All’Aquila la Conferenza nazionale degli Ordini degli Architetti. Biondi, Panci e Carosi rilanciano il ruolo della ricostruzione sociale e della rigenerazione urbana.
È iniziata questa mattina nella Sala Ipogea del Consiglio regionale d’Abruzzo la Conferenza nazionale degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Due giornate di confronto, giovedì 15 e venerdì 16 ottobre, promosse dal Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC), che hanno portato all’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026, i rappresentanti del sistema ordinistico, esponenti delle istituzioni nazionali e locali e protagonisti del mondo della cultura e della tutela del patrimonio.
“L’Aquila è stata una grande sfida che è stata raccolta dalle categorie della città”, ha esordito il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, sottolineando il ruolo svolto dalle istituzioni e dalle professioni nella ricostruzione. “Fra queste sicuramente l’Ordine degli Architetti ha avuto un ruolo fondamentale, perché non soltanto è stato in prima fila nell’organizzazione della ricostruzione fisica, ma anche nel ripensamento della città”.
Per il primo cittadino, infatti, la sfida è andata oltre il ripristino degli edifici danneggiati dal sisma, puntando a ricostruire anche il tessuto sociale e a restituire vitalità ai luoghi. L’obiettivo è stato quello di riempire gli spazi di contenuti e persone, favorendo la nascita di comunità e non soltanto la ricomposizione di una somma di individui.
Biondi: “L’Aquila è un laboratorio di idee e innovazione”
Il sindaco ha ricordato come il riconoscimento di Capitale italiana della Cultura 2026 rappresenti un tassello di una strategia più ampia, che coinvolge numerose realtà del territorio. Tra le iniziative in corso figurano la nascita di scuole nazionali di formazione, come quelle dei Vigili del Fuoco e della Pubblica amministrazione, e un progetto di rigenerazione del patrimonio immobiliare post-sisma destinato soprattutto ai giovani.
Le abitazioni cedute al Comune, demolite e ricostruite, sono diventate patrimonio della Fondazione Ferrante d’Aragona, rivolta agli studenti universitari e dell’alta formazione artistica e musicale. Sono già stati consegnati 150 posti letto ad altrettanti studenti meritevoli.
Biondi ha inoltre richiamato la collaborazione con il Giappone, testimoniata dalle visite di delegazioni di ingegneri e rappresentanti nipponici interessati a conoscere l’esperienza aquilana.
“Contrariamente a quanto si possa immaginare, non siamo stati noi ad andare a lezione dai giapponesi, ma sono stati loro a venire qui per conoscere da vicino il nostro modello di ricostruzione”, ha affermato il sindaco, ricordando anche la propria partecipazione a Kobe in occasione del trentennale del terremoto.
Ad aprire i lavori, insieme a Biondi, sono stati il presidente del CNAPPC Alessandro Panci e il presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia dell’Aquila Luca Carosi.
Panci: “La ricostruzione deve essere anche sociale”
Per Alessandro Panci, la Conferenza rappresenta un ritorno significativo all’Aquila, città nella quale la comunità nazionale degli architetti si mobilitò immediatamente dopo il terremoto del 2009.
“Lo facemmo attraverso le squadre di tecnici arrivate fin da subito per eseguire le verifiche di agibilità, consentendo il rientro in sicurezza delle persone nelle proprie case e velocizzando l’avvio della macchina della ricostruzione”, ha ricordato il presidente del CNAPPC.
L’esperienza aquilana, insieme a quella maturata negli ultimi dieci anni nella ricostruzione del Centro Italia, costituisce secondo Panci un patrimonio di conoscenze da cui trarre insegnamenti per il futuro.
“Dobbiamo sempre tenere a mente che la ricostruzione non è solo fisica o edilizia: al fianco del ripristino degli immobili, vi è un tessuto economico e sociale che va sostenuto e portato avanti di pari passo”.
Panci ha espresso apprezzamento per i cambiamenti registrati in città, in particolare nel centro storico, dove si assiste a un progressivo ritorno della residenzialità.
“La città è migliorata anno dopo anno. Ci vorrà ancora del tempo, ma tutto questo ci fa ben sperare che L’Aquila possa riacquistare pienamente la sua vitalità e, al tempo stesso, generare nuove opportunità visto l’alto livello di attenzione che c’è nei suoi confronti”.
Carosi: “Serve una città policentrica, con i progetti al centro della pianificazione”
Il presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia dell’Aquila, Luca Carosi, ha evidenziato l’importanza di ospitare in città la Conferenza nazionale, che normalmente si svolge a Roma e che ha già fatto tappa in altre Capitali italiane della Cultura.
Al centro del suo intervento, la necessità di ripensare l’organizzazione urbana alla luce delle profonde trasformazioni del territorio aquilano, sviluppatosi lungo le direttrici est-ovest.
“Abbiamo ribadito in più sedi la necessità di passare da una concezione urbanocentrica a una concezione policentrica della città, a seguito delle enormi trasformazioni del territorio aquilano nelle due direttrici est-ovest”, ha spiegato Carosi.
Secondo il presidente dell’Ordine, occorre restituire un ruolo centrale al progetto di rigenerazione, sia nella ricostruzione sia nell’urbanistica, superando una pianificazione tradizionale a favore di un approccio fondato sui progetti, capace di rispondere più rapidamente ai cambiamenti del territorio.
Carosi ha ricordato anche l’intervento realizzato dallo Stato nell’emergenza post-sisma, con la costruzione di 29 quartieri destinati a 23mila abitanti in sei mesi, e il successivo supporto garantito fino al passaggio alla gestione ordinaria della ricostruzione nel 2012.
“L’Aquila, ad oggi, rappresenta un modello di ricostruzione nazionale e internazionale a cui fare riferimento”, ha sottolineato.
La Conferenza nazionale degli Ordini rappresenta un momento di confronto tra il Consiglio nazionale e gli Ordini territoriali sulle questioni che riguardano il futuro delle professioni e la qualità delle trasformazioni urbane. La presenza all’Aquila offre l’opportunità di riportare al centro del dibattito nazionale il valore della prevenzione, della competenza tecnica e della qualità del progetto, affinché ricostruzione e rigenerazione diventino strumenti duraturi di sicurezza, valorizzazione del patrimonio e crescita dei territori.
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