Un’onda umana in movimento con uno striscione blu in una coreografia di lotta originale e suggestiva: circa 200 persone hanno preso parte domenica 28 giugno, torrida domenica di giugno inoltrato, a un flash mob organizzato sulla spiaggia del lago Albano di Castel Gandolfo che ha colto di sorpresa bagnanti, guardaspiaggia, turisti sui lettini o sui pedalò.
L’iniziativa di lotta per la tutela del territorio, per dire no al consumo di suolo, no all’inceneritore di Santa Palomba, sì alla difesa dei laghi di Albano e Nemi, è stata promossa e organizzata dal Coordinamento Ambientalista Castelli Romani. ‘I nostri laghi, un patrimonio di tutti da difendere insieme’, ma anche l’acqua, le risorse idriche, l’ambiente, il futuro di tutti, il motivo dell’iniziativa: con il caldo e le temperature proibitive la mobilitazione non si ferma.
L’obiettivo principale dell’evento di domenica mattina era informare e sensibilizzare i visitatori e la popolazione presente, coinvolgerli nella difesa del territorio, richiamare la massima attenzione su una emergenza e contrastare le fake news su crisi idrica e inceneritore. In prima linea, c’erano gli attivisti dell’Unione dei Comitati contro l’Inceneritore che dall’8 maggio presidiano ininterrottamente il cantiere di Santa Palomba, perché i due problemi, crisi idrica dei laghi e realizzazione del mega impianto brucia rifiuti, sono strettamente correlati.
La falda è una sola e interessa tutti i comuni del Vulcano Laziale e oltre. Si contesta un modello di sviluppo non più sostenibile, da ripensare con urgenza mettendo al centro ambiente, salute e tutela dei territori. Tra le sigle delle associazioni presenti: il Comitato no Inceneritore Santa Palomba, Albano Bene Comune, Italia Nostra Castelli Romani, Accademia Kronos, Latium Volcano, Arca del Sole Tv. Hanno dato la loro adesione, tra le realtà associative: Legambiente Appia Sud Il Riccio, Pagaie Rosa, ed erano presenti anche gli scout Colli Albani.
Doppia mobilitazione, pagaiata e passeggiata di protesta
La mobilitazione è stata doppia: via terra e via lago. Una parte degli attivisti ha attraversato la spiaggia in una passeggiata di protesta dal molo dei Pescatori fino allo stabilimento Saroli. I partecipanti hanno composto una catena umana attorno a un lungo striscione blu a simboleggiare l’acqua.
Ogni partecipante teneva un lembo del lungo striscione, a simboleggiare l’unità di persone, acque, terre, lotte. Dalla riva, ha preso il largo una speciale ‘flottilla’ informativa per denunciare le criticità del territorio, navigando a bordo di pagaie, canoe, dragon boat, pedalò, barche a vela, tutte le imbarcazioni possibili e immaginabili, grazie anche alla collaborazione di associazioni sportive e cittadini.
Senza acqua non c’è vita, senza laghi non c’è futuro, hanno detto e ribadito da terra e via lago. In spiaggia, traversando gli stabilimenti, gli attivisti hanno distribuito volantini informativi ai bagnanti, hanno fornito dati e spiegazioni sul problema dell’abbassamento dei laghi e della falda. “I dati che riportiamo sono il frutto di 40 anni di osservazioni, 40 anni di impegno dei volontari e ricercatori. Spesso sono riportati in modo erroneo e senza citare la fonte”, ha chiarito Roberto Salustri, docente e ricercatore, direttore tecnico scientifico dell’EcoIstituto RESEDA che porta avanti da anni l’iniziativa SOS Laghi e ha promosso la mobilitazione odierna.
Tra i dati forniti: il lago Albano, sito europeo, e quello di Nemi si stanno abbassando: oltre sette metri in meno, calano insieme. Mancano all’appello oltre 54 milioni di metri cubi di acqua solo nei laghi, in falda molto di più. Ciò significa un abbassamento di 30 centimetri l’anno in media di entrambi i laghi, oltre 1,8 milioni di metri cubi in meno ogni anno. Si tratta di dati che sono stati elaborati dal Comitato Scientifico composto da geologi, idrogeologi, naturalisti, tecnici e ricercatori che da molti anni studiano il territorio dei Castelli Romani e con il sostegno del geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi.
Le soluzioni a tutto ciò, riproposte anche questa volta, sono state indicate anch’esse da molto tempo: fermare il consumo di suolo e nuove colate di cemento, ridurre del 30% gli attuali consumi idrici, rigenerare il territorio con interventi di ingegneria naturalistica. “Quando abbiamo iniziato ci davano dei pazzi perché il lago ancora non si vedeva che si stava svuotando. Ora che la cosa è evidente e non possono dire di no, stanno cercando di confondere le persone dicendo cose false. Molta gente è convinta che l’inceneritore non ha bisogno di acqua: gli serve per le turbine e per spegnere le ceneri, butteranno l’acqua sui rifiuti bruciati e acqua per pulire le canne fumarie, quindi sarà acqua inquinata, acqua non più recuperabile, non è vero che l’inceneritore non consuma acqua, anzi secondo i nostri studi consuma molto di più della cifra indicata nel progetto”, ha concluso Salustri.
Nel mare delle fake news l’acqua non c’è
Il progetto ‘gronde’ recentemente riproposto a un convegno istituzionale che si è svolto ad Ariccia, per ricercatori e scienziati del Coordinamento è assolutamente impraticabile: “Il lago non è una bagnarola, ma un organismo vivente, immettere acqua di scarto nei laghi ne distruggerebbe l’equilibrio biochimico, sarebbe la morte biologica dei laghi”, ha tuonato Salustri. Messaggi informativi sono stati dati anche da attivisti su imbarcazioni e pedalò muniti di megafono. Tra lo stupore dei più, e l’indifferenza di pochi attratti solo dal prendere il sole, la carovana si è inoltrata nel fitto canneto per passare accanto al villaggio delle Macine, un sito unico di 6 mila anni fa quasi completamente distrutto dall’incuria. “Durante le perlustrazioni del lago, abbiamo spesso trovato persone che davano fuoco a questi pali o li prendevano a calci, ma il vero colpevole sono le amministrazioni, anche la Soprintendenza a cui abbiamo proposto diversi progetti, come fare una barriera intorno al villaggio delle Macine e portare acqua con l’impianto fotovoltaico in maniera che i pali rimangono sott’acqua. Hanno fatto un’alzatina di spalle e tutto il Villaggio delle Macine è stato completamente distrutto”.
“Si tratta di un reperto archeologico di primaria importanza che risale addirittura all’età del Bronzo e purtroppo è andato completamente perso”, ha aggiunto Enrico Del Vescovo di Italia Nostra Castelli Romani.
Sandro Ciarlantini del Comitato per le Future Generazioni ha chiarito cosa c’entri l’inceneritore con i laghi. “C’entra perché l’inceneritore assorbe una quantità di acqua enorme per raffreddare i fumi, perché altrimenti si possono formare diossine immesse nell’atmosfera. Quest’acqua non c’è. Hanno fatto il progetto e hanno detto che prenderanno l’acqua del depuratore di Pavona, ma in realtà serve una linea di 5 chilometri per portarla e non è un’acqua idonea per un certo tipo di raffreddamento che è sia dei fumi che del particolato”.
Come finirà, allora? “Alla fine, sicuramente la prenderanno dai pozzi. Dobbiamo renderci conto che questo è un lago che viene alimentato dalle falde idriche e le alimenta. Se continuiamo a pompare acqua i pozzi sono mediamente oltre i 200 metri,, continuiamo a gravare la crisi idrica dei laghi con i danni che vedete. Aggraverà ancora di più la situazione attuale”.
Discorsi conclusivi presso l’antico molo romano: lotta per i laghi e contro l’inceneritore
Al termine dell’iniziativa di sensibilizzazione, lo striscione blu è stato alzato in aria e Roberto Salustri ha invitato a ringraziare tutti i volontari che hanno partecipato all’impresa. Tra loro c’era anche l’ex canoista olimpico Gennaro Cirillo che ha invocato una consapevolezza su questa che è un’emergenza a tutti gli effetti: “Ovviamente un flash mob non risolve il problema, ma è auspicabile un’alleanza permanente a tutela del lago ed è già in programma un’agenda di iniziative per SOS laghi. Prendiamo in prestito dalle nuove generazioni questo patrimonio e abbiamo la responsabilità di lasciarlo meglio di come l’abbiamo trovato”, ha detto.
Arrivati all’antico molo romano, nel ricordare che il Coordinamento è composto da una trentina di associazioni, Salustri ha definito gli obiettivi prioritari oggi: “La conservazione dei laghi e la lotta contro l’inceneritore, questi sono i due veri problemi legati tra di loro”. Poi la lotta per la legge a difesa della fauna: “c’è il pericolo che addirittura sulla riva dei laghi si possa cacciare, in area demaniale. Stanno modificando anche la legge nazionale sui Parchi, quindi dentro i Parchi si potrà costruire e cacciare e questo è veramente grave. Sono tre anni che stiamo lottando per questo. Grazie alla mobilitazione dell’Unione dei Comitati contro l’inceneritore abbiamo scoperto la distruzione dei beni archeologici, qui dei beni archeologici dal villaggio delle Macine a Santa Palomba della strada con basolato”.
A fine luglio la Goletta dei laghi e una nuova flottiglia contro le mafie
Salustri ha ricordato tra i prossimi appuntamenti a fine luglio quello con la Goletta dei laghi e la ‘Flottiglia delle barche’. Ha ricordato che da 40 anni monitora i laghi. “Abbiamo le mafie sul nostro territorio e il legame è diretto: costruzioni, inceneritore, consumo di acqua, sono legatissime queste tre cose, quindi basta fake news”. Il Coordinamento svolge un lavoro giuridico e scientifico, ad esempio anche sul consumo di suolo per vedere cosa sta succedendo. “Dal punto di vista giuridico, sono anni che abbiamo fatto il contratto di falda che è la spina al fianco di quelli che vogliono costruire le gronde, che vogliono fare progetti inutili, che vogliono dare soldi ad Acea. I soldi devono andare sul territorio per i piani seri. l’orto botanico dei Castelli Romani”.
Lepidini prosegue il presidio a Santa Palomba: il 15 luglio al Tar
Nel suo intervento conclusivo, Lepidini ha ricordato: “L’8 maggio abbiamo lanciato l’iniziativa ‘Il fosso della Cancelliera siamo noi’ e abbiamo costituito il primo presidio dell’inceneritore che a far data il 14 maggio non si è mai fermato e nei successivi giorni alla Cancelliera per documentare quello che avveniva per poi spostarsi davanti al cantiere. Le questioni idriche sono assolutamente legate e importanti perché intorno alla vicenda dell’inceneritore hanno fatto una nuova operazione grave facendo credere che tutelavano l’acquifero”.
Ha ricordato che prima la Regione aveva dato l’ok per la perforazione di 2 pozzi, poi, dietrofront “ma la pezza è stata peggiore del buco, ci sono quattro pozzi esistenti che Renew Rome ha comprato a 90 mila euro l’uno, 360 mila euro, niente rispetto a 7 miliardi e mezzo che è tutto l’indotto dell’opera nei prossimi anni, ma fa capire come l’avidità e il bisogno di acqua li abbia spinti a ciò. L’inceneritore è un crimine ambientale e la sofferenza dei laghi è un dramma per tutti noi”.
Ha poi riferito sulla petizione che ha raccolto 13 mila firme e su tante altre iniziative di ambito europeo. “Roma silenziata dalla piovra, ma ci stiamo avvicinando a decapitarla. Non c’è la speranza, c’è la certezza”. Ha dato appuntamento a tutti da lunedì 29 giugno non più alla Cancelliera ma davanti al cantiere.”Da lunedì il presidio sarà attivo dalle ore 8 alle ore 12, tutti i giorni di cantiere. Lo stare là ci ha consentito di vedere cosa accadeva”.
Ha manifestato l’intenzione di dedicare luglio e agosto a preparare il rilancio del contratto di lago, falda e bacino, “un altro strumento che li mette spalle al muro come adesso stiamo per fare. Le reti di copertura delle mafie non durano. La posa della prima pietra sarà tombale per Gualtieri, abbiamo tutte le informazioni che servono”.
Si è appellato al Codice dei Beni Culturali: “Con il basolato distrutto, il Paur va sospeso subito. Stiamo là perché la sospensione del Paur è un atto dovuto. Abbiamo scritto al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio, al ministro della Cultura, alla Procura di Roma, alla Procura Generale, bisogna attendere i tempi tecnici che ci vorranno”.
Ha ricordato l’appuntamento importantissimo il prossimo 15 luglio davanti al Tar: “Si discute collegialmente per la sospensiva dei lavori, alla luce degli elementi nuovi accaduti: l’interruzione della continuità idraulica, la distruzione del basolato e la necessità che il resto del basolato venga tutelato. Subito dopo faremo una grande iniziativa in loco e anche una rappresentazione teatrale”.
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Piera Lombardi
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