La rigenerazione delle aree dismesse non riguarda soltanto il recupero di ex comparti produttivi, caserme, scali ferroviari o infrastrutture abbandonate. In alcuni casi, la condizione di partenza è meno visibile ma altrettanto profonda: luoghi sottratti alla criminalità organizzata, segnati da una storia di chiusura, esclusione e distanza dalla vita collettiva, tornano progressivamente a essere parte del territorio. La trasformazione dei beni confiscati introduce così una dimensione ulteriore nel tema della rigenerazione: non solo rifunzionalizzare superfici e volumi, ma restituire accessibilità, fiducia e presenza pubblica. Libera Masseria a Cisliano, Civico Civico a Riesi e il Complesso Zagaria a San Cipriano d’Aversa mostrano tre modi diversi di convertire patrimoni compromessi in infrastrutture sociali. Dalla scala della masseria periurbana, alla casa di paese, al grande complesso immobiliare, il progetto diventa uno strumento di cura condivisa.
A Cisliano, nell’area metropolitana milanese, Libera Masseria trasforma un complesso immobiliare di circa 10.000 m2 confiscato alla ’ndrangheta, in particolare alla famiglia Valle-Lampada, in uno spazio aperto alla cittadinanza. Il progetto, affidato a Stefano Boeri Interiors e assegnato al Comune di Cisliano, lavora su una condizione fortemente simbolica: una proprietà un tempo chiusa diventa un luogo destinato all’accoglienza, alla formazione, al food e all’antimafia sociale.
L’intervento sceglie una strategia ibrida. I fabbricati principali, dove erano presenti ristorante, pizzeria, spazi tecnici e appartamenti, vengono recuperati attraverso opere di risanamento ed efficientamento energetico; le parti costruite senza permesso e prive di qualità architettonica vengono invece demolite
per lasciare spazio a nuovi volumi flessibili. Il progetto non interpreta il complesso come una semplice sommatoria di edifici, ma come un sistema di spazi costruiti e aperti, articolato in due ambiti: l’area settentrionale, legata alla ristorazione e all’accoglienza, e quella meridionale, concepita come nuovo polo pubblico. La parte più radicale dell’intervento riprende la struttura storica della masseria e della cascina lombarda, organizzando i nuovi edifici attorno a un grande spazio aperto comune. Tre corpi disposti a C, in parte uniti da una copertura continua, definisco una piazza centrale capace di accogliere eventi, feste e attività collettive; portici e spazi intermedi offrono riparo dal sole e dalla pioggia, mentre il padiglione verde, attrezzato con cucina e servizi, si apre su tre lati verso l’esterno.
L’area della piscina conserva una vocazione più raccolta, destinata all’aggregazione dei giovani durante i campus estivi, mentre il vecchio parcheggio viene trasformato in prato e orto urbano per le attività di formazione alberghiera. La masseria si configura così come un bene comune di prossimità, capace di tenere insieme memoria civile e uso quotidiano. Il programma rafforza questa vocazione: i campi residenziali “Scegli da che parte stare”, le sale per la formazione, le attività legate alla ristorazione e gli appartamenti per famiglie in temporaneo stato di bisogno trasformano il complesso in un luogo di apprendimento pratico, dove educazione, lavoro e socialità si intrecciano.
Anche la strategia ambientale partecipa a questa nuova identità: cappotti termici, nuovi serramenti, coperture ad alte prestazioni, pannelli solari, pompe di calore e geotermia accompagnano la riconversione del bene in una piattaforma sostenibile, aperta e condivisa. Qui la rigenerazione non cancella la storia precedente, ma la rilegge attraverso nuovi usi: ciò che era separato dalla comunità diventa infrastruttura sociale.
Libera Masseria
Luogo: Cisliano, Milano
Committente: Comune di Cisliano, con Associazione Una Casa Anche Per Te Onlus e Caritas Ambrosiana
Superficie: 10.000 m²
Status: in corso
Architetto: Stefano Boeri Interiors
Render: © e courtesy Stefano Boeri Interiors
A Riesi, in provincia di Caltanissetta, Civico Civico interviene su una scala opposta e complementare. Il progetto, sviluppato nell’ambito del LURT – Laboratorio Umano di Rigenerazione Territoriale – con il coinvolgimento del collettivo orizzontale e dell’architetta Flora La Sita, nasce dalla trasformazione di una palazzina di tre piani confiscata a Cosa Nostra e affidata in gestione al Servizio Cristiano.
La prima edizione del laboratorio, nell’agosto 2020, lavora sul piano terra dell’edificio con un duplice obiettivo: aprirlo a un uso pubblico, in connessione visiva e fisica con la strada, e renderlo flessibile per attività diverse. La casa diventa una soglia civica. La pianta dell’ex edificio residenziale viene modificata attraverso la sottrazione di alcune partizioni interne, ampliando i vani e lasciando visibili le tracce delle demolizioni come geometrie incomplete nei nuovi ambienti. La luce entra attraverso nuovi infissi: una finestra su via Piemonte diventa una grande porta vetrata, incorniciata da palanche di abete e sormontata da una linea luminosa, mentre la vecchia saracinesca del garage su via Campania viene sostituita da un infisso in ferro a due ante, disegnato a partire dai caratteri osservati nel contesto locale.
Il blu, elemento esplicito e riconoscibile del progetto, non agisce come semplice trattamento superficiale: tinge la nuova porta, l’asfalto e l’intonaco del muro, disegnando un campo visivo comune che rende leggibile la trasformazione e porta la presenza del nuovo spazio civico oltre il limite dell’edificio. In accordo con il Comune di Riesi, il tratto di via Campania viene pedonalizzato e trasformato nella “strada blu”, un grande spazio di gioco a cielo aperto dove linee bianche, curve e rette, compongono giochi di strada e suggeriscono usi possibili, proseguendo all’interno sul nuovo pavimento in legno.
Civico Civico mostra come la rigenerazione di un bene confiscato possa coincidere con una trasformazione del bordo. Gli arredi a scala urbana abitano alternativamente interno ed esterno, funzionando come sedute, giochi, spalti e dissuasori per le auto; all’interno, elementi semplici e modulari permettono diversi usi dello spazio. La pratica del cantiere, condivisa con maestranze locali, abitanti e giovani professionisti, rafforza la dimensione pedagogica dell’intervento: il progetto non consegna soltanto uno spazio rinnovato, ma costruisce appartenenza. A Riesi, lo spazio all’aperto coincide con la strada stessa, riconquistata come luogo civico e quotidiano.
Civico Civico
Luogo: Riesi, Caltanissetta
Committenti: Servizio Cristiano Riesi, plug_in
Superficie lorda: 200 m²
Completamento: 2020
Architetti: orizzontale + Flora La Sita
Fotografie: Gianluca Fiusco, Giulio Marzullo, orizzontale, Emanuele Piccardo, courtesy orizzontale + Flora La Sita
Infine, a San Cipriano d’Aversa, in provincia di Caserta, il Complesso Zagaria porta il tema della restituzione su una scala più ampia. Il grande complesso immobiliare confiscato alla famiglia di Michele Zagaria comprende tre ville, un’area un tempo destinata ad attività d’impresa e relativi spazi esterni, per una superficie totale di circa 13.500 m2. Promosso da Agrorinasce – Agenzia per l’innovazione, lo sviluppo e la sicurezza del territorio – e dal Comune di San Cipriano d’Aversa, con finanziamento del Ministero dell’Interno nell’ambito del POC Legalità 2014-2020 pari a 4,47 milioni di euro, il progetto mira a trasformare il bene in un incubatore per imprese sociali e giovanili. Qui la rigenerazione lavora su un luogo fortemente segnato dalla sua storia precedente, ma anche su un impianto spaziale già molto caratterizzato.
Le prime due ville, collocate all’ingresso dell’area, sono edifici gemelli su due livelli fuori terra e un piano interrato; la villa principale, più ampia, diventa il fulcro istituzionale e operativo del nuovo programma. Accanto agli edifici residenziali, l’area ex produttiva conserva uffici, un capannone e spazi aperti un tempo destinati alla sosta dei mezzi d’opera. Anche la struttura esterna del complesso racconta una condizione di separazione: un lungo viale centrale divide l’area in due parti ed è delimitato da muri in cemento armato a vista alti circa cinque metri. Il progetto ricompone questi elementi in un sistema unitario dedicato a lavoro, formazione e innovazione sociale.
Le due ville gemelle ospiteranno un’agenzia per il lavoro giovanile e spazi di co-working per giovani professionisti; la villa principale accoglierà la nuova sede operativa di Agrorinasce, attività formative e servizi per le imprese sociali e giovanili. Nuovi box e moduli saranno destinati all’insediamento delle imprese, mentre gli spazi aperti verranno ripensati come luoghi di attraversamento e relazione: una piazza per l’accoglienza, un campetto di calcetto utilizzabile anche come area di addestramento per droni, un nuovo sistema di circolazione carrabile e parcheggi adeguati al personale e agli utenti.
Il gesto principale è il cambiamento di significato: da spazio chiuso e sottratto alla vita collettiva a infrastruttura civica produttiva. Se Libera Masseria introduce accoglienza e formazione in un paesaggio periurbano e Civico Civico trasforma una casa in soglia pubblica, il Complesso Zagaria assume il lavoro come forma di restituzione. La collaborazione con l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e con il Distretto Aerospaziale della Campania rafforza questa direzione, legando la riqualificazione del bene a formazione professionale, tutoraggio, ricerca applicata, tecnologie aeronautiche e spaziali, e alla nascita di nuove imprese giovanili. Le ville, i moduli e gli spazi esterni diventano così supporto per una diversa idea di presidio territoriale, in cui la legalità non è soltanto memoria o testimonianza, ma possibilità concreta di sviluppo.
Complesso Zagaria
Luogo: San Cipriano d’Aversa, Caserta
Committenti: Agrorinasce, Comune di San Cipriano d’Aversa
Superficie del sito: 13.500 m²
Status: in corso
Architetto: Elpidio Maisto
Render: courtesy Agrorinasce, Comune di San Cipriano d’Aversa
Agata Tonetti
- © e courtesy Stefano Boeri Interiors
- © e courtesy Stefano Boeri Interiors
- © e courtesy Stefano Boeri Interiors
- © e courtesy Stefano Boeri Interiors
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© Emanuele Piccardo, courtesy orizzontale +
Flora La Sita
- DCIM/100MEDIA/DJI_0115.JPG
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© Giulio Marzullo, courtesy orizzontale +
Flora La Sita
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© Emanuele Piccardo, courtesy orizzontale +
Flora La Sita
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© Giulio Marzullo, courtesy orizzontale +
Flora La Sita
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© orizzontale, courtesy orizzontale +
Flora La Sita
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© orizzontale, courtesy orizzontale +
Flora La Sita
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© orizzontale, courtesy orizzontale +
Flora La Sita
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courtesy Agrorinasce, Comune di San Cipriano
d’Aversa
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