Chi cerca una simulazione del prestito INPS trova pagine che parlano di cose diverse senza dirlo: il simulatore del portale INPS, i calcolatori delle finanziarie, le tabelle con «tassi INPS» che tassi INPS non sono. Questa guida separa i casi: cosa simula davvero il servizio ufficiale dell’INPS e a chi serve, come si simula una cessione del quinto della pensione partendo dal cedolino, cosa cambia per chi ha lo stipendio NoiPA, e quali numeri di una simulazione contano davvero prima di una richiesta.
Prestito INPS: tre cose diverse con lo stesso nome
La differenza decisiva è l’iscrizione alla Gestione unitaria: chi ha lavorato nel privato e riceve la pensione dall’INPS non è iscritto e non può chiedere né simulare il piccolo prestito. Come capire se rientri è spiegato nella guida al prestito INPS per pensionati.
Il simulatore ufficiale INPS: come funziona
Il servizio si chiama «Simulazione piccoli prestiti o prestiti pluriennali» ed è pubblicato sul portale INPS tra le schede di servizio della Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Non richiede credenziali per simulare: servono il reddito mensile lordo (stipendio o pensione), la data di nascita e, a seconda della modalità, la rata che vorresti pagare o l’importo che ti serve.
- Simulazione prestito. Con reddito e data di nascita il simulatore indica l’importo minimo e massimo richiedibile e le tipologie e durate disponibili (piccolo prestito a 12, 24, 36 o 48 mesi; pluriennale a 60 o 120).
- Simulazione per rata ideale. Indichi la rata che vuoi sostenere e il servizio mostra, per ciascuna durata, l’importo massimo finanziabile.
- Simulazione per importo specifico. Indichi la cifra che ti serve e il servizio mostra le tipologie e le durate con cui puoi ottenerla, con la rata corrispondente.
Il risultato è un orientamento, non un’offerta: le condizioni effettive sono quelle del regolamento INPS in vigore (tasso fisso agevolato, spese di amministrazione e premio del fondo rischi, che cresce con l’età e con la durata) e la concessione resta subordinata alle disponibilità di bilancio dell’Istituto. La domanda vera si presenta con SPID, CIE o CNS nell’area riservata; per il pluriennale servono i documenti della necessità dichiarata.
Cosa non fa il simulatore INPS
Non controlla se sei iscritto alla Gestione unitaria: chi non lo è ottiene comunque un risultato, che però non corrisponde a nulla di richiedibile. Non tiene conto delle trattenute già in corso sulla pensione o sullo stipendio, che riducono la rata sostenibile. E non dice se e quando l’INPS avrà le risorse per erogare. Per questi tre motivi una simulazione positiva non è un prestito.
Simulazione della cessione del quinto della pensione
Per la cessione del quinto della pensione non esiste un simulatore INPS: l’INPS pubblica le regole e i tassi massimi applicabili dagli istituti convenzionati, ma il calcolo lo fa l’istituto. Una simulazione seria parte da tre numeri che hai già.
- Il netto del cedolino. La rata massima è un quinto della pensione netta mensile, a condizione che dopo la trattenuta la pensione resti sopra il trattamento minimo, 611,85 euro nel 2026: con 1.200 euro netti la rata massima è 240 euro, con 700 euro scende a circa 88. Dove leggere il netto e le trattenute è nella guida al cedolino della pensione INPS.
- Le trattenute già attive. Una cessione, una delega o un pignoramento in corso riducono la quota disponibile: si leggono sul cedolino e, con la decorrenza, nel modello OBIS M.
- L’età alla fine del piano. La durata va da 24 a 120 mesi, entro il limite di età previsto dall’istituto e dalla compagnia assicurativa: è lei a decidere quante rate puoi fare, e quindi quanto capitale sta nella rata.
Rata per numero di rate dà il montante lordo; da lì si tolgono interessi, premio assicurativo e spese per arrivare al netto erogato. Questo passaggio dipende da tasso e costi della fascia di età e di importo, che cambiano ogni trimestre: per questo l’ultimo numero, quello che ti arriva sul conto, lo trovi solo nel preventivo, con TAN, TAEG e totale dovuto scritti. Gli esempi generali, per stipendio e pensione, sono nella pagina su calcolo e simulazione della cessione del quinto.
Simulazione per dipendenti pubblici e NoiPA
I dipendenti pubblici in servizio hanno entrambe le strade: il simulatore INPS per il piccolo prestito e il pluriennale della Gestione unitaria, e la cessione del quinto dello stipendio con la trattenuta operata da NoiPA o dall’amministrazione. La simulazione della cessione parte dal netto della busta paga e dal certificato di stipendio NoiPA; chi ha già una cessione può valutare la delega di pagamento, fino a un altro quinto, come spiegato nella guida al prestito delega NoiPA. Le condizioni riservate agli statali sono nella pagina dei prestiti in convenzione per dipendenti NoiPA.
I numeri che contano in una simulazione
- La rata rispetto al netto, non in assoluto: una rata di 200 euro è leggera su 1.800 euro di pensione e pesante su 900.
- Il netto erogato, cioè quanto ricevi dopo spese e premio assicurativo: due simulazioni con lo stesso montante possono portare sul conto cifre diverse.
- Il TAEG a parità di durata: è l’unico confronto corretto tra due offerte, come spiegato nella guida a TAN e TAEG.
- Il totale dovuto: una durata lunga abbassa la rata e alza il totale. Il preventivo li riporta entrambi.
Cosa serve per una simulazione attendibile
- Ultimo cedolino della pensione o ultima busta paga (netto mensile)
- Data di nascita
- Trattenute già attive: cessioni, deleghe, pignoramenti, con l’importo della rata
- Importo che ti serve, oppure rata che vuoi sostenere
- Per i prestiti della Gestione unitaria: conferma dell’iscrizione (voce Fondo credito sul cedolino)
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