Giovanni Ferrero alla presidenza della holding, nascono le macroaree «core» e «gelati e cereali», affidate ai manager Nervegna e Civiletti
Ferrero cresce ancora e vede ormai il traguardo sopra i 25 miliardi di ricavi, grazie all’acquisizione negli Usa di WK Kellogg Co. E riorganizza la governance per affrontare le nuove sfide. Ferrero international si muove e — anche in funzione dei futuri passaggi generazionali tra manager — apre un nuovo capitolo della sua storia. Il gruppo con sede ad Alba domani terrà infatti a battesimo la nuova struttura di governance.
Nascono ufficialmente due divisioni che si focalizzeranno sulle sfide future. È un nuovo schema «pensato per consolidare la competitività nel settore dei prodotti dolciari confezionati», aveva spiegato l’azienda che ha identificato due nuovi ruoli che riporteranno direttamente a Giovanni Ferrero. Da presidente esecutivo l’imprenditore diventa presidente di Ferrero International, holding del gruppo che governa attività con un fatturato che a fine agosto del 2025, ultimo bilancio disponibile, ha chiuso a 19,3 miliardi. Ferrero continuerà a disegnare le strategie di lungo periodo, lo sviluppo con al centro l’m&a che lo ha reso protagonista sui mercati. Insomma, la rotta rimane saldamente nelle sue mani: stabilirà la traiettoria della nuova dimensione aziendale che sta creando. Annunciata a marzo, la nuova governance ha avuto il tempo necessario per diventare operativa. Non è un cambio brusco, ma un lungo affiancamento tra i manager, nel segno della continuità.
Nel dettaglio, l’attuale ceo del gruppo Lapo Civiletti — classe 1961, il primo manager esterno cui la famiglia Ferrero aveva affidato la guida della multinazionale quasi dieci anni fa — assumerà il ruolo di presidente dell’americana WK Kellogg Co e di Ferrero Ice cream, il polo dei gelati tra Stati Uniti ed Europa. Si tratta di prodotti che escono dal perimetro tradizionale che necessitano governance dedicata e un forte coordinamento.
Un mondo nuovo
È un mondo nuovo che si deve integrare e sul quale il gruppo ha grandi ambizioni. Alessandro Nervegna, classe 1965, attualmente a capo della strategia e dell’innovazione, assume il ruolo di ceo di Ferrero Core, con la responsabilità quindi delle categorie chiave del gruppo, tra cui dolci, biscotti e prodotti da forno, e il segmento Better-For-You, vale a dire il mercato delle barrette energetiche. In pratica, a lui faranno riferimento i prodotti e i marchi che definiscono il perimetro storico della società, nomi come Nutella, Kinder e Ferrero Rocher, impegnati a crescere sui mercati e a declinare nuove versioni. Da 28 anni in Ferrero, Nervegna ha lavorato in Germania, Gran Bretagna e Sud America fino a diventare il manager chiave dell’innovazione della multinazionale. Giovanni Ferrero così adegua la struttura alle nuove dimensioni e disegna un nuovo schema di governance propedeutico anche a garantire continuità nel futuro passaggio generazionale tra manager della multinazionale.
Una squadra più forte
Il rilievo che ormai grandi mercati come quello statunitense hanno assunto necessitava di un rafforzamento della squadra. A metà agosto il gruppo ha firmato un accordo per l’acquisto negli Usa di Purely Elisabeth, società che produce granola, vale a dire un mix di cereali e fibre per la prima colazione da mettere nel latte o nello yogurt, nella nicchia dei prodotti salutistici. L’azienda americana realizza un fatturato superiore ai 150 milioni di dollari e ha aggiunto un nuovo tassello alla mappa americana. È stata la più recente delle acquisizioni e ha contribuito a spingere il business Oltreoceano a un fatturato che ormai si avvicina a circa il 50% di quello complessivo. La recente mossa negli Stati Uniti è arrivata dopo una lunga stagione di crescita sul mercato Nordamericano e ha seguito a ruota quelle di Fanny May, Ferrara candy company, del business dolciario di Nestlé, di Wk Kellogg (la parte americana del business dei cereali da colazione), dei gelati Wells (per circa 1,5 miliardi) e di recente di Power crunch. Il nuovo investimento è parte integrante della strategia che punta ad ampliare il portafoglio nelle categorie di prodotto a elevato tasso di crescita.
La catena societaria
In parallelo con la nuova squadra manageriale, il gruppo Ferrero di recente ha anche svelato l’apice della catena societaria con la holding lussemburghese 3F’s che sta sopra la Ferrero international e la belga Cth. La piattaforma ha chiuso l’esercizio al 31 agosto 2025 con un fatturato consolidato pari a 22,3 miliardi, in crescita del 5,3% rispetto all’anno precedente. Il margine operativo è stato di 3,2 miliardi, in aumento dell’11,2%. Alla chiusura del bilancio, 3F’s contava 62.797 dipendenti, 64 stabilimenti e gestiva un totale di asset consolidati pari a 27,4 miliardi.
Sotto la 3F c’è quindi la belga Cth invest, il punto dal quale Giovanni Ferrero ha avviato la sua rivoluzione annunciata nel 2015 per esplorare mondi nuovi e puntare sulla diversificazione. È diventata il secondo produttore al mondo dopo Mondelez di biscotti dolci, grazie alle acquisizioni di Delacre, Fox’s Biscuits e Burton’s Biscuits. La holding belga custodisce infatti marchi e attività negli Usa dove possiede per esempio la Ferrara Candy (con i brand Jelly Belly, Nerds, Sweetarts).
Ferrero International ha invece in portafoglio marchi come Nutella, Kinder e Ferrero Rocher. È anche il cuore dell’innovazione. Ha ampliato l’universo di Nutella nei prodotti da forno surgelati e ha lanciato Nutella Plant-Based e più recentemente, Nutella Peanut. Con l’acquisizione di Wells Enterprises negli Usa ha poi diversificato nei gelati, un’attività che ora è stata sviluppata anche sui mercati europei.
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