Le elezioni sono in programma nella primavera del 2027, ma le prime mosse delle forze politiche raccontano di una campagna elettorale già avviata a Favara. Il sindaco Antonio Palumbo parte da un’esperienza amministrativa segnata da difficoltà e da un Consiglio comunale a lui inizialmente ostile. Il centrodestra annuncia unità, ma tra distinguo e interrogativi il progetto è ancora tutto da costruire.
A Favara le elezioni amministrative sono ancora lontane, almeno sulla carta. Il mandato del sindaco Antonio Palumbo, eletto al ballottaggio il 25 ottobre 2021 con 8.558 voti, pari al 64,76%, si concluderà nella primavera del 2027, dopo il rinvio delle consultazioni comunali siciliane inizialmente previste in autunno. Eppure, a giudicare dai primi comunicati, la partita per la conquista del Municipio sembra già cominciata.
È una campagna elettorale anticipata, fatta per ora di dichiarazioni, incontri, adesioni e primi tentativi di costruire alleanze. Un percorso ancora agli inizi, che potrebbe riservare sorprese e cambiamenti. In politica, del resto, le coalizioni annunciate oggi non sempre arrivano intatte al traguardo e chi sembra avere già conquistato una posizione di vantaggio può ritrovarsi, strada facendo, a dover rivedere i propri piani.
Per capire la situazione attuale occorre, però, tornare al 2021.


Il primo banco di prova è stato il risanamento finanziario. Il sindaco ha ereditato una situazione di dissesto che gravava pesantemente sulle casse comunali. Il percorso di risanamento ha consentito di superare quella fase, ma il peso dei debiti e degli impegni finanziari continua a condizionare la disponibilità di risorse per la città. È un elemento che non può essere ignorato nel giudicare l’esperienza amministrativa, così come non possono esserlo le criticità e le aspettative rimaste aperte.

Il centrodestra prova a compattarsi
Sul fronte opposto, il centrodestra favarese ha cominciato a muoversi con comunicati che annunciano unità e volontà di costruire una coalizione. L’obiettivo dichiarato è presentarsi alle prossime amministrative con un progetto comune e conquistare la guida del Municipio. Ma l’unità, almeno per il momento, sembra più un’intenzione che un risultato acquisito.

Un chiarimento che pone una questione tutt’altro che secondaria: chi rappresenta davvero le forze politiche che si dichiarano parte del progetto? E quanto è solida un’unità che, già al primo appuntamento, registra contestazioni sulla partecipazione e sulla rappresentanza?

A richiamare l’attenzione sulla necessità di andare oltre le sigle è anche Ignazio Sorce, vicepresidente del Consiglio comunale e anch’egli esponente del centrodestra. La sua riflessione è un invito a non confondere la sommatoria dei partiti con la costruzione di un progetto credibile: “L’unità è certamente un valore, ma da sola non basta. La vera domanda è un’altra: uniti per fare cosa e, soprattutto, nell’interesse di chi? Perché in politica non è sufficiente mettere insieme sigle, partiti e simboli per costruire una prospettiva credibile. Servono idee, programmi, visione e, soprattutto, la capacità di mettere il bene della comunità davanti a qualsiasi interesse di parte”.
Parole che toccano il nodo centrale della prossima competizione elettorale. Per battere Palumbo non basterà dichiararsi uniti, né limitarsi a denunciare l’immobilismo dell’amministrazione. Occorrerà spiegare ai cittadini quale Favara si intende costruire, con quali priorità e attraverso quali risorse.
Nuove adesioni, ma il progetto è ancora aperto


Un elenco che dà conto delle componenti coinvolte, ma che non risolve ancora le questioni più importanti: la definizione del programma, la scelta del candidato sindaco e la capacità di mantenere insieme sensibilità politiche differenti.

Perché la conquista della stanza del sindaco, al secondo piano del Municipio di piazza Cavour, è certamente l’obiettivo di ogni coalizione. Ma il vero banco di prova sarà ciò che si intende fare una volta entrati
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