Da venerdì 31 luglio a domenica 2 agosto la quinta edizione del festival diffuso trasforma Tassonarla in una galleria a cielo aperto con installazioni, sculture monumentali, incontri, teatro e laboratori. Un progetto nato dall’iniziativa della comunità e cresciuto fino ad attirare artisti di fama internazionale, con l’obiettivo di costruire nel tempo un museo permanente immerso nel paesaggio.
Prima un artista ha preso casa a Tassonarla; poi un altro artista ha deciso di tornare nella casa di famiglia; poi due collezionisti d’arte contemporanea si sono innamorati di una casa con vista sull’Appennino Tosco Emiliano e vi si sono stabiliti; e in un qualche tempo le chiacchiere sull’arte sono diventate un Festival diffuso d’arte contemporanea, TassonArt. Per la prima edizione si è fatta leva sugli amici, sul volontariato, poi qualche finanziamento è arrivato attraverso i bandi e la quinta edizione è pronta ad aprire il sipario sul borgo con nomi affermati, cataloghi pubblicati, riqualificazioni urbane effettuate. Ma la comunità è rimasta salda, un’anima collettiva che si è fatta Comitato e che vede in primis l’impegno degli abitanti. Tutto il paese partecipa, si aprono i giardini privati, le taverne, i celebri archi riscoperti si fanno scenografia, palco, galleria. Da qui la riflessione sul tema dell’edizione: “terra, anima e materia”. I tre curatori, Samantha Ghironi, Mattia Lapperier e Alessio Manfredi, propongono un programma che va a ridefinire il rapporto tra arte, territorio e comunità. “Ogni anno le persone sono aumentate, è difficile fare un conteggio. E anche l’esposizione è più complessa – dichiara Manfredi -. Quest’anno abbiamo opere monumentali che pesano tonnellate e vanno smosse con gru impegnative. Dopo aver dato ampio spazio alla pittura, siamo voluti tornare un po’ alla scultura, come nella prima edizione. La scultura si presta alla riqualificazione dei luoghi: l’idea infatti è sempre quella di acquisire nuovi pezzi ogni anno sino ad aprire, in un futuro prossimo venturo, anche una strada nel bosco, proprio per caratterizzare Tassonarla come un Museo a cielo aperto dell’arte contemporanea”.
La kermesse sarà inaugurata venerdì 31 luglio alle 17:15 e si snoderà lungo tutto il paese. Novità dell’edizione: la mostra diffusa resterà visitabile per tutto agosto, con visite guidate con i curatori tutti i venerdì del mese alle 18:15. L’edizione 2026 si distingue per la presenza di importanti personalità dell’arte internazionale e per un programma che intreccia esposizione, formazione e approfondimento. Dopo l’inaugurazione, il talk con Angela Vettese intitolato “Nuove geografie dell’arte contemporanea”, tra le voci più autorevoli del sistema dell’arte contemporanea, autrice di testi su cui molti studenti hanno passato esami. “Vettese intercetta in modo diretto la visione stessa di TassonArt: la convinzione che i luoghi al margine siano oggi tra i più fertili per generare cultura, pensiero e nuove forme di relazione, e che proprio in questi spazi, sia possibile ripensare il ruolo dell’arte e dei luoghi tradizionalmente deputati a ospitarla”, specifica Manfredi.
I big dell’arte sono assieme agli emergenti: tra gli ospiti più attesi spicca il nome del maestro giapponese Kan Yasuda, protagonista di un progetto parallelo alla Biennale di Venezia. Accanto a lui, Luciano Massari, già direttore dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, nonché voce significativa della ricerca scultorea internazionale. A proiettare la rassegna oltre I confini nazionali è anche la presenza di di Cynthia Sah, artista che utilizza il marmo creando forme in sinergia con l’ambiente, la quale da anni, ha aperto a Seravezza la Fondazione Artistica Arkad insieme allo scultore francese Nicolas Bertoux, qui autore di una ricerca che unisce forza plastica e sensibilità contemporanea, generando forme che emergono dalla Terra rimanendo sospese tra natura e immaginazione.
Tra gli artisti più giovani invitati a questa edizione figurano Samantha Passaniti, la quale mescolando la terra di Tassonarla ad altre sostanze, ha creato opere che parlano del rapporto tra umanità ed ecosistema, mentre nel video estrapola l’audio da vocali whatsapp degli abitanti di Tassonarla per restituire loro voce; Paolo Migliazza interprete di una scultura frammentata, essenziale, in cui si percepisce tutta la fragilità dell’adolescenza; poi c’è lo sguardo sudamericano di Augusto Gadea, capace di unire le terre appenniniche naturali alla sua forza materica, creando una dimensione poetica e corposa della pittura; per tornare alla scultura con Seungwan Park, le cui opere benché sembrino costituite da un unico blocco di marmo, in realtà sono composta da molteplici tessere di marmo e altri materiali, con il quale arricchisce la sua riflessione sul confine e l’interezza universale. Il percorso espositivo si completa con la presenza di Simone Stuto, Sara Tonello, Giulia Desogus, Marta Cornacchia e Alessandro Ratti, il quale presenta un’opera site-specific.
Tra gli appuntamenti più attesi di TassonArt 2026 anche il dialogo tra arte contemporanea e teatro con il regista Andrea Battistini che guiderà gli interpreti 365GRADIwishakespeare-Lab Massa nella performance “Walk_in_Shakespeare” programmata nella serata di sabato 1 agosto alle ore 19. Un progetto che nasce dall’incontro tra la dimensione teatrale e il percorso espositivo della mostra diffusa: gli interpreti accompagneranno il pubblico alla scoperta del borgo e delle opere creando un viaggio immersivo nelle atmosfere e nelle visioni del mondo shakespeariano.
Inoltre, TassonArt 2026 dedicherà ampio spazio anche alla formazione e alla partecipazione attiva, con laboratori creativi rivolti a diverse fasce di età a partire dai bambini, contest fotografico, presentazione di libri e il simposio di alcuni ragazzi del Liceo Artistico in attivo per tutte e tre le giornate della manifestazione. Una scelta che non rappresenta un semplice programma collaterale, ma una parte essenziale della visione culturale del progetto. Chiosa Manfredi, che è anche docente: “L’educazione all’espressione artistica dovrebbe, infatti, iniziare fin da giovani, perché le nuove generazioni siano coscienti che l’arte non nasce dall’improvvisazione, ma da un percorso di elaborazione mentale e culturale, da una crescita costante fatta di studio, esperienza, osservazione e confronto”. Tutti i riferimenti per le prenotazioni sulla pagina dedicata: https://tassonart.com/
Il programma di TassonArt 2026 si chiuderà domenica 2 agosto con un secondo momento di confronto pubblico dedicato a una riflessione sul ruolo dell’artista del futuro, in dialogo tra arte, società e nuove prospettive culturali. Se ne parlerà con il gallerista Giovanni Bonelli, il direttore di ArtsLife Massimo Mattioli, Luciano Massari, la curatrice Chiara Guidi, insieme a giovani artisti del collettivo Ponte di Ferro. Un talk pensato come un confronto tra generazioni e competenze diverse, per restituire una pluralità di visioni sul futuro dell’arte.
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Fabio Lugarini
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