CAMPOBASSO. Il Commissario ad Acta per la sanità molisana, avvocato Marco Bonamico, e il Subcommissario, senatore Ulisse Di Giacomo, intervengono sul nuovo Programma Operativo 2026-2028 e sulla riorganizzazione della rete sanitaria regionale. In una nota congiunta, i vertici del commissariamento illustrano le ragioni alla base delle scelte adottate, difendendo il percorso intrapreso e sottolineando la conformità del piano alle normative nazionali. Al centro dell’intervento la nuova organizzazione della rete ospedaliera, il potenziamento della sanità territoriale, la revisione dei servizi di continuità assistenziale e le modifiche che riguardano alcuni presìdi regionali, tra cui Agnone e Isernia.
“Il Programma Operativo 2026-2028 è stato adottato con DCA n. 62 del 29 aprile 2026, in conformità a quanto previsto dall’art. 1, comma 871, della legge n. 199 del 30 dicembre 2025 (Legge Finanziaria).
Tutti gli obiettivi e le misure previsti nel Programma rispettano pienamente la normativa vigente, con particolare riferimento al DM 70/2015, che disciplina l’organizzazione della rete ospedaliera e delle reti tempo-dipendenti, e al DM 77/2022, che regolamenta la sanità territoriale.
Essa comprende la rimodulazione del Presidio ospedaliero di Agnone in Ospedale di Comunità, le reti tempo-dipendenti, la rete dei Punti nascita e la Breast Unit pubblica individuata presso il Presidio ospedaliero “Cardarelli” di Campobasso.
Non si pretende che tutti condividano l’impostazione del documento, ma vi è, tuttavia, un dato oggettivo: la nuova organizzazione sanitaria delineata dal DCA n. 62 è pienamente conforme alle vigenti disposizioni di legge.
È stata elaborata seguendo le indicazioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero della Salute, con il determinante contributo di Agenas. Tiene conto delle peculiarità del territorio molisano e delle diverse esigenze delle comunità locali, si fonda su evidenze scientifiche ed epidemiologiche e, per quanto di nostra competenza, sarà difesa in ogni sede.
La riforma della sanità territoriale vede il Molise tra le regioni più avanzate d’Italia.
È stata infatti tra le prime a sottoscrivere il nuovo Accordo Integrativo Regionale con i Medici di Medicina Generale, che rappresenteranno il fondamento delle Case e degli Ospedali di Comunità, all’interno dei quali saranno erogati nuovi servizi, tra cui la Continuità Assistenziale.
È innegabile che l’attuale assetto delle sedi di Guardia Medica non risponda più ai requisiti previsti dalla normativa, sia per numero di sedi sia per tipologia di prestazioni erogate e costi sostenuti. Una situazione che inevitabilmente si riflette sulla qualità del servizio, rendendolo meno efficace e più difficile da governare.
Basti pensare che più della metà delle attuali postazioni di Guardia Medica (24 su 44) ha erogato nell’anno 2025 meno di 3 prestazioni al giorno, e addirittura 5 di esse meno di 1.
Questo disservizio costa ai molisani 12 milioni di euro l’anno.
L’individuazione delle nuove 16 sedi di Continuità Assistenziale, 13 collocate nelle Case di Comunità Hub e Spoke e 3 in aree particolarmente disagiate, tutte raggiungibili entro i tempi previsti dalla legge anche in un territorio complesso come quello molisano, rappresenta un deciso passo in avanti per la medicina territoriale.
In queste strutture i Medici di Medicina Generale non opereranno più da soli, ma in équipe con specialisti, infermieri e tecnici, in collegamento con la Centrale 116-117 e con la possibilità di ricorrere agli strumenti della telemedicina, quali televisite, teleconsulti e telerefertazione.
Un modello organizzativo che contribuirà a decongestionare i Pronto Soccorso ospedalieri e a rafforzare concretamente la medicina di prossimità.
E ancora, è legittimo continuare a mantenere operativo il Punto nascita del “Veneziale” di Isernia con circa 200 parti l’anno, quando il numero raccomandato è di 1.000 e, comunque, non deve essere inferiore a 500?
La risposta è no. E non solo per ragioni di natura economica, ma soprattutto per garantire la sicurezza della partoriente e del nascituro.
Un’assistenza più qualificata può essere assicurata all’interno di un Centro di Maternità, attraverso controlli periodici programmati, la possibilità di assistenza ostetrica domiciliare nei casi più complessi e il trasporto protetto verso il Punto nascita del “Cardarelli” di Campobasso.
Per quanto riguarda, poi, la rimodulazione del Presidio ospedaliero di area disagiata di Agnone, non corrisponde al vero affermare che l’attuale struttura garantisca servizi sanitari adeguati.
La situazione attuale è caratterizzata da un numero di ricoveri largamente inferiore a qualsiasi parametro di riferimento, con meno di un ricovero al giorno, relativo prevalentemente a patologie mediche croniche o riacutizzate e strettamente correlate all’età avanzata della popolazione.
Anche il Pronto Soccorso è oggi garantito in larga parte da personale medico in quiescenza con contratti libero-professionali, a causa dell’impossibilità di reperire medici da assumere: da almeno due anni, infatti, i bandi di reclutamento vanno regolarmente deserti.
Inoltre, il numero di accessi giornalieri è estremamente contenuto e riguarda, nella quasi totalità dei casi, codici bianchi o verdi, ovvero quadri clinici non appropriati per un Pronto Soccorso ospedaliero.
La nuova Rete ospedaliera propone invece un modello assistenziale pienamente rispondente ai bisogni del territorio.
Il presidio comprenderà 20 posti letto di Unità di Degenza Infermieristica (UDI/RSA) e 20 posti letto di Riabilitazione, un’attività di Chirurgia ambulatoriale, un Punto di Primo Intervento attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, un’ambulanza medicalizzata e un’automedica operative h24, ambulatori specialistici aperti quotidianamente, servizi di radiodiagnostica con refertazione a distanza, un punto prelievi e posti letto tecnici per emodialisi.
In ultimo, un accenno alla chirurgia senologica.
La nuova organizzazione della Rete ospedaliera, approvata dai Tavoli tecnici ministeriali, prevede l’istituzione di una Breast Unit pubblica presso il Presidio ospedaliero “Cardarelli” di Campobasso.
Per poter essere riconosciuta e operare secondo gli standard previsti, la struttura deve rispettare i requisiti organizzativi, qualitativi e il volume minimo di attività stabiliti dal DM 70/2015.
La Breast Unit è inserita nella Rete oncologica regionale, attualmente in fase di organizzazione con il contributo dei responsabili delle Unità Operative di Oncologia, Ostetricia e Ginecologia e Radiologia dei tre presìdi ospedalieri regionali, dei Distretti sanitari, dei Medici di Medicina Generale, degli specialisti ambulatoriali del SUMAI e della rete dei consultori.
Il nuovo modello assistenziale richiede la centralizzazione delle prestazioni, così da garantire la presa in carico della paziente e il successivo trattamento chirurgico entro un tempo massimo di trenta giorni, nel rispetto del PDTA, attualmente in fase di aggiornamento.
Quelli illustrati sono solo alcuni degli elementi qualificanti di una Rete ospedaliera concepita per rispondere in modo efficace ai bisogni di salute della popolazione molisana, compatibile con le risorse finanziarie e professionali disponibili e pienamente coerente con il quadro normativo vigente.
La conferma arriva dal Tavolo tecnico ministeriale sul DM 70 che, riunitosi il 17 giugno scorso, ha approvato per la Regione Molise la nuova Rete Ospedaliera.
Si tratta di un risultato atteso da oltre un decennio, destinato a migliorare in maniera significativa l’organizzazione dei servizi sanitari della regione.
Per questo continueremo a lavorare con determinazione affinché gli obiettivi fissati trovino piena attuazione, nell’interesse esclusivo dei cittadini e della qualità dell’assistenza sanitaria regionale”.
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