#Finsubito news dalla rete – Marco Monti entra nella Fondazione Pallacanestro Forlì 2.015: «Un progetto serio, in cui credere e investire»


Imprenditore immobiliare, titolare di un’azienda agricola e gestore di un wine bar in centro storico, Monti entra nella Fondazione biancorossa portando con sé una lunga passione per il basket. Al centro del progetto, la solidità della società, la sostenibilità economica e la crescita del settore giovanile.

La Fondazione Pallacanestro Forlì 2.015 allarga la propria base societaria con l’ingresso di Marco Monti, imprenditore forlivese di 49 anni e appassionato di pallacanestro da sempre. Un nuovo socio che rappresenta molto più di un contributo economico: il suo ingresso si inserisce in un percorso costruito nel corso degli ultimi undici anni, fondato sulla serietà, sulla solidità gestionale e sulla volontà di dare continuità al progetto biancorosso.

La conferenza stampa di presentazione si è aperta con l’intervento di Giancarlo Nicosanti, socio della Fondazione, che ha ripercorso il cammino compiuto dalla realtà forlivese, sottolineando il valore del lavoro svolto e la credibilità riconquistata dalla società dopo anni difficili.

«Il nostro è oggi un club che ricopre un ruolo importante nel panorama italiano. Credo che siamo riusciti a ridare credibilità a una società sportiva come Pallacanestro Forlì dopo qualche anno complicato», ha evidenziato Nicosanti, ricordando come, nel corso degli anni, la Fondazione abbia cercato di crescere con attenzione, guardando tanto ai risultati sul campo quanto a quelli fuori dal parquet.

L’ingresso di nuovi soci rappresenta, in questa prospettiva, un passaggio fondamentale per rafforzare ulteriormente il progetto. Non soltanto attraverso risorse economiche, ma soprattutto grazie alla condivisione di valori e responsabilità. Nicosanti ha accolto Monti con parole che sintetizzano bene lo spirito dell’iniziativa: «Quando la passione diventa qualcosa di concreto».

Entrare nella Fondazione, infatti, significa trasformare il proprio amore per la pallacanestro in un impegno reale, contribuendo alla costruzione di un progetto che coinvolge la squadra, i tifosi, le famiglie e l’intera comunità forlivese.

Un ingresso nel segno della continuità

A seguire è intervenuto Giuseppe Fabbri, che ha dato il benvenuto al nuovo socio sottolineando l’importanza di allargare una base composta da persone accomunate dalla stessa passione.

Fabbri, entrato nella Fondazione circa quattro anni fa, ha evidenziato come Monti rappresenti una figura particolarmente adatta a proseguire il percorso intrapreso: un uomo che conosce profondamente la pallacanestro, avendola vissuta prima da giocatore e poi da arbitro.

Un legame autentico con questo sport, dunque, che si inserisce in una visione di lungo periodo. L’obiettivo non è soltanto sostenere la prima squadra, ma contribuire alla crescita di un movimento capace di coinvolgere le nuove generazioni e offrire loro opportunità concrete.

«Dobbiamo dare continuità a tutti coloro che vengono al palazzetto e ci seguono, compresi quei giovani sostenitori che un domani potranno diventare dirigenti, allenatori o arbitri», è stato il senso del suo intervento. Un messaggio che guarda al futuro della pallacanestro forlivese, nella convinzione che la solidità di una società passi anche dalla capacità di formare e coinvolgere le persone.

Marco Monti: «Sono onorato di entrare in un progetto serio e concreto»

Il momento centrale della conferenza è arrivato con le prime parole di Marco Monti, che ha raccontato come l’idea di entrare nella Fondazione sia nata quasi per scherzo, per poi trasformarsi in una possibilità concreta.

«Sono veramente onorato. Ascoltando le parole di Riccardo alla cena degli sponsor, sono rimasto colpito dalla professionalità e dalla qualità della dirigenza. Ho visto un progetto serio e concreto nel quale poter esprimere anche una mia opinione e avere una parte attiva».

Poche parole, pronunciate con semplicità, ma sufficienti a chiarire le ragioni della sua scelta. Monti non si avvicina infatti alla pallacanestro da semplice sostenitore, ma da persona che ha trascorso gran parte della propria vita a contatto con questo sport.

Prima il campo da giocatore, poi l’esperienza arbitrale, iniziata a 22 anni e proseguita fino ai 35, con incarichi che lo hanno portato a ricoprire anche ruoli di istruttore e commissario arbitrale. Un percorso concluso per ragioni lavorative e personali, senza che venisse meno il legame con il basket.

«Ho sempre vissuto di pallacanestro e sono sempre stato innamorato della palla a spicchi. Entrare nella Fondazione è anche un motivo di orgoglio personale», ha raccontato Monti, con quella riservatezza che ha accompagnato tutto il suo intervento.

Classe 1977, forlivese, Monti ha mosso i primi passi sul parquet nelle giovanili della Latini, allenato inizialmente da Lino Lardo e Adolfo Marisi.

Dopo aver completato la carriera giovanile, ha continuato a vivere il mondo della pallacanestro attraverso l’arbitraggio, arrivando fino alla Serie C nazionale. Un’esperienza che gli ha permesso di conoscere il gioco da una prospettiva diversa, maturando una conoscenza diretta delle dinamiche e delle esigenze di una società sportiva.

Dall’attività imprenditoriale alla passione per Forlì

Nel corso delle domande dei giornalisti, Monti ha raccontato anche qualcosa in più della propria vita professionale. La sua attività principale è quella di imprenditore immobiliare, seguendo le orme del padre, geometra e costruttore che ha contribuito allo sviluppo edilizio della città.

Accanto al settore immobiliare, Monti gestisce personalmente un’azienda agricola a Forlì, con una produzione viticola destinata all’uva, e condivide con la moglie la gestione di un wine bar nel centro storico, Raro – L’Officina del Wine.

Un impegno professionale articolato, che si affianca alla vita familiare e alla passione per lo sport. Monti è infatti padre di due figli, una femmina e un maschio, di dieci e sette anni.

La sua scelta di entrare nella Fondazione nasce però soprattutto dalla convinzione che il progetto biancorosso abbia basi solide e una prospettiva di crescita ragionata.

«Mi sono appassionato al progetto ascoltando le parole di Riccardo alla cena di fine anno. È un percorso di crescita della squadra portato avanti in maniera ponderata, senza improvvisazioni, con principi sani e basi solide», ha spiegato.

Tra gli aspetti che lo hanno convinto maggiormente c’è il settore giovanile, considerato un elemento imprescindibile per costruire una società destinata a durare nel tempo. Monti ha sottolineato anche la propria stima per il lavoro di Gandolfi, responsabile tecnico del settore giovanile, che conosce da circa venticinque anni.

Una scelta, quindi, che guarda oltre la prima squadra e che riconosce nell’attività giovanile uno dei pilastri su cui costruire il futuro della pallacanestro forlivese.

Riccardo Pinza: «Un motivo di grande orgoglio»

A chiudere gli interventi ufficiali è stato Riccardo Pinza, presidente della Fondazione e della Pallacanestro Forlì 2.015, che ha accolto Monti con parole particolarmente sentite, legate anche a un rapporto personale e familiare di lunga data.

«Per me è un giorno di particolare soddisfazione. Conosco Marco praticamente da sempre: le nostre famiglie sono state molto vicine e i rapporti tra suo padre e mio padre erano strettissimi. È sempre stato una persona di riferimento per noi».

Un legame che rende l’ingresso di Monti ancora più significativo per il presidente, che ha evidenziato la soddisfazione di ritrovarsi oggi a condividere con lui un percorso comune, all’interno di una realtà che punta a consolidare il proprio ruolo nel panorama sportivo cittadino.

Pinza ha poi richiamato i valori che caratterizzano la Fondazione: serietà, professionalità e fiducia nel lavoro di chi è chiamato a gestire la componente sportiva. Un modello nel quale i soci svolgono una funzione di sostegno e responsabilità, lasciando ai professionisti del settore il compito di organizzare e sviluppare il progetto tecnico.

«Credo che chi, attraverso il proprio lavoro, è riuscito a raggiungere risultati professionali importanti abbia anche un debito di riconoscenza verso la città e verso questo sport. Per me questo è un modo per restituire qualcosa a Forlì, ai nostri tifosi e alla nostra comunità».

Il presidente ha quindi auspicato che l’ingresso di Monti non rimanga un episodio isolato, ma possa rappresentare un esempio capace di avvicinare altri imprenditori e appassionati alla Fondazione, rafforzandone ulteriormente le basi.

La solidità economica come condizione per crescere

Nel corso del confronto con i giornalisti, il tema della sostenibilità economica ha assunto un ruolo centrale. La Fondazione, è stato ribadito, ha costruito negli ultimi undici anni un percorso nel quale i soci si sono assunti direttamente la responsabilità di contribuire alla copertura delle esigenze economiche della società, con l’obiettivo di chiudere ogni esercizio senza lasciare debiti da trascinare negli anni successivi.

Un impegno tutt’altro che scontato nel panorama della pallacanestro italiana, come ha ricordato Pinza, forte della propria esperienza nel mondo del basket e delle difficoltà finanziarie incontrate da numerose società.

Il messaggio emerso è chiaro: la solidità del club viene prima di ogni ambizione sportiva. È da una struttura sana, credibile e sostenibile che possono svilupparsi una prima squadra competitiva, un settore giovanile di qualità e prospettive future ancora più ambiziose.

La Serie A2, è stato sottolineato, presenta costi sempre più impegnativi e richiede una gestione attenta delle risorse. Per questo Pallacanestro Forlì 2.015 intende continuare a lavorare per un modello sostenibile, capace di valorizzare il contributo dei soci, degli sponsor e del pubblico che ogni domenica segue la squadra al palazzetto.

In questo quadro, l’allargamento della Fondazione non rappresenta soltanto un rafforzamento finanziario, ma anche un’opportunità per ampliare la rete di relazioni, coinvolgere nuovi partner e consolidare il legame con il territorio.

«Vogliamo diventare più grandi perché questo significa avere maggiore solidità sotto tutti i punti di vista, non soltanto economico. Vogliamo dare forza al progetto e più persone condividono la responsabilità di portarlo avanti, meglio è», è stato il concetto ribadito da Nicosanti.

Un invito aperto alla città

La conferenza si è conclusa con un messaggio rivolto direttamente alla comunità forlivese. Le porte della Fondazione, hanno spiegato i suoi rappresentanti, sono aperte a chiunque condivida i principi del progetto e sia disposto a impegnarsi concretamente per il futuro della pallacanestro cittadina.

L’ingresso di Marco Monti assume così un valore che va oltre la singola adesione. È il segnale della volontà di proseguire un percorso collettivo, coinvolgendo nuove energie e competenze senza perdere di vista i principi che hanno accompagnato la crescita della società.

Dalle parole dei protagonisti è emersa una visione comune: continuare a investire nella pallacanestro forlivese con equilibrio, serietà e senso di appartenenza, senza inseguire risultati immediati a discapito della stabilità.

La nuova adesione si inserisce proprio in questa direzione. Una scelta personale, maturata attraverso la passione per il basket e la fiducia in un progetto condiviso, che rafforza il legame tra la Fondazione e la città.

Perché, come è stato ricordato durante l’incontro, sostenere Pallacanestro Forlì 2.015 non significa soltanto contribuire alla vita di una squadra, ma partecipare alla costruzione di una realtà sportiva che appartiene a tutta Forlì.




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