Autore: Redazione ENAC Informa • Data: 19 Ott 2026
Pubblicato il 19/10/2026
ℹ️ In breve: dal 13 ottobre 2026 il rimborso dei contributi della Gestione separata versati in eccesso si chiede da un solo servizio INPS, «Domanda Rimborso Unico», nel Cassetto previdenziale. Lo usano professionisti, committenti e collaboratori. Oltre il massimale (122.295 euro nel 2026) il committente chiede i due terzi, il collaboratore il suo terzo.
Il rimborso dei contributi della Gestione separata versati in eccesso si chiede ora da un unico servizio INPS, «Domanda Rimborso Unico», nel Cassetto previdenziale del contribuente. Lo ha comunicato l’INPS con il messaggio n. 3247 del 13 ottobre 2026. Il servizio riguarda professionisti, committenti e lavoratori parasubordinati.
La novità è pratica. I vecchi canali, separati per committenti, liberi professionisti e parasubordinati, «non sono più disponibili». Per ora il servizio vale solo per la Gestione separata: l’INPS lo estenderà «progressivamente» alle altre gestioni, come spiega anche la notizia pubblicata dall’Istituto.
Rimborso contributi Gestione separata: chi può chiederlo
Il messaggio elenca quattro casi per i titolari di una posizione nella Gestione separata:
- professionisti: i contribuenti autonomi con redditi di lavoro autonomo dell’articolo 53, comma 1, del TUIR;
- committenti oltre il massimale: per la quota a loro carico, cioè i due terzi del contributo versato;
- committenti per altri motivi: versamenti duplicati, aliquota più bassa di quella denunciata e poi variata, errori di versamento «o casi analoghi»;
- collaboratori parasubordinati oltre il massimale: per la quota a loro carico, cioè un terzo del contributo versato.
La domanda si presenta da soli oppure tramite un intermediario. Il messaggio indica gli intermediari abilitati dalla legge 12/1979 e quelli scelti come intermediari di fiducia. Chi lavora come professionista e versa da sé i contributi, con le scadenze delle imposte sui redditi, usa lo stesso servizio per le eccedenze.
Superamento del massimale: 122.295 euro nel 2026 e cosa fa l’INPS
La Gestione separata ha un tetto annuo di reddito su cui si pagano i contributi. Per il 2026 la circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 lo fissa in 122.295 euro. Oltre questa cifra il collaboratore non è più obbligato a versare. Il contributo è diviso così: un terzo a carico del collaboratore, due terzi a carico del committente, che effettua il versamento.
Dal maggio 2025, con il messaggio n. 1561 del 19 maggio 2025, l’INPS avvisa su MyINPS il collaboratore che ha raggiunto il massimale. Lo fa in base alle denunce Uniemens inviate dai committenti. Nell’avviso lo invita a informare i committenti, perché non applichino più i contributi sui compensi successivi.
Se i contributi oltre il tetto sono già stati versati, il rimborso contributi Gestione separata non è immediato. Il messaggio 1561 dice che le somme sono messe a disposizione «con decorrenza dall’anno successivo e a conclusione dei controlli di merito» sulle denunce. Poi l’INPS manda una comunicazione al collaboratore e ai committenti, con gli importi. Conviene presentare la domanda dopo aver ricevuto quella comunicazione.
Esempio semplificato (nostro calcolo). Un collaboratore iscritto solo alla Gestione separata riceve nel 2026 compensi per 130.000 euro da un solo committente, che versa i contributi su tutto.
Parte oltre il massimale: 130.000 − 122.295 = 7.705 euro.
Contributo IVS versato in più (33%): 2.542,65 euro.
Quota del collaboratore (un terzo): 847,55 euro. Quota del committente (due terzi): 1.695,10 euro.
L’esempio usa solo l’aliquota IVS del 33%: la circolare 8/2026 prevede anche aliquote aggiuntive. Le somme esatte sono quelle della comunicazione INPS.
Con più committenti, il collaboratore chiede insieme le quote a suo carico versate oltre il massimale «dai diversi soggetti committenti». Nella pratica, gli uffici INPS vedono quali committenti hanno determinato il superamento e la quota di ciascuno.
Come si presenta la Domanda Rimborso Unico
- Accedi al Cassetto previdenziale del contribuente con SPID almeno di livello 2, CIE di livello 3, CNS o eIDAS.
- Scegli «Altri Servizi» e poi «Domanda Rimborso Unico». La pagina iniziale mostra le domande recenti e il loro stato.
- Apri una nuova domanda. La procedura riconosce se sei professionista, committente o collaboratore e imposta la domanda di conseguenza.
- Scegli la causale giusta tra le tre disponibili (vedi sotto) e compila seguendo il manuale utente del servizio.
- Invia, oppure salva in bozza. Dallo stesso servizio puoi riprendere le bozze e seguire lo stato di lavorazione.
Le tre causali e i quattro tipi di rimborso
Le macro-causali sono tre: «Gestione Separata – Committenti per superamento del massimale», «Gestione Separata – Parasubordinati» e «Altro». La causale «Altro» è per tutto ciò che non dipende dal massimale. Gli esempi del messaggio sono il committente che ha applicato un’aliquota non corretta e il professionista che chiede le eccedenze risultanti dalla dichiarazione dei redditi.
I tipi di rimborso sono quattro: versamento errato; credito risultante dalla dichiarazione dei redditi e non usato in compensazione entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione; superamento del massimale annuo; contribuzione dovuta a un’altra Cassa professionale.
L’errore da evitare: committente e collaboratore chiedono quote diverse
Il servizio è unico, ma ognuno chiede solo la sua parte. Il committente chiede, per ogni collaboratore, i due terzi eccedenti di sua competenza. Il collaboratore chiede il totale delle quote a suo carico versate oltre il massimale da tutti i suoi committenti.
La procedura controlla la coerenza. Se si entra come parasubordinato senza contributi nella Gestione separata, o come committente per superamento del massimale senza somme disponibili, il sistema segnala l’anomalia. Prima di compilare conviene quindi avere in mano la comunicazione INPS con gli importi.
Per controllare i contributi accreditati si può partire dal fascicolo previdenziale INPS. Chi è professionista in Gestione separata può trovare utile anche la nostra guida al bonus partite IVA ISCRO 2026.
Cosa il messaggio 3247 non dice
Il messaggio non indica i tempi di lavorazione delle domande. Non fissa nemmeno un termine entro cui presentarle. Non dice nemmeno quando il servizio arriverà alle altre gestioni, come quelle di artigiani e commercianti.
Resta poi distinto il caso opposto, quello dei contributi non versati, che può pesare sulla pensione: lo abbiamo spiegato nell’articolo sui contributi non versati dagli autonomi.
FAQ — rimborso contributi Gestione separata
Domande frequenti sulla Domanda Rimborso Unico INPS
Dove si chiede il rimborso dei contributi della Gestione separata?
Nel Cassetto previdenziale del contribuente, alla voce «Altri Servizi» > «Domanda Rimborso Unico». Si accede con SPID almeno di livello 2, CIE di livello 3, CNS o eIDAS.
Si possono ancora usare i vecchi servizi di rimborso?
No. Il messaggio INPS 3247/2026 dice che i precedenti canali, distinti per committenti, liberi professionisti e parasubordinati, «non sono più disponibili».
Il nuovo servizio vale anche per artigiani e commercianti?
Non ancora. Nella prima fase è riservato alla Gestione separata. L’INPS lo estenderà progressivamente alle altre gestioni, senza una data indicata nel messaggio.
Qual è il massimale della Gestione separata nel 2026?
122.295 euro, secondo la circolare INPS 8/2026. Oltre questo reddito il collaboratore non è più obbligato a versare contributi.
Ho superato il massimale: posso chiedere subito il rimborso?
Di norma no. Le somme versate oltre il massimale sono messe a disposizione dall’anno successivo, a controlli conclusi, e l’INPS invia una comunicazione a collaboratore e committenti con gli importi.
Quanto spetta al collaboratore e quanto al committente?
Il contributo è diviso per un terzo a carico del collaboratore e per due terzi a carico del committente. Ognuno chiede la propria quota: il committente per ogni collaboratore, il collaboratore per tutti i committenti insieme.
Un professionista può chiedere il rimborso delle eccedenze della dichiarazione?
Sì, con la causale «Altro». Tra i tipi di rimborso c’è il credito risultante dalla dichiarazione dei redditi e non usato in compensazione entro il 31 dicembre dell’anno successivo alla presentazione.
Posso farmi aiutare a presentare la domanda?
Sì. Il servizio può essere usato dagli intermediari abilitati dalla legge 12/1979 o da quelli scelti come intermediari di fiducia.
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