“Il futuro è adesso – Per un nuovo umanesimo digitale“. Questo il titolo scelto per l’evento ospitato, in mattinata odierna, presso il Polo Culturale “Mattia Preti” di Reggio Calabria, nel quale si è affrontato, a 360°, il tema dell’intelligenza artificiale nell’informazione a 360°. L’evento è stato promosso dal Comitato Regionale per le Comunicazioni della Calabria, sempre molto attento al rapporto fra l’IA e l’informazione. L’incontro è stato strutturato attraverso 3 panel condotti da Fulvio Scarpino, Avvocato – Presidente Co.Re.Com. Calabria; Mario Mazza, Avvocato – Componente Co.Re.Com. Calabria; Pasquale Petrolo, Giornalista Componente Co.Re.Com. Calabria:
- Informazione, Intelligenza Artificiale e Democrazia
- Diritti, Istituzioni e Governance del Futuro Digitale
- Umanesimo Digitale, Educazione e Comunità Educante
Scarpino: “dal Corecom un ponte di ascolto fra generazioni”
Fulvio Scarpino, Avvocato e Presidente Co.Re.Com. Calabria, ha aperto l’incontro con una riflessione: “questo evento chiude il percorso iniziato 3 anni fa. De Crescenzo diceva che il mondo è fatto da migliaia di bivi. Voi ragazzi, farete centinaia di scelte, anche inconsapevolmente, eppure quelle scelte cambieranno il modo di essere. A volte basterà una telefonata, un messaggio, una foto. Quelle foto e quei messaggi resteranno in un mondo virtuale, nuovo, che stiamo iniziando a capire adesso. Narreremo a voi il pensiero del Corecom e di come oggi si debba creare un ponte fra generazioni, un ponte di ascolto“.
Nucera: “Consiglio Regionale della Calabria è stato il primo a legiferare in ambito di intelligenza artificiale”
Carmelo Nucera, capo gabinetto presidenza del Consiglio Regionale della Calabria: “iniziativa importante, che oltre ad avere un contenuto di idee e programmi vuole essere un nastro che si riavvolge, si va a delineare per raccontare le attività che il Corecom ha fatto in questo quadriennio. Attività che hanno lasciato traccia anche a chi verrà dopo per continuare questo percorso. Il plauso del Consiglio Regionale va alla guida illuminata di questo Corecom. Il futuro è adesso – Per un nuovo umanesimo digitale è una sfida per governa i progressi dell’evoluzione tecnologica. L’uso consapevole di questi strumenti e innovazioni non poteva che essere strumento di studi e analisi da parte del Corecom, il primo in Italia a porre l’accento sull’evoluzione digitale e comunicativa. Il Consiglio Regionale della Calabria è stato il primo a legiferare in ambito di intelligenza artificiale“.
Petrolo: “la rete deve essere contaminata da un’umanità digitale”
Pasquale Petrolo, Giornalista Componente Co.Re.Com. Calabria, ha dichiarato: “ci siamo trovati in questo viaggio davanti a un passaggio epocale. Siamo passati da una società della conoscenza e del sapere post industriale a un ecosistema digitale contaminato da social e IA. La sfida che abbiamo affrontato era da far tremare i polsi. Vi era un confine invisibile tra il mondo reale e il mondo digitale. Un confine che noi, senza accorgercene valichiamo quotidianamente, quando davanti a uno smartphone leggiamo una notizia, ci relazioniamo davanti ai social.
Abbiamo voluto dare un approccio etico al nostro mandato. Il Corecom sovrintende ai mezzi di comunicazioni calabresi e si occupa anche di media education. Il Corecom Academy in tour, creando una comunità educante con giornalisti e accademici, abbiamo iniziato a creare un’educazione affettiva e digitale. L’abbiamo fatto creando le torri digitali, presidi etici con cui orientarsi. L’abbiamo fatto consapevoli del fatto che la rete deve essere contaminata da un’umanità digitale. Non facendoci trasportare, ma avendo ben chiaro che una contaminazione fatta di emozioni e umanità deve pervadere questo mondo digitale e lo deve governare“.
Informazione, Intelligenza Artificiale e Democrazia
Soluri: “il giornalista usi l’IA per utilità, non si appiattisca a essa”
Giuseppe Soluri, Presidente Ordine dei Giornalisti della Calabria, ha dichiarato: “l’IA permea tutti i settori della nostra vita. Sarà importantissima e determinante per portare utilità, mi riferisco alla sanità, a settori più tecnici e meno legati alla qualità intellettuale delle persone, com’è nel caso del giornalismo. Nel campo del giornalismo l’IA sta portando una serie di variabili: alcune positive, altre tutt’altro che positive. Il primo ambito negativo è quello che porta molte aziende editoriali a ritenere, erroneamente, per una propria utilità economica, che si possa sostituire il lavoro dei giornalisti con l’IA. L’IA lavora in funzione dei dati inseriti nei server. Sono dati scelti dagli uomini, dalle aziende. Bisogna vedere con quali fini.
C’è bisogno di una percezione etica di questo settore, l’IA bisognerebbe governarla anche se appare difficile, si parla di big data di livello planetario. Il lavoro del giornalista dovrebbe rimanere quello di sempre: vedere quel che accade, cercare di capire perchè e come accade, cercare di valutarlo sulla base di dati oggettivi e verificati, raccontare all’esterno quello che è accaduto sulla base della propria sensibilità personale, cultura, professionalità e consapevolezza di dare un servizio pubblico. Abbiamo il diritto di informare liberamente, purchè sviluppiamo il nostro lavoro avendo contezza di garantire un’informazione corretta. Il giornalista deve utilizzare l’IA solo per l’utilità, ad esempio, per un lavoro di routine: il giornalista così può ritagliarsi più spazio per fare meglio il suo lavoro. Se il giornalista si appiattisce sull’intelligenza artificiale, anche per una questione di utilità di tempo e personale, farebbe male il suo lavoro e in contrasto con i propri valori e la propria deontologia.
Poi c’è il problema che le aziende editoriali riterranno di fare con l’IA. Se si utilizza per migliorare il servizio, insieme alla struttura giornalistica è un discorso, se la si utilizza per ridurre la platea dei giornalisti si otterrà un’utilità economica, ma anche un servizio che a distanza verrà riconosciuto come peggiore. Nessuno può pensare che la gente non si accorga della qualità di un servizio“.
Massimo Fedele: “lo 0.8% dei nostri sogni riguardano lo smartphone. IA si integri all’umano”
Massimo Fedele, Direttore Rai Calabria, ha dichiarato: “siamo partiti il 22 febbraio 2023, quando firmammo in sede Rai il protocollo d’intesa. Quando vedo scritto ‘Il futuro è adesso’ dico di sì e che parte da ottime radici con le iniziative che avete fatto. Volevo condividere con voi alcune impressioni. Lo smartphone, circa 20 anni fa non esisteva, esisteva il telefono per telefonate e sms. Poi ci si è evoluti e si è arrivati ai social. Oggi è uno strumento insostituibile. Ieri leggevo un dato: meno dell’1% dei nostri sogni fa parte del cellulare, il nostro inconscio non ne tiene conto. Lo 0.8% si riferisce allo smartphone, in cui c’è tutto fondamentalmente. Una semplice domanda che noi tutti facciamo giornalmente su ChatGPT equivale al consumo di 3.30 minuti di una lampadina di 60 watt.
L’IA non può sostituire l’etica del giornalista. In Rai teniamo conto dell’IA….
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Mirko Spadaro
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