#Finsubito news dalla rete – valutazione del rischio secondo INAIL



L’INAIL, attraverso il Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (DIMEILA), ha pubblicato il 19 ottobre 2026 la scheda informativa “Violenza e molestie sul lavoro: dalla valutazione alle strategie di intervento”, edizione 2026.

La pubblicazione approfondisce l’individuazione dei fattori di rischio e la definizione delle misure di prevenzione e gestione delle condotte violente o moleste negli ambienti di lavoro.

Il fenomeno comprende comportamenti di natura fisica, psicologica e sessuale, anche in forma digitale, che possono incidere sulla salute, sulla sicurezza e sulla dignità dei lavoratori. L’obiettivo è integrare violenza e molestie nel più ampio processo di valutazione e gestione dei rischi psicosociali e tradurre i risultati in interventi organizzativi concreti.

Violenza e molestie: il quadro normativo

La scheda INAIL richiama innanzitutto l’articolo 2087 del Codice civile, che impone al datore di lavoro di tutelare l’integrità fisica e morale del lavoratore.

Tra i riferimenti figura anche la Convenzione ILO n. 190/2019, ratificata dall’Italia con la Legge 4/2021, che definisce violenza e molestie nel mondo del lavoro attraverso un concetto ampio, comprendente comportamenti e pratiche inaccettabili o relative minacce che possono determinare danni fisici, psicologici, sessuali o economici.

Un passaggio rilevante deriva inoltre dal D.L. 159/2025, convertito dalla Legge 198/2025, che ha integrato l’articolo 15 del D.Lgs. 81/2008 introducendo la lettera z-bis).

Tra le misure generali di tutela rientra ora la programmazione di misure di prevenzione delle condotte violente o moleste nei confronti dei lavoratori.

Violenza e molestie nella valutazione dei rischi

INAIL evidenzia che violenza e molestie, pur non rientrando tra i rischi cosiddetti “normati” dal D.Lgs. 81/2008, devono essere oggetto di valutazione ai sensi dell’articolo 28 e inserite nel più ampio processo di gestione dei rischi psicosociali.

La prevenzione richiede quindi un approccio sistemico, partecipativo e integrato, considerando anche le forme digitali, le condotte poste in essere da soggetti esterni all’organizzazione e le possibili discriminazioni.

La dimensione del fenomeno

La scheda presenta dati nazionali ed europei che evidenziano la diffusione del fenomeno e la frequente difficoltà nel far emergere gli episodi.

Secondo le stime ISTAT relative agli anni 2022-2023, nel corso della vita 2 milioni e 322 mila persone tra i 15 e i 70 anni hanno subito almeno una molestia in ambito lavorativo.

Il fenomeno riguarda soprattutto le donne, che rappresentano l’81,6% delle vittime.

INAIL sottolinea inoltre come la mancata segnalazione possa determinare una sottostima del fenomeno, anche a causa di procedure complesse, timore di ritorsioni, insufficiente supporto e costo emotivo della denuncia.

I principali fattori di rischio

Violenza e molestie sul lavoro sono ricondotte a fattori interdipendenti legati sia al contenuto sia al contesto del lavoro.

Tra i principali fattori individuati dalla scheda figurano:

  • elevati carichi e richieste quantitative ed emotive;
  • pressione temporale;
  • lavoro in solitario;
  • turni serali o notturni;
  • bassa autonomia e scarso controllo su tempi e modalità operative;
  • ambiguità o conflitti di ruolo;
  • comunicazione carente e limitata partecipazione;
  • supporto insufficiente e criticità nella giustizia organizzativa;
  • relazioni di lavoro tese, elevata competitività e squilibri di potere;
  • rapporti complessi con clienti, pazienti, studenti o altri utenti.

Un ulteriore elemento riguarda l’innovazione tecnologica e il lavoro da remoto: la diffusione degli strumenti digitali e delle modalità di lavoro a distanza può ampliare gli spazi nei quali violenza e molestie possono manifestarsi, estendendoli oltre il luogo fisico di lavoro.

Prevenzione primaria, secondaria e terziaria

La scheda propone un approccio integrato di prevenzione primaria, secondaria e terziaria.

La prevenzione primaria interviene sull’organizzazione e sulle condizioni di lavoro per ridurre i fattori che possono favorire violenze e molestie. La prevenzione secondaria mira a riconoscere precocemente i segnali critici e a contenerne l’insorgenza e gli effetti, mentre quella terziaria riguarda la gestione delle conseguenze e il supporto alle persone coinvolte.

INAIL distingue inoltre gli interventi in funzione dei soggetti coinvolti:

  • vittime, direttamente o indirettamente esposte a comportamenti aggressivi, violenti, molesti o discriminatori;
  • autori delle condotte, interni o esterni all’organizzazione;
  • testimoni, cioè le persone che assistono direttamente o indirettamente agli episodi.

Le misure di prevenzione e gestione

Tra gli interventi indicati nella scheda rientrano misure sull’organizzazione del lavoro, sulla gestione dei carichi e dei turni, sul lavoro in solitario e sulla qualità della leadership.

INAIL richiama inoltre:

  • procedure chiare di segnalazione e denuncia;
  • canali di segnalazione accessibili e riservati;
  • formazione per il riconoscimento precoce dei segnali;
  • formazione sulla comunicazione efficace e sulla gestione dei conflitti;
  • tecniche di de-escalation e comunicazione assertiva;
  • tutela dalle ritorsioni e dalla stigmatizzazione;
  • supporto psicologico, sanitario, legale e organizzativo dopo l’evento;
  • monitoraggio nel tempo e, quando necessario, adattamenti temporanei del ruolo, dell’orario o del carico di lavoro.

Una valutazione partecipata dei rischi

INAIL sottolinea che violenza e molestie sul lavoro rappresentano un rischio per salute, sicurezza e dignità che deve essere correttamente valutato e gestito.

Una valutazione dei rischi partecipata e integrata da tutte le figure della prevenzione aziendale può favorire l’individuazione di misure adeguate contro condotte violente, molestie e discriminazioni.

L’obiettivo è trasformare la valutazione in un processo continuativo, intervenendo su organizzazione, ruoli, procedure, canali di segnalazione, tempi di risposta, monitoraggio e misure di supporto, così da rafforzare nel tempo la capacità dell’organizzazione di prevenire, riconoscere e gestire questi fenomeni.




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