di Andrea Lardori
L’ultimo rapporto Inail, relativo ai dati 2025, restituisce un quadro significativo dell’andamento infortunistico del settore agricolo, oltre a fornire una serie di dati aggregati utili per effettuare confronti tra i diversi settori e analizzare il fenomeno alla luce del contesto socioeconomico del Paese nel suo complesso.
Con riferimento al 2025, emergono alcuni elementi di particolare interesse sia per il settore agricolo sia per la componente straniera occupata a livello nazionale nei diversi comparti produttivi.
Le denunce di infortunio in occasione di lavoro in agricoltura si riducono del 2,1% rispetto al 2024 e rappresentano il 5,8% del totale delle denunce presentate nel 2025. Il dato va tuttavia letto in relazione a quello degli infortuni mortali: nel 2025 l’agricoltura ha rappresentato il 13,5% delle denunce con esito mortale, a fronte del 5,8% delle denunce di infortunio in occasione di lavoro. I casi mortali denunciati nel comparto sono inoltre aumentati di quattro unità rispetto al 2024. Questi dati evidenziano la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione e sulla tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori.
È proprio su questo fronte che si inserisce la prima direttrice della Campagna dei Diritti: salute e sicurezza nell’agroalimentare, dedicata alla divulgazione delle tutele e degli strumenti a disposizione dei lavoratori. Attraverso assemblee pubbliche sul territorio, il progetto mira a illustrare le tutele che il sistema pubblico offre alle lavoratrici e ai lavoratori, fornendo indicazioni sulle procedure da seguire in caso di infortunio o malattia professionale e sulle modalità per rivolgersi alle sedi Uila presenti sul territorio. L’obiettivo è favorire la conoscenza dei propri diritti e degli obblighi che il datore di lavoro è tenuto a rispettare, affinché le tutele previste possano essere effettivamente riconosciute e applicate.
Accanto al tema degli infortuni, il rapporto evidenzia un aumento delle denunce di malattie professionali. In particolare, le denunce in agricoltura crescono del 9,6%, raggiungendo quota 15.340, con 1.339 casi in più rispetto al 2024. A livello nazionale, le patologie muscolo-scheletriche si confermano le più frequenti, rappresentando circa tre denunce su quattro.
È proprio su questo ambito che si concentra la seconda direttrice del progetto della Campagna dei Diritti, dedicata alla ricerca scientifica nelle aziende agroalimentari, sviluppata con il supporto dei medici del Dimeila (INAIL), la ricerca approfondisce le patologie muscolo-scheletriche associate alle attività svolte quotidianamente dai lavoratori, attraverso l’analisi della postura, dello sforzo fisico, della ripetitività dei gesti e degli effetti a lungo termine del rischio da sovraccarico biomeccanico. L’obiettivo è individuare preventivamente i fattori di rischio e proporre soluzioni organizzative in grado di tutelare la salute dei lavoratori e, al contempo, migliorare la produttività aziendale.
In questo contesto, il lavoro di ricerca si inserisce in un quadro più ampio di rinnovata attenzione nazionale alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro, anche grazie alle numerose iniziative promosse e portate avanti dal sindacato.
Secondo l’INAIL, infatti, “l’aumento delle patologie lavoro-correlate negli ultimi anni non riflette necessariamente un peggioramento delle condizioni di lavoro, ma può indicare una maggiore emersione del fenomeno, dovuta alla maggiore consapevolezza dei lavoratori, all’azione capillare dei patronati, alla tempestività dei medici certificatori e all’aggiornamento delle patologie riconosciute”.
Il progetto sta ora proseguendo su una terza direttrice con un approfondimento dedicato al rischio calore in ambito agricolo, un tema che ha purtroppo mostrato tutta la sua drammaticità durante l’estate, quando, nonostante le diverse ordinanze regionali, non sono mancate tragedie sul lavoro.
A questo proposito, il rapporto INAIL ci ricorda che i tumori rappresentano la prima causa di morte tra i tecnopatici e che, in agricoltura, prevalgono i melanomi e i tumori legati all’esposizione solare. Il tema del calore deve tuttavia essere affrontato, a nostro avviso, in una prospettiva più ampia, considerando anche gli eventi atmosferici estremi che interessano il nostro Paese, dalle alluvioni alle gelate improvvise. Fenomeni che possono avere un impatto significativo non soltanto sulle attività produttive, ma anche sulla salute psicofisica delle lavoratrici e dei lavoratori.
L’ultimo aspetto del rapporto INAIL riguarda i lavoratori stranieri, pur senza fornire specifiche relative al solo comparto agricolo. I dati mostrano un aumento delle denunce di infortunio dei lavoratori stranieri del 3,7%, a fronte di un calo dello 0,5% per i lavoratori italiani. Si tratta di un segnale di come incida sempre di più la manodopera straniera nel tessuto produttivo italiano e della necessità di fare formazione e prevenzione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. In questo quadro si inseriscono i corsi di lingua, di cui esistono diversi esempi virtuosi, necessari per superare una barriera critica non solo per l’integrazione reale, ma anche per la sicurezza stessa, dato che la mancata comprensione può essere causa di infortunio. In questo senso, il parallelo aumento delle denunce di malattia professionale anche della componente straniera mostra come siano stati fatti dei passi in avanti sul piano della consapevolezza.
Un elemento da attenzionare rimane infine quello degli infortuni in itinere: seppur rappresentino ancora una minima parte del totale per il settore agricolo, nell’ultimo anno sono aumentati del 7,6%. Si tratta di un fattore di rischio stradale su cui la nostra azione di monitoraggio e sensibilizzazione non deve abbassare la guardia e su cui bisognerà continuare a lavorare anche attraverso la contrattazione, valorizzando tutto ciò che il CCNL, i vari CPL agricoli e gli enti bilaterali territoriali (Ebat) possono prevedere e introdurre per tutelare e garantire la sicurezza dei lavoratori anche nei loro spostamenti quotidiani.
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