#Finsubito news dalla rete – Riforma professioni: nodo responsabilità e competenze


Competenze, responsabilità e prescrizione. Sono questi alcuni
dei temi sui quali il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha
chiesto maggiore attenzione durante la prima giornata del
70° Congresso Nazionale degli Ingegneri, “Nuove
frontiere, nuove responsabilità”, in relazione alla riforma degli
ordinamenti professionali.

A intervenire per il CNI, durante il panel sulla riforma delle
professioni regolamentate, è stata Carla Cappiello,
Vicepresidente Vicario
, che ha posto soprattutto il
problema del rapporto tra le competenze attribuite ai
professionisti e la responsabilità legata alle attività svolte.

Riforma delle professioni: competenze e responsabilità al
centro

Secondo Cappiello, il passaggio sulla definizione delle
competenze richiede particolare attenzione perché da questo dipende
anche l’individuazione delle responsabilità. «La riforma del
sistema delle professioni prevede l’individuazione delle
competenze, una fase delicata ed articolata. Successivamente arriva
la fase della responsabilità dell’attività svolta e poi la fiducia
del cittadino»,
ha spiegato.

Il riferimento è, in particolare, alle espressioni utilizzate
nella legge delega in materia di competenze e riserve
professionali. «Oggi la nostra legge delega utilizza due parole
importanti:
“attribuzione delle competenze” e
“riserve”», ha aggiunto Cappiello, secondo la quale il
rischio è che possa crearsi un «vuoto di responsabilità»,
con una sorta di «zona libera».

Il punto sollevato dagli ingegneri riguarda quindi il passaggio
dalla definizione delle attività che possono essere svolte dai
professionisti alla responsabilità che deriva dal loro esercizio.
Per il CNI, i due piani non possono essere separati, proprio perché
la disciplina delle competenze incide direttamente anche sulla
tutela del cittadino.

Responsabilità professionale: il nodo della decorrenza della
prescrizione

Un’altra questione posta dal CNI riguarda la prescrizione
dell’azione di responsabilità professionale. La richiesta è che nei
decreti attuativi venga individuato il momento dal quale decorre il
termine.

«A noi interessa che, nei decreti attuativi, sia chiaro il
momento dal quale decorre il termine di prescrizione
professionale»
, ha affermato Cappiello. «Chiediamo che si
stabilisca il termine di inizio della prestazione professionale.
Bisogna trovare un meccanismo che tuteli il cittadino e il
professionista».

Il problema riguarda quindi non soltanto la durata della
prescrizione, ma anche il momento dal quale questa comincia a
decorrere, con effetti diretti sia per il professionista sia per
chi abbia subito un danno.

Su questo aspetto è intervenuto anche Stefano
Patuanelli
, senatore del Movimento 5 Stelle, secondo il
quale durante il passaggio alla Camera sarà necessario apportare
una modifica testuale al provvedimento. «Serve un giusto
equilibrio tra chi subisce il danno e chi, dopo un certo numero di
anni, è chiamato a rispondere in caso si presenti un
problema»
, ha osservato.

Riforma delle professioni: l’iter prosegue alla Camera

Nel corso del panel è intervenuto anche il Vice Ministro
della Giustizia Francesco Paolo Sisto
, che ha ricordato
come il percorso della riforma degli ordinamenti professionali sia
ormai avanzato.

«È stata approvata da un ramo del Parlamento, adesso si
passerà al secondo»
, ha dichiarato, spiegando che la riforma
punta a prendere atto dei cambiamenti intervenuti nelle professioni
e a superare alcune parti della disciplina attuale che possono
rappresentare un freno alla loro evoluzione.

Dal confronto è emersa quindi la necessità di aggiornare gli
ordinamenti senza perdere di vista il rapporto tra attività
professionale, competenze e responsabilità.

Accesso alla professione: esame di Stato e nuove competenze

Sull’accesso alla professione è invece intervenuta
Carmela Pierri, dirigente del Ministero dell’Università e
della Ricerca
, annunciando che entro ottobre dovrebbe
concludersi il tavolo avviato per facilitare l’ingresso dei
laureati in ingegneria e rendere più agevole il percorso dell’esame
di Stato.

«Siamo nella fase in cui dovranno essere declinate le
competenze a partire dalle conoscenze»
, ha spiegato Pierri. Il
passaggio si collega direttamente alla riforma, perché la
definizione delle competenze professionali parte anche dal rapporto
tra formazione universitaria, accesso all’albo e attività che il
professionista sarà poi chiamato a svolgere.

CTU e competenze professionali: il richiamo alla sentenza del TAR
Lazio

Alla discussione ha partecipato anche il giornalista de
Il Sole 24 Ore Giuseppe Latour, che ha ricordato
il ruolo avuto dagli ingegneri, e in particolare dall’Ordine di
Genova, nella questione relativa ai consulenti tecnici
d’ufficio.

Latour ha richiamato il percorso che ha portato a una sentenza
del TAR Lazio sul tema dei CTU, sottolineando il contributo degli
ingegneri nell’aver sollevato una questione che si inserisce nel
più ampio dibattito sulle competenze professionali e sugli ambiti
nei quali queste devono essere riconosciute e disciplinate.

Giovani ingegneri: retribuzioni, attrattività e carenza di
professionisti

La prima giornata del Congresso si è conclusa con una tavola
rotonda internazionale alla quale, insieme al Presidente del CNI
Angelo Domenico Perrini, hanno partecipato i
rappresentanti degli ingegneri di Portogallo, Slovenia e
Croazia.

Tra i temi affrontati, anche quello dell’attrattività della
professione per i giovani. Nina Drazin Lovrec,
Presidente della Camera degli ingegneri civili della Croazia, ha
sottolineato come il reddito degli ingegneri non sia sempre
adeguato al lavoro svolto e alle responsabilità assunte, pur
registrandosi nel suo Paese una crescita dell’adesione dei giovani
alla professione.

Un problema analogo è stato segnalato dal Presidente dell’Ordine
degli Ingegneri del Portogallo Jorge Lica, secondo
il quale molti giovani non considerano la professione
particolarmente attrattiva e, una volta terminati gli studi,
scelgono di lasciare il Paese per cercare retribuzioni
migliori.

Lica ha segnalato anche un altro fenomeno: le aziende cercano
nuovi ingegneri, ma faticano a trovarli, con un mercato che non
riesce a rispondere alla domanda.

A chiudere la giornata è stato Perrini, che ha ricordato il
rapporto del CNI con le organizzazioni professionali degli altri
Paesi europei e ha ribadito la natura intellettuale dell’attività
di ingegneria, che a suo giudizio non può essere assimilata ai
servizi commerciali.

Il confronto sulla riforma non riguarda quindi soltanto
l’aggiornamento delle regole professionali, ma investe anche la
definizione delle competenze, la responsabilità che ne deriva, i
tempi entro i quali questa può essere fatta valere e, più in
generale, la capacità della professione di restare attrattiva per
le nuove generazioni.




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