Le previsioni poco incoraggianti offuscano ulteriormente le prospettive
Per il prossimo trimestre, il management di Li Auto prevede vendite di veicoli comprese tra 95.000 e 100.000 unitΓ , con un incremento tra l’1,9% e il 7,3% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, a testimonianza di una parziale ripresa dopo il debole trimestre precedente. Tuttavia, le previsioni di fatturato sono decisamente piΓΉ contenute: l’azienda stima un fatturato di circa 3,9 miliardi di dollari, corrispondente a una variazione tra il -2,8% e il +2,3%. Questa previsione Γ¨ significativamente inferiore ai 4,8 miliardi di dollari attesi dagli analisti e indica che, dal punto di vista del management, la pressione sui margini non Γ¨ ancora stata superata.
Questa situazione esemplifica il dilemma che affligge l’intero settore: le vendite unitarie possono riprendersi senza un miglioramento della struttura dei prezzi e dei margini di profitto. Un aumento delle consegne, accompagnato da ricavi stagnanti o in calo, indica che i prezzi medi di vendita rimangono sotto pressione, conseguenza diretta della guerra dei prezzi che sta interessando l’intero settore.
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La reazione del mercato azionario e i suoi limiti
La reazione degli investitori agli ultimi dati Γ¨ stata relativamente contenuta. Le azioni di Li-Auto sono scese di circa l’1,5% nelle contrattazioni pre-mercato negli Stati Uniti, una reazione piuttosto modesta, considerando il calo dei ricavi e le deboli previsioni di vendita. Questo perchΓ© gran parte delle notizie negative erano giΓ state incorporate nel prezzo delle azioni: prima della pubblicazione dei dati, il prezzo delle azioni aveva giΓ perso il 27,5% del suo valore solo quest’anno e quasi il 46% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Dal punto di vista dell’analisi tecnica, il titolo si trova in una posizione fragile. I recenti cali di prezzo hanno consolidato la sua posizione al di sotto della media mobile a 50 giorni, mentre i nuovi minimi a 52 settimane, considerati un classico segnale di vendita tecnico, non sono lontani. Un andamento simile Γ¨ evidente per BYD, il cui titolo ha temporaneamente perso piΓΉ della metΓ del suo valore rispetto al massimo storico raggiunto lo scorso anno, prima di un breve rally di ripresa che ora potrebbe essere arrestato dai deludenti risultati di XPeng e Li-Auto.
XPeng dimostra che margini e crescita possono essere contraddittori
Un’analisi piΓΉ approfondita di XPeng illustra ulteriormente la natura contraddittoria della situazione attuale. Il produttore ha riportato un aumento dell’8% su base annua del fatturato, pari a 19,74 miliardi di yuan, nel secondo trimestre del 2026, insieme a un miglioramento apparentemente notevole del margine lordo, salito al 20,7% rispetto al 17,3% dello stesso trimestre dell’anno precedente. Tuttavia, un esame piΓΉ attento rivela che il margine derivante dalla vendita di veicoli Γ¨ in realtΓ diminuito dal 14,3% al 12,1%, mentre il miglioramento del margine complessivo Γ¨ stato trainato principalmente dalla forte crescita dei ricavi derivanti dai servizi, come quelli di sviluppo tecnico per Volkswagen.
La perdita netta di XPeng Γ¨ aumentata su base annua, passando da 480 milioni di yuan a 1,34 miliardi di yuan, sebbene le perdite siano diminuite rispetto al primo trimestre, particolarmente debole. Inoltre, le previsioni per il terzo trimestre, comprese tra 21,7 e 23,4 miliardi di yuan, sono risultate significativamente inferiori alle aspettative del mercato, pari a 27,26 miliardi di yuan, il che spiega la deludente reazione degli investitori. Questa discrepanza tra la ripresa delle vendite e il continuo aumento delle perdite Γ¨ sintomatica di un settore in cui le economie di scala vengono sistematicamente erose dalla concorrenza sui prezzi.
Cause strutturali anzichΓ© una recessione ciclica
Le cause della crisi sono piΓΉ profonde di un semplice calo ciclico della domanda. Per anni, la Cina ha sistematicamente accumulato un’enorme capacitΓ produttiva e una moltitudine di marchi automobilistici concorrenti, frutto della politica industriale statale, di generosi sussidi regionali e di un panorama competitivo estremamente frammentato. Questo surplus di capacitΓ non puΓ² essere assorbito in modo redditizio dal mercato interno, nemmeno in caso di ripresa della domanda nel breve termine. Allo stesso tempo, il governo di Pechino sta riducendo il proprio sostegno: gli sgravi fiscali per i veicoli elettrici sono giΓ stati ridotti e, a partire da gennaio 2027, i crediti d’imposta per veicoli elettrici, ibridi plug-in e con range extender sono destinati a diminuire ulteriormente. Questa combinazione di calo del sostegno governativo e persistente surplus di capacitΓ suggerisce che una ristrutturazione del mercato sia inevitabile. Gli esperti del settore prevedono un consolidamento a soli cinque-sette grandi produttori entro il 2030, il che probabilmente porrΓ sfide esistenziali per molti dei marchi attualmente attivi.
Γ inoltre sorprendente constatare che il trasferimento della capacitΓ produttiva in eccesso all’estero non sia semplicemente una conseguenza di un anno negativo, ma, secondo gli esperti del settore, un riallineamento strategico permanente. La guerra dei prezzi interna si sta essenzialmente spostando insieme ai veicoli e sta iniziando a ripetersi nei mercati di destinazione, il che probabilmente eserciterΓ pressione sui margini e sui livelli di prezzo anche in questi ultimi, nel lungo periodo.
Dove il mercato nutre ancora illusioni
Dal punto di vista della valutazione, Li Auto presenta un andamento tipico di gran parte del settore. Per l’esercizio in corso Γ¨ previsto solo un piccolo utile, con un rapporto prezzo/utili (P/E) di quasi 500, una cifra che, a prima vista, sembra contraddire ogni logica di valutazione fondamentale. Per il 2027, tuttavia, gli analisti prevedono una vera e propria esplosione degli utili, che spingerebbe il rapporto P/E a circa 11. Data la persistente debolezza delle vendite e dei margini giΓ evidenziata dalle previsioni attuali, questa prospettiva ottimistica appare discutibile e piΓΉ espressione di speranza che di una solida pianificazione aziendale.
Allo stesso tempo, diversi indicatori chiave attenuano il rischio di ribasso del titolo. Il rapporto tra valore d’impresa e utile operativo prima degli interessi, delle imposte, degli ammortamenti e delle svalutazioni (EBITDA) di Li Auto Γ¨ pari a soli 2,0, circa l’80% al di sotto della media del settore, principalmente grazie alla notevole liquiditΓ dell’azienda. Anche il rapporto prezzo/valore contabile di 1,2 appare favorevole se confrontato con i dati storici e con quelli del settore. Questa combinazione di un elevato rapporto P/E e un basso rapporto EV/EBITDA suggerisce che il mercato guarda con scetticismo alla redditivitΓ operativa dell’azienda, ma ne premia le consistenti attivitΓ e la solida base di capitale.
Una rivalutazione strutturale
Nel complesso, si puΓ² affermare che l’industria cinese dei veicoli elettrici si trova a un punto di svolta, dove le narrazioni di pura crescita non sono piΓΉ sufficienti a convincere gli investitori. Il mercato valuta sempre piΓΉ la redditivitΓ effettiva e la disciplina finanziaria delle singole aziende, anzichΓ© concentrarsi esclusivamente sui dati di vendita. Per Li Auto, cosΓ¬ come per molti altri produttori cinesi, numerosi indicatori puntano a una fase di instabilitΓ laterale finchΓ© non si registrerΓ un’espansione significativa e sostenibile dei margini.
Per gli investitori a lungo termine, questo contesto offre attualmente poche ragioni convincenti per entrare nel mercato, poichΓ© la questione cruciale della redditivitΓ sostenibile rimane irrisolta. Gli operatori di mercato a breve termine, d’altro canto, potrebbero trarre vantaggio dalla marcata volatilitΓ , mentre la sfida strutturale fondamentale del settore, ovvero l’enorme eccesso di capacitΓ produttiva e la conseguente guerra dei prezzi, probabilmente persisterΓ per anni prima che si verifichi una profonda correzione del mercato.
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Β Konrad Wolfenstein
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