#Finsubito news dalla rete – FMI prevede crescita globale al 3,1% nel 2026, eurozona all’1,1%


Martedì il Fondo monetario internazionale (FMI) ha aumentato al 3,1% le previsioni di crescita globale per il 2026, citando la resilienza delle economie avanzate e il maggiore volume di investimenti nell’intelligenza artificiale.

La crescita rallenterà comunque rispetto al 3,5% previsto per il 2025, mentre i prezzi elevati dell’energia legati alla guerra tra Stati Uniti e Iran comportano rischi significativi, soprattutto per i Paesi a basso reddito esclusi dal boom di investimenti trainati dall’intelligenza artificiale.

Nell’eurozona, ha aggiunto il FMI, la crescita economica scenderà all’1,1% quest’anno, per poi registrare una lieve accelerazione nel 2027, a causa dei costi energetici ancora elevati e della scarsa fiducia dei consumatori.

La previsione per il 2026 contenuta nell’ultimo World Economic Outlook (Prospettive dell’economia mondiale) del Fondo monetario internazionale rappresenta un lieve rialzo di 0,2 punti percentuali rispetto al rapporto di luglio e arriva dopo una crescita dell’1,2% registrata lo scorso anno.

Pur essendo tornata al 2,6% nel secondo trimestre di quest’anno, dopo una crescita nulla nei primi tre mesi, la crescita del PIL dell’eurozona non basta a dissipare i rischi inflazionistici, che secondo il fondo resteranno elevati anche nel corso del prossimo anno.

Il conflitto in Medio Oriente e la guerra in corso della Russia contro l’Ucraina hanno fatto impennare i prezzi del petrolio e del gas naturale in tutto il mondo, rappresentando una grave minaccia per l’eurozona e per le altre economie che importano la maggior parte del loro fabbisogno energetico.

Il FMI ha sottolineato in particolare che “le scorte di gas restano inferiori alle medie stagionali in alcune aree d’Europa, rendendo il mercato del gas vulnerabile a condizioni meteo sfavorevoli in vista della stagione invernale del riscaldamento”.

L’inflazione è stimata al 3,1% per quest’anno e al 2,8% per il prossimo, ben al di sopra dell’obiettivo del 2% fissato dalla Banca centrale europea.

Ciò potrebbe imporre tassi d’interesse della BCE tali da frenare la spesa delle famiglie e gli investimenti, con il PIL dell’eurozona atteso in aumento fino a appena l’1,2% nel 2027.

Secondo il fondo “l’inflazione di fondo tornerà al 2% solo gradualmente”, nell’eurozona entro metà 2028 e nel Regno Unito entro la fine del 2027.

In Germania, la maggiore economia europea, la crescita è attesa all’1,3% per quest’anno, mentre il PIL della Spagna dovrebbe mantenersi sostenuto al 2,5%.

Per la Francia si prevede invece un’espansione di appena lo 0,4% nel 2024, ben al di sotto dello 0,9% atteso nel 2025, con la disoccupazione in aumento all’8,4% rispetto al 7,7% dello scorso anno.


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