Meloni consegna la Medaglia d’Oro alla moglie di Carlo Legrottaglie, il carabiniere ucciso nell’ultimo turno prima della pensione


Il sacrificio di Carlo Legrottaglie, morto in servizio a Francavilla Fontana

Il 12 giugno 2025, a Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi, il Brigadiere Capo dei Carabinieri Carlo Legrottaglie è stato ucciso durante un intervento seguito a una rapina. Era in servizio presso il Nucleo Radiomobile della Compagnia di Francavilla Fontana quando, insieme a un collega, intercettò un veicolo sospetto.

L’auto non si fermò all’alt intimato dai militari e iniziò la fuga. Da quel momento, una normale operazione di controllo si trasformò in un inseguimento drammatico, concluso con la morte del carabiniere.

Legrottaglie fu colpito mortalmente da un colpo d’arma da fuoco esploso da uno dei malviventi durante le concitate fasi dell’inseguimento a piedi.

La Medaglia d’Oro alla memoria consegnata alla moglie

In occasione della cerimonia del 212° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, svoltasi a Reggio Calabria, la moglie di Carlo Legrottaglie ha ricevuto la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria.

A consegnare l’onorificenza è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante una cerimonia dal forte valore simbolico e istituzionale.

Legrottaglie, promosso per l’estremo sacrificio al grado di Maresciallo, è stato ricordato come esempio di coraggio, senso del dovere e dedizione allo Stato.

La motivazione dell’onorificenza ne restituisce il profilo con parole nette: “Fulgido esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere, spinti fino all’estremo sacrificio”.

L’inseguimento dopo la rapina e lo sparo mortale

Secondo la ricostruzione contenuta nella motivazione dell’onorificenza, Carlo Legrottaglie, addetto all’aliquota radiomobile di una compagnia distaccata in un territorio segnato da un elevato indice di criminalità, si pose all’inseguimento di due individui sospetti a bordo di un’autovettura poi risultata rubata.

Il veicolo, una Lancia Ypsilon, terminò la fuga contro un muretto e un palo della rete elettrica. A quel punto i rapinatori scesero dall’auto e tentarono di fuggire a piedi.

Fu in quei momenti che uno dei malfattori, armato di pistola, affrontò il militare con evidente intento violento. Legrottaglie venne raggiunto da un colpo esploso contro di lui. Pur gravemente ferito, non cercò riparo: replicò con l’arma in dotazione prima di accasciarsi al suolo.

Morì alle prime luci dell’alba, nel pieno adempimento del proprio dovere.

L’ultimo turno prima della pensione

La storia di Carlo Legrottaglie colpisce anche per un dettaglio che pesa come una ferita nella memoria collettiva: quello del 12 giugno 2025 era il suo ultimo turno di servizio.

Aveva davanti pochi giorni di licenza prima della pensione, prevista per il 5 luglio 2025, giorno in cui avrebbe compiuto 60 anni. Nato a Cisternino il 5 luglio 1965, Legrottaglie aveva dedicato la vita all’Arma dei Carabinieri.

Entrato nell’Arma da giovane, aveva prestato servizio in diverse sedi, tra cui Fasano. Dal 2016 era stato assegnato al Nucleo Radiomobile della Compagnia di Francavilla Fontana.

La Medaglia d’Argento al collega Costanzo Giuseppe Garibaldi

Nel corso della stessa cerimonia è stata conferita la Medaglia d’Argento al Valor Militare al Brigadiere Costanzo Giuseppe Garibaldi, componente dello stesso equipaggio.

Garibaldi assistette alla tragica uccisione del collega e contribuì con determinazione all’arresto del responsabile. Un intervento compiuto in un contesto drammatico, pochi istanti dopo l’esplosione dei colpi e la morte del carabiniere con cui era in servizio.

Le parole del ministro Crosetto: “La sua memoria è un patrimonio prezioso”

A un anno dalla morte del Maresciallo Carlo Legrottaglie, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ricordato il valore del suo sacrificio.

“Il tempo non attenua il valore del sacrificio di chi ha dato la vita per servire lo Stato. A un anno dalla morte del Maresciallo dei Carabinieri Carlo Legrottaglie, Medaglia d’Oro al Valor Militare, l’Italia ricorda un uomo che ha scelto il dovere, il coraggio e il servizio fino all’estremo. La sua testimonianza continua a vivere nell’esempio quotidiano delle donne e degli uomini dell’Arma e di tutta la Difesa. La sua memoria è un patrimonio prezioso che abbiamo il dovere di custodire e tramandare”, ha dichiarato Crosetto.

Parole che fissano il punto: la morte di Carlo Legrottaglie non è soltanto una pagina di cronaca nera. È il racconto di un servitore dello Stato che, davanti al pericolo, non ha arretrato.

Chi era Carlo Legrottaglie

Carlo Legrottaglie era nato a Cisternino, in provincia di Brindisi, il 5 luglio 1965. Militare dell’Arma dei Carabinieri, aveva costruito la propria carriera attraverso anni di servizio sul territorio.

Dopo diverse esperienze operative, nel 2016 era arrivato al Nucleo Radiomobile della Compagnia di Francavilla Fontana. Un reparto impegnato ogni giorno nel controllo del territorio, negli interventi di emergenza e nel contrasto alla criminalità.

Il 12 agosto 2025, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri gli attribuì un encomio solenne e il grado di Maresciallo.

Una storia che pesa sulla memoria del Paese

La vicenda di Carlo Legrottaglie resta una storia durissima, resa ancora più dolorosa da una coincidenza: un uomo vicino alla pensione, all’ultimo turno, ucciso mentre tentava di fermare chi fuggiva dopo una rapina.

La Medaglia d’Oro consegnata da Giorgia Meloni alla moglie non cancella il dolore, ma consegna alla memoria pubblica il senso di un sacrificio estremo.

Carlo Legrottaglie è morto facendo il carabiniere fino all’ultimo istante. E il suo nome resta legato a una parola semplice, spesso abusata ma qui inevitabile: dovere.

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 Marco De Santis

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