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Patent Box 2026, appuntamento al 2 novembre per le imprese che intendono beneficiare della maggiorazione fiscale del 110% sui costi di ricerca e sviluppo. Entro questa data, coincidente con il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2025 per i contribuenti con esercizio coincidente con l’anno solare, occorre verificare la corretta indicazione dell’agevolazione e gli adempimenti necessari per ottenere la protezione dalle sanzioni in caso di controlli fiscali.
Particolare attenzione deve essere riservata alla predisposizione della documentazione idonea, alla firma elettronica con marca temporale e alla comunicazione del relativo possesso nella dichiarazione dei redditi. Eventuali omissioni o irregolarità possono infatti compromettere la cosiddetta penalty protection, anche quando le spese di ricerca e sviluppo sono state effettivamente sostenute e risultano agevolabili.
Che cos’è il Nuovo Patent Box e quanto vale l’agevolazione
Il Nuovo Patent Box è un regime fiscale agevolativo disciplinato dall’articolo 6 del Dl n. 146/2021, successivamente modificato dalla Legge n. 234/2021, finalizzato a sostenere gli investimenti delle imprese nella ricerca e nello sviluppo di determinati beni immateriali giuridicamente tutelati.
La misura riconosce una maggiorazione del 110% dei costi ammissibili, deducibile ai fini delle imposte sui redditi (Ires o Irpef) e dell’Irap. La deduzione aggiuntiva si somma a quella ordinariamente spettante, consentendo, in presenza dei relativi requisiti, una deducibilità fiscale complessiva pari al 210% delle spese sostenute.
Ad esempio, un’impresa che sostiene 100.000 euro di costi agevolabili può beneficiare di una deduzione fiscale aggiuntiva di 110.000 euro. Per una società soggetta a Ires del 24%, il risparmio fiscale aggiuntivo teorico è pari a 26.400 euro, cui può sommarsi il beneficio Irap, secondo le regole applicabili.
Il Patent Box opera come agevolazione fiscale automatica, senza necessità di presentare una domanda preventiva o ottenere un’autorizzazione dall’Agenzia delle Entrate. L’accesso avviene mediante un’opzione esercitata nella dichiarazione dei redditi, con validità quinquennale, irrevocabile e rinnovabile.
Chi può beneficiare del Nuovo Patent Box
Il Patent Box 2026 è rivolto ai titolari di reddito d’impresa, comprese imprese individuali, società di persone e società di capitali, che investono in attività di ricerca e sviluppo relative a beni immateriali agevolabili.
Le attività possono essere svolte direttamente o affidate a terzi. Per accedere all’incentivo, l’impresa deve assumere il rischio degli investimenti e utilizzare i beni nell’attività economica. Il semplice possesso di un brevetto o di un software non è sufficiente.
Patent Box 2026: beni immateriali e spese agevolabili
La maggiorazione del 110% si applica ai costi di ricerca e sviluppo riferibili a tre categorie di beni immateriali:
- software protetti da copyright,
- brevetti industriali,
- disegni e modelli giuridicamente tutelati.
Sono esclusi i marchi commerciali e il know-how non autonomamente agevolabile.
Tra le spese ammissibili rientrano:
- costi del personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
- quote di ammortamento e canoni relativi ai beni utilizzati;
- costi di ricerca commissionata a terzi;
- materiali e forniture impiegati nelle attività agevolabili;
- spese per la tutela giuridica dei beni immateriali.
Per beneficiare dell’agevolazione, le spese devono essere effettive, documentate e riconducibili ai beni tutelati. In presenza di costi riferibili a più beni o attività, occorre adottare criteri di ripartizione oggettivi e verificabili.
Patent Box: recupero delle spese degli otto anni precedenti
Il meccanismo premiale, previsto dall’articolo 6, comma 10-bis, del Dl 146/2021, consente di applicare la maggiorazione del 110% anche a determinate spese sostenute fino all’ottavo periodo d’imposta precedente all’ottenimento della privativa industriale.
Ad esempio, per un brevetto ottenuto nel 2025 possono rilevare, alle condizioni previste dalla normativa, anche i costi qualificati sostenuti a partire dal 2017.
Il recupero richiede una ricostruzione documentale delle spese pregresse, che ne dimostri l’effettivo sostenimento e il collegamento con il bene immateriale agevolato.
Patent Box 2026: gli adempimenti in scadenza il 2 novembre
Per le imprese con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, lunedì 2 novembre 2026 rappresenta il termine ordinario per completare gli adempimenti relativi al Patent Box per il 2025, in coincidenza con la scadenza della dichiarazione dei redditi. Il termine del 31 ottobre, infatti, slitta al primo giorno lavorativo successivo perché cade di sabato.
La scadenza assume rilievo sia per l’applicazione della superdeduzione del 110%, sia per gli adempimenti documentali e dichiarativi necessari a beneficiare della protezione dalle sanzioni (penalty protection) in caso di contestazioni dell’Agenzia delle Entrate.
Ai fini della fruizione dell’agevolazione e, ove richiesta, della protezione sanzionatoria, le imprese devono verificare i seguenti adempimenti:
- predisporre il fascicolo documentale, articolato nelle sezioni A e B, che dimostri le attività svolte, i costi sostenuti e il calcolo della maggiorazione;
- apporre la firma elettronica con marca temporale del legale rappresentante o di un suo delegato, nei termini previsti;
- comunicare il possesso della documentazione idonea nella dichiarazione dei redditi 2026, barrando l’apposita casella;
- esercitare l’eventuale nuova opzione Patent Box per i beni immateriali interessati;
- indicare la maggiorazione del 110% tra le variazioni in diminuzione nei modelli Redditi e Irap.
NOTA BENE: La documentazione idonea non è obbligatoria per accedere alla superdeduzione, ma è necessaria per ottenere l’esimente sanzionatoria. La sua predisposizione deve rispettare specifici requisiti formali e sostanziali: il semplice sostenimento delle spese agevolabili non garantisce, da solo, la protezione dalle sanzioni.
Documentazione Patent Box: sezioni A e B, firma e marca temporale
Per il Patent Box 2026, la documentazione idonea deve rispettare i requisiti previsti dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 48243/2022, modificato dal provvedimento n. 52642/2023.
Il fascicolo è articolato in due sezioni:
- Sezione A: descrive l’organizzazione aziendale, le attività di ricerca e sviluppo, i beni immateriali agevolati e le modalità di utilizzo.
- Sezione B: raccoglie prospetti contabili, costi sostenuti, timesheet del personale e criteri di calcolo della maggiorazione del 110%.
La documentazione deve essere firmata elettronicamente dal legale rappresentante o da un delegato e munita di marca temporale, nei termini previsti per la dichiarazione dei redditi.
Il fascicolo non deve essere trasmesso preventivamente all’Agenzia delle Entrate, ma conservato ed esibito in caso di controllo.
Modello Redditi 2026: come indicare opzione, documentazione e superdeduzione
Entro il 2 novembre 2026, le imprese beneficiarie del Patent Box devono riportare nella dichiarazione dei redditi relativa al 2025 le informazioni necessarie per l’applicazione dell’agevolazione.
In particolare, nel modello Redditi 2026 occorre:
- barrare la casella 1 “Opzione” del rigo OP21 (RS147 per le persone fisiche) in caso di esercizio di una nuova opzione Patent Box;
- barrare la casella 2 “Possesso documentazione” del medesimo rigo per comunicare la disponibilità del fascicolo idoneo;
- compilare i righi RS530-RS532, nei casi previsti, con le informazioni sui beni immateriali e sui costi agevolabili;
- indicare la maggiorazione del 110% tra le variazioni in diminuzione: rigo RF55, codice 86, oppure RG22, codice 47, secondo il modello e il regime contabile applicabile.
La superdeduzione deve essere riportata anche nella dichiarazione Irap, tra le altre variazioni in diminuzione, con il codice 16.
La comunicazione del possesso della documentazione deve essere ripetuta ogni anno per tutta la durata dell’opzione quinquennale, anche in assenza di nuovi beni immateriali agevolati, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella FAQ del 24 novembre 2023.
Patent Box: quando opera la penalty protection e quali errori la fanno perdere
La penalty protection consente alle imprese di evitare le sanzioni per infedele dichiarazione qualora l’Agenzia delle Entrate contesti, in tutto o in parte, la superdeduzione del 110% applicata con il Patent Box.
Per ottenere questa tutela, il contribuente deve aver predisposto un fascicolo documentale idoneo, sottoscritto con firma elettronica e marca temporale nei termini previsti, comunicandone il possesso nella dichiarazione dei redditi.
Poiché il Patent Box è un’agevolazione automatica, il controllo del Fisco avviene successivamente alla fruizione del beneficio. L’Agenzia delle Entrate può richiedere il fascicolo documentale per verificare le attività svolte, le spese sostenute e la correttezza della maggiorazione. La documentazione deve essere consegnata entro 20 giorni dalla richiesta, con ulteriori 7 giorni per eventuali integrazioni, salvi termini più ampi in relazione alla complessità delle verifiche.
Se emergono costi non ammissibili o errori di calcolo, l’Amministrazione finanziaria può recuperare le maggiori imposte e gli interessi. Le sanzioni per infedele dichiarazione, invece, non si applicano se la documentazione è giudicata idonea e sono rispettate le altre condizioni previste.
La protezione può venir meno in presenza di omessa comunicazione, mancanza della firma o della marca temporale, informazioni non veritiere oppure documentazione sostanzialmente inidonea. Sono invece tollerate omissioni o inesattezze parziali che non impediscano ai verificatori di ricostruire il beneficio.
NOTA BENE: La perdita della penalty protection non comporta automaticamente il disconoscimento della superdeduzione del 110%. La spettanza dell’agevolazione e l’applicazione delle sanzioni devono essere valutate separatamente, anche quando le spese di ricerca e sviluppo risultano effettivamente sostenute.
Patent Box 2026: cosa succede dopo il 2 novembre e come regolarizzare gli adempimenti
Il mancato rispetto della scadenza del 2 novembre 2026 non esclude ogni possibilità di regolarizzazione, ma occorre distinguere le diverse ipotesi.
Per le dichiarazioni tardive, correttive o integrative, nei casi consentiti dalla disciplina Patent Box, la firma elettronica con marca temporale sul fascicolo può essere apposta entro la data di trasmissione della dichiarazione, purché questa avvenga entro 90 giorni dal termine ordinario, ossia entro il 1° febbraio 2027. Tale possibilità non costituisce una proroga generalizzata degli adempimenti.
Diverso è il caso dell’omessa comunicazione del possesso della documentazione nella dichiarazione dei redditi: l’irregolarità può essere sanata mediante la remissione in bonis, prevista dall’articolo 2 del Dl 16/2012, nel rispetto delle condizioni e dei termini stabiliti dalla legge.
NOTA BENE: La remissione in bonis non sana eventuali carenze sostanziali del fascicolo e presuppone, tra l’altro, che la violazione non sia già stata constatata e che il contribuente non abbia avuto formale conoscenza dell’avvio di attività di controllo.
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