Il calendario delle emissioni di Bot e Btp a ottobre 2026 è osservato con attenzione da risparmiatori e investitori.
La lista delle emissioni comprende aste di Bot, Btp a medio-lungo termine, Btp Short Term e Btp€i, oltre al collocamento contemporaneo di due Btp Valore.
Inflazione e spread
Ma ad agitare i sonni dei potenziali investitori c’è l’inflazione: secondo le stime preliminari dell’Istat, a settembre l’inflazione italiana è salita al 4,2% su base annua, rispetto al 3,3% di agosto. Nel solo mese di settembre i prezzi sono aumentati dello 0,7%.
Per chi investe, questo significa che non basta più guardare al rendimento nominale: bisogna considerare quanto gli interessi riescono effettivamente a proteggere il capitale dalla perdita di potere d’acquisto.
E c’è poi la questione spread, tornato ai livelli di metà 2025: come è noto, quando lo spread aumenta, il mercato richiede rendimenti più elevati per acquistare i Btp italiani rispetto ai Bund tedeschi. Questo può far scendere il prezzo dei Btp già in circolazione, rendendoli potenzialmente più convenienti per chi li acquista sul mercato secondario. E anche le nuove emissioni tendono ad adeguarsi alle condizioni di mercato, offrendo rendimenti in linea con i tassi richiesti dagli investitori.
Aste Btp e Bot di ottobre, calendario completo
Ma torniamo ai titoli di Stato: il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha programmato diverse emissioni nel corso del mese. Ecco le date da segnare in calendario:
- 9 ottobre – asta Bot;
- 13 ottobre – asta Btp a medio-lungo termine;
- 19-23 ottobre – collocamento Btp Valore e Btp Valore Insieme;
- 27 ottobre – asta Btp Short Term e Btp€i;
- 28 ottobre – asta Bot;
- 29 ottobre – asta Btp a medio-lungo termine.
Qui il calendario delle comunicazioni del Tesoro, che precedono le singole aste:
- 6 ottobre – annuncio prima asta Bot;
- 8 ottobre – annuncio asta Btp a medio-lungo termine;
- 22 ottobre – annuncio asta Btp Short Term e Btp€i;
- 23 ottobre – annuncio seconda asta Bot;
- 26 ottobre – annuncio seconda asta Btp a medio-lungo termine.
Gli annunci ufficiali conterranno gli importi offerti, le scadenze e le condizioni delle emissioni. Per i titoli i cui tassi non sono ancora stati comunicati, non è quindi possibile stabilire in anticipo il rendimento effettivo.
Quale titolo di Stato conviene con l’inflazione al 4,2%
Non esiste un titolo di Stato adatto a tutti i risparmiatori: la scelta dipende dall’orizzonte temporale, dalla necessità di incassare periodicamente gli interessi, dalla tolleranza alle oscillazioni dei prezzi e dalle aspettative sull’inflazione e sui tassi.
Bot
I Buoni ordinari del Tesoro non prevedono cedole periodiche: il risparmiatore li acquista a un prezzo inferiore al valore nominale e incassa l’intero importo alla scadenza. La differenza rappresenta il rendimento lordo dell’investimento. I Bot servono soprattutto a chi vuole parcheggiare liquidità per un breve periodo esponendosi poco alle oscillazioni di prezzo che sono tipiche dei titoli con scadenze più lunghe.
Btp Valore e Btp Valore Insieme
Entrambi avranno una durata di cinque anni. Il primo Btp Valore distribuirà cedole trimestrali crescenti nel tempo, secondo il meccanismo step-up. Il secondo, denominato Btp Valore Insieme, riconoscerà invece un’unica cedola alla scadenza.
Il Btp Valore con cedole trimestrali crescenti può interessare chi desidera ricevere flussi di cassa periodici e preferisce incassare gli interessi durante la vita del titolo. Il Btp Valore Insieme si rivolge invece a chi non ha bisogno di incassare cedole periodiche e preferisce ricevere i soldi tutti alla scadenza.
Btp Short Term
Il 27 ottobre è previsto il collocamento dei Btp Short Term, titoli introdotti nel 2021 in sostituzione dei Certificati di credito del Tesoro zero coupon. Hanno una durata compresa tra 18 e 36 mesi e funzionano in modo simile ai Btp tradizionali: riconoscono cedole fisse semestrali e possono generare un ulteriore guadagno se il prezzo di acquisto è inferiore al valore nominale rimborsato alla scadenza. Possono essere adatti a chi cerca una soluzione intermedia tra i Bot e i Btp di durata più lunga.
Btp€i
Sempre il 27 ottobre il Tesoro offrirà i Btp€i, titoli di Stato indicizzati all’inflazione dell’Eurozona. La loro peculiarità è l’adeguamento del capitale e delle cedole all’andamento dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo dell’area euro, elaborato da Eurostat al netto dei prodotti del tabacco. Gli interessi vengono pagati ogni sei mesi e sono calcolati su un capitale rivalutato in base all’inflazione di riferimento. Anche il capitale rimborsato alla scadenza tiene conto dell’indicizzazione, secondo le regole previste dal titolo. È pensato per chi vuole proteggere il potere d’acquisto dall’aumento dei prezzi nell’area euro. Può essere particolarmente interessante per chi teme una fase prolungata di inflazione elevata. Attenzione: l’indice di riferimento è quello dell’Eurozona, non l’inflazione italiana.
Btp a medio-lungo termine
Si tratta dei titoli di Stato a tasso fisso con scadenze che possono andare da tre fino a 50 anni. Il funzionamento: il risparmiatore riceve cedole semestrali e ottiene il rimborso del valore nominale alla scadenza. A seconda del prezzo di acquisto, può inoltre realizzare un guadagno o una perdita in conto capitale. Possono essere adatti a chi dispone di un orizzonte temporale più lungo e desidera assicurarsi un flusso di interessi periodici. Chi ritiene che i tassi di mercato possano scendere potrebbe anche beneficiare di un aumento delle quotazioni dei titoli già acquistati. Ma se i rendimenti di mercato salgono, il valore dei Btp a tasso fisso tende a scendere.
Come partecipare alle aste dei titoli di Stato
I piccoli risparmiatori non possono partecipare direttamente alle aste dei titoli di Stato. Le richieste devono essere presentate attraverso banche o intermediari autorizzati, anche tramite i servizi di home banking.
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