrontare un rischio che non appartiene soltanto al passato.

Amianto e sicurezza sul lavoro: un rischio ancora attuale

L’amianto, conosciuto anche come asbesto, è stato ampiamente utilizzato in passato nell’edilizia, nell’industria, nella cantieristica navale e in numerosi processi produttivi grazie alle sue proprietà isolanti e alla resistenza al calore.

Nonostante la legge 257 del 1992 abbia disposto il superamento dell’impiego dell’amianto in Italia, la presenza di materiali contenenti questa sostanza in edifici, impianti industriali e infrastrutture continua a richiedere attenzione.

Il rischio riguarda soprattutto i lavoratori impegnati in attività di manutenzione, demolizione, ristrutturazione, rimozione e bonifica di strutture nelle quali possono essere ancora presenti materiali contenenti amianto.

La dispersione e l’inalazione delle fibre possono provocare gravi conseguenze per la salute, anche a distanza di molti anni dall’esposizione.

Per questo motivo, la prevenzione del rischio amianto nei luoghi di lavoro costituisce una responsabilità fondamentale per le imprese e un diritto essenziale per ogni lavoratore.

Le malattie professionali legate all’esposizione all’amianto

L’esposizione professionale all’amianto è associata a diverse patologie, alcune delle quali caratterizzate da tempi di latenza particolarmente lunghi.

Tra le principali malattie asbesto-correlate rientrano:

  • Mesotelioma: tumore maligno che colpisce prevalentemente la pleura, la membrana che riveste i polmoni, ma può interessare anche il peritoneo.
  • Asbestosi: malattia polmonare cronica causata dall’inalazione delle fibre di amianto, con progressiva compromissione della funzionalità respiratoria.
  • Carcinoma polmonare: patologia tumorale il cui rischio aumenta in presenza di esposizione all’amianto e può essere ulteriormente aggravato dal fumo.
  • Placche e ispessimenti pleurici: alterazioni della pleura che possono rappresentare un indicatore di precedente esposizione.

Uno degli aspetti più preoccupanti riguarda il fatto che alcune di queste patologie possono manifestarsi dopo decenni.

La diagnosi può quindi interessare persone che hanno cessato da tempo l’attività lavorativa, rendendo particolarmente importante la ricostruzione della storia professionale e delle possibili esposizioni.

Prevenzione amianto: gli obblighi delle aziende

La normativa italiana sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento al Decreto Legislativo 81/2008, prevede specifiche disposizioni per la protezione dei lavoratori dai rischi connessi all’esposizione all’amianto.

Il datore di lavoro deve valutare il rischio, individuare le eventuali fonti di esposizione e adottare le misure necessarie per tutelare la salute dei dipendenti.

Tra gli interventi fondamentali rientrano:

  • La verifica della possibile presenza di materiali contenenti amianto prima dell’avvio delle attività.
  • La valutazione del rischio di esposizione alle fibre.
  • L’adozione di procedure operative e misure tecniche per ridurre al minimo la dispersione delle fibre.
  • L’impiego di dispositivi di protezione individuale adeguati.
  • La formazione e l’informazione dei lavoratori sui rischi specifici.
  • L’attivazione della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dalla normativa.
  • L’affidamento degli interventi di bonifica a imprese in possesso dei requisiti richiesti.

Particolare attenzione deve essere riservata alle attività svolte su edifici e impianti datati, nei quali la presenza di amianto potrebbe non essere immediatamente riconoscibile.

La prevenzione deve iniziare prima dell’intervento, attraverso controlli, pianificazione e procedure di sicurezza adeguate.

Tutela dei lavoratori esposti all’amianto: diritti e riconoscimento delle malattie professionali

I lavoratori che hanno sviluppato una patologia riconducibile all’esposizione professionale all’amianto possono accedere, in presenza dei requisiti previsti, alle tutele assicurative riconosciute dall’INAIL.

Il riconoscimento della malattia professionale rappresenta un passaggio fondamentale per ottenere le prestazioni previste dalla legge.

A seconda delle circostanze, le tutele possono comprendere indennizzi, rendite e altre prestazioni economiche e sanitarie.

Anche i familiari superstiti possono avere diritto a specifiche prestazioni in caso di decesso del lavoratore per una malattia professionale riconosciuta.

Per avviare il percorso di tutela è importante acquisire la documentazione medica, ricostruire le attività lavorative svolte e raccogliere gli elementi utili a dimostrare l’eventuale esposizione professionale.

Il supporto di patronati, medici competenti, specialisti in medicina del lavoro e professionisti qualificati può contribuire a orientare i lavoratori e le famiglie nelle procedure di riconoscimento.

Fondo vittime amianto: il sostegno economico ai lavoratori e alle famiglie

Un importante strumento di protezione è rappresentato dal Fondo per le vittime dell’amianto, istituito per garantire prestazioni aggiuntive a determinate categorie di soggetti colpiti da patologie asbesto-correlate.

Secondo quanto indicato dall’INAIL, dal 1° gennaio 2023 la prestazione aggiuntiva per gli aventi diritto è pari al 17% della rendita riconosciuta.

Sono inoltre previste specifiche misure per i soggetti affetti da mesotelioma di origine non professionale, nei casi di esposizione familiare o ambientale che soddisfano i requisiti stabiliti dalla normativa.

Un ulteriore ambito di intervento riguarda particolari categorie di lavoratori della cantieristica navale.

Nell’agosto 2026 l’INAIL ha pubblicato la circolare n. 36, contenente indicazioni operative relative a uno specifico fondo per i lavoratori di società partecipate pubbliche colpiti da patologie asbesto-correlate durante l’attività nei cantieri navali, con riferimento alle annualità 2024 e 2025.

Si tratta di misure con requisiti e procedure differenti, per le quali è necessario verificare le condizioni di accesso e gli eventuali termini previsti.

Sorveglianza sanitaria e diagnosi precoce: l’importanza dei controlli

La tutela delle persone esposte all’amianto non termina necessariamente con la cessazione dell’attività lavorativa.

A causa dei lunghi periodi di latenza di alcune patologie, la valutazione della storia di esposizione e l’eventuale inserimento in percorsi di sorveglianza sanitaria rappresentano aspetti di grande rilevanza.

I programmi di controllo devono essere definiti in base alla situazione individuale e alle indicazioni dei professionisti sanitari competenti.

Anche le iniziative di informazione e sensibilizzazione contribuiscono a rendere i lavoratori più consapevoli dei rischi e delle possibilità di tutela.

Riconoscere tempestivamente eventuali sintomi e rivolgersi ai servizi sanitari è importante, pur considerando che non esiste un unico programma di screening valido per tutte le persone che in passato sono state esposte all’amianto.

Il ruolo delle istituzioni e delle associazioni a sostegno delle vittime

La lotta alle conseguenze dell’esposizione all’amianto richiede il coinvolgimento di istituzioni, servizi sanitari, organizzazioni sindacali, associazioni delle vittime e soggetti impegnati nella prevenzione.

Accanto agli interventi di bonifica e al controllo dei rischi professionali, assume particolare importanza il sostegno alle persone che convivono con una malattia asbesto-correlata.

L’assistenza sanitaria, l’orientamento sulle tutele previdenziali e assicurative, il supporto psicologico e l’informazione sui diritti costituiscono elementi essenziali di una risposta complessiva.

Anche il Registro nazionale dei mesoteliomi, coordinato dall’INAIL attraverso una rete territoriale, contribuisce alla conoscenza epidemiologica delle patologie e all’individuazione delle possibili fonti di esposizione.

Prevenire oggi per proteggere la salute di domani

La questione amianto dimostra quanto sia importante considerare la sicurezza sul lavoro come un investimento nella tutela della salute e della dignità delle persone.

La messa al bando di un materiale pericoloso non elimina automaticamente le conseguenze delle esposizioni pregresse né i rischi derivanti dalla sua presenza nelle strutture esistenti.

Occorre quindi mantenere alta l’attenzione su bonifiche, controlli, formazione, sorveglianza sanitaria e accesso alle misure di sostegno.

Prevenire l’esposizione, garantire il riconoscimento dei diritti e sostenere le vittime dell’amianto significa costruire un sistema di lavoro più sicuro, responsabile e attento alla salute delle persone.

Redazione Portale Consulenti. Albanese Pellegrino


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