“Da dove vieni? Da Milano. Milano-Milano?”. Ormai questa distinzione sta perdendo senso. Sì, perché Milano è una città che si sta allargando da paura: il nome Milano ha ormai superato e di molto i confini amministrativi. Lo dimostrano le insegne, le pubblicità e le denominazioni dei nuovi quartieri, che utilizzano il riferimento alla città anche a decine di chilometri di distanza. Un fenomeno iniziato diversi decenni fa e che continua ad ampliarsi. Non sarebbe ora di dare un quadro amministrativo adeguato per governare questa Grande Milano che esiste già nei fatti?
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# Dai quartieri Milano 2 e Milano 3 ai nuovi progetti immobiliari
L’utilizzo del nome Milano per identificare complessi residenziali esterni alla città ha precedenti storici. Uno dei primi esempi è Milano 2, il quartiere realizzato a Segrate negli anni Settanta, seguito da Milano 3 a Basiglio, a sud della città. Nello stesso periodo è nato anche Milano San Felice, complesso residenziale distribuito tra Segrate, Pioltello e Peschiera Borromeo. In tutti questi casi il riferimento è diventato parte dell’identità dei quartieri, pur trovandosi in comuni autonomi. Una strategia ripresa negli ultimi anni da numerosi operatori immobiliari, con denominazioni che richiamano Milano e la sua posizione geografica.
# MilanoSesto, Milano Nord a Saronno e i nuovi quartieri della Grande Milano

L’intervento più importante è MilanoSesto, il progetto di rigenerazione delle ex aree Falck di Sesto San Giovanni, esteso su oltre un milione di metri quadrati. A Novate Milanese è nato invece NOM, North of Milano, un nuovo quartiere residenziale progettato dallo studio Mario Cucinella Architects, con edifici, spazi verdi e percorsi pedonali. Ancora più distante si trova Progetto Milano Nord, il complesso residenziale pubblicizzato anche nella metropolitana milanese e in costruzione a Saronno, in provincia di Varese.

A est, nel territorio di Segrate, è in sviluppo Milano East Gate, mentre a Rozzano si trova Milano City Door, con un primo lotto già abitato e un secondo in costruzione. A Cologno Monzese è presente anche Living Milano, piccolo intervento residenziale di sette appartamenti nella zona di Cologno Sud. Denominazioni diverse che utilizzano il riferimento alla città per identificare progetti localizzati in comuni distinti.
# Dai centri commerciali agli aeroporti: Milano arriva fino a Bergamo

Il fenomeno interessa anche le attività commerciali. A Locate di Triulzi si trova Scalo Milano Outlet & More, outlet situato a sud dei confini comunali. Ad Assago è presente Milanofiori, denominazione utilizzata sia per il centro commerciale sia per il più ampio comparto direzionale e residenziale. A Cesano Boscone si trova invece il centro commerciale Porte di Milano, nella prima cintura occidentale.
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# Dagli aeroporti all’Alta Velocità: Milano oltre i confini provinciali

Il riferimento geografico si estende anche alle infrastrutture di trasporto. Milano Malpensa si trova in provincia di Varese, mentre l’aeroporto di Orio al Serio, in provincia di Bergamo, è commercializzato a livello internazionale come Milan Bergamo Airport. A questi si aggiunge il Milan East Gate Hub, progetto infrastrutturale previsto a Segrate che comprende la nuova stazione dell’Alta Velocità di Porta Est e il prolungamento della M4 da Linate. Un altro esempio è la stazione Rho Fieramilano della M1, inaugurata nel 2005 e situata nel Comune di Rho, che porta il nome del principale polo fieristico milanese e rappresenta uno dei capolinea occidentali della metropolitana di Milano.
# Il marchio è già metropolitano: manca la riforma amministrativa

La diffusione del nome Milano evidenzia una progressiva integrazione economica, immobiliare e commerciale del territorio circostante. Un processo che riguarda anche MIND, il distretto dell’innovazione sviluppato sull’ex area Expo tra Milano e Rho, e la stessa Fieramilano, il principale polo fieristico milanese situato nel Comune di Rho. Dal punto di vista amministrativo, però, il territorio rimane suddiviso in numerosi enti autonomi. La Città metropolitana di Milano comprende 133 comuni, mentre Saronno e gli aeroporti di Malpensa e Orio al Serio ricadono persino in altre province. Manca quindi una riforma amministrativa che adegui le istituzioni alla dimensione effettiva della Grande Milano.
Una possibilità sarebbe ricorrere all’articolo 132 della Costituzione, che consente la creazione di una nuova Regione con almeno un milione di abitanti, attraverso un procedimento che prevede referendum e legge costituzionale. Un’altra ipotesi è stata affrontata nell’incontro «Milano ha diritto a una Grande Milano?», organizzato dall’Associazione Ex Consiglieri Comunali di Milano il 18 settembre a Palazzo Marino. Il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto ha presentato nel luglio 2026 due disegni di legge, il n. 1963 e il n. 1962, per istituire Milano Metropolitana come ente territoriale autonomo, con un sindaco eletto direttamente dai cittadini e competenze rafforzate. La proposta prevede il superamento dell’attuale Comune di Milano e la sua articolazione in nuovi comuni cittadini, a partire dagli attuali municipi, nell’ambito del riassetto istituzionale previsto dalla legge Delrio.
Roberto Biscardini ha proposto una modifica del Testo unico degli enti locali per introdurre l’elezione diretta degli organi metropolitani. Franco De Angelis ha invece sostenuto una revisione più ampia dell’assetto territoriale, con il superamento dell’attuale Comune di Milano e una ridefinizione dei confini della Grande Milano, considerando anche il rapporto con Monza.
Continua la lettura con: «Grande Milano»: i confini del Comune vanno estesi come per la «Grande Londra»
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