23.00 – sabato 1 agosto 2026
(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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INTERROGAZIONE
Oggetto: Acquisto del compendio “Casa della Trota” e interferenze con la Ciclovia del Garda
Nel 2017 la Provincia ha provveduto a elaborare un elenco di edifici in disuso meritevoli di essere abbattuti, trattandosi di strutture di rilevante impatto sul paesaggio in cui erano inserite. Di concerto con le Comunità di Valle, erano state individuate le opere (almeno una per ciascuna Comunità) oggetto di futura demolizione. Per la Comunità Alto Garda e Ledro era stata selezionata la p.ed. 122 CC Biacesa del Comune di Ledro (ex Albergo Ponale e, successivamente, Casa della Trota), da decenni dismessa. La motivazione di tale scelta, ampiamente condivisibile, risiedeva nel fatto che l’ex struttura ricettiva, ridotta oramai a rudere, costituiva un pesante sfregio paesaggistico della falesia aggettante sul lago in corrispondenza dello sbocco del torrente Ponale.
Già nel 2016 si prospettava il progetto della Ciclovia del Garda, il quale nel 2018 si concretizzava con i noti decreti ministeriali e le conseguenti delibere provinciali. In epoca successiva all’inserimento del rudere nel succitato elenco, la proprietà ha predisposto un progetto di restauro della struttura che ha ottenuto un definitivo assenso (pur con prescrizioni) nel 2023. Nel frattempo, ii complesso immobiliare veniva depennato dall’elenco degli edifici da demolire.
Come era peraltro facilmente prevedibile e come problema sollevato fin dal 2019 da diverse associazioni ambientaliste, il progetto della Ciclovia nel tratto trentino occidentale si trova ad affrontare criticità ingegneristiche notevoli, rendendo l’utilizzo di parte del sedime dell’ex Casa della Trota la soluzione più logica e funzionale per quel tratto del tracciato.
L’epilogo della vicenda solleva alcune rilevanti perplessità.
L’Amministrazione provinciale con delibera della GP n. 1021 del 10 luglio 2026 ha infatti deciso l’acquisizione della Casa della Trota, specificatamente della p.ed. 122 e della p.f. 905/4 C.C. Biacesa del Comune di Ledro, al fine di consentire il passaggio della ciclovia.
Il prezzo di vendita è convenuto in € 2.350.000 superiore di oltre il 20% al valore di stima del Comitato tecnico-amministrativo del Lavori Pubblici e della Protezione Civile pari a €
1.954.600. Nella delibera viene giustificato il maggior valore rispetto alla stima in funzione della possibilità di poter recuperare quale bene storico e ambientale la struttura dell’antico
Albergo Ponale, risalente al tardo 800, peraltro completamente rimaneggiato a seguito della costruzione con ampliamento della Casa della Trota avvenuta negli anni ’50 del Novecento. L’accordo non include la cessione alla Provincia delle altre particelle catastali della proprietà costituite dall’antichissimo porticciolo datato XII secolo, dalla piccola centrale idroelettrica, dal primo tratto di risalita verso Biacesa dello storico percorso di epoca longobarda, dall’alveo della cascata del torrente Ponale e dall’area ad esso circostante. Inoltre con l’atto di vendita viene concesso il diritto di passo e ripasso sulla p.ed 122 e p.f. 905/4 per accedere alle altre particelle della proprietà appena citate.
La sequenza delle decisioni adottate dall’Amministrazione provinciale solleva inoltre interrogativi sotto il profilo dell’efficienza e dell’economicità dell’azione amministrativa.
Nel corso della vicenda dall’ipotesi di demolizione dell’immobile si è passati al rilascio di un permesso di costruire per un intervento di riqualificazione con rilevanti prescrizioni a carico della proprietà per la messa in sicurezza della falesia e per l’accesso veicolare alla struttura, fino alla successiva decisione di acquisire l’immobile per la realizzazione della ciclovia. Trovandosi l’immobile in area P4 (penalità elevata) per la Carta di Sintesi della pericolosità, l’eventuale ristrutturazione avrebbe dovuto sostenere costi proibitivi per la messa in sicurezza dal rischio crolli della falesia sovrastante ed avendo il Servizio Strade PAT prescritto modalità di accesso veicolare che avrebbero comportato, tra il resto, una apertura nella roccia di oltre 16 metri di larghezza con conseguenti enormi costi di demolizione, risulta poco plausibile che la proprietà avrebbe ritenuto conveniente sobbarcarsi questi costi oltre a quelli già ingenti della ristrutturazione edilizia a fronte della limitata ricettività che la struttura avrebbe consentito. Appare pertanto necessario chiarire quali valutazioni abbiano determinato tali scelte e se siano stati analizzati i relativi costi e benefici per l’Amministrazione provinciale. La successione degli atti adottati induce inoltre a interrogarsi sull’effettivo coordinamento tra le diverse strutture provinciali coinvolte nella vicenda.
Appare infatti opportuno chiarire se le determinazioni assunte nel recente passato abbiano avuto ricadute sul relativo valore economico dell’acquisizione e, conseguentemente, sull’onere a carico della finanza pubblica.
Analoga preoccupazione riguarda, ad esempio, la situazione dell’Hotel Pier, struttura tuttora operativa, per la quale non risultano ancora chiaramente definite le modalità di risoluzione delle interferenze con ii tracciato della Ciclovia del Garda.
Tutto ciò premesso si interroga la Giunta provinciale per sapere
- quali motivazioni tecniche e/o politiche abbiano indotto a suo tempo la Provincia a escludere la suddetta struttura dall’elenco degli edifici da demolire, e se non si ritenga che tale atto possa essersi rivelato fortemente lesivo per le casse pubbliche;
- se tale cancellazione sia avvenuta d’ufficio o su istanza di un particolare soggetto (privato o non) e, in questo secondo caso, se sia possibile conoscerne l’identità visionando l’eventuale istanza;
- per quale motivo i competenti Servizi provinciali abbiano dato parere favorevole, pur con rilevanti prescrizioni, al rilascio nel 2023 del permesso di costruire da parte dell’Amministrazione comunale di Ledro pur essendo l’Amministrazione essendo già a conoscenza della stringente necessità di disporre di quegli spazi per la Ciclovia e se ravvisa che tale scelta abbia favorito un incremento del valore commerciale dell’immobile, prefigurando potenziali profili di danno erariale;
- se ritiene congruo il valore attribuito al progetto di ristrutturazione, che ben difficilmente avrebbe avuto la convenienza economica ad essere realizzato;
- per quale motivo la Giunta ha ritenuto di riconoscere un maggior valore di oltre il
20% rispetto a quello stimato dal Comitato tecnico amministrativo, stante il fatto che il recupero dell’ex-Albergo Ponale risulta inattuabile in quanto la costruzione con ampliamento della Casa della Trota degli anni ’50 ne ha completamente stravolto i caratteri architettonici e tipologici costruttivi originali; - le ragioni per le quali la Provincia non abbia inteso, nell’ambito della trattativa con il privato e per giustificare il rilevante valore attribuito ai beni ceduti, acquisire le altre partitelle catastali sopra citate che costituiscono beni ambientali e storico-culturali di grandissimo pregio qualificate come invarianti urbanistiche dai piani urbanistci come l’antico porticciolo, il percorso storico di risalita verso Biacesa, la forra della cascata del Ponale:
- se la Provincia in caso di diniego da parte dell’attuale proprietà alla cessione dei beni di cui al punto precedente intenda procedere al loro esproprio trattandosi di beni di assoluto interesse pubblico e per sventare eventuali speculazioni del privato;
- se siano già state effettuate valutazioni in merito agli ulteriori oneri economici a carico della Provincia connessi alla realizzazione del presunto “recupero” dell’ex-albergo Ponale e alla successiva gestione di tale struttura;
- quali sono i progetti che la Giunta intende introdurre per il passaggio della Ciclovia presso l’Hotel Pier.Filippo Degasperi
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