#Finsubito news dalla rete – Comunicare l’Abitare, professioni in rete per il futuro delle città nella due giorni all’OAR – OAR – Ordine degli Architetti di Roma


Rigenerare il patrimonio esistente senza consumare nuovo suolo. Rendere la casa accessibile, sicura e salubre, accompagnando la transizione energetica con interventi sostenibili anche sul piano economico. Comprendere come intelligenza artificiale, trasformazioni del lavoro e cambiamenti demografici stiano modificando gli spazi della vita quotidiana. Sono questioni che attraversano il progetto, il mercato immobiliare e le politiche urbane, ma che hanno un punto di incontro preciso: la necessità di mettere in relazione competenze diverse e tradurre conoscenze specialistiche in scelte comprensibili e utili ai cittadini. È intorno a questi temi che si è sviluppata la quarta edizione di «Comunicare l’Abitare», svoltasi il 19 e 20 ottobre alla Casa dell’Architettura, a Roma, format di Casa Radio compartecipato con l’Oridne degli Architetti PPC di Roma e provincia. La due giorni ha riunito rappresentanti degli ordini professionali, istituzioni, associazioni di settore, imprese e operatori della filiera. Un confronto multidisciplinare sul significato dell’abitare contemporaneo e sulla responsabilità di chi progetta, costruisce, gestisce e racconta la casa e la città.

A sottolineare il valore della comunicazione come collegamento tra i diversi soggetti coinvolti è Simone Cellitti, consigliere OAR delegato alle Commissioni Innovazione e Internazionalizzazione, coordinatore scientifico insieme al tesoriere OAR, Carlo Zaffina. «È un evento dedicato proprio alla comunicazione fra tutti gli stakeholder del settore: il che significa parlare di abitare, della città, della residenza, del modo di vivere e delle nostre trasformazioni epocali. Avere degli interlocutori strategici che siano abituati a funzionare da ‘traduttori’ è importante, perché i professionisti possono parlare a volte una lingua troppo specifica». Una questione che riguarda la capacità stessa delle professioni di partecipare al cambiamento. «Avere figure in grado di mettere in contatto tutti gli stakeholder, che ci mettono nelle condizioni di comunicare a diverse scale e a diversi livelli, è sicuramente un momento significativo – prosegue Cellitti –. Oggi ci occupiamo proprio di questa opportunità di saper stare tutti insieme in un’ottica di multidisciplinarietà». Il rapporto con Casa Radio si inserisce in questa prospettiva: «Il saper comunicare l’abitare è una missione non soltanto degli architetti, ma un obiettivo per tutta la comunità».

Carlo Zaffina lega invece l’incontro al lavoro comune delle professioni tecniche e alla possibilità di incidere sulla prevenzione. «Un evento co-organizzato con Casa Radio e siamo felici perché è un evento interdisciplinare, aperto a tutti gli ordini di Roma. Abbiamo la presenza dell’ordine degli ingegneri, il collegio dei geometri, i geologi del Lazio e tutti insieme parliamo di argomenti comuni che ci riguardano in prima linea». Dalla sostenibilità all’efficientamento energetico, fino alla sicurezza, il punto è rendere questo patrimonio di competenze accessibile alla collettività. La comunicazione, osserva il tesoriere OAR, permette di collegare «noi tecnici e la popolazione». E proprio sulla sicurezza richiama l’esperienza della rete romana delle professioni, che ha costituito «un grande gruppo di collaborazione», orientato a «spostare l’attenzione sulla prevenzione invece di intervenire sull’emergenza».

Le video pillole di Simone Cellitti e Carlo Zaffina

Il tema della partecipazione è al centro della riflessione di Paolo Leccese, giornalista, direttore editoriale di Casa Radio e ideatore di Comunicare l’Abitare. «Quest’anno il tema centrale è l’hashtag #partecipazione, perché vogliamo coinvolgere non soltanto nella partecipazione passiva, ma anche creare quella azione della partecipazione che serve per costruire una community che però rispetto ai temi dell’abitare possa interagire». Un obiettivo che dà al confronto una prospettiva di continuità oltre le giornate congressuali. «L’abitare oggi ci propone una serie di condizioni e di temi che vanno sviscerati uno alla volta – spiega Leccese –. Quest’anno proveremo a fare veramente una classifica dei temi più interessanti nella due giorni, temi che poi nel 2027 dovranno essere affrontati come una sorta di agenda». Una traccia di lavoro da costruire attraverso il contributo di architetti, ingegneri, geometri e tutti gli altri protagonisti della filiera.

Il video di Paolo Leccese

Rocchi: «Norme più chiare e meno burocrazia»

Sul rapporto tra trasformazione urbana e bisogni delle persone ha ampliato lo sguardo Christian Rocchi, presidente OAR, intervenuto nel confronto sulla rigenerazione. Il rischio, ha osservato, è che alcune espressioni diventino «vessilli vuoti», perdendo il legame con i destinatari degli interventi, a partire dagli abitanti delle periferie. «Noi dobbiamo far funzionare la periferia anche per poter far funzionare meglio il centro», ha sottolineato. Da qui la richiesta di norme più chiare, meno esposte a interpretazioni differenti, e di pratiche burocratiche più spedite: gli adempimenti devono consentire di realizzare servizi, connessioni e opportunità. «La cosa essenziale è fare quelle attività che servono poi alle persone», ha ricordato Rocchi, richiamando anche le prospettive da offrire a bambini e ragazzi. «Quindi non pensiamo alla rigenerazione urbana come una parola vuota, pensiamo che dietro quella parola c’è la vita di tante persone».

La rilfessione a Christian Rocchi

I temi della due giorni

Il programma ha affrontato queste questioni e non solo attraverso focus complementari. La prima giornata ha intrecciato salubrità degli ambienti e responsabilità tecniche, giuridiche e professionali, rigenerazione del patrimonio edilizio e nuove politiche urbane, contributo delle imprese e dei professionisti alla definizione di obiettivi comuni. La seconda ha approfondito intelligenza artificiale, digital twin e nuove competenze, per poi collegare rigenerazione, sicurezza urbana e qualità della vita e interrogarsi sull’evoluzione della proprietà, dei processi costruttivi e del mercato immobiliare. Numerosi ospiti e relatori hanno messo a confronto esperienze e punti di vista, dalla scala dell’edificio a quella della città. Qui i programmi della due giorni con tutti gli ospiti.

Programma 19 ottobre

Programma 20 ottobre

Le professioni

Forte la presenza del mondo ordinistico, a testimonianza della necessità di costruire una rete tra professioni chiamate a intervenire sugli stessi territori e sugli stessi processi. Accanto agli architetti, con Rocchi padrone di casa e la partecipazione di Alessandro Panci, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC, intervenuto nel corso del convegno, il confronto ha coinvolto geometri, ingegneri e geologi.

Per i geometri ha partecipato Paolo Biscaro, presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, presente nei confronti sulla rigenerazione e sulla casa del futuro. Gli ingegneri sono stati rappresentati dal presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Roma, Stefano Giovenali; per i geologi è intervenuta Simonetta Ceraudo, presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio, anche nel panel dedicato a rigenerazione urbana, sicurezza e qualità della vita.

Paolo Biscaro

Stefano Giovenali

Simonetta Ceraudo

La necessità di rendere sempre più riconoscibili le competenze emerge anche – tra l’altro – dal sondaggio presentato durante l’evento (e i cui risultati saranno presentati integralmente in una pubblicazione dedicata): per il 62,9% delle risposte, la conoscenza dei ruoli delle diverse professioni della casa da parte dei cittadini risulta scarsa o confusa. Al tempo stesso, ingegneri, architetti e geometri raccolgono complessivamente le quote maggiori delle scelte sulle figure ritenute utili a garantire qualità, sicurezza e valore dell’abitazione. Un’indicazione che richiama il valore delle competenze tecniche e la necessità di comunicarne meglio funzioni e specificità.

La filiera

Il dialogo con le associazioni e gli operatori ha attraversato entrambi i giorni. Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, è intervenuto – tagli altri – nei panel sulla rigenerazione del patrimonio e sulla casa del futuro, nel quadro del confronto tra politiche urbane, proprietà e trasformazioni del mercato, così come Alessandro Cardellini, di Ance Acer Roma. Giorgio Lupoi, presidente OICE, ha partecipato alla sessione «Rigenerare senza consumare», dedicata alle strategie per intervenire sulla città esistente e al rapporto tra progettazione e nuove politiche urbane, così come .

Giorgio Spaziani Testa

Giorgio Lupoi

Alessandro Cardellini

Sul versante dell’innovazione, Stefano Aragona, delegato su Trasformazione Urbana e Smart Building della Consulta Roma Smart City Lab, ha preso parte al confronto su intelligenza artificiale, digital twin e nuove competenze delle professioni dell’abitare. Un ambito che mette in relazione strumenti digitali, progettazione e gestione delle trasformazioni urbane. Mentre Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni, ha partecipato sia al panel sulla rigenerazione sia a quello dedicato all’innovazione tecnologica, collegando così due delle principali direttrici del programma. Nella sessione su intelligenza artificiale e competenze è intervenuto anche Michele Franzese, fondatore della Rome Future Week, all’interno del dialogo sulle trasformazioni che interessano professioni, imprese e città.

Stefano Aragona

Angelo Deiana

Michele Franzese

L’apporto dell’OAR, in particolare, si è articolato nei diversi tavoli. Oltre a Rocchi e ai coordinatori scientifici Cellitti e Zaffina, hanno partecipato la consigliera Sabina Brinati, nel confronto sulla rigenerazione, il consigliere Giuliano Fausti, nella sessione sulla casa del futuro, e Marco Maria Sambo, direttore di AR Magazine, nel panel sull’agenda condivisa per l’abitare. Il contributo della Commissione Innovazione OAR ha coinvolto Rosaria Ippolito, sui temi della sostenibilità e della salubrità degli spazi, Daniela Covato, nel confronto tra imprese e professionisti, e Fabrizio Forniti, nella sessione sull’intelligenza artificiale e le nuove competenze.

L’Agenda dell’Abitare

A ricondurre i diversi approfondimenti a un quadro comune sono stati i contenuti dell’Agenda dell’Abitare 2026, enunciati nel corso dell’evento e intorno ai quali si è sviluppata la riflessione. La rigenerazione senza nuovo consumo di suolo e la valorizzazione del patrimonio esistente si affiancano all’accessibilità della casa, alle locazioni e all’equilibrio tra tutela della proprietà e bisogni delle persone. Salute e benessere richiamano la qualità dell’aria, i materiali, il comfort, la luce e l’acustica; energia e sostenibilità pongono il problema di rendere la riqualificazione efficace sul piano ambientale e accessibile per famiglie, imprese e proprietari. Nello stesso quadro trovano posto l’innovazione digitale e l’intelligenza artificiale, i bisogni abitativi di studenti, giovani, famiglie, senior e professionisti, l’evoluzione degli investimenti e del valore immobiliare. A tenere insieme questi ambiti è la responsabilità della comunicazione: costruire una cultura dell’abitare che permetta a cittadini, istituzioni e operatori di comprendere le trasformazioni e partecipare alle scelte. Una prospettiva nella quale la collaborazione tra professioni diventa parte del progetto della casa e della città. (FN)

Video interviste di Francesco Nariello


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