Accise sul gasolio, prezzi oltre i 2 euro e scontro sugli extraprofitti: il Governo proroga lo sconto fino al 26 agosto, ma il nodo resta aperto.
Caro carburanti, la scadenza del 26 agosto
Il caro carburanti torna al centro del confronto politico mentre milioni di automobilisti affrontano il controesodo estivo. Il Governo ha prorogato fino al 26 agosto il taglio delle accise sul gasolio, ma la misura resta temporanea e non risolve il problema dell’aumento dei prezzi alla pompa.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, insieme al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha firmato il decreto che attiva il meccanismo delle accise mobili e prolunga di due giorni lo sconto già previsto sul diesel. La riduzione vale circa 17 centesimi al litro e sarebbe dovuta terminare il 24 agosto.
Il provvedimento utilizza l’extragettito Iva derivante dall’aumento del prezzo internazionale del petrolio. Per finanziare la proroga, il decreto indica minori entrate per 20,8 milioni di euro, compensate dal maggior gettito Iva registrato nel periodo compreso tra il primo e il 31 luglio.
Benzina e gasolio sopra i due euro
La proroga arriva mentre i prezzi continuano a salire. Secondo gli ultimi dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy disponibili per il 23 agosto, il prezzo medio nazionale self ha raggiunto 2,010 euro al litro per la benzina e 2,130 euro per il gasolio.
La situazione peggiora sulla rete autostradale, dove il prezzo medio self ha raggiunto 2,087 euro al litro per la benzina e 2,203 euro per il diesel.
Il dato arriva proprio nei giorni del controesodo, aumentando la pressione sulle famiglie e sulle imprese che devono sostenere costi più elevati per gli spostamenti.
Lo sconto sul diesel non basta
Il taglio delle accise rappresenta una misura di contenimento, ma la crescita della componente industriale del prezzo ha progressivamente ridotto l’effetto dello sconto.
Le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, i costi di raffinazione, il cambio euro-dollaro e la logistica incidono infatti sul prezzo finale del carburante. Secondo il quadro riportato nelle analisi sul caro carburanti, dal marzo scorso gli interventi sulle accise hanno richiesto risorse per oltre 2,2 miliardi di euro, senza riuscire a fermare la crescita dei prezzi.
Il problema, quindi, non riguarda soltanto la componente fiscale. Il Governo deve fare i conti con un mercato energetico ancora caratterizzato da forti tensioni internazionali.
Lo scontro politico sugli extraprofitti
Proprio sulla risposta da adottare dopo la scadenza dello sconto si concentra il nuovo scontro politico.
La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha chiesto al Governo di introdurre subito in Italia una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche, senza aspettare l’accordo europeo.
«Le misure tampone non bastano più», ha sostenuto Schlein, chiedendo a Giorgia Meloni e Giorgetti di intervenire a livello nazionale mentre i prezzi dei carburanti superano i due euro al litro.
La proposta del Pd punta quindi a utilizzare una parte dei maggiori profitti del settore energetico per finanziare interventi destinati alle famiglie e alle imprese maggiormente colpite dal caro energia.
Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha chiesto al Governo di convocare un Consiglio dei ministri straordinario sul caro carburanti.
La posizione dei Cinque Stelle punta quindi su un intervento immediato, senza limitarsi alla proroga temporanea del taglio delle accise. Conte aveva già criticato le misure del Governo chiedendo di recuperare risorse dagli extraprofitti dei grandi gruppi energetici, oltre che da altri settori.
Anche Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato di Avs, ha attaccato la strategia del Governo.
Bonelli sostiene che le società energetiche abbiano accumulato circa 80 miliardi di euro di profitti in quattro anni e chiede di intervenire su queste risorse invece di continuare a finanziare riduzioni temporanee delle accise con denaro pubblico.
Avs propone inoltre una “bolletta sociale” per il ceto medio e maggiori investimenti nelle energie rinnovabili, collegando il caro carburanti alla necessità di ridurre strutturalmente la dipendenza dai combustibili fossili.
La linea di Nicola Fratoianni e di Sinistra Italiana si colloca nello stesso fronte di Avs. Il tema centrale resta quello della redistribuzione dei profitti e della necessità di chiedere un contributo maggiore a chi ha beneficiato maggiormente della crisi energetica.
Fratoianni sostiene da tempo l’idea di intervenire sui grandi patrimoni e sui profitti straordinari, anche se il dibattito sulla cosiddetta patrimoniale resta distinto dalla specifica proposta di tassazione degli extraprofitti energetici.
Più dura la reazione di Italia Viva sulla proroga del taglio delle accise. La senatrice Raffaella Paita ha definito l’ennesimo prolungamento della misura una “insopportabile presa in giro”, contestando soprattutto la durata estremamente breve dell’intervento.
La critica di Italia Viva si concentra quindi sulla natura temporanea della misura: secondo il partito di Matteo Renzi, una proroga di pochi giorni non rappresenta una risposta adeguata alla crescita dei prezzi.
L’Italia guarda anche all’Europa
Il confronto sugli extraprofitti non riguarda soltanto la politica italiana. L’Italia ha infatti sostenuto, insieme a Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna, l’apertura di un confronto a livello europeo sull’introduzione di un prelievo sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere.
L’obiettivo dei sei Paesi è creare un quadro comune che permetta di utilizzare il maggior gettito per sostenere famiglie e imprese alle prese con il caro energia.
Qui emerge una delle principali differenze tra le posizioni politiche. Il Governo italiano sostiene il confronto europeo, mentre Schlein chiede di anticipare la misura con un intervento nazionale, senza attendere i tempi dell’Unione europea.
Il nodo del 27 agosto
La vera incognita riguarda ora ciò che accadrà dal 27 agosto.
Il decreto firmato da Giorgetti garantisce lo sconto sul diesel fino al 26 agosto, ma non stabilisce una misura strutturale per i giorni successivi. Il Governo dovrà quindi decidere se individuare nuove risorse per prorogare il beneficio oppure cambiare strategia.
La questione finanziaria rappresenta il punto centrale del confronto. Il meccanismo delle accise mobili consente di utilizzare l’extragettito Iva collegato all’aumento dei prezzi, ma non costituisce una fonte illimitata di finanziamento.
Un confronto destinato a proseguire
Il 26 agosto diventa così una scadenza politica oltre che fiscale. Fino a quella data il diesel beneficia della riduzione delle accise, mentre benzina e gasolio continuano a viaggiare su livelli particolarmente elevati.
Da una parte il Governo punta per ora su strumenti temporanei come le accise mobili e sostiene la ricerca di una soluzione europea sugli extraprofitti. Dall’altra, l’opposizione chiede un intervento nazionale immediato sulle società energetiche e misure più strutturali contro il caro energia.
La partita non si chiude quindi con la proroga dello sconto. Dal 27 agosto il Governo dovrà affrontare nuovamente il problema, mentre automobilisti, famiglie, lavoratori e imprese attendono risposte di fronte a prezzi che hanno ormai superato la soglia dei due euro al litro.
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