Chi ha vecchie cartelle per IMU, TARI, bollo auto o multe non pagate ha una nuova occasione per mettersi in regola con uno sconto importante, la rottamazione. Dal 15 ottobre l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) ha reso disponibile il prospetto con i debiti definibili e dal 16 ottobre si può presentare la domanda di adesione. Ecco come funziona e cosa controllare prima di muoversi.
Quali cartelle si possono rottamare
La definizione agevolata riguarda i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 da Comuni, Regioni ed enti locali. Tra i debiti interessati rientrano:
- IMU e altri tributi comunali non versati
- TARI, la tassa sui rifiuti
- bollo auto e altri tributi regionali
- multe per violazioni del Codice della strada
- altre entrate tributarie e non tributarie degli enti locali
Per capire se una cartella è ammessa non conta l’anno del tributo o della violazione, ma la data in cui il debito è stato affidato all’agente della riscossione.
Restano esclusi i debiti derivanti da condanne della Corte dei conti e quelli già compresi nella rottamazione-quater, quando al 30 settembre 2025 risultavano regolarmente pagate tutte le rate scadute. Possono invece rientrare i debiti per cui si è decaduti da precedenti rottamazioni.
Attenzione: non tutti i Comuni hanno aderito
È il punto più importante da verificare. La rottamazione non è automatica per tutti: vale solo per i debiti degli enti che hanno deciso di applicarla, adottando uno specifico provvedimento entro il 31 luglio 2026. Gli enti aderenti sono circa 1.500, tra cui anche grandi città come Roma, Napoli e Genova, e l’elenco è consultabile sul sito dell’AdER.
Se il tuo Comune o la tua Regione non è nell’elenco, nel prospetto non comparirà nulla. Inoltre la misura riguarda soltanto i debiti affidati all’AdER: restano fuori quelli riscossi direttamente dagli enti o tramite concessionari privati. Per queste entrate i singoli enti possono prevedere proprie definizioni agevolate, con regole, termini e scadenze diversi da caso a caso.
Il prospetto informativo: il primo passo
Prima di aderire conviene richiedere il prospetto informativo, il documento che elenca le cartelle ammesse e gli importi da pagare con la rottamazione. Gli importi sono calcolati senza considerare eventuali spese di notifica, spese per procedure esecutive e interessi di dilazione, che si aggiungono in un secondo momento.
Ci sono due modi per ottenerlo dal sito dell’AdER:
- area riservata, con SPID, CIE o CNS: entro 12 ore arriva un’email con il link per scaricare il prospetto, valido per cinque giorni
- area pubblica, compilando il modulo online e allegando un documento di riconoscimento: dopo le verifiche, entro cinque giorni arriva l’email con il link
Attenzione: richiedere il prospetto non equivale a presentare la domanda.
Come presentare la domanda e entro quando
La domanda si presenta solo online, dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026. Nell’area riservata il sistema mostra direttamente i carichi definibili e basta selezionare quelli da includere, senza allegare documenti. Dall’area pubblica si può invece compilare il modulo indicando i riferimenti delle cartelle.
In entrambi i casi bisogna scegliere se pagare in un’unica soluzione o a rate e indicare un indirizzo email ordinario (non PEC) per ricevere la ricevuta. Si possono inserire anche cartelle oggetto di contenzioso, ma in quel caso bisogna dichiarare la rinuncia alle controversie relative a quei debiti.
La scadenza vale sia per chi fa tutto da solo sia per chi si fa assistere da un CAF.
Quanto si risparmia
Lo sconto cambia in base al tipo di debito.
Per i tributi locali come IMU e TARI si paga il capitale, più le eventuali spese di notifica e delle procedure esecutive. Vengono eliminati sanzioni, interessi iscritti a ruolo, interessi di mora e aggio.
Per le multe stradali e le altre sanzioni amministrative non tributarie la sanzione principale resta dovuta: lo sconto riguarda gli interessi, comprese le maggiorazioni previste dalla legge, e l’aggio. Il risparmio può essere molto consistente soprattutto sulle cartelle più vecchie.
Come si paga: unica soluzione o fino a 54 rate
Chi aderisce può pagare in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure scegliere fino a 54 rate bimestrali, distribuite in nove anni. Ogni rata deve essere di almeno 100 euro, quindi la rateizzazione più lunga è possibile solo per debiti di almeno 5.400 euro. Sulle rate si applicano interessi del 3% annuo a partire dal 1° aprile 2027.
Le scadenze sono le seguenti:
- 2027: 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre
- dal 2028: 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno
Il calendario in sintesi: entro il 28 febbraio 2027 l’AdER comunicherà se la domanda è stata accolta, con gli importi dovuti, le scadenze e le modalità di pagamento. Poi parte il conto alla rovescia dei pagamenti.
Cosa succede se salti una rata della rottamazione?
Le regole sulla decadenza vanno conosciute prima di scegliere la rateizzazione. Si può restare indietro con una rata intermedia senza perdere subito i benefici, ma la definizione diventa inefficace se non vengono pagate, anche solo in parte, due rate (anche non consecutive) oppure l’ultima rata. Per il pagamento in unica soluzione e per l’ultima rata è prevista una tolleranza di cinque giorni.
In caso di decadenza, le somme già versate diventano acconti sul debito originario, riprendono le azioni di recupero e le cartelle non possono più essere rateizzate con la procedura ordinaria.
Pignoramenti, fermi e rateizzazioni già in corso
Presentando la domanda, per i debiti inclusi non possono essere avviate nuove procedure cautelari o esecutive e vengono sospese quelle già iniziate, salvo le eccezioni previste dalla legge. Restano però efficaci i fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti.
Per chi ha già un piano di rateizzazione, i pagamenti relativi ai debiti inseriti nella domanda sono sospesi fino al 31 marzo 2027, e a quella data i vecchi piani sui debiti ammessi vengono revocati automaticamente. Le rate dei debiti non rottamabili vanno invece pagate regolarmente.
Cosa fare adesso per la rottamazione
In ordine, i passaggi consigliati sono questi:
- verificare sul sito dell’AdER se il proprio Comune o la propria Regione è tra gli enti aderenti
- richiedere il prospetto informativo per vedere quali cartelle sono ammesse e quanto si pagherebbe
- valutare se conviene l’unica soluzione o la rateizzazione, in base all’importo e alla propria disponibilità
- inviare la domanda entro il 15 dicembre 2026
Non conviene aspettare gli ultimi giorni: tra verifiche, scelta del piano e invio telematico è meglio avere un margine.
Hai cartelle e non sai da dove partire?
Capire quali debiti rientrano, quanto si risparmia davvero e se conviene pagare in un’unica soluzione o a rate non è sempre immediato, soprattutto con più cartelle e più enti coinvolti.
Il CAF Fenalca è a disposizione presso le sedi su tutto il territorio nazionale per assistenza su cartelle esattoriali, rottamazione e qualsiasi chiarimento con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Puoi prenotare un appuntamento direttamente online sul sito fenalca.it.
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