Passo avanti verso il recupero del Paradiso sul Mare di Anzio, uno degli edifici simbolo della città e tra le testimonianze architettoniche più significative del litorale laziale. Nella mattinata di oggi, lunedì 24 agosto, sono iniziate le operazioni di spostamento dei reperti archeologici custoditi all’interno del salone Pompeiano, conosciuto anche come Momus, intervento necessario per consentire l’avvio dei lavori di consolidamento della struttura.
Le operazioni, a carico del Comune di Anzio, sono propedeutiche al cantiere previsto dal Provveditorato per le Opere Pubbliche. I reperti saranno trasferiti in una zona dell’edificio non interessata dai lavori, sotto il coordinamento della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti.
Un passaggio tecnico, dunque, ma dal forte valore simbolico per una struttura che da anni attende un intervento capace di arrestarne il degrado e avviarne concretamente il recupero.
“Era necessario svolgere questo intervento – ha dichiarato il sindaco di Anzio Aurelio Lo Fazio – per consentire al Ministero per le Infrastrutture l’avvio dei lavori. Il nostro impegno per restituire alla città il Paradiso sul Mare continua”.
Il primo cittadino ha ricordato anche lo sforzo economico programmato dall’amministrazione comunale: 2 milioni di euro di fondi comunali stanziati per le annualità 2027 e 2028.
“Lo storico edificio è patrimonio non solo di Anzio – ha aggiunto Lo Fazio – e per questo abbiamo chiesto alla Città Metropolitana di Roma Capitale e alla Regione Lazio di intervenire con fondi propri da unire a quelli del Ministero e ai nostri per ridare vita al Paradiso sul Mare”.
Il recupero del Paradiso sul Mare al centro della strategia culturale di Anzio
Il percorso verso il recupero dell’edificio era stato rilanciato nelle scorse settimane anche attraverso una serie di iniziative culturali dedicate proprio alla sua storia e al suo progettista.
Dal 16 luglio al 4 ottobre 2026, infatti, il Museo Civico Archeologico di Anzio ospita la mostra “Cesare Bazzani architetto (1873-1939). Il sogno del Paradiso sul mare e le architetture di Anzio”, curata da Romana Mastrella e Alessandro M. Jaia, promossa dal Comune con il patrocinio del Ministero della Cultura e della Direzione Generale Archivi.
Per l’amministrazione comunale l’esposizione non rappresenta soltanto un appuntamento culturale, ma si inserisce direttamente nel progetto di restituzione alla città dello storico edificio.
“Il recupero del Paradiso sul Mare rappresenta un passaggio fondamentale anche per la strategia di valorizzazione turistica e culturale di Anzio – ha sottolineato l’assessore al Turismo Valentina Corrado –. Parliamo di un luogo simbolo della nostra città, capace di raccontarne la storia, l’architettura e l’identità”.
L’obiettivo, secondo l’assessore, è fare in modo che tutte le istituzioni coinvolte contribuiscano alla rinascita del complesso.
“Restituire il Paradiso sul Mare alla collettività significa restituire ad Anzio uno spazio di straordinario valore, che potrà diventare un ulteriore elemento di attrattività per residenti e visitatori”.
Il sogno di Cesare Bazzani e Giuseppe Polli
La storia del Paradiso sul Mare affonda le radici nei primi decenni del Novecento ed è strettamente legata all’architetto romano Cesare Bazzani, tra i protagonisti dell’architettura italiana dell’epoca, e all’imprenditore Giuseppe Polli, che immaginava per Anzio uno sviluppo turistico capace di unire eleganza, architettura e paesaggio.
Il complesso venne progettato nel 1919 e inaugurato nel 1924 sulla Riviera di Levante. In origine conosciuto come Kursaal Polli, assunse presto il nome, ben più evocativo, di Paradiso sul Mare.
L’idea era quella di creare un moderno centro dedicato al turismo e allo svago, destinato a ospitare ricevimenti, convegni, mostre, sfilate di moda e attività legate alla vita mondana. Nella visione di Polli, lo sviluppo della città doveva poggiare su quello che veniva definito il “trinomio d’oro”: “Turismo, Casinò, Moda”.
Fu proprio il sodalizio tra Polli e Bazzani a contribuire, tra gli anni Venti e Trenta, alla trasformazione di Anzio in una delle località balneari più eleganti del territorio romano, in una stagione durante la quale ville, edifici pubblici e nuove architetture iniziarono a ridisegnare il rapporto tra la città e il mare.
Con la sua facciata chiara, le terrazze affacciate sul Tirreno e le caratteristiche torri coronate da cupole, il Paradiso sul Mare è diventato nel tempo una delle immagini più riconoscibili di Anzio.
Dal cinema all’abbandono
Il fascino dell’edificio non passò inosservato neppure al cinema. I suoi spazi furono scelti come ambientazione per importanti produzioni cinematografiche, tra cui “Amarcord” di Federico Fellini e “Polvere di stelle” di Alberto Sordi.
Nel 1968 il complesso passò in gestione alla Provincia di Roma, oggi Città Metropolitana, e venne in parte destinato alle attività dell’Istituto Professionale Alberghiero. Dopo la chiusura del convitto nel 1978, l’edificio continuò a ospitare attività scolastiche fino al progressivo aggravarsi delle condizioni strutturali.
Nel 2015, a seguito dei fenomeni di degrado e anche per il rischio derivante dal distacco di intonaci, l’utilizzo dell’immobile venne interdetto agli studenti, successivamente trasferiti in altra sede. Da allora il Paradiso sul Mare è rimasto sostanzialmente inutilizzato, mentre il deterioramento della struttura ha continuato ad alimentare il dibattito cittadino sulla necessità di salvarlo.
Ora lo spostamento dei reperti conservati nel salone Pompeiano rappresenta uno dei primi atti concreti necessari per consentire l’apertura del nuovo cantiere.
Una tappa che arriva mentre al Museo archeologico prosegue la mostra dedicata proprio a Bazzani. Tra i materiali esposti figurano 24 disegni originali provenienti dal Fondo Cesare Bazzani dell’Archivio di Stato di Terni, insieme a fotografie d’epoca e documenti che permettono di ricostruire la genesi del Paradiso sul Mare e, più in generale, l’ambizioso progetto urbanistico immaginato nel Novecento per Anzio.
A oltre un secolo dalla sua inaugurazione, per lo storico edificio affacciato sul Tirreno si apre quindi una nuova fase: l’obiettivo dichiarato è fermare il degrado e creare le condizioni affinché il Paradiso sul Mare possa tornare, dopo decenni, a essere realmente parte della vita culturale e turistica della città.
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Michela Emili
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