Nereto, sentenza Consiglio di Stato e vecchi debiti. La replica: ecco come stanno le cose – Notizie


Nereto. Il sindaco di Nereto, Daniele Laurenzi, replica alle recenti esternazioni di Matteo Settepanella, capogruppo di Insieme per Nereto, relativamente alla recente sentenza del Consiglio di Stato, che ha nella sostanza chiuso un contenzioso, senza esborsi per l’Ente, che preoccupava e non poco.

La nota. “Come Sindaco e, prima ancora, come cittadino, sono sollevato da questa sentenza, così come credo lo sia tutta la nostra comunità”, si legge nella nota. ” Il dispositivo, infatti, definisce ingiustificata e contraddittoria la pretesa della società ricorrente di chiedere il risarcimento del danno nei confronti del Comune per la mancata realizzazione di una strada che doveva essere realizzata proprio dal Consorzio di cui la stessa ricorrente faceva parte; opere che, peraltro, andavano eseguite nell’interesse e a spese delle ditte lottizzanti e che, comunque, la stessa ricorrente avrebbe potuto realizzare direttamente a scomputo, evitando le conseguenze dannose lamentate.
Anche per questo contenzioso il Sindaco e l’amministrazione comunale si sono impegnati con grande attenzione. Ringraziamo nuovamente l’Avv. Gabriele Rapali per il risultato ottenuto, che sancisce la facoltà e non l’obbligo del Comune di provvedere all’esecuzione delle opere di urbanizzazione in sostituzione del Consorzio.
Lo stesso Collegio prescinde dall’esame dell’eccezione di inammissibilità degli importanti documenti depositati dal Comune con il ricorso incidentale e non nel primo grado di giudizio, i quali evidenziano la volontà dello stesso Consorzio di esercitare, all’epoca, lo ius variandi.
La sentenza del Consiglio di Stato riguarda solo una parte del disastro che ha interessato determinate aree private, occupate ed espropriate in modo “proletario”: aree che sono state restituite alla proprietà e che sono state oggetto della recente transazione di oltre 700.000,00 euro la quale, sommata al valore della compensazione tributaria, alle spese legali e alla registrazione della sentenza, sfiora il milione di euro a carico della collettività”.

Per mero scrupolo informiamo il consigliere che le deliberazioni dei debiti fuori bilancio vengono trasmesse per legge alla Corte dei Conti per approfondire i giusti ed effettivi contorni giuridici ed economici, e per le valutazioni di eventuali profili giuscontabili da danno erariale.
La sentenza del Consiglio di Stato è una faccia della stessa medaglia, la cui altra faccia è proprio la recente transazione e il debito fuori bilancio di oltre 700.000,00 euro che il consigliere Settepanella non ha votato in Consiglio Comunale insieme ai suoi colleghi di minoranza.

Ci rallegriamo tutti della sentenza del Consiglio di Stato perché, in caso contrario, sarebbero stati guai seri per il Comune. Purtroppo la vicenda che interessa questa azienda locale — la quale lamentava un grave danno economico derivante dalla mancata realizzazione dell’ultimo tratto della zona produttiva, un’opera che avrebbe dovuto eseguire il Consorzio — è solo una goccia in mezzo al mare magmatico del contenzioso ereditato dalle precedenti gestioni.
Repetita iuvant: spiace constatare come il consigliere Settepanella, pronto a gioire a mezzo stampa della sentenza, in Consiglio Comunale non abbia votato il riconoscimento dell’ennesimo debito fuori bilancio proveniente dal passato.
Di certo la sentenza del Consiglio di Stato evita ulteriori conseguenze impattanti sugli equilibri di bilancio della nostra Comunità, andando a mitigare proprio la transazione che la minoranza non ha voluto votare. Alla cittadinanza credo interessi poco dei profili di responsabilità dei precedenti amministratori rispetto alla sentenza positiva.
Ricordiamo al consigliere Settepanella che la mia amministrazione, dal 2018 ad oggi, tra debiti fuori bilancio riconosciuti e transazioni ha pagato quasi 2 milioni di euro: risorse pubbliche, risorse dei cittadini sottratte al sociale, alle manutenzioni, alla cultura e allo sport.
Tale necessità di far fronte a rilevanti esposizioni debitorie pregresse del Comune — derivanti da complessi contenziosi legati all’ex personale dipendente a tempo determinato e anche alla zona produttiva (espropri e assegnazioni farlocche di lotti alle imprese, ereditati da precedenti gestioni) — ha imposto un’azione di rigorosa tutela degli equilibri di bilancio, salvaguardando tuttavia l’erogazione dei servizi essenziali.
Ritornando al recente accordo transattivo fortemente voluto da questa amministrazione, segnaliamo al consigliere Settepanella che l’accordo ha evitato pronunce in Cassazione decisamente più pesanti e ha scongiurato anche maggiori, potenziali e gravissime responsabilità giuscontabili a carico di chi ha amministrato in passato, occupando aree senza mai assegnarle alle imprese. È per questo che il consigliere, oltre a non aver votato, non si è rallegrato?
Va ricordato che nella precedente consiliatura i consiglieri di minoranza votarono i debiti fuori bilancio derivanti da sentenze o transazioni riconducibili agli errori del passato della loro stessa parte politica: un atto dovuto e il minimo sindacale in termini di senso di responsabilità verso la comunità. Il consigliere Settepanella, invece, ha preferito astenersi sulla transazione, pur essendo perfettamente consapevole che senza quell’accordo il Comune sarebbe andato dritto verso il predissesto.
Ricordiamo inoltre al consigliere — nonché avvocato — che su quella stessa zona pendono ancora ulteriori contenziosi e pre-contenziosi che saremo sempre noi a dover risolvere, così come abbiamo fatto per il 90% dei contenziosi risolti in questi otto anni, tutti integralmente riconducibili alle passate gestioni.

Ricordiamo al consigliere di minoranza che proprio le mancate assegnazioni del passato — o, nei casi “migliori”, le assegnazioni effettuate con atti notarili di vendita di beni altrui (ossia dei proprietari dei terreni) senza aver mai perfezionato i decreti di esproprio — hanno generato una montagna di debiti. Debiti che la nostra amministrazione ha dovuto affrontare e riconoscere, spesso mediante transazioni, per restituire i soldi o assegnare lotti alternativi alle imprese che avevano regolarmente pagato il Comune.
Pertanto, non vi è proprio nulla da festeggiare e risulta del tutto inopportuno mettere un cappello politico su questa vicenda o ergersi a difensori dell’operato dei passati uffici tecnici e amministratori: è una presa di posizione che si poteva decisamente evitare. Gli atti parlano chiaro: in questi otto anni sono stati sottratti milioni di euro ai servizi sociali, alle manutenzioni del territorio e allo sviluppo della città per ripagare i danni prodotti da altri.
Se il consigliere Settepanella ritiene che nessuno sia responsabile di questo disastro finanziario e amministrativo, ci indichi lui nomi e cognomi di chi ha causato questi danni; gliene saremmo tutti immensamente grati”.

 

 


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 Redazione CityrumorsAbruzzo

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