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Nel Vicentino una rete di enti del terzo settore si mette insieme nel tentativo di affrontare la crisi abitativa, che se rende difficile e spesso insostenibile il diritto alla casa a cittadin ie cittadine, lo rende impossibile alle persone con maggiori tratti di fragilità.
La rete, presentata nei giorni scorsi, si chiama Vi-Abita Ets ed è formalmente un’associazione riconosciuta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. Riunisce 17 enti del terzo settore della provincia di Vicenza, con l’obiettivo di mettere in comune le competenze socio-educative maturate nel territorio e offrire risposte concrete all’emergenza abitativa, con particolare attenzione all’housing inclusivo. L’associazioneè di natura solidaristica, promuove cioè progetti innovativi nel settore immobiliare, capaci di integrare finanza partecipata non speculativa, attenzione all’energia come bene comune e sviluppo di comunità. Il target è chi oggi non trova un’opportunità abitativa o non riesce a sostenerne i costi.
L’associazione
L’associazione – maturata in seno alla Cisl e che ha trovato un’importante sponda nella fondazione di Comunità QuVi – opera sull’intero territorio provinciale e ha individuato nei quattro Ambiti Territoriali Sociali il contesto più idoneo per lo sviluppo delle politiche abitative del territorio, ma allo stesso tempo si propone di costruire un dialogo costruttivo su queste tematiche anche con gli altri soggetti chiave, sia pubblici (come Comuni, Ulss, Ipab, Ater) che privati come la Diocesi, le comunità parrocchiali e il mondo produttivo, che in misura sempre maggiore ha necessità di rendere più attrattivo e aperto il contesto in cui le imprese operano per riuscire a trovare risposta ai propri fabbisogni occupazionali.
L’esistente
Vi-Abita rappresenta e aggrega una rete già operativa: 197 alloggi attualmente in gestione per un totale di 1.082 posti letto rivolti finora soprattutto a persone in situazione di fragilità. L’obiettivo è allargare in modo trasversale la propria operatività, occupandosi anche di quella “fascia grigia” che sempre più spesso vede precluso il proprio accesso alla casa.
I numeri di contesto
Il fenomeno della crisi abitativa ha dimensioni rilevanti sia a livello locale che regionale. Nel solo Comune di Vicenza, ad esempio, sull’ultimo bando Erp (pubblicato nel 2024) le domande presentate sono state 1.156 – in crescita rispetto alle 889 del bando 2021 – di cui 1.075 ammissibili, a fronte di appena 118 nuove assegnazioni tra Comune/Amcps e Ater: poco più del 10% delle domande ammesse ha trovato risposta, solo a Vicenza dunque sono circa 1.000 i nuclei familiari che rimangono in condizioni di disagio abitativo e da allora è verosimile ipotizzare che il loro numero sia ulteriormente aumentato.
Non molto diversa la situazione a livello regionale: in Veneto secondo l’Osservatorio Civico sulla Casa nel 2024 risultavano 12.947 persone nelle graduatorie per l’edilizia residenziale pubblica (Erp), e tra il 2023 e il 2024 sono stati assegnati appena 2.106 alloggi Ater, il 16% della domanda complessiva.
“Balzi: “Ci rivolgiamo ai proprietari di immobili”
“Nel vicentino – afferma Franco Balzi, presidente di Vi-Abita – risulta attualmente inutilizzato un vasto patrimonio immobiliare che chiede un ampio e innovativo coinvolgimento dei soggetti istituzionali per costruire risposte efficaci a quella che è da tempo una vera e propria emergenza. Vi-Abita intende rivolgersi all’ampia platea di proprietari che sono alla ricerca di interlocutori affidabili ed efficaci, prima di mettere a disposizione i propri immobili, che magari necessitano di interventi per essere riattati; sviluppare un dialogo e una collaborazione con la Diocesi e con le comunità parrocchiali per la valorizzazione degli spazi inutilizzati; interagire con il mondo produttivo, che deve affrontare con pragmatismo le conseguenze occupazionali del processo demografico in atto. I 17 enti che compongono l’associazione sono realtà storiche, profondamente legate alle comunità in cui operano: proprio da questo radicamento, e dalle sinergie già sviluppate, nasce questo progetto che punta a dare una risposta condivisa e collettiva al tema dell’abitare”.
Il metodo: risposte innovative al bisogno abitativo
Per Vi-Abita la casa non è solo spazio fisico, ma uno snodo centrale di welfare: un luogo in cui favorire relazioni significative, promuovere l’autonomia individuale e costruire coesione sociale, nel rispetto della sostenibilità economica e ambientale. Il tema della casa riguarda comunità, relazioni e stili di vita, da sostenere attraverso percorsi di accompagnamento e orientamento calibrati sul progetto di vita di ciascuna persona. L’approccio di Vi-Abita è fortemente inclusivo e trasversale, pensato per rispondere a persone con bisogni, esperienze e disponibilità differenti, anche all’interno degli stessi progetti. L’iniziativa non vuole quindi limitarsi alle situazioni di vulnerabilità, ma guarda anche a tutte quelle situazioni che sono semplicemente alla ricerca di una soluzione abitativa dignitosa e sostenibile: un progetto in linea con le recenti iniziative che l’Europa, l’Italia e la stessa Regione Veneto stanno attivando sul piano della programmazione territoriale.
Un territorio che già crede nell’iniziativa
All’iniziale e fondamentale sostegno di Cisl Vicenza, che ha accompagnato tutta la fase propedeutica del progetto, si è aggiunto il sostegno di Fondazione QuVi e della Bcc Veneta, che hanno scelto di sostenere la fase di start up di questo nuovo soggetto imprenditoriale con finalità solidaristica.
Le realtà associate di Vi-Abita
Associazione contro l’esclusione , Casa a Colori, Centro Astalli, Comunità Servizi, Cosmo, Engim, La Vigna, Luoghi Comuni, Orsa Maggiore, Piano Infinito, Samarcanda, Stai, Studio Progetto, Tangram, Urbana, Verlata, Villaggio Sos.
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