#Finsubito news dalla rete – Nuovo codice della strada, dimezzati i termini per notificare le multe da autovelox


Il decreto approvato dal Governo accorcia i tempi dei verbali, alleggerisce le cartelle e permette di lasciare a casa patente e libretto. Ma l’esenzione ha una condizione.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il 13 ottobre 2026, in esame preliminare, lo schema di decreto legislativo che riscrive il codice della strada. Il testo dovrà ora passare al vaglio delle Camere, che esprimeranno i loro pareri, quindi può ancora cambiare. Le novità toccano chi guida, chi pedala, chi parcheggia e i Comuni. Per le multe rilevate dagli autovelox il termine per la notifica del verbale scende da 90 a 45 giorni. Cambia anche il modo di calcolare la sanzione per eccesso di velocità: non più per fasce, ma in base ai chilometri orari oltre il limite. Il conducente potrà non avere con sé patente e libretto di circolazione se gli agenti riescono a verificarne l’esistenza e la validità nelle banche dati pubbliche. Vietata anche la semplice consultazione dello smartphone durante la marcia.

Entro quanto devono arrivare le multe dell’autovelox?

Oggi chi viene sorpreso da un dispositivo di controllo a distanza non presidiato, cioè senza agenti presenti sul posto, può ricevere il verbale fino a 90 giorni dopo l’accertamento. Il problema, per chi guida, è l’incertezza: per tre mesi non si sa se una violazione verrà contestata. Per l’ente che gestisce l’impianto, invece, ci sono tempi lunghi per elaborare gli accertamenti, identificare l’intestatario del veicolo e spedire la raccomandata.

Lo schema di decreto riduce il termine di notificazione a 45 giorni per le violazioni accertate con questi apparecchi. Il dimezzamento obbliga gli uffici a tempi più stretti in ogni fase. Per tutte le altre violazioni resta il termine ordinario di 90 giorni, e resta quello di 360 giorni per chi risiede all’estero.

Cambia anche il sistema delle sanzioni per eccesso di velocità. L’attuale impianto per fasce (si supera il limite di tot chilometri orari e scatta l’importo previsto per quella fascia) viene superato da uno rapportato ai chilometri orari eccedenti il limite. Resta invece il requisito dell’omologazione dei dispositivi, insieme alle verifiche periodiche di funzionalità e taratura: un autovelox non omologato o non tarato non può fondare una multa valida.

Cosa cambia per la multa contestata solo al conducente?

Un caso frequente: la violazione viene contestata al solo conducente, ma il verbale non viene pagato. In base al codice, anche il proprietario del veicolo (o un altro obbligato in solido) risponde del pagamento. Il problema è entro quando l’amministrazione debba notificargli il verbale.

Il decreto fissa un termine di 20 giorni dalla scadenza del termine di pagamento concesso al conducente. Siccome il pagamento ordinario scade dopo 60 giorni, il tempo complessivo diventa di 80 giorni dalla contestazione, contro i 100 attuali. Per il proprietario del veicolo significa sapere prima se dovrà rispondere di una multa altrui; per il Comune, avere meno tempo per rivolgersi a lui.

Come cambia la riscossione coattiva delle multe non pagate?

Quando la multa non viene pagata, il Comune o l’ente passa alla riscossione coattiva: forma un titolo esecutivo e recupera le somme con la cartella esattoriale. Il decreto disciplina questo percorso con l’intento di semplificare gli adempimenti.

Le novità sono due. La prima è una soglia di 10 euro: sotto questo importo non si procede alla riscossione coattiva. La seconda riguarda i pagamenti insufficienti. Se l’importo versato è inferiore al dovuto entro i limiti fissati dalla norma, la somma da recuperare non include più la maggiorazione semestrale prevista dalla legge n. 689/1981, cioè l’aumento che si applica ogni sei mesi di ritardo. Chi sbaglia di poco il bonifico, per esempio, non si trova più con un debito che cresce a scaglioni semestrali. Le cartelle diventano più leggere.

Si può guidare senza patente e libretto con sé?

Fino a oggi chi guida deve avere con sé la patente e il documento di circolazione. Dimenticarli a casa comporta una sanzione, anche se i documenti sono validi e regolari.

Il decreto introduce un’esenzione. Il conducente non deve necessariamente portare con sé i due documenti quando la loro esistenza e validità risultano da banche dati pubbliche o gestite dallo Stato, accessibili agli organi di polizia stradale. L’esenzione opera soltanto se il controllo telematico è effettivamente possibile in quel momento. Per i documenti che gli archivi non consentono di verificare, l’obbligo di esibizione resta. Un esempio: un’auto immatricolata in Italia ha il libretto in banca dati, ma un veicolo con documenti esteri, con ogni probabilità, no.

Il decreto riconosce inoltre i documenti digitali che hanno valore legale secondo il codice dell’amministrazione digitale (Cad).

Cosa vieta la nuova norma sull’uso dello smartphone?

Il divieto vigente riguarda l’uso del telefono durante la guida. Lo schema di decreto lo amplia: durante la marcia sono vietati non soltanto l’utilizzo ma anche la consultazione di smartphone, tablet e computer portatili. La consultazione comprende la lettura delle informazioni visualizzate sullo schermo, anche senza telefonare o scrivere messaggi. Guardare un’anteprima di notifica, quindi, rientra nel divieto.

Restano ammesse le modalità a viva voce e con auricolare, nei limiti stabiliti dalla norma. Il decreto vieta anche le alterazioni dei sistemi audiovisivi dei veicoli finalizzate a riprodurre contenuti video mentre si guida. Le stesse prescrizioni valgono per chi svolge le funzioni di istruttore di guida durante le esercitazioni e gli esami.

Che cosa potrà fare l’ausiliario di polizia stradale?

Gli enti locali hanno una nuova figura: l’ausiliario di polizia stradale. Nei limiti dell’incarico potrà regolare il traffico presso cantieri, fiere, mercati, sagre e manifestazioni, e svolgere attività legate alla mobilità scolastica, per esempio davanti alle scuole.

Il decreto gli attribuisce anche poteri operativi: fermare veicoli, rallentarne la marcia, deviare correnti di traffico. Potrà inoltre rilevare i sinistri con soli danni materiali, cioè gli incidenti senza feriti. Per i Comuni significa poter liberare agenti per altri compiti.

Che cos’è la nuova categoria dei cicli a propulsione ausiliaria?

Le biciclette a pedalata assistita hanno oggi un limite generale di 250 watt, che sale a 500 watt per alcune biciclette destinate al trasporto di merci. Quei limiti restano. Il decreto crea però una categoria autonoma per i mezzi a pedali con propulsione ausiliaria fino a 1.000 watt, distinta dalle normali e-bike.

Per conducenti e passeggeri dei cicli a propulsione a due ruote è previsto il casco protettivo obbligatorio, a qualsiasi età. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (Mit) ha anche annunciato un contrassegno identificativo per i nuovi veicoli.

Cambia anche la disciplina delle scorte tecniche. Finora erano previste per le gare ciclistiche. Ora vengono estese agli allenamenti su strada organizzati da società sportive agonistiche riconosciute dal Coni, con più atleti tesserati. Il personale abilitato potrà regolare la circolazione, agevolare il sorpasso degli altri veicoli e fermare temporaneamente gli atleti per smaltire le code.

Come funziona il permesso rosa per le mamme e i genitori?

Il permesso rosa è riservato alle donne in gravidanza e ai genitori con bambini fino a due anni. Il decreto riorganizza la disciplina. Oltre agli stalli riservati, chi ne è titolare potrà sostare senza limiti di tempo nei parcheggi a tempo determinato e gratuitamente nelle aree tariffate, quindi a pagamento, rispettando le condizioni previste.

L’agevolazione è legata alle effettive esigenze di trasporto della donna in gravidanza o del bambino. In caso di controllo, il conducente deve poter dimostrare che sussistono i presupposti: un permesso rosa non autorizza a lasciare l’auto in sosta gratuita quando in macchina non c’è nessuno di loro.

Cosa rischiano i Comuni che non aderiscono alla piattaforma Cude?

La piattaforma nazionale Cude (Contrassegno unico disabili europeo) diventa lo strumento per il riconoscimento delle agevolazioni riservate alle persone con disabilità. Tutti i Comuni dovranno aderire entro sei mesi dall’entrata in vigore del nuovo codice.

Chi non lo fa subisce una sanzione indiretta: non potrà usare determinati dispositivi per l’accertamento a distanza delle violazioni indicate dalla norma, comprese quelle relative alle Ztl e alla sosta riservata. Senza accesso alla piattaforma, un varco elettronico non distingue un disabile autorizzato da chi non lo è. Per i titolari registrati nella piattaforma viene meno l’obbligo di esporre fisicamente il contrassegno sul veicolo.

Come cambia la regola per i veicoli a guida automatizzata e per i passi carrabili?

Il nuovo codice disciplina anche la circolazione dei veicoli con sistemi di guida automatizzata. La definizione stessa di veicolo non sarà più legata esclusivamente alla presenza di una persona al volante. Il decreto regola l’omologazionesecondo le norme europee e consente, previa autorizzazione, la sperimentazione su strade aperte al traffico e in condizioni di normale circolazione, comprese le aree portuali e aeroportuali.

Sui passi carrabili (gli accessi ai garage e ai cortili) viene introdotta una regola per la sosta sul lato opposto. Il divieto di sosta opera in automatico quando la carreggiata è larga meno di quattro metri e il veicolo parcheggiato impedisce l’uscita dall’accesso. Se la strada è stretta e l’auto di fronte blocca la manovra, il divieto scatta senza bisogno di un segnale che lo indichi.


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