Al 41° Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria, l’intelligenza artificiale al centro del confronto sulla competitività. Anghileri ha presentato il Piano ITAL.IA 2030, con proposte per accompagnare le PMI nella trasformazione e investire sui talenti. «Proiettare l’Italia nell’era dell’Intelligenza artificiale deve diventare un interesse nazionale strategico!»
Trasformare l’intelligenza artificiale in un’opportunità di crescita per le imprese e costruire una strategia che permetta all’Italia di sviluppare nuove tecnologie, rafforzando le proprie competenze industriali. È la sfida che ha animato il 41° Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria, ospitato il 16 e 17 ottobre al Grand Hotel Quisisana di Capri.
“StrategIA. Il futuro è un’impresa umana” è stato il titolo scelto per due giornate di confronto sul rapporto tra innovazione e responsabilità delle scelte. Un tema che ha attraversato la competitività delle imprese e il ruolo dell’Europa, fino alle opportunità di lavoro per le nuove generazioni.
A dare corpo a questa prospettiva è stata la relazione della Presidente dei Giovani Imprenditori, Maria Anghileri, che ha presentato il Piano ITAL.IA 2030. Un pacchetto di proposte nato dall’esperienza delle aziende per tradurre lo sviluppo dell’AI in una politica industriale per il Paese.
Anghileri, una strategia per guidare la trasformazione
«Non possiamo limitarci ad adottare l’AI, dobbiamo accelerare e trasformare davvero le nostre aziende».
Il richiamo di Anghileri ha riguardato innanzitutto gli imprenditori, chiamati a ripensare l’organizzazione delle imprese e a coinvolgere le proprie persone, affidando anche ai giovani le nuove funzioni legate all’intelligenza artificiale.
A sottolineare la portata economica della trasformazione, Anghileri ha richiamato una stima della Banca d’Italia secondo cui un’adozione rapida e diffusa dell’intelligenza artificiale potrebbe far aumentare la produttività del lavoro di oltre un punto percentuale all’anno.
«Sarebbe una svolta, in un Paese che da 25 anni non riesce a farla crescere», ha osservato.
Una trasformazione che richiede un impegno condiviso con la politica e continuità nelle scelte. «Proiettare l’Italia nell’era dell’Intelligenza artificiale deve diventare un interesse nazionale strategico!», ha affermato la Presidente.
In vista delle prossime elezioni, Anghileri ha chiesto ai partiti programmi capaci di guardare oltre il consenso immediato.
«Analizzeremo con attenzione i vostri programmi per misurare, in ognuno di essi, la quota di futuro». Un richiamo accompagnato da un criterio preciso: «Giudicheremo le proposte e, soprattutto, quanto siano realizzabili».
Il Piano ITAL.IA 2030 parte dalla forza industriale italiana
Il piano ha individuato due ambiti prioritari nei quali concentrare investimenti pubblici e privati. Il primo riguarda Industrial, Edge e Physical AI, con l’obiettivo di integrare l’intelligenza artificiale nelle macchine e nei processi produttivi, rendendoli più autonomi ed efficienti. Una strada per trasformare la forza manifatturiera italiana in leadership tecnologica e accrescere il valore dei beni strumentali destinati ai mercati internazionali.
Il secondo è quello dell’AI for Science e delle Life Sciences, dove le nuove tecnologie possono accelerare la ricerca e il passaggio dalla scoperta all’applicazione industriale, dalla farmaceutica alle biotecnologie.
In questa prospettiva, Anghileri ha espresso sostegno alla candidatura italiana a ospitare una delle AI Gigafactory europee. Un’infrastruttura capace di mettere a sistema le competenze già presenti nel Paese e favorire la crescita di un ecosistema industriale dell’intelligenza artificiale.
Accompagnare le PMI e creare Poli dell’AI
Per dare attuazione alla strategia, i Giovani Imprenditori hanno poi proposto una Unità di attuazione per l’AI, impegnata sia a favorirne l’adozione sia a rafforzare la capacità italiana di sviluppare nuove tecnologie.
Sul primo fronte, la proposta è un AI Adoption Act che coordini gli strumenti di sostegno alla ricerca con incentivi e infrastrutture, accompagnando soprattutto le piccole e medie imprese.
«Non possiamo permettere che la spina dorsale della nostra economia resti esclusa da questa rivoluzione», ha sottolineato Anghileri.
Sul secondo, il piano prevede la costruzione di Poli dell’AI, nei quali imprese, università e centri di ricerca possano sviluppare insieme nuove tecnologie, contando su infrastrutture di calcolo ed energia, con autorizzazioni rapide e strumenti finanziari dedicati.
La proposta di ZES AI richiama l’esperienza delle Zone economiche speciali, per concentrare in aree definite condizioni favorevoli agli investimenti, con particolare attenzione alle startup e alle nuove imprese innovative. In questi ecosistemi, Anghileri ha indicato un possibile ruolo di capofila per le aziende più grandi e strutturate del Sistema Confindustria.
Sovranità tecnologica europea ed energia competitiva
La dimensione europea ha attraversato tutta la relazione della numero uno dei Giovani di Confindustria che dal palco di Capri ha chiesto la costruzione di una filiera europea dell’AI fondata sulla sovranità dei dati e delle infrastrutture di calcolo.
«Noi non ci stiamo a diventare i “camerieri digitali” di Stati Uniti e Cina», ha affermato Anghileri.
La Presidente ha sollecitato l’Europa a superare la frammentazione che ostacola gli investimenti e impedisce di valorizzare pienamente il proprio patrimonio industriale e scientifico. Da qui il richiamo al mercato unico dei capitali, all’Unione del risparmio e degli investimenti e al 28° regime.
Sul fronte delle regole, ha messo in guardia dal rischio che l’incertezza interpretativa e gli adempimenti sproporzionati possano frenare la sperimentazione legata all’AI Act, spingendola fuori dall’Europa. Ha inoltre richiamato la necessità di una governance multilaterale dell’intelligenza artificiale, capace di tutelare le persone e le democrazie senza ostacolare l’innovazione.
Anghileri ha poi evidenziato il legame tra politica digitale ed energia. Lo sviluppo dell’AI richiede maggiore disponibilità di energia a costi competitivi, insieme a reti adeguate e autorizzazioni più rapide. Sul piano nazionale, ha chiesto procedure semplificate per i grandi progetti strategici, dall’energia al nucleare fino alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. «Il tempo è un fattore produttivo e lo è anche la buona amministrazione».
Competenze e salari per dare spazio ai giovani
Una parte centrale della relazione è quella che ha riguardato la formazione e l’attrazione dei talenti. Il progetto 500 Talenti per l’AI propone di selezionare cento persone l’anno per cinque anni, offrendo percorsi di alta specializzazione nei migliori centri internazionali, con un patto di rientro definito fin dall’inizio.
A questo Anghileri ha affiancato una campagna di reclutamento dei profili strategici già all’estero e la proposta di aggiornare per queste figure il regime degli impatriati. Per la scuola, ha indicato la necessità di un Alfabeto nazionale dell’intelligenza artificiale, mentre all’università ha chiesto percorsi che integrino competenze umanistiche e scientifiche.
L’attenzione ha riguardato anche l’ingresso nel lavoro e la necessità di preparare oggi le competenze che serviranno domani.
«Ma se non abbiamo più bisogno del junior di oggi, come formiamo il senior di domani?», ha domandato la Presidente, richiamando la necessità di ripensare i percorsi di apprendimento nelle aziende, affinché l’automazione delle attività iniziali non privi i giovani delle occasioni per costruire esperienza e assumere responsabilità crescenti.
Anghileri ha poi rilanciato la proposta di un regime Irpef agevolato per gli under 35, già presentata al Convegno di Rapallo dello scorso giugno. La misura prevede, per redditi fino a 50mila euro, un’esenzione decrescente nei primi cinque anni dal primo impiego, dal 100% nel primo anno al 20% nel quinto. L’obiettivo è offrire ai giovani un salario più competitivo e rendere più attrattiva la scelta di restare in Italia.
La Presidente ha inoltre espresso disponibilità al confronto sulla proposta del Ministro Giorgetti di applicare una flat tax agli aumenti salariali, a condizione che abbia un impatto significativo e rappresenti l’avvio di una vera strategia fiscale per i giovani.
Un impegno da inserire in una prospettiva più ampia, che comprenda anche case accessibili e servizi per conciliare lavoro e famiglia.
Perché, ha ricordato Anghileri, «alla fine le persone scelgono in base alla qualità complessiva della vita che un Paese è capace di offrire».
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