#Finsubito news dalla rete – Investimenti nel teak, 200 milioni a rischio


Di: Janina Bauer, Res Gehriger (SRF), articolo originale – sf, adattamento

Migliaia di investitori in Europa, tra cui circa 800 in Svizzera, rischiano di perdere i risparmi affidati a Life Forestry Switzerland (LFS), società specializzata in investimenti legati a piantagioni di teak in Costa Rica ed Ecuador. Secondo un’inchiesta di SRF e Correctiv.Schweiz, oltre 6’000 clienti in tutta Europa hanno versato complessivamente circa 200 milioni di franchi.

La società è ormai in liquidazione dopo il fallimento ed emergono interrogativi sulla destinazione del denaro investito e sul reale valore delle piantagioni.

Il modello d’affari

LFS vendeva giovani alberi di teak in Costa Rica ed Ecuador come investimento a lungo termine. L’azienda metteva a disposizione le piantagioni, ne curava la gestione e il raccolto, trattenendo il 15% del ricavato della vendita del legname. Agli investitori prometteva rendimenti annui fino al 12%.

Un sondaggio condotto tra gli investitori svizzeri ha raccolto le risposte di 130 persone, che hanno fornito documentazione come certificati di proprietà degli alberi, contratti e fatture. Alcuni avevano investito poche migliaia di franchi, altri somme nell’ordine dei milioni. La maggior parte afferma di non aver mai ricevuto i rendimenti prospettati e teme ora di perdere il capitale versato.

Tra loro vi è una pensionata svizzera di 71 anni che racconta di aver investito circa 80’000 franchi, una parte importante della sua previdenza per la vecchiaia. Dice di aver creduto nella sostenibilità del progetto e lamenta oggi la mancanza di informazioni chiare sulla situazione.

“Sembrava una buona cosa” (SRF, 14.10.2026)

Il ruolo del proprietario

Al centro della vicenda vi è Carl-Lambert Liesenberg, 62 anni. Entrato in LFS come direttore nel 2009, ne è diventato proprietario e amministratore unico nel 2017. Oggi è anche responsabile della liquidazione della società.

La procuratrice competente del Canton Nidvaldo ha confermato che sono state presentate diverse denunce penali e azioni civili da parte di presunti danneggiati. La sezione per i reati economici sta conducendo un procedimento nei confronti di Liesenberg e di un’altra persona per sospetto di truffa, amministrazione infedele e reati legati al fallimento. Recentemente sono state effettuate cinque perquisizioni domiciliari. Per tutte le persone coinvolte vale la presunzione d’innocenza.

Già noto alla giustizia tedesca

Liesenberg non è sconosciuto alle autorità tedesche. La maggior parte dei clienti di LFS vive infatti in Germania e diversi tribunali si sono già pronunciati sulla società. Nell’ottobre del 2025, il Tribunale regionale di Francoforte sull’Oder ha affermato, nell’ambito di una causa civile, che il modello d’affari di LFS era stato concepito fin dall’inizio per “ingannare e danneggiare i clienti”.

Anche la Corte federale di giustizia tedesca ha riconosciuto il diritto degli investitori coinvolti a ottenere il rimborso delle somme versate. Più di cento clienti hanno quindi chiesto la restituzione del proprio denaro, senza però ricevere alcun pagamento. Nel frattempo, nel 2025, LFS è fallita a causa di una fattura fiscale non saldata ed è ora in liquidazione.

Dove sono finiti i soldi?

Liesenberg non ha voluto rispondere alle domande di SRF. In un comunicato stampa si presenta come vittima di avvocati che starebbero approfittando delle preoccupazioni degli investitori. Secondo la sua versione, i clienti restano proprietari degli alberi e il fallimento riguarda esclusivamente la gestione delle piantagioni, il raccolto e la commercializzazione del legname. “Con l’insolvenza della LFS SA nessuno ha subito danni e tutti gli obblighi saranno rispettati”, sostiene.

Le verifiche condotte nel registro fondiario del Costa Rica sollevano tuttavia ulteriori interrogativi. Le piantagioni non apparterrebbero infatti a Life Forestry Switzerland, bensì a due società costaricane proprietarie dei terreni sui quali crescono gli alberi. Secondo i registri consultati, i terreni coprono oltre 40 chilometri quadrati e hanno un valore di circa 16 milioni di franchi.

Una delle società è Life Forestry Costa Rica S.A., guidata da un partner d’affari di Liesenberg. L’altra è Central American Real Estate S.A. (CARE), nel cui consiglio di amministrazione siedono lo stesso Liesenberg e sua moglie. Un elemento rilevante, poiché davanti al Tribunale cantonale di Nidvaldo il 62enne avrebbe sostenuto di non avere alcun legame con le società proprietarie delle piantagioni in Costa Rica.

Un nuovo imprenditore entra in scena

Nel frattempo, in Svizzera è comparso un nuovo imprenditore che cerca di rassicurare gli investitori. Si tratta di Patrick H., che propone i propri servizi con lo slogan: “I vostri alberi di teak in mani esperte”.

Attraverso la società LFS Bewirtschaftungs AG offre ai clienti la gestione, il raccolto e la commercializzazione degli alberi appartenenti agli ex clienti di LFS, in cambio di una commissione del 15%.

Patrick H. sostiene che la sua azienda non abbia alcun legame giuridico con LFS. Tuttavia, sotto la direzione di Liesenberg aveva ricoperto per anni il ruolo di vice direttore della società di Stans.

Nel comunicato, Liesenberg scrive che circa 4’000 clienti hanno già sottoscritto contratti con l’ex collaboratore e che il raccolto e la vendita del legname sarebbero ormai imminenti.

Indizi su possibili altri utilizzi dei fondi

A metà settembre Liesenberg ha incontrato i giornalisti di SRF per un colloquio informale, ma non ha autorizzato la pubblicazione delle informazioni discusse. Anche le successive richieste scritte sono rimaste senza risposta.

L’inchiesta ha però individuato elementi che suggeriscono un possibile utilizzo dei capitali degli investitori per finanziare altre attività. Nel bilancio 2023 di LFS figurano infatti prestiti per un valore complessivo di 25 milioni di franchi. Di questi, 3,6 milioni risultano concessi direttamente a Carl-Lambert Liesenberg, mentre il resto sarebbe stato distribuito a società a lui riconducibili in Svizzera e Tanzania e a partner commerciali in Ecuador.

La speranza di Matthias Mitscherlich (SRF, 14.10.2026)

Tra i principali clienti della società figura anche l’ex manager Matthias Mitscherlich, che aveva investito complessivamente 2,5 milioni di franchi nelle piantagioni di teak.

Come molti altri investitori, spera ora che l’inchiesta della magistratura nidvaldese riesca a ricostruire i flussi finanziari e a chiarire che fine abbiano fatto i circa 200 milioni di franchi versati dai clienti.

Articolo legato alla trasmissione di SRF Rundschau del 16.09.2026


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