#Finsubito news dalla rete – Ex San Giorgio, il Pd chiede al Comune un piano per recuperare l’immobile abbandonato


Sicurezza, fabbisogno abitativo, mobilità e servizi di prossimità nelle prospettive di rigenerazione urbana. Sono gli argomenti messi in evidenza dalla sottoscritta Sara Conforti, consigliera comunale del Partito Democratico portando all’attenzione di sindaco e Giunta – in particolare – l’ex complesso San Giorgio, già Casa del Pellegrino e successivamente utilizzato dall’Inail per attività riabilitative, situato in via Messidoro 20, che “rappresenta un patrimonio immobiliare di considerevoli dimensioni, da anni inutilizzato e progressivamente interessato da fenomeni di degrado”.

“Come riportato dalla stampa locale – specifica Conforti -, il complesso, di proprietà Inail, è attualmente proposto in vendita per 8,5 milioni di euro, con una superficie immobiliare di oltre 13mila metri quadrati distribuiti su cinque livelli; nel corso degli anni sono state avanzate diverse ipotesi di riutilizzo, tra cui quella di una residenza universitaria, senza che tali proposte abbiano trovato concreta attuazione”.

Dunque, individuando “condizioni di degrado e delle problematiche di sicurezza segnalate dai residenti relativamente all’ex complesso San Giorgio”, la sottosegretaria del Pd chiede se “l’Amministrazione comunale ne sia a conoscenza e se siano stati effettuati controlli, specificandone date ed esiti. E se siano state accertate criticità relative agli accessi non autorizzati – prosegue -, alle condizioni igienico-sanitarie e allo stato delle recinzioni e quali interventi siano stati eventualmente richiesti alla proprietà per garantire la sicurezza dell’immobile e delle aree circostanti”.

Conforti domanda inoltre “se sia stata verificata la presenza di colonie feline e altri animali all’interno del complesso e se sia stata tenuta in considerazione la salvaguardia delle alberature e delle aree verdi esistenti. E se negli ultimi anni vi siano state interlocuzioni tra il Comune e Inail relativamente alla vendita, al recupero o a possibili nuove destinazioni d’uso dell’immobile”.

In merito alle destinazioni d’uso, Conforti chiede “quali siano quelle ammesse e se, nell’ambito degli strumenti urbanistici vigenti, sia possibile prevederne la riconversione, totale o parziale, a funzioni residenziali, anche attraverso eventuali procedure o strumenti di rigenerazione urbana”.

La consigliera comunale rimarca poi l’urgenza di “effettuare una valutazione delle potenzialità del complesso rispetto al fabbisogno abitativo cittadino e se, alla luce delle esigenze abitative della città, l’Amministrazione disponga di una ricognizione aggiornata della domanda di alloggi Erp ed Ees, delle richieste inevase, del patrimonio pubblico inutilizzato e del fabbisogno abitativo di giovani, lavoratori, famiglie e studenti, e se tali dati possano costituire la base per valutare un progetto di recupero dell’ex San Giorgio”.

Sempre per quanto riguarda la rigenerazione del complesso, Conforti domanda se vi sia “la volontà dell’Amministrazione di promuovere un’interlocuzione istituzionale con Inail, Acer Ferrara e Regione Emilia-Romagna per verificare la fattibilità di un progetto e se intenda valutare forme di intervento diretto del Comune, comprese eventuali ipotesi di acquisizione, accordi di valorizzazione, partenariati pubblico-privati o altri strumenti giuridici ed economici, anche verificando la possibilità di accedere a finanziamenti regionali, nazionali ed europei destinati alla rigenerazione urbana e all’edilizia residenziale sociale”.

“Se l’Amministrazione ritenga opportuno promuovere uno studio preliminare di fattibilità urbanistica – aggiunge -, strutturale ed economico-finanziaria per il recupero dell’immobile, anche al fine di valutare costi, sostenibilità dell’intervento, eventuali vincoli e possibili destinazioni d’uso, e quali iniziative intenda assumere in tal senso”.

Qualora non siano attualmente previste iniziative finalizzate al recupero del complesso, Conforti chiede “quali siano le motivazioni di tale scelta e se l’Amministrazione intenda comunque assumere un ruolo attivo per individuare una prospettiva di riqualificazione, evitando che l’immobile continui a deteriorarsi e che un patrimonio di tali dimensioni rimanga inutilizzato; quali linee di trasporto pubblico locale servano attualmente l’area di via Messidoro (fermate, frequenze e fasce orarie); se in passato siano stati attivi collegamenti successivamente modificati o soppressi e se l’Amministrazione intenda verificare con il gestore un eventuale potenziamento verso centro, stazione ferroviaria, poli di studio e di lavoro, anche in funzione di un futuro progetto abitativo”.

La consigliera mette in evidenza anche i servizi essenziali, chiedendo se “si intenda predisporre delle attività commerciali di vicinato e dei percorsi pedonali e ciclabili effettivamente accessibili dall’immobile, insieme a un’eventuale riconversione, un piano di servizi e mobilità da attuare prima o contestualmente all’insediamento dei residenti”.

Conforti poi domanda se sia possibile il “coinvolgimento delle associazioni di categoria, realtà cooperative e associative e operatori economici per valutare l’attivazione di esercizi di prossimità e servizi quotidiani nell’area, indicando eventuali strumenti urbanistici, incentivi o accordi concretamente utilizzabili e se, nella valutazione delle destinazioni possibili, si intendano esaminare formule abitative miste e intergenerazionali, compresi cohousing, alloggi per giovani, studenti, lavoratori e anziani autosufficienti, evitando soluzioni monofunzionali prive di servizi e integrazione con il territorio”.

Infine, sugli alloggi Erp, la consigliera comunale chiede quanti di essi “risultino attualmente vuoti, quanti necessitino di interventi di ripristino e con quali risorse e tempi possano tornare assegnabili, distinguendo tali interventi immediati dall’eventuale progetto di lungo periodo sull’ex San Giorgio”.

“Se siano – conclude – state esaminate le opportunità di finanziamento nazionali e regionali per il recupero di alloggi pubblici e per nuove forme di residenzialità, precisando quali programmi siano effettivamente accessibili all’ex San Giorgio alla luce della proprietà, della destinazione urbanistica, dei requisiti e delle scadenze dei bandi”.


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