Firenze, 16 ottobre 2026 – Si apre la finestra per rottamare i debiti dei contribuenti verso gli enti locali e in Toscana sono 40 i Comuni che hanno aderito. Da oggi, 16 ottobre, è possibile presentare la domanda per accedere alla definizione agevolata delle cartelle riferite alle entrate delle amministrazioni partecipanti. Il termine per l’invio è il 15 dicembre 2026.
La procedura riguarda esclusivamente i carichi affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione dall’1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Possono rientrare, per esempio, debiti relativi a Imu, Tari e multe stradali, purché riferiti agli enti aderenti e compresi nel perimetro previsto dalla legge. A livello nazionale gli enti interessati sono circa 1.500.
I 40 Comuni toscani che hanno aderito
Nell’elenco dell’Agenzia, aggiornato al 5 ottobre 2026, le adesioni toscane sono distribuite in nove province. Il numero maggiore si registra nell’Aretino, con otto Comuni, seguito dal Grossetano con sette e dal Senese con sei.
Tra i capoluoghi figurano Arezzo, Grosseto e Massa. Non compaiono invece la Regione Toscana, il Comune di Firenze e la Città metropolitana di Firenze. Nessun Comune della provincia di Prato è presente nell’elenco.
Comuni aderenti:
Arezzo, Castelfranco Piandiscò, Castiglion Fiorentino, Cortona, Lucignano, Monte San Savino, San Giovanni Valdarno, Subbiano
Londa, San Godenzo, Scarperia e San Piero
Campagnatico, Follonica, Grosseto, Magliano in Toscana, Monte Argentario, Orbetello, Scarlino
Campo nell’Elba, Capraia Isola, Piombino, Portoferraio
Altopascio, Bagni di Lucca, Capannori
- Provincia di Massa-Carrara
Massa, Montignoso
Castelfranco di Sotto, Ponsacco, Vicopisano
Agliana, Montecatini Terme, Quarrata, Serravalle Pistoiese
Buonconvento, Castellina in Chianti, Chianciano Terme, Montepulciano, Sarteano, Torrita di Siena.
Per Castelfranco Piandiscò sono compresi anche i carichi affidati dagli ex Comuni di Castelfranco di Sopra e Pian di Scò. Per Scarperia e San Piero, l’adesione comprende anche quelli degli ex Comuni di San Piero a Sieve e Scarperia.
Cosa si risparmia
Per i debiti tributari ammessi alla rottamazione si pagano il capitale residuo, le spese di notifica e quelle delle eventuali procedure esecutive. Vengono invece eliminati sanzioni, interessi compresi nei carichi, interessi di mora e aggio. Diverso il trattamento delle multe per violazioni al Codice della strada. La sanzione resta da pagare. L’agevolazione riguarda gli interessi, comprese le maggiorazioni, e l’aggio. Restano esclusi dalla misura i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti.
Come verificare quali cartelle possono essere rottamate
Prima della domanda è possibile richiedere il prospetto informativo, disponibile online dal 15 ottobre. Il documento indica i carichi ammessi e le somme dovute per la definizione agevolata.
Il servizio si trova sul sito di Agenzia delle entrate-Riscossione, nella sezione “Definizione agevolata – Rottamazione-quinquies enti territoriali”. All’area riservata si accede con Spid, Cie o Cns. Professionisti e imprese possono utilizzare anche le credenziali dell’Agenzia delle Entrate.
Richiedendo il prospetto dall’area riservata, entro le successive 12 ore viene inviata un’email con il collegamento per scaricarlo, utilizzabile entro cinque giorni. È possibile richiederlo anche dall’area pubblica, senza credenziali, allegando la documentazione di riconoscimento. In questo caso l’invio del collegamento segue la verifica degli uffici. Anche questo link deve essere utilizzato entro cinque giorni.
Domande entro il 15 dicembre 2026
La dichiarazione di adesione deve essere presentata esclusivamente online entro il 15 dicembre 2026. Nell’area riservata il sistema propone automaticamente i carichi rottamabili, fra i quali selezionare quelli da inserire nella richiesta. Occorre indicare se si intende pagare in un’unica soluzione oppure a rate. In alternativa si può utilizzare l’area pubblica, allegando i documenti di riconoscimento e inserendo i numeri identificativi delle cartelle, la modalità di pagamento scelta ed un indirizzo email al quale ricevere la ricevuta di presentazione.
Pagamenti dal 2027, fino a 54 rate
Agenzia delle entrate-Riscossione comunicherà l’ammontare delle somme dovute entro il 28 febbraio 2027. Il pagamento potrà avvenire in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027, oppure in un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, ciascuna non inferiore a 100 euro.
Anche la prima rata scadrà il 31 marzo 2027. Per chi sceglie il pagamento dilazionato è previsto un interesse annuo del 3%, calcolato dal 1 aprile 2027.
Il mancato o insufficiente versamento dell’unica rata, di due rate anche non consecutive oppure dell’ultima rata del piano comporta la perdita dei benefici. Per il pagamento in un’unica soluzione e per l’ultima rata è prevista una tolleranza di cinque giorni rispetto alla scadenza, che però non si estende indistintamente a tutte le rate.
Chi ha già aderito a una rottamazione
Possono rientrare, se rispettano i requisiti, anche debiti già inseriti nelle prime tre rottamazioni dalle quali il contribuente è decaduto. Sono ammessi inoltre quelli della rottamazione-quater, compresa la relativa riammissione, per i quali i benefici risultavano persi al 30 settembre 2025. Sono invece esclusi i debiti della quater per i quali, alla stessa data, risultavano regolarmente pagate tutte le rate scadute.
Le riscossioni gestite direttamente dai Comuni
Questa procedura riguarda soltanto i debiti affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione. Non comprende le entrate riscosse direttamente dagli enti o affidate alla riscossione di concessionari privati. Per queste posizioni la legge di Bilancio 2026 consente agli enti territoriali di introdurre una definizione agevolata autonoma, attraverso propri provvedimenti e con modalità stabilite da ciascuna amministrazione.
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