Roma Capitale avvia il pre-esercizio delle telecamere nel Parco archeologico. Dal 19 settembre stop al traffico di attraversamento sabato e domenica, con la regola del “varco unico”. Il Ministero ha sbloccato lo strumento nel 2025, ma la scelta di limitarsi al fine settimana è del Campidoglio.
Alla fine, dopo anni di dibattito, appelli e rinvii, l’Appia Antica avrà la sua zona a traffico limitato con controllo elettronico. Prenderà il via il 19 settembre la sperimentazione dei varchi elettronici – in una prima fase di pre-esercizio – che controlleranno gli accessi alla nuova Zona a Traffico Limitato Territoriale (ZTLT) “Appia Antica”. Le telecamere sostituiranno il vecchio impianto, quello del blocco domenicale generico affidato al presidio delle pattuglie della municipale: un meccanismo superato, che per anni ha lasciato la Regina Viarum in balìa del traffico di scorrimento.
Il cuore della nuova disciplina è la regola del varco unico: chi entra nella ZTLT per raggiungere un’abitazione o un’attività interna potrà farlo soltanto a condizione di uscire, nella stessa giornata, dallo stesso varco da cui è entrato. Un vincolo tecnologico pensato per un obiettivo preciso: impedire che l’antica strada consolare venga usata come scorciatoia tra un quartiere e l’altro, senza però penalizzare chi nel Parco vive, lavora o vuole semplicemente visitarlo. Restano libere di transitare le categorie derogate: trasporto pubblico, biciclette, veicoli a servizio di persone con disabilità, residenti, domiciliati, lavoratori dell’area, bus turistici e mezzi di soccorso.
Il traffico ordinario verrà invece dirottato sulle direttrici esterne, da via Cristoforo Colombo a via delle Sette Chiese a via Appia Pignatelli.
L’intervento risponde in primo luogo all’esigenza di proteggere il sito Unesco “Via Appia. Regina Viarum”: ridurre le emissioni e soprattutto le vibrazioni che, giorno dopo giorno, ammalorano i reperti lapidei. Sull’intero tratto interessato viene inoltre fissato il limite di velocità a 30 km/h, a tutela di pedoni e ciclisti.
Come funzionerà
Il pre-esercizio partirà come dicevamo il 19 settembre e durerà almeno 30 giorni, con i varchi presidiati dalla Polizia Locale: un periodo di rodaggio per informare la cittadinanza e completare le verifiche tecniche, prima che scattino le sanzioni automatiche. A regime, la ZTLT sarà attiva il sabato e la domenica, dalle 7 alle 19, tutto l’anno tranne agosto. I tre punti di controllo saranno collocati all’ingresso di via Appia Antica (da via delle Mura Latine), all’incrocio tra via Appia Antica e via Appia Pignatelli, e all’accesso di via Ardeatina (da via delle Sette Chiese). Chi ha diritto ad accedere deve registrare la propria targa tramite lo sportello online del Comune.
Una storia lunga, tra Ministero e Campidoglio
Che i varchi arrivino solo ora non è un caso: la loro storia è lunga e passa da Roma a Porta Pia. Nel 2022 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva espresso parere negativo. Il nodo non era la facoltà del Comune di limitare il traffico sull’Appia – quella non è mai stata in discussione – ma la possibilità di usare le telecamere per sanzionare automaticamente il divieto di attraversamento, in assenza, all’epoca, del quadro regolamentare necessario.
Negli anni successivi Roma Capitale ha riformulato il progetto e ha interpellato di nuovo il MIT: già gli atti del Giubileo, nel 2023, indicavano una nuova richiesta di nulla osta e un adeguamento del progetto, ma nel 2024 il Campidoglio era ancora in attesa di risposta. Il via libera è arrivato solo nel maggio 2025, con il nulla osta ministeriale al nuovo impianto dei tre varchi elettronici.
Qui sta il punto che vale la pena chiarire: il nulla osta del MIT riguardava lo strumento — l’uso del controllo automatico degli accessi — non la frequenza della chiusura. È stata poi Roma Capitale, con la delibera di Giunta del luglio 2025, a istituire la ZTLT e a stabilirne il funzionamento nel solo fine settimana. In altre parole: il Ministero ha autorizzato i varchi, il Comune ha deciso quando accenderli. Sulla base degli atti disponibili, dunque, non sarebbe corretto attribuire al MIT la scelta di limitare la chiusura ai soli weekend.
Due ruoli, un solo Ministero
C’è però un paradosso che riguarda sempre il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che da una parte ha lasciato in sospeso per tre anni il nulla osta ai varchi e dall’altra però ha finanziato il GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Biciclette: la ciclovia i cui cordoli in travertino, comparsi sull’Appia la scorsa estate, hanno acceso mesi di polemiche. Da un lato, dunque, il MIT ha messo i soldi per portare una pista ciclabile protetta sulla Regina Viarum; dall’altro, il via libera allo strumento che avrebbe potuto ridurre il traffico su quella stessa strada è arrivato solo dopo un lungo percorso, fatto anche di riformulazioni del progetto da parte del Comune e di un quadro regolamentare che all’inizio mancava. Il risultato è che la protezione fisica per ciclisti e pedoni – i cordoli – è arrivata prima della misura che avrebbe potuto rendere quella protezione meno necessaria: meno auto in transito.
Il passo indietro rispetto ai piani iniziali
E qui si torna alla scelta del Campidoglio, che è un passo indietro. Perché il progetto originario della giunta capitolina, nel 2025, prevedeva il divieto di transito tutti i giorni sui primi due chilometri dell’Appia, un’ipotesi che a suo tempo era valsa al Comune anche i complimenti di Legambiente. Il ridimensionamento al solo sabato e domenica è, di fatto, un compromesso al ribasso: le telecamere sorveglieranno l’Appia nel fine settimana, ma dal lunedì al venerdì la Regina Viarum resterà esposta al traffico di sempre, comprese quelle vibrazioni che il provvedimento dichiara di voler combattere.
È lo stesso nodo che avevamo già segnalato a proposito della polemica sui cordoli. Quelle barriere, contestate da più parti come deturpanti, non sono il problema: sono la conseguenza. La conseguenza del fatto che una delle strade più importanti della storia dell’umanità continui a essere percorsa ogni giorno da automobili e mezzi pesanti, al punto da rendere necessaria una separazione fisica per proteggere chi cammina o pedala. Finché il traffico non verrà davvero rimosso dal tratto monumentale, ogni intervento – cordoli o telecamere a mezzo servizio – resterà una toppa su un problema che si è scelto di non affrontare alla radice.
La governance Unesco ancora al palo
Sullo sfondo resta un’altra questione, che riguarda l’intera Regina Viarum e non solo il suo tratto romano. A oltre un anno e mezzo dal riconoscimento Unesco – arrivato il 24 luglio 2024, primo sito seriale al mondo dedicato a un’antica strada romana – la governance del sito è ancora ferma. In una lettera indirizzata ai sindaci dei settantacinque comuni attraversati dall’Appia, al Ministero della Cultura e ai presidenti delle Regioni Lazio, Campania, Basilicata e Puglia, sei tra le principali associazioni impegnate sul tema – Centro Turistico Giovanile, Federazione Italiana delle Associazioni e dei Club UNESCO, Gruppi Archeologici d’Italia, Italia Nostra, Legambiente e Touring Club Italiano – denunciano che l’iter per costituire l’associazione nazionale “Appia Antica. Regina Viarum” e i sette coordinamenti territoriali «si è del tutto arenato».
Per il Lazio, in particolare, le associazioni chiedono ai comuni del coordinamento “Lazio Uno” di approvare con delibera il protocollo d’intesa – atto indispensabile per la prima convocazione – e al sindaco coordinatore di “Lazio Due” di convocare le riunioni necessarie a completare gli organismi organizzativi. Il rischio, avvertono, non è solo di ordine culturale: lo stallo «rischia di compromettere non solo la tutela del sito, ma anche la capacità dei territori d’intercettare finanziamenti dedicati» e di avviare quei progetti di sviluppo turistico sostenibile che il marchio Unesco di norma garantisce.
La ZTL del weekend, insomma, è un tassello. Necessario, atteso, persino coraggioso rispetto all’immobilismo del passato. Ma da solo non basta a restituire l’Appia Antica al ruolo che il riconoscimento Unesco le assegna: quello di monumento, non di scorciatoia.
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RR
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