10.52 – venerdì 14 agosto 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Interrogazione

Overtourism” o più semplicemente “sovraffollamento”. E’ questa la parole d’ordine dell’estate che ci attende, sollecitando l’urgenza di trovare un vero equilibrio fra la domanda turistica e la tutela dell’ambiente e del territorio. Con l’aumento delle temperature, soprattutto nelle pianure e nelle grandi aree urbane, moltissime persone si spostano verso la montagna in cerca almeno di qualche giorno di refrigerio. E’ un comportamento comprensibile e normale, ma non può essere il velo con il quale avvolgere un problema che si fa via via crescente e che mette a rischio la sopravvivenza stessa delle comunità della montagna.

Da tempo, molti soggetti del territorio come la Sosat, indicano rischi e pericoli nel sovraffollamento delle vallate e delle cime, ma sembra si tratti di “voci inascoltate ed inascoltabili”, soprattutto da parte di quella politica provinciale che si ostina a recitare gli slogan dell’attenzione alle periferie e alla montagna, salvo poi non fare alcunchè per tutelarle veramente. Mentre nel vicino Alto Adige/Südtirol già da qualche anno si sta cercando di correre ai ripari, introducendo meccanismi di controllo e di limitazione della presenza antropica occasionale nei luoghi di maggiore attrattiva turistica, in Trentino, come spesso accade, si cerca di nascondere la polvere sotto il tappeto, infischiandosene della qualità della vita delle popolazioni delle vallate più esposte all’afflusso dei turisti nazionali e stranieri.

Nemmeno in questo delicato settore insomma, la Provincia sembra capace di elaborare una sua strategia concreta, al di là di qualche timido e sparso segnale legato a scelte locali e territoriali, anche interagendo con i “cugini” di Bolzano, posto che la questione, nella sua interezza, riguarda tutto il territorio regionale.

E’ proprio questa incapacità di fare anche sinergia con altri che disvelano tutte le carenze politiche e di prospettiva di una maggioranza sempre più debole, fragile, sfilacciata e preoccupata dei propri destini, mentre i problemi crescono di dimensioni e di gravità.

Se nella provincia di Bolzano hanno preso avvio, da tempo, seri programmi di regolamentazione, che vanno ben oltre il tema dei “tornelli” sui sentieri più frequentati e che partono dai nodi della viabilità e dell’adozione quindi di nuove politiche del trasporto pubblico, in Trentino regna il caos e l’antica legge non scritta per la quale “ognuno si arrangia come può”. Il governo dei flussi e la loro gestione viene lasciato ai Sindaci, mentre la Provincia prosegue nella sua cieca politica della quantità.

A Braies scattano limitazioni; sul Saceda i tornelli; le navette per le Tre Cime di Lavaredo; ovunque aumentano i costi dei parcheggi in quota e lo stesso mondo alberghiero inizia a condividere l’idea di un contenimento capace di mantenere quella qualità ambientale, che è il requisito unico per un costante livello di afflussi, unica garanzia di lunga durata nel tempo. E in Trentino? Già si vedono i segnali dei rischi di “tappo stradale” nel fondovalle fiemmese, mentre la Rendena soffre l’atavico problema degli attraversamenti dei paesi, così come altre realtà subiscono gli effetti dell’ “overtourism”, che ricadono anche sui costi della vita e dell’abitare in montagna.
Non si tratta di quisquilie, come la Giunta provinciale tenta di definire queste preoccupazioni diffuse, bensì di porre il problema per come lo stesso si presenta, sia nel presente come nel futuro.

Tutto ciò premesso, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

– cosa ha approntato, in termini tecnici e di programmazione, per far fronte al tema del sovraffollamento turistico estivo sul versante del trasporto pubblico, dei nodi infrastrutturali e del contenimento dei costi del vivere nelle realtà di montagna;

– quali orientamenti politici intende assumere per il futuro su tali questioni;

– quali investimenti, nel prossimo biennio e cioè fino a conclusione della corrente Legislatura, sono previsti, per un controllo dei flussi turistici e per una loro regolamentazione;

– quali rapporti di collaborazione sono strutturati, se esistono, con la vicina Provincia autonoma di Bolzano su questi problemi che, oggettivamente, interessano tutto il territorio regionale, con pari intensità.

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Lucia Maestri

 

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Oggetto: interrogazione n. 1843/XVII del 19 giugno 2026.

Innanzitutto, come ho già avuto modo più volte di dichiarare, non condivido l’uso indiscriminato del termine “overtourism” in quanto lontano dalla nostra situazione e probabilmente più accostabile a casi di vero affollamento come nel caso di alcune città d’arte italiane (Venezia ad esempio).

Oggi il tema della mobilità turistica coinvolge tutti i territori (in ambito urbano, rurale, montano e lacustre) e risulta pertanto prioritario adottare un approccio complessivo, nella crescente consapevolezza che i bisogni dei turisti sono i bisogni dei residenti e che a partire dalla qualità di vita della comunità residente si può costruire un Trentino attrattivo come luogo di vita e di soggiorno.

Il contesto attuale presenta un modello organizzativo che tiene separate le competenze in materia di mobilità pubblica (in capo alla società di sistema della Provincia, Trentino Trasporti) e mobilità turistica (in capo a soggetti diversi quali Comuni, Comunità di Valle, Parchi e APT).

Tuttavia, oggi i principali attori del sistema, l’Assessorato ai Trasporti e Urbanistica, l’ UMST Patrimonio e Trasporti, il Servizio Mobilità Pubblica e Trentino Trasporti da una parte, e l’Assessorato al Turismo, il Servizio Turismo, le APT e Trentino Marketing dall’altra, convergono verso la necessità di una integrazione fra le due realtà e le politiche provinciali in termini di urbanistica (soprattutto in relazione al tema dei parcheggi) e viabilità.

Per questo è stato recentemente istituito il Tavolo Provinciale Mobilità e Turismo che vuole avere funzione di indirizzo e di coordinamento strategico sulla pianificazione del servizio. Il Tavolo è stato istituito dal Dipartimento artigianato, commercio, promozione, sport e turismo della Provincia autonoma di Trento, con la partecipazione del Servizio Mobilità Pubblica, Trentino Trasporti, il Consorzio dei Comuni Trentini, il Consorzio delle APT e Trentino Marketing.

Al Tavolo vengono affrontate tematiche quali l’incremento del trasporto pubblico, migliorandone frequenze, connessioni e accessibilità alle aree turistiche, oltre all’utilizzo integrato delle infrastrutture esistenti in un’ottica di mobilità collettiva e multimodale (gomma, rotaia, impianti di risalita, navette turistiche) e lo sviluppo della ciclabilità come mezzo di trasporto alternativo, non solo come attività ricreativa ma come vero e proprio canale di spostamento quotidiano e turistico.

Inoltre, per rendere i servizi realmente accessibili e intuitivi, è in fase di sviluppo un’interfaccia digitale unica e “frictionless”, integrata con le piattaforme informative territoriali e turistiche (Mio Trentino, Travel Planner, Guest Card), per consentire agli utenti di pianificare e prenotare facilmente i propri spostamenti.
Al contempo si stanno sviluppando specifici master plan sulla mobilità come sull’Altopiano della Paganella, in Val di Sole, in Val Canali, in Val di Ledro e in Val di Fassa.

Per il resto come già indicato nella risposta all’interrogazione n. 1350/2025, abbiamo due ordini di problematiche che stiamo affrontando come Giunta: da una parte una miglior gestione dei flussi turistici e dall’altra delle risposte sulla ricerca di alloggi per residenti e lavoratori, e su questo stiamo lavorando con le citate progettualità e non solo.

Infine, posso affermare che la Provincia, rispetto al problema del traffico sui passi dolomitici, intende riprendere i contatti con la Regione del Veneto e la Provincia autonoma di Bolzano, al fine di prevedere modalità comunicative capaci di invogliare il turista verso l’utilizzo di mobilità alternativa quale ad esempio quella funiviaria.

Colgo l’occasione per porgerVi i più cordiali saluti.

– Roberto Failoni –


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