#Finsubito news dalla rete – Simple Flair Apartment a Casa Rossi: abitare la trasformazione di Milano


In Corso Magenta, oltre 550 metri quadrati e dodici ambienti accolgono il nuovo capitolo del progetto di Simple Flair. Un appartamento temporaneo prende vita nel palazzo ottocentesco prima del restauro conservativo firmato da Michele De Lucchi per Bizzi & Partners, trasformando il tempo che precede il cantiere in un’occasione di incontro tra architettura, design e cultura.

Casa Rossi, palazzo progettato da Giuseppe Pestagalli nel 1860 in Corso Magenta, ospita il nuovo Simple Flair Apartment fino all’avvio dei lavori di restauro conservativo, previsto per maggio 2027, che porterà alla trasformazione dell’edificio in residenze private. Per la stagione 2026/27, Simona Flacco e Riccardo Crenna hanno scelto il piano nobile, con oltre 550 metri quadrati articolati intorno alla corte ottagonale, per sviluppare un progetto dedicato al design e alla cultura contemporanea, con un programma di incontri, mostre e collaborazioni che accompagnerà la casa fino alla Milano Design Week.

La scelta porta il format in una fase diversa rispetto alle precedenti esperienze milanesi e a quella newyorkese. Nato nel 2017, Simple Flair Apartment ha costruito nel tempo un modello che mette in relazione aziende, progettisti e professionisti attraverso spazi domestici utilizzati per presentazioni, incontri e attività culturali. A Casa Rossi questa impostazione si misura con un’architettura dalla forte identità, organizzata intorno a una corte ottagonale che costituisce il fulcro visivo e distributivo dell’edificio. Le stanze si susseguono lungo percorsi che permettono di attraversare l’appartamento in più direzioni, senza un itinerario prestabilito. La configurazione originale ha suggerito un’organizzazione per ambienti distinti, ognuno con una propria funzione, ma connessi in un sistema aperto.



Casa Rossi, cortile ottagonale.

 

Galleria, café, biblioteca, club, hobby room, sale da pranzo e Simple Flair Goods compongono una casa destinata a cambiare nel corso della stagione, attraverso incontri, cene, mostre, presentazioni e collaborazioni. Gli ambienti ospitano una selezione di arredi, illuminazione, complementi e opere provenienti da aziende e designer di generazioni diverse. La selezione di arredi, illuminazione e oggetti mette insieme aziende e progettisti con storie e approcci diversi. Tra i brand presenti, Spotti, Sikkens e Bang & Olufsen contribuiscono in modo particolare alla definizione degli ambienti: Spotti attraverso la cultura dell’arredo e della ricerca sul design, Sikkens con il lavoro sulle superfici e sulle tonalità cromatiche, Bang & Olufsen con la componente sonora, integrata nell’area Club. Accanto a loro, il progetto coinvolge Aptitude Objects, Alberto Levi Gallery, BD Barcelona, Bianco67, Brokis, Cassina, Campo Marzio, CC-Tapis, Cimento, Copatlife, Decollectible Gallery, ERG Media, Kriptonite, Natuzzi, Nekhoama, Officine Morelli, Parachilna, Radici, SEM, 6AM e Zanotta. La presenza di questi marchi, insieme ai lavori di designer affermati ed emergenti, costruisce un insieme di riferimenti che attraversa arredo, illuminazione, tessile, arte e accessori, inserendo i prodotti in contesti domestici e situazioni d’uso quotidiano.

La composizione degli interni procede per accostamenti, facendo convivere pezzi storici, produzioni contemporanee e lavori di designer emergenti. Arredi di Cassina, Zanotta e BD Barcelona si affiancano a progetti di Patricia Urquiola, Mario Bellini, Gae Aulenti, Muller Van Severen e Ronan Bouroullec; a questi si aggiungono le creazioni di studi e autori più giovani, insieme a opere, tessuti, ceramiche e oggetti da collezione. L’allestimento non è pensato come una sequenza di ambienti espositivi indipendenti: gli oggetti sono inseriti in situazioni che richiamano usi quotidiani, dalla lettura alla conversazione, dal pranzo all’ascolto della musica. La casa assume così una dimensione operativa per le aziende coinvolte, che possono presentare prodotti e progetti all’interno di ambienti vissuti, dove gli oggetti entrano a far parte di situazioni e abitudini quotidiane.

 

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Simple Flair Apartment Magenta, Casa Rossi. Immagini di Alice Beltrami

Il carattere temporaneo dell’iniziativa è una parte essenziale del suo significato e Casa Rossi si prepara a un cambiamento importante, ma prima dell’avvio del cantiere può essere attraversata, utilizzata e conosciuta attraverso un programma che ne riattiva gli spazi senza anticipare il progetto architettonico futuro. L’intervento di Simple Flair si colloca in questa fase intermedia, rispettando le caratteristiche dell’edificio e costruendo un uso provvisorio coerente con la sua natura. La possibilità di lavorare senza modificare in modo permanente gli ambienti ha consentito di intervenire soprattutto attraverso arredi, colori, oggetti e funzioni, lasciando che fossero le proporzioni delle stanze, la luce e la relazione con la corte a guidare l’allestimento.

È un tema che riguarda anche il rapporto tra sviluppo immobiliare e città, dove un edificio storico può restare chiuso in attesa della propria trasformazione, oppure attraversare quel periodo mantenendo una relazione con le persone e con il contesto culturale in cui si trova. A Casa Rossi il design diventa uno strumento per rendere possibile questa seconda condizione, creando occasioni di incontro tra la proprietà, i marchi, i progettisti e una comunità professionale internazionale. Il progetto non sostituisce il futuro intervento di restauro, ma accompagna il palazzo verso quella nuova fase, dando visibilità alla sua architettura e contribuendo a costruire un racconto che precede la destinazione residenziale.

 

esterno casa rossi

Casa Rossi, Corso Magenta, Milano. 


Per Bizzi & Partners, il passaggio successivo sarà affidato a Michele De Lucchi e ad AMDL CIRCLE, con un progetto di conservazione sviluppato in collaborazione con la Soprintendenza. L’obiettivo dichiarato è preservare i caratteri architettonici, le proporzioni e i materiali dell’edificio, portando Casa Rossi verso una nuova configurazione residenziale. La stagione di Simple Flair Apartment si inserisce tra queste due condizioni: la storia dell’edificio e il suo futuro, attraverso un uso temporaneo che restituisce gli ambienti alla vita quotidiana e alla comunità del design.

Il programma accompagnerà la casa fino alla Milano Design Week di aprile 2027, con appuntamenti che attraverseranno design, architettura, arte, moda e ospitalità. Per Crenna e Flacco, la dimensione degli eventi conta meno della qualità delle relazioni che riescono a generare, siano esse costruite intorno a una presentazione o a una cena per pochi invitati. Casa Rossi diventa così una piattaforma per sperimentare nuove forme di collaborazione tra cultura progettuale e industria, in una città in cui la trasformazione degli edifici e quella dei modelli di produzione e comunicazione del design sono sempre più legate.


 

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Riccardo Crenna, Simona Flacco. Ritratto di Mattia Bianchessi


Dalla piattaforma editoriale allo spazio fisico

Terzo capitolo milanese e una presenza a New York: come si è evoluto il format di Simple Flair nel tempo? E quale ruolo può assumere oggi un progetto come Simple Flair Apartment nella valorizzazione culturale e nella comunicazione di un immobile prima della sua destinazione definitiva?

R.C. Simple Flair Apartment è un progetto che cresce e si evolve insieme a noi. Nato quasi dieci anni fa a Milano, ha attraversato diverse fasi, fino ad arrivare a New York e oggi a Casa Rossi, che sarà la nostra nuova casa milanese fino a maggio 2027.Il principio, però, è sempre lo stesso: creare luoghi capaci di mettere in relazione persone, idee e opportunità. Spazi con una forte identità, che abbiano il calore e la spontaneità di una casa, ma che funzionino anche come piattaforme culturali e professionali.

Con Casa Rossi questo concetto trova una dimensione nuova. L’incontro con un edificio così significativo per la storia di Milano ci è sembrato un incastro quasi naturale, perfettamente coerente con il nostro percorso e con quello dei partner che ci accompagnano. Ma c’è anche un aspetto più strategico, oggi ci interessa essere presenti in maniera concreta e operativa all’interno delle dinamiche che stanno trasformando la design industry. Il rapporto tra prodotto, architettura, sviluppo immobiliare, cultura e nuove esigenze delle città sta cambiando profondamente. Crediamo che questi mondi debbano dialogare molto più di quanto abbiano fatto finora.

In questo senso, Simple Flair Apartment non vuole semplicemente valorizzare un immobile attraverso il design, ma costruire un contesto in cui questi interlocutori possano incontrarsi, confrontarsi e sviluppare nuove prospettive. Non ci interessa proporre una visione necessariamente condivisa da tutti. Ci interessa avere un punto di vista chiaro, capace di generare dialogo. Anche il confronto tra posizioni diverse è una forma di crescita, per noi e per tutto il settore.

Progettare in un palazzo storico, con una prospettiva temporanea

Intervenire in un edificio storico come Casa Rossi significa confrontarsi con un’architettura preesistente, con i suoi vincoli e con la necessità di immaginare un allestimento destinato a durare un periodo limitato. Quali sono state le principali sfide progettuali e come avete affrontato il rapporto tra lo spazio originale e il nuovo concept?

R.C. Credo che il segreto sia stato lasciare parlare l’edificio. Abbiamo scelto un approccio rispettoso, ma allo stesso tempo deciso. Non volevamo sovrapporre un progetto a un altro progetto, né trasformare gli ambienti attraverso un eccesso di interventi. Ci interessava piuttosto evocare e amplificare ciò che era già presente. La natura delle stanze, le proporzioni, i colori, la luce, le relazioni tra gli ambienti. Tutti elementi che contribuiscono a creare quell’atmosfera che soltanto alcune dimore storiche italiane riescono a restituire. Il vero elemento progettuale, però, è la pianta stessa dell’appartamento. Oltre 550 metri quadrati che si sviluppano attorno alla corte ottagonale, vero baricentro architettonico e distributivo della casa. Una configurazione straordinaria, che genera flussi circolari, percorsi continui e la possibilità di attraversare gli ambienti senza un vero inizio o una fine. È proprio questa struttura ad averci suggerito il concept: un modo diverso di vivere lo spazio domestico, quasi in loop, dove ogni stanza ha una propria identità, ma rimane parte di un’esperienza fluida e continua. Non esiste un percorso obbligato, si può esplorare, tornare sui propri passi, scoprire nuove prospettive. È un’architettura che invita naturalmente al movimento e all’incontro. Abbiamo quindi lavorato per interpretare questa identità in chiave contemporanea, senza cercare di cancellarla o di ricostruire artificialmente qualcosa che appartiene al passato. La temporaneità, da questo punto di vista, è stata quasi un’opportunità. Ci ha permesso di essere più liberi, di lavorare per suggestioni e di costruire un dialogo tra architettura, arredi, oggetti e persone. C’è poi un elemento che trovo particolarmente interessante: Casa Rossi si trova nel cuore di una Milano che sta attraversando una trasformazione sociale, culturale ed esperienziale molto profonda.Mettere in relazione il presente con le radici storiche di un edificio come questo significa anche interrogarsi su quale identità vogliamo dare alla città di domani. Per noi il progetto nasce proprio da questo confronto, non dalla volontà di reinterpretare il passato, ma dalla possibilità di utilizzarlo come punto di partenza per immaginare qualcosa di nuovo.

Il brief della proprietà e la visione di Simple Flair

Qual era il brief di Bizzi & Partners per Casa Rossi e come lo avete interpretato? Quali obiettivi vi siete posti nello sviluppo del concept e in che modo avete tradotto le esigenze della proprietà in un progetto capace di accogliere eventi, contenuti e collaborazioni?

R.C. Lavorare con Bizzi & Partners è sempre un piacere, ma soprattutto uno stimolo e credo sia piuttosto raro incontrare una proprietà così lungimirante, capace di lasciare spazio anche a idee non convenzionali, che comportano inevitabilmente una certa dose di rischio. Ed è proprio questo un tema sul quale abbiamo riflettuto molto perché ho la sensazione che in Italia si stia progressivamente perdendo la disponibilità a rischiare. Ne comprendo perfettamente le ragioni, soprattutto nel contesto economico attuale, ma non possiamo dimenticare che una parte importante del nostro tessuto imprenditoriale è nata proprio dalla visione e dal coraggio di persone che hanno deciso di fare qualcosa che prima non esisteva.

Lo vediamo quotidianamente anche nel nostro lavoro di consulenza con Simple Flair. Per molti brand prendere decisioni coraggiose è diventato sempre più complesso. Eppure, quando il rischio è sostenuto da una visione chiara, da competenze e da una buona capacità di esecuzione, può generare un valore straordinario. Credo che questo sia uno degli elementi che accomunano il nostro team e la famiglia Bizzi: una visione condivisa, la disponibilità al confronto e, soprattutto, la voglia di fare.

Da questo allineamento è nato un progetto con un’identità precisa, capace di accogliere il nostro network e, contemporaneamente, di diventare una piattaforma per raccontare il futuro di Casa Rossi. Un futuro che porterà anche la firma di Michele De Lucchi, con un intervento che sono certo saprà valorizzare ulteriormente l’identità dell’edificio e offrire ai futuri proprietari un modo autentico di vivere Milano. Perché credo che questo sia un valore fondamentale, e a tratti sottovalutato: l’identità di una città. Un patrimonio fatto di architettura, cultura, abitudini, relazioni e modi di vivere, che oggi rischia talvolta di essere sacrificato in favore di modelli sempre più standardizzati. È un valore che possiamo recuperare, interpretare e raccontare a ogni scala, dal singolo oggetto fino a un intero edificio.


Un programma che costruisce relazioni

Quali progetti, collaborazioni ed eventi animeranno Simple Flair Apartment nei prossimi mesi? Quali ambiti del design e della cultura intendete esplorare e come immaginate che il programma possa evolvere nel corso dell’anno?

R.C. Come sempre, ci piace spaziare e non porci confini troppo rigidi, per questo motivo Il programma attraverserà il design, l’architettura, l’arte, la moda, la cultura e l’ospitalità, con appuntamenti molto diversi tra loro, per dimensione, contenuto e pubblico.

Ci saranno cene, conversazioni, talk, panel, mostre, presentazioni e collaborazioni, ma anche format meno convenzionali, che stiamo sviluppando insieme ai nostri partner. Quello che ci interessa, però, non è costruire un calendario fitto di eventi fine a sé stessi. Vogliamo creare occasioni reali di incontro, momenti vissuti e partecipati da persone che abbiano davvero qualcosa da condividere. A volte questo può accadere durante una grande serata, altre volte attorno a un tavolo con dieci persone. Non credo che il valore di un’esperienza sia necessariamente proporzionale alla sua dimensione o alla sua visibilità. Anzi, spesso accade esattamente il contrario. C’è un principio che guida da sempre il nostro lavoro e che considero fondamentale anche per questa nuova stagione dell’Apartment: non conta soltanto cosa fai, ma soprattutto come lo fai. È nel modo in cui costruisci un’esperienza, scegli le persone, curi i dettagli e crei le condizioni per una relazione autentica che si genera la vera differenza. E credo che oggi, in un momento in cui siamo tutti esposti a una quantità enorme di contenuti, eventi e stimoli, questa attenzione al come sia diventata ancora più importante.

 

Casa Rossi verso il Fuorisalone 2027

Casa Rossi si prepara a vivere una nuova stagione durante la Milano Design Week 2027. Quale ruolo immaginate per lo spazio all’interno del Fuorisalone e quali anticipazioni potete condividere sul programma, sui partner coinvolti e sui progetti che state sviluppando?

R.C. Posso dire soltanto che sarà una Design Week incredibile,stiamo lavorando a diversi progetti, alcuni già in fase avanzata, che coinvolgeranno Casa Rossi e il nostro network in una dimensione ancora più ampia. Per il momento, però, è tutto sotto embargo e preferisco non anticipare nulla. Posso soltanto aggiungere una cosa: quest’anno, per noi, la Design Week inizierà decisamente prima del solito.

 



Nel Simple Flair Apartment sono Presenti:  6AM, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Afra e Tobia Scarpa, Ananas Ananas, Aptitude Objects, Bang&Olufsen, BD Barcellona, Bianco67, Brokis, Cassina, CC Tapis, Cimento, Copatlife, Cose in Corso, Cristiano Pereira, Decollectible Gallery, Federico Peri, Gae Aulenti, Giuliana Gramigna, Hafner Buro, Hannes Peer, Joe Colombo, Karla Otto, Kokeita, Kriptonite, Le Corbusier, Marco Campardo, Mario Bellini, Mario Botta, Massimo Iosa Ghini, Muller Van Severen, Nekhoama, Officine Morelli, Parachilna, Parasite 2.0, Patricia Urquiola, Piero Lissoni, Pierre Jeanneret, Radici, Ronan Bouroullec, Sand Archive, Sarah Espuede, SEM, Sikkens, Studio Fango, UBR Studio, Yoonjeong Lee

 


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