#Finsubito news dalla rete – Giletti anticipa la Commissione d’inchiesta: ecco il nome del sospettato per la morte di David Rossi – MOW


Massimo Giletti ha sganciato un’anticipazione bomba di quanto annuncerà domani la Commissione d’inchiesta parlamentare sulla morte di David Rossi, presieduta dall’onorevole Gianluca Vinci. Il nome che emergerebbe come presunto mandante – poi sarà la magistratura ad accertare le responsabilità – dell’omicidio del responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena sarebbe, dice Giletti, quello dell’ex presidente Giuseppe Mussari. Proprio lui che nell’ultima puntata de “Lo Stato delle cose”, su Rai 3, raggiunto da un inviato a Pietragrande, in Calabria, aveva rifiutato infastidito dall’intervista. “Non avete un briciolo di umanità (…). Io non scappo mai, ha capito?”. Un nome pesantissimo, accanto ai presunti esecutori di un delitto trattato per tredici anni come suicidio, anche dalla precedente Commissione presieduta dal forzista Pierantonio Zanettin. Solo il 3 marzo 2026 la Commissione Vinci, sulla base delle nuove perizie, ha sostenuto la tesi dell’omicidio. Per capire quali prove abbia bisognerà aspettare domani. Ma chi è Giuseppe Mussari?

Nato a Catanzaro nel 1962, figlio di un cardiologo e di un’ostetrica senese, Mussari studia Giurisprudenza a Siena e si forma nella Federazione giovanile comunista. Avvocato penalista dal 1993, arriva ai vertici bancari senza una carriera da banchiere. Nel 2001 diventa presidente della Fondazione Mps, azionista di controllo della banca e cuore del potere cittadino, dopo la rottura con l’ex sindaco Pierluigi Piccini. Nel 2006 passa alla presidenza della banca, affiancato dal direttore generale Antonio Vigni e nel 2010 conquista l’Abi. Il suo nome resterà legato all’acquisto di Antonveneta dal Santander nel novembre 2007 per circa 9 miliardi di euro. Un’operazione fulminea e costosissima, alle porte della crisi finanziaria. Seguiranno le controversie su Alexandria, Santorini e Fresh, tra contestazioni di perdite occultate e bilanci falsati. Nel 2012 Mussari lascia la banca ad Alessandro Profumo e il 23 gennaio 2013, esploso lo scandalo Alexandria, si dimette dall’Abi. 

Di David Rossi Mussari fa la conoscenza nella Siena politica di Piccini. Mussari lo porta prima alla comunicazione della Fondazione, poi a quella della banca. Ascoltato dalla Commissione il 16 febbraio 2022, dice di aver “amato David come un fratello”. Sosterrà anche che Rossi ignorasse i dettagli tecnici dei derivati. Al contrario, Piccini, nel 2017 attribuisce a Rossi un ruolo centrale nella gestione di queste risorse. Il 19 febbraio 2013 la Finanza perquisisce le abitazioni di Mussari e Vigni, ma anche casa e ufficio di Rossi, che non era indagato. Il 4 marzo Rossi scrive all’ad Fabrizio Viola di voler parlare ai magistrati, chiarire il contesto politico e istituzionale conosciuto con Piccini e Mussari. Il 6 marzo, però, alle 19:43, precipita dalla finestra del suo ufficio al terzo piano, affacciato su vicolo Monte Pio. All’archiviazione della morte di Rossi come suicidio, segue una serie di processi per le varie operazioni opache effettuate da Mps in precedenza e attenzionate dalla Guardia di Finanza. Nel processo Alexandria, a Siena, dove la procura contestava l’occultamento agli ispettori di Bankitalia del “mandate agreement”, il contratto con Nomura per ristrutturare il derivato, nel 2014 Mussari riceve tre anni e sei mesi per ostacolo alla vigilanza, mentre nel 2022 viene assolto perché il fatto non sussiste. Nel processo milanese sui derivati relativi alla presunta manipolazione del mercato e ai falsi in bilancio e in prospetto legati alle operazioni finanziarie Mps, nel 2019 è condannato in primo grado a sette anni e sei mesi, ma assolto in appello sempre nel 2022, con la prescrizione di alcune contestazioni, vede le assoluzioni diventare definitive in Cassazione nel 2023. Assolto anche per l’aeroporto di Ampugnano, dove la Procura di Siena gli contestava il falso ideologico negli atti della gara di privatizzazione vinta dal fondo Galaxy, nel 2017; l’accusa di turbativa d’asta era già prescritta. Lo stesso vale per il processo riguardante il marchio dell’Ac Siena, dove gli veniva contestata la bancarotta fraudolenta impropria per la cessione del marchio alla società Black & White Communication per 22 milioni di euro: assolto nel 2024 perché il fatto non sussiste. Sempre assolto in primo grado per il crac del pastificio Amato (2025), dove la Procura gli contestava il concorso in bancarotta fraudolenta per un finanziamento da quasi 20 milioni di euro concesso da Mps Capital Services, che secondo l’accusa avrebbe contribuito al dissesto. Nel marzo 2018 l’avvocato ed ex parlamentare Giancarlo Pittelli, già senatore di Forza Italia e condannato in appello a 7 anni e 8 mesi nel maxi-processo Rinascita Scott (sentenza non definitiva), intercettato con Guido Contestabile dai carabinieri del Ros nell’ambito dell’inchiesta antimafia della Procura di Catanzaro, dice che “Rossi non si è suicidato! Rossi è stato ucciso!”. Pittelli avrà poi rapporti professionali con Mussari, tornato a fare l’avvocato in Calabria. Nel luglio dello stesso anno Pittelli parla al telefono con Mussari e, soffermandosi sulla vicenda Mps, viene intercettato dai carabinieri del Ros nell’ambito dell’inchiesta Rinascita Scott, come riferirà nel maggio 2022 alla Commissione parlamentare l’allora procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri. Il contenuto integrale della conversazione, avvenuta il 2 luglio 2018, non è ancora stato reso pubblico. Oggi l’ex Presidente del Monte lavora nello Studio legale Staiano di Catanzaro. Il 13 ottobre, Carmelo Miceli, legale della famiglia Rossi, auspicava ancora un suo contributo alla ricerca della verità. Cinque giorni dopo Giletti ne pronuncia il nome come possibile mandante, domenica 18 ottobre, anticipando la seduta di lunedì 19: afferma che la Commissione farà i nomi dei presunti esecutori e mandanti e che tra questi ultimi emergerebbe proprio Mussari. Su quali prove? Si parla di due annotazioni depositate venerdì in Commissione, ma il loro contenuto non è pubblico. Domani la Commissione d’inchiesta Vinci scoprirà finalmente le sue carte.




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